Barenghi Giuseppe

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Rifugio Barenghi Giuseppe

Come arrivare · Acceglio, Piemonte · 2815 m · Bivacco

Scheda rifugio su MyBlaze

Informazioni pratiche

Tipologia
Bivacco
Quota
2815 m
Posti letto
9
Regione
Piemonte
Localita
Lago del Vallonasso di Stroppia
Comune
Acceglio
Itinerari
13/08/2025 CN, Prazzo D+ 1400 m EE/F Sud

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Contatti

Come arrivare al Rifugio Barenghi Giuseppe

Itinerario 14.07 Dal posteggio a fianco dell strada nella Piana di Stroppia (1644 m), si segue il ramo di sinistra della strada sterrata. In modesta salita, la strada lascia a sinistra sia il sentiero per la miniera di carbone sia una diramazione sterrata minore ed infine, intorno a quota 1680, incontra ancora a sinistra la partenza del " Sentiero Dino Icardi ". La partenza vera e propria si discosta leggermente dalla carrareccia, e anche il pannello informativo resta un poco nascosto alla vista dalla vegetazione. Di fatto però è impossibile non notare il bivio. Il Sentiero Dino Icardi Il percorso qui descritto coincide, fino al Bivacco Barenghi , con il Sentiero Dino Icardi . Dedicato ad un alpinista della Val Maira, scomparso nel 1988, è segnalato con tacche giallo-blu. Si tratta di un percorso ad anello di circa 15 km, che sale il Vallone del Vallonasso di Stroppia e ridiscende il Vallone dell'Infernetto . [-] Il sentiero (segnavia S18) inizia subito a salire ripido, con numerosi tornanti, dapprima tra radi larici, poi tra erba e pietrame. Al termine dei tornanti si ignora a destra la traccia che riporta sulla sterrata di fondovalle e si prosegue con un mezzacosta pianeggiante, a meta del quale si incontra un bivio: si trascura il ramo di destra (tracciato originario ora sconsigliato, che risale un costone roccioso abbastanza ripido dove, in alcuni tratti, può essere necessario aiutarsi con le mani) e si continua innanzi, fino ad incontrare l'impetuoso ruscello che scende dalla risorgiva del Lac Ars . Il sentiero supera l'ostacolo su una una bella passerella in legno, quindi piega decisamente a destra, lambisce un boschetto di larici, e riprende la salita con ripide svolte tra erba e sfasciumi. Raggiunto il pianoro sospeso sede di una copiosa risorgiva, denominata " Lac Ars " (2023 m) 13 , si attraversa un breve tratto tra salici e lamponi, e si riceve da destra il sentiero summenzionato (e sconsigliato) proveniente dall'ultimo bivio incontrato. Si inizia ora a rimontare, sempre a stretti tornanti in notevole pendenza, la conoide detritica che conduce alla base della verticale bastionata rocciosa soprastante. Si piega a sinistra e si supera un ruscelletto e, alla base delle rocce che paiono sbarrare il cammino, si imbocca l'ardita mulattiera ex militare realizzata dal Battaglione Alpini Valcamonica nel 1940, come ricorda una iscrizione in loco. Con svariati tornanti scavati nella roccia, purtroppo in parte franati e ricostruiti come possibile sulle cengie rocciose, si risale ai margini di una profonda e stretta forra. È questo il tratto più insidioso di tutto l'itinerario. Della vecchia mulattiera rimangono ampie tracce, ma sovente si riduce ad un sentiero, o anche meno. I passaggi, mai troppo stretti, sono però ripidi, gradinati e abbastanza esposti. Si consiglia di affrontare il passaggio con terreno asciutto. L'incredibile tracciato militare sbuca su un'ampia cengia erbosa; si continua con un pianeggiante traverso, non lontano dai dirupi che si aprono a sinistra del sentiero. In questo punto il sentiero è fiancheggiato a monte da una grossa corda fissa. Normalmente la corda è superflua, ma il tratto è soggetto ad essere bagnato abbondantemente nei periodi di piena, con il rischio di trovare il fondo scivoloso o ghiacciato. Il traverso porta in breve al terrazzo erboso ove sorge il Rifugio Stroppia (2229 m, 1:45 - 2:00 ore dalla Piana di Stroppia ) 1 , primo rifugio costruito in valle nel 1933. Il Vallonasso di Stroppia e le Cascate di Stroppia Il Vallonasso di Stroppia è un cosiddetto "vallone sospeso" la cui parte terminale, che avrebbe dovuto scendere naturalmente verso il fondo della valle principale, è stata invece rimodellata dall'azione erosiva del ghiacciaio che scorreva lungo il fondo della Val Maira. Questo processo ha creato il notevole dislivello (oltre 500 metri) tra l'attuale fondo della Val Maira e l'imbocco del Vallonasso di Stroppia , dando luogo alle spettacolari Cascate di Stroppia 11 . [-] Poco oltre il rifugio si passa, su passerella in legno e cemento, il primo salto delle Cascate di Stroppia quindi, con alcuni tornanti, si supera la strettoia nota come Passo dell'Asino (2310 m) e si sale al limpidissimo ed ameno Lago Niera (2302 m, 0:15 ore dal Rifugio Stroppia ) 12 18 . Affacciato come un balcone sulla valle, in posizione spettacolare, si tratta purtroppo di un lago effimero: in estate è facile trovarlo completamente, e desolatamente, asciutto. Da questo punto in avanti il sentiero, quasi sempre ben visibile, risale il fondo del selvaggio Vallonasso di Stroppia 4 tra magre praterie 5 che, con l'aumentare della quota, lasciano il posto a detriti, alternando tratti quasi pianeggianti con brevi ripide risalite di balze 17 . Gli unici punti di riferimento in questo percorso, che si svolge comunque in uno scenario maestoso tra vette di oltre 3000 metri e spettacolari pareti quasi verticali, sono i numerosi bivi che si incontrano lungo la salita. Poco oltre il Lago Niera si lascia sulla sinistra il bivio segnalato (2343 m) per il Colle della Portiola 14 , seguito poco dopo da un'altra traccia a sinistra. Poi si ignorano: il bivio segnalato a destra per il Colle dell'Infernetto (segnavia S19); una diramazione non segnalata a sinistra che può creare qualche dubbio sulla direzione da seguire; un bivio segnalato a sinistra (2505 m, segnavia S20) per il Colle di Nubiera ( Col de Nubiera o Col de Stroppia ); una ulteriore diramazione a sinistra, ancora per il Colle di Nubiera (segnavia S34). Da quest'ultimo bivio, fino al Colle della Gippiera , ci si trova anche sul tracciato del " Sentiero Roberto Cavallero ", trekking di una settimana attraverso l'alta Valle Maira, piuttosto impegnativo. È caratterizzato dalla sigla SRC e da segnaletica orizzontale blu e rossa. Si guadagna quota, e ci si sposta in un ambiente più marcatamente detritico. Una traccia a destra, segnalata solo dalle tacche di vernice bianco-rosse, porta a due piccoli laghetti e va ignorata (più a monte, quando il sentiero lambisce un grosso masso è possibile, voltandosi all'indietro, osservare i due piccoli laghetti in lontananza 6 ). Continuando l'ascesa, si arriva all'ennesimo bivio, segnalato: il ramo di sinistra punta direttamente al Colle della Gippiera , quello di destra si dirige all'ormai vicino Bivacco Barenghi . Dal bivacco ci si può ricongiungere al sentiero per il colle, e il percorso si allunga di meno di una decina di minuti, sicché è preferibile questa alternativa. Ci si tiene a destra, si supera un curioso tratto di blocchi di roccia accatastati proprio sul sentiero e, piegando un poco a destra, si raggiunge il Bivacco Barenghi (2822 m, 1:40 - 1:55 ore dal Lago Niera ) 2 7 che, nascosto dalle rocce, appare solo negli ultimi metri. Il Bivacco Barenghi Informazioni, curiosità e notizie storiche, sono disponibili alla pagina del Bivacco Barenghi . Il bivacco si affaccia sul bel Lago del Vallonasso di Stroppia (2804 m) 15 8 , raggiungibile in pochi minuti per pietrame senza percorso obbligato. A destra, invertendo quasi la direzione di marcia, prosegue il Sentiero Dino Icardi diretto al Colle dell'Infernetto (segnavia T15). A sinistra del bivacco (lato pannelli fotovoltaici) si seguono le tacche bianco-rosse che tagliano in pietraia in direzione nord-ovest. Con qualche saliscendi ci si ricongiunge in breve sul sentiero precedentemente abbandonato per il Colle della Gippiera , che si segue verso destra. Il sentiero supera la piana detritica a ovest del Lago del Vallonasso di Stroppia passando tra massi accatastati, poi taglia in diagonale il ripido pendio di fini sfasciumi che difende il colle. Un ultimo tratto, in minor pendenza, conduce infine al Colle della Gippiera ( Col de Gippiera , 2930 m, 0:25 ore dal Bivacco Barenghi ). Dal valico si gode di un incredibile panorama sull' Aiguille des Chambeyron 16 e sul Lac des Neuf Couleurs 3 9 . Il toponimo del Lac des Neuf Couleurs È interessante l'ipotesi secondo la quale i Fonte indicazioni: https://www.alpicuneesi.it/itinerari/vallemaira/1407.htm

Descrizione

Il bivacco è una struttura metallica internamente rivestita in legno. E' stato inaugurato nel 1958 ed è dotato di 9 posti letto; l'acqua è disponibile nel vicino lago.

Link utili

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