Rifugio Gian Federico Benevolo

Come arrivare · Rhêmes-Notre-Dame, Valle d'Aosta · 2285 m · rifugio alpino

Scheda rifugio su MyBlaze

Informazioni pratiche

Tipologia
rifugio alpino
Quota
2285 m
Posti letto
70
Regione
Valle d'Aosta
Localita
Lavassey
Comune
Rhêmes-Notre-Dame
Itinerari
21/04/2026 AO, Rhêmes-Notre-Dame D+ 1508 m PD- Nord-Ovest

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Come arrivare al Rifugio Gian Federico Benevolo

Autostrada Torino-Aosta uscita Aosta Ovest, oppure SS26 del Piccolo San Bernardo fino a Villeneuve. Si continua a sinistra per Introd, oltre Plan d'Introd si continua a destra per la Val di Rhemes, percorrendo interamente la vallata sino al termine della strada, nei grossi piazzali di Thumel. Da Thumel 1848 m si prosegue sul sentiero estivo che subito a fianco di un alpeggio si alza di quota fino a raggiungere una chiesetta, che precede un lungo tratto in falsopiano per facili prati, restando sempre sulla sinistra idrografica della Dora di Rhemes (evitare di attraversarla, percorso poco adatto alle racchette). Si prosegue fino a dover salire un breve dosso, dopo il quale si scorge la stradina ed il ponte successivo che andrà raggiunto, proprio sotto la verticale del Rifugio Benevolo 2285 m. Raggiunto il ponte si prosegue o su stradina, o per pendii moderatamente ripidi sulla destra idrografica, sino a giungere alla bella conca del rifugio, che va lasciato a destra, proseguendo sino al ponticello poco sotto, che va attraversato fino a raggiungere rapidamente il Refuge des Fonds 2326 m (privato). Si continua nell’avvallamento oltre il rifugio, compiendo l’aggiramento da sinistra verso destra del Truc de Tsanteleina, compiendo poi un traverso non particolarmente scomodo (eventualmente ci si può abbassare di 20 m di quota) fino a raggiungere una conca sotto le pendici sud del Truc. Qui attenzione a non proseguire a sinistra seguendo eventuali tracce dirette al Col de Fond – Col Basagne, ma proseguire a destra, passando sotto al Truc per poi salire il breve e un po’ più ripido pendio compreso tra il Truc Tsanteleina e la quota 2678 m, sbucando così nell’ampio vallone di salita sotto la parete della Granta Parei. Si percorre il vallone stando al centro (meglio stare lontani dalla parete) e lasciando poi la conca del Lago Tzanteleina 2696 m a sinistra. Si giunge ad un’ampia conca che è posta alla base del pendio del ghiacciaio (a destra) de Tzanteleina. Lo si sale senza percorso obbligato, superando una breve fascia di crepacci abbastanza evidenti a quota 3050 m, che vanno lasciati a sinistra puntando per poco tempo verso il Col de Tzanteleina, per poi salire un dosso di moderata pendenza piegando nuovamente verso sinistra per lasciare sopra di noi ed alla nostra destra un’altra zona crepacciata (non sempre visibile), e si sale al dosso a 3150 m. Da qui, giunti ormai sul Ghiacciaio di Sauches, si risale il facile pendio puntando all’ormai visibile cima della Punta Calabre, prima a dx e poi, più sopra, al centro (volendo è anche possibile raggiungere la dorsale detritica di sinistra e percorrerla fino in cima. A 3300 m lascia il ghiacciaio/nevaio raggiungendo a sinistra una fascia di detriti/roccette poste sulla dorsale, ormai a pochi facili metri dalla cima raggiungibile senza nessuna difficoltà, ometto 3445 m. La discesa avviene per la via di salita, volendo una volta raggiunta la sella fra la quota 2678 m ed il Truc Tsanteleina si può scendere sul versante opposto e si imbocca un ripido pendio canale di circa 35°.Se ne esce sulla dx, sopra una barra rocciosa, per entrare su pendii più facili che conducono al ponte sulla Dora ed in breve al rifugio (questa variante permette di abbreviare il percorso.

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