Bivacco Battaglione skiatori monte Ortles
Come arrivare · Comunità montana Alta Valtellina, Lombardia · 3130 m · rifugio
Scheda rifugio su MyBlaze
Informazioni pratiche
Tipologia
rifugio
Quota
3130 m
Posti letto
6
Regione
Lombardia
Comune
Comunità montana Alta Valtellina
Meteo
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Come arrivare al Bivacco Battaglione skiatori monte Ortles
Il Bivacco Battaglione Skiatori Monte Ortles situato poco sotto la cresta (versante occidentale) che scende dal Pizzo di Val Umbrina (m. 3222) al Passo Doseg (m. 2999).
Bella la vista in tutte le direzioni. Di fronte al bivacco vediamo il Corno dei Tre Signori (m. 3660) e il Pizzo della Sforzellina (m. 3100); risalendo i pochi
metri che lo separano dalla cresta spartiacque possiamo invece vedere verso est il Lago di Val Umbrina con la cascata che alimenta il neonato Torrente Noce, e
verso sud la lunga cresta di Ercavallo e in lontananza la Presanella. Dalla cima del Pizzo di Val Umbrina il panorama comprende anche una bella veduta del
Ghiacciaio del Doseg.
Il bivacco stato ottenuto ristrutturando una vecchia baracca militare risalente alla prima guerra mondiale. Dispone di sei posti letto con materassi e
coperte, stufa economica e un po' di legna, tavolo e panche, un armadietto con poche stoviglie, cassetta per il pronto soccorso e cassetta per le offerte.
All'esterno ci sono altri due tavoloni con panche e il gabinetto.
Poco sopra, verso la cresta, ci sono un'artistica croce, una campana, un quadro raffigurante una madonna a mosaico e un tavolo con funzioni da altare.
Il percorso dal bivacco alla cima del Pizzo di Val Umbrina reso suggestivo dalla presenza di vari ruderi risalenti alla grande guerra.
Primo itinerario: dal Rifugio Berni con il sentiero 42 (=551)
Da Bormio con la provinciale 29 (ex s.s. 300), oppure da Ponte di Legno, saliamo al Passo del Gavia. Due chilometri prima del passo dal versante valtellinese,
troviamo sulla destra il Rifugio Berni (m. 2541) davanti al quale parcheggiamo la macchina.
Di fronte al rifugio scende una stradina sterrata all'inizio della quale alcuni segnavia indicano con il sentiero 525: Ponte di Pietra a ore 0.30, Dosso Tresero
a ore 1.40, Rifugio Forni a ore 3.50; con il sentiero 556: Ponte delle Vacche a ore 1.40, Plaghera a ore 2.20, S. Caterina a ore 2.40; con il sentiero 551:
Bivacco Btg. Monte Ortles a ore 2.20, Vetta della Sforzellina a ore 1; senza numero: Percorso Naturalistico Ghiacciaio della Sforzellina, Ponte dell'Amicizia a
ore 0.30, Pizzo Tresero.
Ci incamminiamo sulla sterrata e scendiamo verso un ponte in legno. Alcuni pannelli a lato della strada parlano de " I Ghiacciai risorse d'acqua e indicatori
del clima "; " Vegetazione delle zone umide " e del " Percorso Naturalistico Didattico dal Passo Gavia al Ghiacciaio della Sforzellina ".
Con il ponte attraversiamo il torrente Gavia (m. 2520) e in leggera salita arriviamo ad un bivio dove i segnavia indicano a destra con il sentiero 551: Bivacco
Btg. Monte Ortles a ore 2.20, Vetta della Sforzellina a ore 1; e il Percorso Naturalistico Ghiacciaio della Sforzellina; mentra a sinistra con il sentiero 525:
Ponte di Pietra a ore 0.30, Dosso Tresero a ore 1.40, Rifugio Forni a ore 3.50; con il sentiero 556: Ponte delle Vacche a ore 1.40, Plaghera a ore 2.20, S.
Caterina a ore 2.40; senza numero: Ponte dell'Amicizia a ore 0.30, Pizzo Tresero.
Lasciamo a sinistra il sentiero che passa per il Ponte dell'Amicizia, descritto pi sotto, e andiamo a destra.
Con alcuni tornanti raggiungiamo l'ex Rifugio Gavia e un rudere e, in piano, li aggiriamo sulla destra (m. 2550).
Dalla destra arriva un altro sentiero che si unisce al nostro. Su di un masso vediamo un segnavia con il numero 42.
In leggera salita arriviamo ad una curva verso destra dove un pannello parla delle " Praterie alpine ".
Proseguiamo con un'altra curva a destra e in piano arriviamo ad un bivio (m. 2570). I segnavia indicano a sinistra con il sentiero 551 il Bivacco Ortles a ore
2.10; diritto con il sentiero 552 la Vetta della Sforzellina a ore 0.50 e il Percorso Naturalistico del Ghiacciaio della Sforzellina.
Andiamo a sinistra in leggera discesa, guadiamo un torrente (m. 2565) e subito giriamo a sinistra quasi in piano.
Ora alterniamo alcuni tratti di salita e piano guadando due rivoli. Davanti cominciamo a vedere il ghiacciaio del Doseg sopra il quale ci sono da sinistra la
Punta Pedranzini (m. 3599), la Cima Doseg (m. 3560) e la Punta San Matteo (m. 3678).
Ignoriamo un sentiero che si stacca verso sinistra.
Raggiungiamo una pozza. Qui il sentiero gira a sinistra e passa tra delle roccette.
Poi, quasi in piano, raggiungiamo uno slargo tra due rocce. Davanti si apre la vallata percorsa del Rio Doseg originato dal soprastante ghiacciaio (m. 2640).
Ignoriamo un sentiero sulla destra e iniziamo a scendere con alcune serpentine verso il torrente.
Troviamo una freccia giallo-rossa che conferma la direzione di marcia.
Pi in basso la pendenza diminuisce (m. 2590). Continuiamo poi quasi in piano tra pietre, ciuffi d'erba e alcuni cespugli di cardo.
Attraversiamo un paio di rivoli e raggiungiamo un masso (m. 2555). Dalla sinistra, costeggiando il torrente, arriva il sentiero descritto pi sotto. Sul lato
destro del masso una freccia indica il Rifugio Berni alle nostre spalle; sul lato sinistro invece il percorso effettuato dalla variante ovvero lo stesso Rifugio
Berni passando per il Ponte dell'Amicizia.
Dopo che i due sentieri si sono uniti procediamo lungo la sponda destra del torrente con alcuni lievi saliscendi.
In leggera salita guadiamo, uno dopo l'altro, tre rivoli o ruscelli che vanno a gettarsi nel Rio Doseg il quale, davanti a noi, forma una cascata.
Riprendiamo a salire attorniati da pietre e subito troviamo un bivio dove seguendo un segno giallo andiamo a sinistra (m. 2575).
Un altro corso d'acqua, emissario di un piccolo ghiacciaio sulla Punta della Sforzellina, scivolando dalle rocce alla destra forma un torrente che si immette
nel Rio Doseg. Dobbiamo guadarlo, tra vari rivoli, seguendo una freccia che indica verso sinistra.
Continuiamo in leggera salita, mantenendoci alla destra del Rio Doseg, come indicato da una freccia gialla (m. 2630).
Riprendiamo poi a salire verso destra seguendo la direzione indicata da un'altra freccia (m. 2660).
Ben presto la pendenza aumenta e saliamo a zig-zag seguendo vari segnavia (strisce gialle, bolli e ometti).
Il sentiero diventa ripido e si divide in diverse tracce, alcune bagnate da rivoli d'acqua. Cerchiamo di individuare il percorso migliore.
Raggiungiamo poi un masso con il segnavia 42. Qui il sentiero torna a ricomporsi (m. 2710).
Aggiriamo il masso verso sinistra prestando un po' di attenzione in quanto, in questo punto, il sentiero un po' esposto.
Proseguiamo con minore pendenza tra pietre e sfasciumi poi ci spostiamo un po' a destra e riprendiamo a salire. Alla sinistra scorre un piccolo torrente.
Percorriamo un altro tratto con poca pendenza e poi, nuovamente in salita, arriviamo ad un bivio (m. 2760). Nel torrente c' una grossa pietra sulla quale una
scritta indica Vallumbrina verso destra.
Pochi passi pi avanti troviamo i segnavia del Parco che indicano a sinistra il M. San Matteo a ore 4 e a destra il Bivacco Ortles a ore 1.30. Una freccia e una
scritta su una grande pietra confermano quest'ultima direzione.
Saliamo a zig-zag verso destra e raggiungiamo un paletto di legno con la parte alta dipinta di rosso-bianco-rosso (m. 2785).
Proseguiamo in leggerissima salita poi, dopo due passi in lieve discesa, quasi in piano attraversiamo una zona pietrosa volgendo le spalle al ghiacciaio del
Doseg.
Superiamo un piccolo nevaio e riprendiamo a salire ripidamente. In basso a destra vediamo una grande pozza semiasciutta.
Dopo pochi passi in piano (m. 2810) continuiamo in salita circondati solo da pietre, sempre seguendo frecce, trattini gialli e ometti.
Passiamo tra una roccetta e un ometto (m. 2840).
Alla destra scorre un piccolo torrente. Seguendo i segnavia saliamo a sinistra verso un paletto di legno che poi raggiungiamo (m. 2870).
La pendenza diminuisce. Troviamo alcune matasse di filo spinato rimaste qui dai tempi della prima guerra mondiale.
Arriviamo ad un bivio dove ci sono segni bianchi a sinistra e gialli a destra. In ogni caso poco dopo arriviamo sulle sponde del primo laghetto la cui forma
assomiglia alla lettera Z (m. 2882).
Quasi in piano costeggiamo la sponda sinistra del lago camminando sulla neve.
Poi saliamo ripidamente a zig-zag su sfasciumi e sabbietta scivolosa.
Dopo un tratto con poca pendenza torniamo a salire con altri piccoli tornanti seguendo dei paletti di legno (m. 2925).
A destra, un po' in basso, cominciamo a vedere il secondo laghetto.
In leggera salita superiamo alcuni lastroni di pietra (m. 2950).
Alla destra notiamo che il laghetto diviso in due parti e che in fondo rimasto un piccolissimo ghiacciaio.
Proseguiamo in salita su sfasciumi. Risaliamo una roccia dirigendoci verso un paletto che poi raggiungiamo (m. 2960).
Camminiamo tra roccette e sfasciumi. In alto, sulla cresta, cominciamo a vedere alcune baracche risalenti alla prima guerra mondiale e riusciamo ad individuare
il bivacco situato poco sotto la croce (m. 2975).
Attraversiamo una pietrosa vallecola quasi in piano e poi riprendiamo a salire a zig-zag verso destra (m. 2995).
Troviamo poi una freccia che indica il bivacco verso sinistra (m. 3010). Attorno ci sono solo roccette.
Con un breve tratto in piano raggiungiamo una pozza d'acqua e giriamo a destra verso uno spuntone di roccia sporgente. Lo aggiriamo verso destra e riprendiamo a
salire tra pietre e sfasciumi in un ambiente decisamente selvaggio.
Percorriamo un tratto in leggera salita (m. 3035) e riprendiamo a salire tra le rocce. In basso a destra torniamo a vedere una parte del secondo laghetto.
In piano superiamo un piccolo nevaio (m. 3050) poi torniamo a salire e, dopo una curva a sinistra, ripidamente.
Su un masso vediamo una scritta che indica Peio verso destra (m. 3075). Andiamo invece a sinistra, seguendo trattini gialli, immettendoci su di una mulattiera.
Saliamo ripidamente con alcuni tornanti. In basso torniamo a vedere interamente le due parti del secondo laghetto.
Ad un bivio andiamo a sinistra (m. 3095).
Raggiungiamo un muro di pietre con funzione da terrapieno (m. 3110) davanti al quale giriamo a sinistra e vediamo il bivacco.
Con un ultimo tratto in salita lo raggiungiamo.
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