Rifugio Boffalora
Come arrivare · Tremezzina, Lombardia · 1252 m · rifugio
Scheda rifugio su MyBlaze
Informazioni pratiche
Tipologia
rifugio
Quota
1252 m
Posti letto
25
Regione
Lombardia
Localita
Boffalora
Comune
Tremezzina
Meteo
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Come arrivare al Rifugio Boffalora
Il Rifugio Boffalora sorge sull'omonimo valico tra il Monte di Lenno (m. 1589) e la Cima Duaria (m. 1447).
Primo itinerario: in auto
Lasciamo la statale 340 Regina verso la fine di Argegno (Co) per deviare a sinistra ed imboccare la provinciale 13 della Valle d'Intelvi
con la quale saliamo fino a San Fedele e poi giriamo a destra (Largo IV Novembre, Via Blessagno) per Pigra.
A Pigra prendiamo a sinistra una stradina (Via Militare) che conduce dapprima al Rifugio Alpe di Colonno (m. 1320)
dietro il quale c' una chiesetta, ed infine in lieve discesa arriviamo al Rifugio Boffalora.
Secondo itinerario: da Ossuccio per il Santuario della B.V. del Soccorso
Con la s.s. 340 seguiamo il Lago di Como fino ad Ossuccio, paese situato di fronte all'Isola Comacina. Al km. 23 della statale, in vista del
caratteristico campanile, giriamo a sinistra (ovest) per prendere una strada in salita. Arrivati a una rotonda, proseguiamo sulla destra con Via degli
Ulivi.
Seguendo le indicazioni per il Santuario, percorriamo le vie del paese e raggiungiamo Piazza Papa Giovanni XXIII, poco pi di uno slargo, dove
convergono altre due stradine. Qui dobbiamo parcheggiare nei pressi della quarta cappella (m. 305).
Le quattordici cappelle in stile barocco, costruite negli anni 1635-1710, contengono statue a misura d'uomo e rappresentano scene del Vangelo. Le
prime tre, che non visiteremo, narrano: l'Annunciazione, la Visitazione e la Nascita di Ges.
Sulla quarta cappella leggiamo: " La presentazione di Ges Bambino al tempio ". Dietro la cappella c' una panca in pietra.
Ci incamminiamo lungo una strada acciottolata divisa in due da un muretto: la parte a sinistra percorribile con un fuoristrada mentre la parte a
destra, chiusa da una stanga, riservata ai pedoni. Un cartello indica questo cammino come Via del Rosario. Il Santuario gi si vede, davanti in
alto.
Inizialmente saliamo con poca pendenza. Il percorso ampio.
Alla destra, dopo una casa, troviamo la quinta cappella: " La disputa di Ges coi dottori del tempio ".
Proseguiamo tra due muretti. Alla destra c' una villa mentre alla sinistra ci accompagna una fila di platani.
Raggiungiamo la sesta cappella: " L'agonia di Ges nel giardino degli ulivi ". Davanti alla cappella c' una panca di pietra (m. 330).
Camminando quasi in piano tra due muretti, giriamo a destra e poi a sinistra e raggiungiamo la settima cappella: " Ges flagellato " (m. 335).
Troviamo altre due case, una per lato, e continuiamo in leggera salita. Ora i due muretti sono sormontati da una rete metallica.
Presso una curva a sinistra, leggiamo una targa marmorea che ricorda fra Gustavo, un giovane studente cappuccino deceduto a soli 24 anni.
Dopo la curva, sopra il muretto alla destra c' una siepe.
Lasciamo a sinistra alcune case e, sulla destra, troviamo l'ottava cappella: " Ges coronato di spine " (m. 345).
Con pochissima pendenza percorriamo un rettilineo tra muretti e ulivi. Alla sinistra possiamo vedere il lago.
Sulla destra troviamo la nona cappella: " Ges che va al Calvario ".
Subito prima di una curva a destra raggiungiamo un'altra cappella (m. 355). Qui non ci sono scritte ma la scena inequivocabilmente riguarda la
Crocefissione.
Riprendiamo a salire. Ora il fondo parzialmente in cemento, dapprima al centro e poi due strisce ai lati. Alla sinistra, oltre il muretto, la
carrozzabile scorre parallela.
Sulla destra troviamo l'undicesima cappella: " La gloriosa resurrezione di Ges Cristo " (m. 365).
In seguito troviamo sulla sinistra un cassottello, una casa e la dodicesima cappella: " Secondo mistero glorioso, l'Ascensione di Ges Cristo al
cielo ", di fronte alla quale c' una ringhiera in ferro dalla quale possiamo ammirare il panorama sul lago e su Bellagio (m. 375).
Proseguiamo con poca pendenza tra due muretti e alcuni alberi.
Poi riprendiamo a salire percorrendo un tornante sinistrorso con il fondo acciottolato e con dei gradini alla sinistra. All'esterno invece il muretto
si alterna a pezzi di inferriata (m. 385).
Raggiungiamo la tredicesima cappella: " La discesa della Spirito Santo sopra gli Apostoli ". Accanto ci sono due panche di pietra.
Proseguiamo in leggera salita tra due muretti. Alla sinistra ci sono degli ulivi, alla destra altri alberi.
Arrivati sotto la chiesa giriamo a sinistra (m. 400). Ora la parte sinistra della mulattiera a gradini mentre quella destra prosegue sui ciottoli.
Alla sinistra c' un basso muretto e alla destra un muro.
Dopo una curva a destra, sulla destra troviamo due porte ai lati di un'arcata.
Raggiungiamo la quattordicesima cappella: "Maria assunta in cielo". Anche qui c' una panca in pietra (m. 415). Ignoriamo una deviazione che riporta
sulla carrabile che in questo punto stretta e assai ripida, e proseguiamo con un tornante destrorso.
Con poca pendenza percorriamo un breve tratto e arriviamo al successivo tornante, sinistrorso, all'esterno del quale c' una balaustra in posizione
panoramica.
Poi riprendiamo a salire e raggiungiamo il Santuario (m. 419). La chiesa, edificata nel 1590 e restaurata nel 1924, merita sicuramente una visita.
Accanto c' una fontana che rappresenta l'unica possibilit per rifornirsi d'acqua fino al rifugio.
Ci immettiamo sulla stradina che, in alcuni punti, ci aveva accompagnato sulla sinistra. Qui procede in salita con il fondo in cemento ma,
dopo la prima curva a sinistra, di cemento rimangono solo le due strisce ai lati. Alla destra c' un'area pic-nic, su pi livelli, con tavoli e panche in pietra.
Presso un tornante destrorso, ignoriamo un sentierino che continua diritto (m. 435). Alla destra c' un guard-rail di colore grigio. Saliamo in modo
abbastanza ripido attorniati da un boschetto di alberelli. In questo punto la strada interamente in cemento poi continua con le sole due strisce.
Alla sinistra ci sono delle rocce.
Passiamo sotto i cavi dell'alta tensione. Alla destra ci sono dei paletti che reggono due funi di acciaio e proteggono da un ripido pendio. Siamo
all'Orrido del Tufo, un profondo solco che il torrente ha intagliato alle spalle del Santuario (m. 465).
Camminiamo quasi in piano sui ciottoli mentre alla destra ci sono degli abeti, poi riprendiamo a salire, con due strisce di cemento ai lati, in un
boschetto di alberelli.
Percorriamo un ampio tornante sinistrorso ignorando un sentiero che, accanto ad una corta protezione, scende a destra in un valloncello (m. 480). In
alto a sinistra c' una vecchia casa. Un'altra la vediamo davanti in lontananza.
Percorriamo un tratto incassato nel terreno circostante e proseguiamo tra due prati; quello alla sinistra recintato.
In lieve pendenza raggiungiamo Preda, piccolo abitato composto da alcune case e qualche baitello e poi, nuovamente tra i prati, arriviamo ad un bivio
(m. 510). Vari segnavia indicano a sinistra: Gravona a ore 1, Boffalora a ore 2; a destra: S. Benedetto a ore 1.30. Un cartello, segnalando
quest'ultimo percorso, recita: " Stretta la via che conduce alla vita. Pochi sono coloro che la percorrono. Soltanto chi persevera sar salvato. San
Benedetto ".
Andiamo a sinistra, in leggera salita, tra due muretti; quello a sinistra sormontato da una rete. Attorno di sono dei prati. Ora la stradina
sterrata ma con le solite due strisce di cemento ai lati per agevolare il passaggio dei fuoristrada e dei mezzi agricoli che devono raggiungere le
varie baite e cascine che incontreremo lungo il cammino.
Torniamo a salire. Qui inizia una serie di pali in metallo che reggono un cavo; il primo situato alla sinistra e gli altri dell'altro lato del
percorso.
Vediamo sulla destra un cancello di colore verde, oltre il quale ci sono un prato e delle case.
Percorriamo una curva a sinistra, con il fondo interamente in cemento, aggirando un rudere (m. 525).
Proseguiamo con le due strisce di cemento. Alla sinistra c' una rete metallica mentre sull'altro lato, oltre un muretto di pietre, c' un bosco.
In alto a destra c' la bella casa di pietra che avevamo gi visto da lontano, prima di Preda. Una gradinata sale a raggiungerla (m. 545).
Alla sinistra termina una recinzione e ne inizia un'altra (m. 555).
La pendenza aumenta. Alla sinistra c' un cancello mentre sull'altro lato si stacca un sentiero inerbito.
Proseguiamo con un muro di pietre alla destra.
Passiamo accanto ad un traliccio dell'alta tensione e sotto i suoi cavi (m. 570).
Poco prima di una curva a destra, la recinzione alla sinistra termina accanto ad un sentiero che, costeggiandola, scende verso una casa.
Attraversiamo un boschetto di alberelli.
Presso una curva, passiamo sotto i cavi di un'altra linea di tralicci dell'alta tensione, diversa dalla precedente.
La pendenza diminuisce un poco. Alla destra ci sono pochi metri di guard-rail. La stradina gira a sinistra e ricomincia a salire in modo abbastanza
ripido (m. 585).
Raggiungiamo un tornante sinistrorso dove proseguiamo con il percorso principale, segnalato da una striscia gialla, trascurando un sentiero che
continua diritto (m. 600).
La salita ora meno accentuata. Alla destra c' un muretto di pietre.
Ignoriamo un sentiero che si stacca sulla sinistra e poco dopo passa accanto alle poche pietre rimaste di un rudere (m. 615).
Pochi passi pi avanti, nel bosco, vediamo un altro rudere; qui praticamente una sola parete rimasta in piedi.
Con delle protezioni alla sinistra, in modo abbastanza ripido, percorriamo un ampio tornante destrorso, a met del quale sulla sinistra una foto
ricorda un ragazzo scomparso a soli 19 anni (m. 645).
Lasciamo poi a sinistra un piccolo sentiero, un pezzo di rete e un cancelletto e proseguiamo in salita nel bosco composto in prevalenza da alberelli
ma anche da alcuni castagni.
Sulla sinistra troviamo un piccolo slargo recintato (m. 665). La recinzione poi prosegue e raggiunge un cancello presso una curva a destra (m. 680).
Saliamo in modo abbastanza ripido. Alla sinistra oltre la recinzione c' un prato mentre alla destra c' un bosco di alberelli.
Percorriamo una curva a sinistra (m. 690). Alla destra, oltre un muro di pietre, vediamo un prato e degli alberi.
Raggiungiamo due costruzioni: alla sinistra una casa con un orto recintati e alla destra una vecchia stalla (m. 710).
Proseguiamo tra una rete e un muro di pietre. Qui parte un'altra serie di pali che recano un cavo.
La pendenza diminuisce un poco ma solo per un breve tratto, poi percorriamo due semicurve e torniamo a salire in modo abbastanza ripido (m. 730). Alla
sinistra c' un muretto e alla destra dei cespugli.
Continuiamo poi tra una rete e un muro di pietre oltre i quali ci sono prati e alcuni alberi.
Poi alla sinistra troviamo una zona recintata mentre alla destra ci sono dei terrazzamenti con dei muretti di sostegno (m. 745).
Alla sinistra troviamo un cancello e una casa. Una targa informa che si tratta della Baita Carola (m. 755). A seguire troviamo diverse altre vecchie
case di pietra. Siamo a Cassina.
Percorriamo un tornante destrorso e lasciamo a destra una baita e una stalla.
Poi, presso una curva a sinistra, nei prati a destra vediamo altre tre costruzioni (m. 770).
Camminiamo tra due bassi muretti; quello alla destra sormontato da una rete. Alla sinistra c' un rudere.
Poco dopo alla sinistra troviamo un cancello e l'inizio di un'altra recinzione. Ora la pendenza minore. Attorno ci sono prati e alcuni alberi.
Incontriamo un'altra serie di pali metallici e ne passiamo sotto i cavi (m. 785).
La pendenza aumenta. Percorriamo una curva a sinistra, con il fondo in cemento, ignorando un sentiero che prosegue diritto (m. 800).
Continuiamo con le solite due strisce e ripassiamo sotto i cavi.
Raggiungiamo una casa situata sulla sinistra. Ignoriamo un sentiero che prosegue diritto e, seguendo il percorso principale, giriamo a destra (m.
815).
Attorniati da due siepi di alberelli, riprendiamo a salire in modo abbastanza ripido. Percorriamo un ampio tornante sinistrorso e passiamo sotto un
cavo.
Proseguiamo con alberelli alla sinistra e un muretto di pietre e arbusti alla destra.
Per un breve tratto la pendenza diminuisce un poco mentre camminiamo circondati da alberelli (m. 840). Poi riprendiamo a salire in modo abbastanza
ripido. Ora alla destra ci sono in prevalenza dei castagni.
Raggiungiamo tre belle costruzioni, chiuse da una recinzione, situate sulla destra e di fronte ad uno spiazzo erboso (m. 870). Pi in alto ne vediamo
altre.
Continuiamo; alla sinistra dapprima ci accompagnano degli alberelli e poi una recinzione mentre alla destra, oltre la recinzione, vediamo dei prati,
qualche albero e dei terrazzamenti con dei muri di pietre a sostegno.
Alla destra troviamo poi un grande cancello in legno, simile a una staccionata e in alto, un muro. Qui terminano le recinzioni da ambo i
lati (m. 885).
Subito ignoriamo un sentiero alla destra.
Attorno ci sono alcuni alberi. Bella la vista sul lago alla sinistra mentre alla destra ora c' un muro di pietre.
Troviamo due ruderi sulla destra (m. 910). La pendenza diminuisce.
Ignoriamo un sentiero che prosegue diritto, in leggera discesa, mentre la mulattiera accompagnata da un parapetto in metallo compie una semicurva a
destra e sale ripidamente con il fondo in cemento.
Alla destra ci sono alcune case. In modo abbastanza ripido raggiungiamo la prima (m. 925). La mulattiera ritorna ad essere sterrata e con due strisce
di cemento ai lati.
Alla sinistra, da questo punto, inizia una serie di pali di metallo che reggono un cavo.
Troviamo poi sulla destra una stalla davanti alla quale c' una vasca abbeveratoio per gli animali.
Subito dopo, sempre a destra, c' un grande prato all'inizio del quale, nel cemento, leggiamo: " Pugnaten 2011 ".
Proseguiamo in salita. Alla sinistra ci sono alcune pietre; alla destra un basso muretto; alberi da entrambi i lati. In alto vediamo le case di
Gravona,
la maggior parte delle quali alla destra.
Troviamo una grata per lo scolo dell'acqua. Ora il fondo in cemento. Alla sinistra c' una protezione di colore verde. Davanti vediamo un traliccio dell'alta
tensione.
Siamo ad un quadrivio (m. 970). Diritto (nessuna indicazione) una strada sterrata conduce all'Alpe Sala e poi all'Alpe di Colonno; piegando un poco a
destra una strada con due strisce di cemento continua verso il Rifugio Boffalora (un cartello di legno lo indica a 50 minuti); alla destra invece c'
una sterrata non segnalata.
Oltre le prime abitazioni troviamo un altro bivio ed andiamo a destra.
Superate le case troviamo sulla destra un prato con un appostamento per la caccia.
E' un bel punto panoramico e sostiamo un attimo ad osservare i monti ed il lago sottostante (m. 1010).
Riprendiamo a salire.
La stradina ora meno ripida ed il fondo selciato parzialmente coperto di erba e di terra.
Superiamo una vecchia cascina tra i prati (m. 1060).
Il percorso riprende a salire ripidamente e, per un tratto, coperto da due strisce di cemento.
Raggiungiamo due vecchi baitelli in cattive condizioni che troviamo alla nostra destra, mentre sull'altro lato si stacca un sentiero (m. 1125).
Continuiamo con minore pendenza cominciando ad intravedere le baite dell'Alpe Boffalora, ancora lontane.
La stradina, ormai diventata mulattiera, percorre ora il versante nord della Cima della Duaria (m. 1447); questo l'unico tratto
in ombra della nostra escursione.
A destra, oltre la valle, distinguiamo il Rifugio Venini (m. 1576) tra i Monti Calbiga (m. 1698) e Tremezzo (m. 1700).
Quasi in piano superiamo i ruderi di altre due baite (m. 1165) e riprendiamo a salire.
La mulattiera ora pi stretta. Vediamo un altro rudere e continuiamo con minor pendenza.
Troviamo i resti di una vecchia costruzione e dopo un tratto quasi in piano riprendiamo a salire, seppur con poca
pendenza, e torniamo al sole (m. 1245).
In piano raggiungiamo le prime case dell'Alpe Boffalora (m. 1265); poi, in lieve discesa, su sentiero con il fondo in cemento,
superiamo un traliccio dell'alta tensione.
Poco dopo, passiamo tra le altre case dell'Alpe e ci fermiamo un attimo ad ammirare la bella vista panoramica sul sottostante
lago, sul Promontorio di Bellagio e sulle Grigne.
Con una breve discesa su sfondo asfaltato, superiamo un cancello (cartello: avanti-chiudere).
Di fronte ci sono una pozza d'acqua e la strada che sale da Pigra e, sulla destra, il rifugio.
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