Rifugio Baita Altissimo
Come arrivare · Comunità montana della valle Camonica, Lombardia · 1703 m · rifugio alpino
Scheda rifugio su MyBlaze
Informazioni pratiche
Tipologia
rifugio alpino
Quota
1703 m
Regione
Lombardia
Comune
Comunità montana della valle Camonica
Meteo
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Come arrivare al Rifugio Baita Altissimo
Il Rifugio Monte Altissimo situato a pochi metri dalla vetta dell'omonimo monte con bella vista su varie cime orobiche tra le quali spiccano la Presolana (m. 2521), la Corna
S. Fermo (m. 2329), la Cima Moren (m. 2418) e la Concarena (m. 2549). Dalla vetta del M. Altissimo (m. 1703) verso sud visibile il Lago d'Iseo.
Il rifugio fa parte del comprensorio sciistico di Borno e pertanto, oltre che con vari sentieri, raggiungibile con gli impianti di risalita.
Primo itinerario: da Borno con gli impianti di risalita
Lasciamo la statale 42 della Valle Camonica a Cividate (km. 83.5) e con la provinciale 345 raggiungiamo Malegno. Continuiamo poi con la provinciale 5, superiamo Ossimo e arriviamo a Borno.
Attraversato il paese, ad una rotonda proseguiamo diritto sempre con la SP 5 (cartello giallo: impianti di risalita Monte Altissimo).
Dopo 500 metri giriamo a sinistra in Via Funivia.
Proseguiamo per km. 2.2 (passando alla destra del Parco Adventure Land e attraversando un bosco) fino al grande parcheggio in fondo al quale c' la stazione di partenza della seggiovia biposto che
sale al Monte Altissimo.
La seggiovia divisa in due tronconi: Ogne-Play e Play-Monte Altissimo.
Gli impianti sono gestiti dalla Funivia Boario Terme - Borno S.p.A. (tel. 0364 310295).
Ci sono 5 impianti di risalita e d'estate quattro percorsi di downhill.
Gli impianti sono aperti nella stagione sciistica e durante l'estate nei weekend dal 23 giugno al 22 luglio e tutti i giorni dal 28 luglio al 2 settembre. Orario 9.30 - 17.00. Tariffe: corsa singola
Euro 7, a/r Euro 9, bike pass giornaliero Euro 16 (dati riferiti all'estate 2018).
Secondo itinerario: da Borno (Croce di Salven)
Lasciamo la statale 42 della Valle Camonica a Cividate (km. 83.5) e con la provinciale 345 raggiungiamo Malegno. Continuiamo poi con la provinciale
5, superiamo Ossimo e arriviamo a Borno.
Attraversato il paese, ad una rotonda proseguiamo diritto sempre con la SP 5 per altri km. 3.8 fino a trovare sulla destra il parcheggio che precede la Croce di Salven e il valico
che mette in comunicazione l'altopiano di Borno con la Val di Scalve.
Lasciata la macchina, attraversiamo la strada e ci incamminiamo lungo Via Valsorda all'inizio della quale alcuni segnavia indicano: Croce di Salven m. 1109; Rifugio Lorenzini ,
Casa Vacanze M. Nodari Pianborno e con il percorso n. 6: Val Sorda ore 1, Pratolungo ore 1.30, Monte Altissimo ore 2.40.
La strada inizialmente sterrata poi diventa asfaltata e procede quasi in piano tra due recinzioni: alla sinistra ci sono dei pali di legno che reggono tre cavi e alla destra una staccionata.
Troviamo una casa in legno alla destra, poi prati e alberi.
Due altre case, una grande e l'altra pi piccola, le troviamo dall'altro lato presso una curva a sinistra.
Proseguiamo in leggera salita e lasciamo alla sinistra la Casa Vacanze Nodari e un altro edificio. Su di un albero vediamo il segnavia n. 6 a bandierina.
Entriamo in un bosco composto in prevalenza da pini. La strada ora ha il fondo in cemento e procede incassata nel terreno circostante.
Ignoriamo un sentiero che sale a sinistra verso una casa (m. 1135).
La strada diventa sterrata.
In basso a destra, tra gli alberi, vediamo due case.
Lasciamo a sinistra una casa di legno.
Proseguiamo quasi in piano. Un centinaio di metri pi avanti troviamo un segnale stradale, a cura del Comune di Piancogno, che indica il divieto di
transito a tutti i mezzi motorizzati, e una stanga di colore verde che aggiriamo alla sinistra (m. 1140).
Ignoriamo poi un sentiero che sale a sinistra.
Continuiamo con un lungo tratto in leggera salita percorrendo varie semicurve e cominciando ad aggirare il versante occidentale del Monte Tauggine. In alcuni tratti alla sinistra c' un muro di
pietre. Qualche apertura tra gli alberi, di tanto in tanto, consente di vedere uno scorcio della vallata.
Troviamo poi, alla destra, e per un breve tratto, delle protezioni di legno. In basso vediamo un laghetto (m. 1175).
Dopo un ampio tornante sinistrorso troviamo altri due punti nei quali ci sono delle protezioni a valle.
Percorriamo poi una curva a destra subito seguita da una a sinistra con la quale aggiriamo una roccia (m. 1180).
Pi avanti, alla sinistra, dopo un muretto di pietre, troviamo una madonnina sotto ad una roccia (m. 1195).
Proseguiamo con una curva a sinistra aggirando una parete di roccia coperta dall'erba.
All'esterno di una semicurva a sinistra troviamo un'altra corta protezione di legno (m. 1200).
Pi avanti la strada gira ancora a sinistra. Alla destra ci sono delle protezioni e una roccia sulla quale vediamo una piccola croce e una targa a memoria di
un giovane, vittima del lavoro, deceduto nel 1930 all'et di 33 anni (m. 1210).
In seguito troviamo altre protezioni alla destra nel punto in cui la sterrata taglia una roccia (m. 1215).
Proseguiamo con alcune semicurve e con pochissima pendenza. Alcune aperture tra gli alberi consentono di vedere la Presolana.
Percorriamo un ampio tornante sinistrorso all'interno del quale ci sono una parete di roccia friabile, uno slargo ed una panchina (m. 1220).
Continuiamo con poca pendenza. All'esterno di una curva verso destra vediamo un altissimo pino (m. 1235).
In un tratto quasi in piano, a destra della sterrata ci sono dei rinforzi in cemento.
Proseguiamo in leggera salita e percorriamo un tornante sinistrorso molto ampio (m. 1240).
Superiamo varie semicurve (non star ad elencarle tutte) ignorando, uno dopo l'altro, due sentieri che salgono a sinistra in un fitto bosco (m. 1245-1250).
Arriviamo ad una biforcazione (m. 1255). Un cartello, situato alla destra della strada, parrebbe indicare il Rifugio Lorenzini con la sterrata a sinistra.
Andiamo pertanto a sinistra, in salita, e poco dopo su di un albero vediamo il segnavia 6A a bandierina.
Attraversiamo una zona con alberi pi radi poi il bosco torna ad essere fitto. Cominciamo a trovare delle canaline per lo scolo dell'acqua poste di traverso al percorso (m. 1270).
Ignoriamo un sentiero che sale a sinistra e proseguiamo con poca pendenza (m. 1280).
Dopo un tratto quasi in piano riprendiamo a salire (m. 1285).
Torniamo poi a camminare con poca pendenza fino ad una semicurva verso sinistra oltre la quale riprendiamo a salire (m. 1300).
Ora nel bosco ci sono alberi di vario genere mentre il sottobosco particolarmente ricco, vi troviamo infatti more, lamponi e ciclamini.
Su di un albero alla destra della sterrata vediamo il segnavia 6A a bandierina (m. 1320).
Proseguiamo dapprima con poca pendenza e poi in salita (m. 1330).
In alcuni punti il bosco meno fitto.
Percorriamo un tratto con poca pendenza, uno in salita e uno in leggera discesa (m. 1355).
Alterniamo tre tratti quasi in piano ad altrettanti in leggera salita.
Continuiamo dapprima quasi in piano e poi in leggera discesa.
Raggiungiamo uno slargo dove ignoriamo un sentiero che si stacca alla destra (m. 1365).
Torniamo a salire e incrociamo un sentiero (m. 1375).
Dopo un tratto quasi in piano tra radi pini, sbuchiamo in un grande prato. Un segnale stradale indica il divieto di transito ai veicoli (m. 1385).
Attraversiamo il prato in leggera salita.
Ad una biforcazione lasciamo a sinistra la sterrata che conduce verso una baita e continuiamo diritto quasi in piano come indicato da un segnavia a bandierina dipinto su di una pietra.
Giunti in fondo al prato, con una curva a destra rientriamo nel bosco.
Dopo un breve tratto in discesa, giriamo a sinistra e continuiamo quasi in piano (m. 1380).
Poco pi avanti raggiungiamo una radura con una pozza alla destra.
Troviamo una palina con dei segnavia che indicano diritto con il percorso 5: Malga Corvino a 45 minuti; dietro con il percorso 6-6A: Croce di Salven a 50 minuti. Prendiamo invece un sentiero tra
l'erba che si stacca alla destra e si dirige verso un masso accanto al quale ci sono altri segnavia. In questo punto ci troviamo tra due pozze, quella alla destra che abbiamo aggirato e un'altra
poco pi in alto alla sinistra.
I segnavia accanto al masso indicano: Pozze di Val Sorda m. 1382; continuando verso destra con il percorso 6: Rifugio Lorenzini - Pratolungo a 30 minuti,
Monte Altissimo a ore 1.45.
Rientriamo nel bosco e camminiamo su delle radici affioranti dal terreno.
Torniamo a salire.
Pi avanti camminiamo tra alcuni spuntoni di roccia calcarea (m. 1400).
Proseguiamo con poca pendenza.
Percorriamo un tornante destrorso.
Troviamo altre radici affioranti (m. 1410).
Il sentiero, attorniato da alcuni maggiociondoli, si divide ma subito si ricompone (m. 1415).
Dopo un tratto quasi in piano torniamo a salire con alcune serpentine, passando ancora su delle radici.
Nuovamente il sentiero si divide e poco pi avanti torna ad unirsi.
Dopo due passi in discesa passando sopra ad una radice, riprendiamo a salire (m. 1445).
Il sentiero si divide e si ricompone altre volte. Ignoriamo un sentiero che si stacca a destra.
Gli alberi diventano pi radi.
Giunti al termine della salita (m. 1470) percorriamo un tratto in discesa seguito da uno in leggera discesa e continuiamo quasi in piano (m. 1460).
Entriamo in un grande prato e subito troviamo un sentiero che si innesta dalla destra. Su di un cartello appeso ad un albero leggiamo: Prave.
La sterrata prosegue con due curve destra-sinistra mentre un sentiero inerbito continua diritto. Entrambi aggirano subito una pozza, da una parte o dall'altra, e procedono paralleli in leggera salita
(m. 1465).
Giunti in fondo al prato il sentiero si immette sulla sterrata. Su di un albero vediamo una bandierina verde-bianco-rossa ed una rosso-bianco-rossa (m. 1470).
Seguiamo la sterrata in salita fino a raggiungere un altro grande prato (m. 1485).
Davanti vediamo il retro del Rifugio Lorenzini (m. 1482) e, ancora lontano, il Monte Altissimo.
Ignoriamo il sentiero che tra l'erba continua diritto verso il rifugio e proseguiamo in leggera discesa con la sterrata alla sua destra.
Lasciamo a sinistra, il rifugio, una pozza e una vasca abbeveratoio per gli animali.
Continuiamo quasi in piano circondati dai prati. Alla destra troviamo una pozza recintata con una staccionata e una rete (m. 1465).
Giunti in fondo al prato la sterrata prosegue in discesa (m. 1460).
Ricominciamo a trovare delle canaline per lo scolo dell'acqua di traverso alla strada. Di tanto in tanto troviamo anche qualche tombino.
Camminiamo tra radi alberi dapprima in leggera discesa e poi in discesa (m. 1445).
Alla sinistra c' una presa d'acqua su di un torrente che troviamo asciutto.
Su di un letto di pietre e cemento, un ruscello attraversa la sterrata che in questa zona incassata nel terreno circostante.
Continuiamo in lievissima discesa.
Entriamo nei prati che attorniano la Malga Guccione e poco dopo la raggiungiamo. La strada si divide e i segnavia indicano: Malga Guccione m. 1427;
diritto in discesa con il percorso 4: Corvino a 15 minuti, Plai a 25 minuti; a destra con il percorso 6: Monte Altissimo a ore 1; dietro: Val Sorda 45 minuti.
Un cartello informa che sono in vendita delle formaggelle. Andiamo a destra, in leggera salita, passando accanto agli edifici della malga.
Dopo un tratto in salita, quasi in piano rientriamo nel bosco (m. 1440).
Continuiamo tra prati e alberi dapprima con poca pendenza, poi in salita, poi quasi in piano (m. 1460).
In leggera salita percorriamo una curva verso sinistra e continuiamo quasi in piano nel bosco (m. 1465).
Proseguiamo in leggera discesa con delle semicurve.
Continuiamo dapprima quasi in piano tra i prati e poi in leggera discesa tra gli alberi.
Dopo un tratto quasi in piano, percorriamo un tratto in leggera salita, uno in leggera discesa, uno quasi in piano ed un altro in leggera discesa.
Arriviamo ad un incrocio (m. 1450). La sterrata scende a destra. I segnavia indicano dietro il Rifugio Lorenzini .
Continuiamo diritto e dopo alcuni ripidi passi su sentiero, troviamo altri segnavia che indicano
davanti il Monte Altissimo a 50 minuti e dietro la Malga Guccione a 10 minuti.
Superiamo una rete di protezione rialzata ed entriamo in una pista da sci che in questo punto, scendendo, effettua un tornante destrorso.
Tenendoci sul lato destra della pista (che durante l'estate un prato), saliamo in modo abbastanza ripido.
Proseguiamo con delle roccette alla destra e una rete alla sinistra della pista (m. 1465).
Uno dopo l'altro, lasciamo a destra tre cannoni spara neve.
Dopo un tratto con poca pendenza (m. 1485) riprendiamo a salire e passiamo accanto ad altri due cannoni.
In leggera salita raggiungiamo l'ultimo cannone (m. 1510).
Torniamo a salire e ben presto in modo abbastanza ripido (m. 1525).
Continuiamo con poca pendenza. Le roccette alla destra terminano e poco dopo anche la rete alla sinistra (m. 1545).
Con un breve tratto quasi in piano arriviamo ad una biforcazione (m. 1550). Dietro viene segnalato Col de Serf. Un segnavia raffigurante un escursionista invita a proseguire diritto con un sentiero
inerbito mentre una stradina piegando a sinistra si dirige verso Malga Paghera. Possiamo prendere entrambe le direzioni ma con il sentiero impiegheremo meno tempo.
Seguiamo il sentiero che rimane sempre sul margine destro dei prati.
Poco dopo, davanti in alto, cominciamo a vedere la stazione di arrivo della seggiovia e la parte alta del rifugio (m. 1570).
Saliamo in modo abbastanza ripido.
Dopo un breve tratto quasi in piano ed uno in leggera discesa riprendiamo a salire in modo abbastanza ripido (m. 1585).
Troviamo delle mucche al pascolo.
Ci immettiamo sulla sterrata descritta nel seguente itinerario e la seguiamo in salita (m. 1610).
Entriamo in un bosco (m. 1615).
Percorriamo una curva verso sinistra (m. 1625).
Usciamo dal bosco e continuiamo con poca pendenza. Nei prati alla sinistra vediamo una seggiovia e uno skilift (m. 1635).
Percorriamo un tornante destrorso molto ampio (m. 1640).
Riprendiamo a salire.
Superiamo un tornante sinistrorso all'esterno del quale ci sono degli alberi. Su di un cartello leggiamo: " PS2 Col de Serf " (m. 1650).
Siamo in direzione del rifugio, con gli alberi alla destra e i prati alla sinistra della sterrata.
Transitiamo sotto a tre cavi dell'alta tensione (m. 1665).
Dopo una semicurva verso destra la pendenza aumenta.
Lasciamo a sinistra un baitello di legno e, subito dopo, la stradina che si dirige verso la stazione di arrivo della seggiovia (m. 1675).
Continuiamo diritto, in modo abbastanza ripido, fino al termine dello skilift. Alla destra c' una rete di protezione.
Giriamo a sinistra e raggiungiamo il rifugio (m. 1690).
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