Rifugio Balur
Come arrivare · Roaschia, Piemonte · 1780 m · Rifugio
Scheda rifugio su MyBlaze
Informazioni pratiche
Tipologia
Rifugio
Quota
1780 m
Regione
Piemonte
Localita
Colle Balur, Comune di Roaschia
Comune
Roaschia
Itinerari
25/08/2019 CN, Roaschia D+ 1500 m MC, TC Varie
Meteo
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Come arrivare al Rifugio Balur
Itinerario 11.42
Ai margini del paese di
Roaschia
(803 m),
una cinquantina di metri oltre il posteggio, a destra della strada provinciale
e a fianco di un pilone votivo in mattoni,
ha inizio una stradina asfaltata per la
Sorgente Dragonera .
Si sale sulla stradina per circa 200 metri fino al primo tornante verso sinistra.
Qui si stacca di fronte la via pedonale per la vicina
Sorgente Dragonera
(829 m, deviazione di qualche minuto decisamente consigliata); per
proseguire l'escursione ci si tiene invece a sinistra sull'asfalto.
Chi visita la sorgente può seguire, dall'area attrezzata, il breve percorso
pedonale che riporta in breve sul tracciato per il
Rifugio Balur .
La Grotta Dragonera e la Sorgente Dragonera
La grotta da cui scaturisce la
Sorgente Dragonera
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è lunga 130 metri, e le prime esplorazioni risalgono al 1962.
E' però nel 1968, esattamente il 15 maggio, che si sfiora la tragedia.
Tre speleosub si immergono fino alla saletta a quota -15m, abbandonando però
la corda di sicurezza che si era bloccata. Una nuvola di fango intorpidì le acque,
azzerando di fatto la visibilità. Dei tre, solo quello rimasto un poco più indietro riuscì,
abbastanza fortunosamente, a guadagnare l'uscita e a dare l'allarme.
I due compagni sbagliarono invece il percorso di risalita, trovandosi in una pozza sifone
di pochi metri. Era ormai sera, e i due decisero di fermarsi in attesa dei soccorsi.
I quali, dopo tentativi infruttuosi, però desistettero.
Dopo quasi 14 ore, con l'acqua tornata nuovamente limpida, i due speleosub intrappolati
al freddo e affamati decisero di tentare il tutto per tutto e cercare la via per conto
loro: muovendosi lentamente, per non sollevare fango, i due si imbatterono in una
corda lasciata dai soccorritori e riuscirono a tornare alla luce del sole.
Dalla sorgente, un tempo solo nota come l'öy, sgorga acqua in notevole quantità
e di ottima qualità: analisi, ormai del 2009, la classificano come
"acqua oligominerale microbiologicamente pura, con discreta dotazione di calcio e magnesio,
povera di sodio, con pochissimi nitrati."
[Pannello informativo in loco]
[Comune di Roaschia, Grotta della Dragonera]
Poco dopo il bivio, un piccolo slargo a fianco della stradina, permette ancora
il posteggio di alcune auto.
Allo slargo arriva, da destra, il percorso pedonale proveniente dalla
Sorgente Dragonera .
La strada s'innalza ripida, alternando più a monte qualche tratto asfaltato al fondo
sterrato un po' sconnesso. Per ben quattro volte si scavalca il rio che scende nel
Vallone della Freida
su ponticelli carrabili in cemento.
Dopo il quarto ponte si incontra un bivio: si abbandona la stradina (qui asfaltata) che volge
a sinistra e si dirige a
Tetti Virutra
(o Tetti Virotta ),
e si imbocca a destra una pista sterrata.
La pista sale subito assai ripida, poi si biforca: si lascia il ramo di sinistra
che conduce ancora a
Tetti Virutra ,
e ci si tiene a destra.
Dopo pochi metri termina anche la pista sterrata e si continua su sentiero.
Sempre con pendenze piuttosto sostenute si guadagna quota tra noccioli e altri arbusti,
poi si entra nel bosco di faggio. Si sale dapprima con diversi tornanti, poi con un
lunghissimo traverso
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che porta fuori dal bosco, su aperti pendii prativi
1 2 .
Si incontrano alcune diramazioni a sinistra, resti del vecchio tracciato ormai sostituito
dalle più rettilinee (e ripide) scorciatoie, poi il sentiero svolta a destra e si
immette sulla strada sterrata per il
Passo del Van .
Si segue la strada verso sinistra, rimontando i pochi stretti tornanti che conducono al
Gias Fontana Fredda
(o Gias Fontana Freida ,
1588 m, 2:10 - 2:25 ore da
Roaschia , fontana)
3 4 ,
protetto da un paravalanghe in cemento.
La strada termina presso il gias e si prosegue su una sorta di mulattiera,
continuando la salita a tornanti fino ad una conchetta soprastante.
Qui il tracciato si riduce a sentiero e piega decisamente a sinistra (est nord-est).
Dopo un lungo traverso tra i pascoli, si supera l'ultima breve salita che
porta al
Rifugio Balur
(1780 m, 0:30 - 0:35 ore dal
Gias Fontana Fredda )
5 .
Il Rifugio Balur
Informazioni, curiosità e notizie storiche, sono disponibili alla pagina del
Rifugio Balur .
Alle spalle del rifugio si trova il
Colle Balur
6 ,
con un prefabbricato metallico costruito proprio sul valico.
Qui si ignora il sentiero a destra (sud) per la lontana
Fontana Liret
(segnavia N29A)
e si segue una labile traccia a sinistra (est) che porta a una presa d'acqua.
Delle due arrotondate elevazioni ed est del rifugio, separate
da un colletto prativo, si punta a quella più lontana, il
Monte Testas .
La più vicina, ad una quota inferiore di una qundicina metri, è spesso erroneamente
indicata in cartografia come
Monte Balur ,
che invece è la cima subito ad ovest del rifugio, assai più slanciata e sormontata da
un evidente pilastrino in pietre.
Oltre la presa d'acqua di fatto la traccia sparisce, ma non è un problema spostarsi tra erba e
roccette nei pressi della displuviale fino a raggiungere la sommità del
Monte Testas
(1829 m, 0:10 - 0:15 ore dal
Rifugio Balur )
8 7 .
Il monte precipita verso est con una parete strapiombante, ed offre un magnifico panorama
sul vicino
Monte Bussaia ,
sulla pianura, il
Monviso
e l'arco alpino fino al
Monte Rosa .
Altre informazioni
Fonte indicazioni: https://www.alpicuneesi.it/itinerari/vallegesso/1142.htm
Link utili
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