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Rifugio Cavarero Franco
Come arrivare · Ormea, Piemonte · 2200 m · Bivacco
Scheda rifugio su MyBlaze
Informazioni pratiche
Tipologia
Bivacco
Quota
2200 m
Posti letto
12
Regione
Piemonte
Localita
Sella Revelli
Comune
Ormea
Itinerari
16/02/2026 CN, Pamparato D+ 800 m MR Ovest
Meteo
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Come arrivare al Rifugio Cavarero Franco
Itinerario 04.01
ATTENZIONE: a causa dell'alluvione dell'ottobre 2020,
la strada sterrata oltre Stalla Rossa è scomparsa a tratti. Subito dopo
Stalla Rossa occorre imboccare la sterrata sulla destra che sale a tornanti e poi
con una diramazione va a ricongiungersi alla strada per il Gias Traversa.
Appena possibile aggiornerò la descrizione dell'itinerario.
Al bivio a monte di
Stalla Rossa
(1080 m), presso lo slargo dove si lascia l'auto, si trascura il ponte
sulla sinistra e si continua sulla strada sterrata (segnavia E06,
da qui chiusa al traffico privato) che s'impenna decisa nella faggeta.
Nel volgere di poche centinaia di metri si ignorano una pista sterrata a sinistra,
una successiva pista sterrata a destra per
l' Alpe Zucco
ed infine una terza pista sterrata che si stacca a sinistra in discesa.
La pendenza della strada sterrata diminuisce e il cammino prosegue a
lungo e monotono nel bosco, sostanzialmente con un lungo rettilineo verso sud
interrotto solo da una coppia di tornanti.
Dopo una prima radura, si esce dal bosco e si raggiunge l'ampia conca sede del
Gias Traversa
(1375 m, 0:50 - 0:55 ore dal bivio a monte di
Stalla Rossa ).
Superata la diramazione a destra che raggiunge il gias, la strada compie un
tornante verso destra e stacca, di fronte, il sentiero per il
Bivacco Cavarero
(ex segnavia E06), ormai ben difficile da rintracciare.
Come detto, il sentiero versa ormai in condizioni decisamente malagevoli, ed è
decisamente preferibile tenersi sulla strada pastorale.
Se ne riporta comunque di seguito la descrizione per motivi di completezza.
Lasciata la strada, il sentiero (segnavia bianco rossi) si dirige
ad attraversare il
Torrente Corsaglia ;
il ponte pedonale risulta tuttavia crollato,
ed il torrente deve essere guadato (il passaggio non presenta difficoltà
in caso di poca acqua, e si suggerisce il guado poco a valle del ponte).
Inizialmente poco evidente ma ben segnalato, il sentiero attraversa
un tratto di versante rovinato da una valanga, con numerose ramaglie ed
alberi ad ostacolare il cammino.
Dopo un tratto a fianco del torrente, il sentiero
se ne allontana risalendo a tornanti lungo il versante destro orografico del
vallone. Riavvicinatosi al torrente, a quota 1580 circa incontra ed attraversa la
strada sterrata. Superata a stretti tornanti una balza
1 ,
il sentiero entra in una conca pascoliva,
lasciando a sinistra la
Sella di San Biert (o
Sella di Sambiet ,
locale seminterrato con volta a
botte per la conservazione dei formaggi d'alpeggio)
2 ,
presso l'omonimo
Gias San Biert sottano .
Una traccia attraversa la conca tra una fitta vegetazione nitrofila quindi,
in mezzo ad un'invadente vegetazione erbacea ed arbustiva, supera a tornanti
una seconda balza. A quota 1730 circa il sentiero torna sulla sterrata, che si lascia
però pochi metri dopo per imboccare a destra la traccia che, tra erba e pietrame,
taglia una curva della sterrata. A quota 1745 circa il sentiero si ricongiunge
definitivamente alla strada.
Si continua sulla sterrata, che prima s'innalza alle spalle del gias,
poi incomincia un lungo traverso in salita verso sud attraverso pendii coperti da detriti e rada
vegetazione arbustiva.
A quota 1570 circa (punto in cui si incrocia anche il vecchio sentiero) la strada
guada con un ponte in cemento il
Torrente Corsaglia ,
quindi si sposta in destra orografica e guadagna quota, ora spesso su fondo inerbito,
con lunghi tornanti. Dopo averlo toccato altre due volte,
la strada riceve definitivamente da destra il vecchio sentiero e termina
in un piccolo ripiano prativo tra rododendri e detriti
5 .
Il sentiero riappare dove finisce la strada, e risale una balza rocciosa a tornanti.
Nel soprastante terrazzo, si guada il piccolo
Rio di Revelli
3
e, con altri tornanti, si supera una seconda balza tra rocce montonate.
Un'ultima impennata, con gli immancabili tornanti, consente infine di
accedere alla bellissima
Conca Revelli
4 ,
dove si trovano, a sinistra del sentiero, i due edifici della
Sella Revelli
(1998 m, 1:45 - 2:00 ore dal
Gias Traversa )
6 .
Dalla fine della sterrata alla
Sella Revelli
il sentiero non è molto agevole, sale tra ciottoli e massi, talvolta è confuso con
le tracce degli animali al pascolo, altre volte presenta tratti leggermente acquitrinosi,
ma è vario, divertente, e la segnaletica orizzontale è sempre più che sufficiente.
La Sella Revelli
Le due celle per la stagionatura dei formaggi che si trovano
all'ingresso della
Conca Revelli
hanno una storia piuttosto lunga. A testimoniare la presenza dei due edifici seminterrati
già da molto tempo, nel 1846 l'amministrazione comunale di
Ormea
riconosce lo stato di degrado delle porte delle celle e ne dispone il ripristino,
affidando i lavori a tal Giovanni Antonio Bologna di Ormea.
Nel 1868 si rende necessario il rifacimento del tetto di una di esse, che viene
coperto con lose.
La decentrata posizione dei due edifici rispetto ai pascoli che servivano,
estesi in buona parte a valle delle celle, a quote comprese tra i 1100 e i 2100
metri, dipende da una vecchia clausola contrattuale: tutti i latticini prodotti
dovevano essere obbligatoriamente avviati al mercato di
Ormea ,
ove venivano trasportati valicando la
Colla del Pizzo .
In epoche più recenti, come spiega una nota del 1956, i prodotti caseari iniziarono ad
essere indirizzati al mercato di Mondovì, rendendo oltremodo scomodo l'utilizzo della
Sella Revelli
(i formaggi prodotti dovevano essere portati a stagionare fin quasi alla quota
massima dell'alpe, i 2000 metri della
Sella Revelli ,
quindi "ridiscesi" e portati a Mondovì).
Per questa ragione si decise di spostare la stagionatura al
Gias San Biert sottano ,
alla quota di 1400m circa, in posizione più centrale rispetto ai pascoli della zona.
[A muntoo d' l'olpe, pp.29-30]
All'imbocco della conca si lascia a sinistra la traccia per la
Colla del Pizzo
(segnavia E06), e si prosegue verso destra in direzione del
Bivacco Cavarero
(segnavia E06B), guadando un piccolo rio spesso in secca durante l'estate.
Il sentiero, che a questo punto si riduce a traccia poco evidente ma ben segnalata,
sale i pendii pascolivi sul versante nord della
Conca Revelli
7
(all'aumentare della quota si può notare come il pianoro pascolivo fosse in origine costituito da
più bacini lacustri, ormai interrati, ad eccezione del piccolo
Lago Revelli
9 ,
che si scorge in lontananza).
La traccia, con un lungo traverso in diagonale, supera l'impluvio di un piccolo rio,
passa tra i ruderi di una piccola costruzione e taglia anche un secondo rio.
Si giunge così ad un terzo solco scavato dall'acqua, ben più ampio e profondo:
lo si scende brevemente a guadare il piccolo rio che scorre sul fondo, quindi si
risale sul lato opposto.
Il sentiero ora vira bruscamente a nord-ovest e s'innalza piuttosto deciso,
con andamento pressoché rettilineo, seguendo il bordo occidentale dell'impluvio appena
attraversato. Arrivati alla sommità del solco, qui ormai assai piccolo,
lo si riattraversa in direzione opposta, giungendo in poche decine di metri al
Bivacco Cavarero
(2180 m, 0:30 - 0:35 ore dalla
Sella Revelli )
8 .
Pochi metri prima del bivacco si trova una piccola fonte.
Il Bivacco Cavarero
Informazioni, curiosità e notizie storiche, sono disponibili alla pagina del
Bivacco Cavarero .
Altre informazioni
Fonte indicazioni: https://www.alpicuneesi.it/itinerari/vallecorsaglia/0401.htm
Descrizione
12 posti, sempre aperto. Eretto nel 1972 dal CAI Mondovì, è raggiungibile da Stalla Rossa (3.5h) o dalla Balma (4.5h). Base per Mongioie, Pizzo d’Ormea e scialpinismo su Punta del Zucco. Tappa per rifugio Valcaira.
Link utili
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