Rifugio Griera
Come arrivare · Pagnona, Lombardia · 1730 m · rifugio alpino
Scheda rifugio su MyBlaze
Informazioni pratiche
Tipologia
rifugio alpino
Quota
1730 m
Posti letto
20
Regione
Lombardia
Localita
Griera — Valvarrone
Comune
Pagnona
Meteo
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Come arrivare al Rifugio Griera
Il Rifugio Griera situato poco sopra l'Alpe Campo sul versante sud del Monte Legnone (m. 2610).
Oltre al Legnone, alle spalle del rifugio, il panorama pu spaziare sulle Alpi Valtellinesi e Svizzere, sul Pizzo dei Tre Signori (m. 2555) e sulla
Grigna (m. 2410). Nel fondovalle, al di l della Val Varrone possiamo vedere una parte del Lago di Como e, in lontananza, il Lago di Lugano.
Primo itinerario: dalla SP 67 tra Pagnona e Tremenico (Strada Militare del Legnone)
Il Legnone, durante la Prima Guerra Mondiale fu interessato da lavori di fortificazione della cosiddetta Linea Cadorna (caserme, cannoniere,
trincee ecc.) che erano raggiungibili da strade che risalivano il versante sud del monte protetto dal fuoco nemico.
La stradina che andremo a percorrere rappresenta parte di una lunga carrareccia che saliva da Dervio fin quasi alla cima del Legnone. Oggi quell'opera
diventata nel primo tratto la strada provinciale della Val Varrone; sale poi, in buono stato di conservazione, dall'Alpe Gallino al Rifugio Griera;
e infine continua inerbita, a volte interrotta da frane e ridotta a sentiero.
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova ss 36 dir che sale in Valsassina.
Giunti alla rotonda di Ballabio, all'uscita dell'ultima galleria, continuiamo diritto con la provinciale 62 che percorre il fondovalle fino a Taceno.
Qui prendiamo a destra la provinciale 67 con la quale risaliamo la vallata. Superiamo Margno e Casargo poi, lasciata a destra Premana, raggiungiamo
Pagnona e continuiamo in direzione di Tremenico per altri due chilometri fino ad incontrare una strada sterrata che si stacca sulla destra (m. 950).
Possiamo arrivare fin qui anche partendo dal Lago di Como. A Dervio, 5 chilometri a nord di Bellano, imbocchiamo la strada della Val Varrone.
Superati Vestreno, Introzzo, Tremenico e Avano, continuiamo in direzione di Pagnona per altri km. 2.6 fino a trovare sulla sinistra la sterrata che
sale al rifugio.
C' posto per parcheggiare solo tre auto in uno slargo della strada e qualcuna altra lungo la carreggiata qua e l dove c' qualche rientranza.
Un cartello indica: Alpe Gallino, Alpe Termine, Alpe Vesina, Alpe Campo, Monte Legnone. Un altro cartello indica il Rifugio Griera e segnala se
chiuso o aperto. Una aggiunta a penna avverte che il percorso lungo 10 chilometri e informa che 200 metri pi avanti c' un parcheggio. Un altro
cartellone ricorda che i lavori di manutenzione della strada sono stati effettuati con il contributo della Comunit Europea.
Eccettuato qualche tratto, la sterrata in leggera salita. E' percorribile anche con un fuoristrada, previa richiesta dell'apposito permesso di
transito al Comune di Pagnona.
Ci incamminiamo sulla sterrata, che in questo primo tratto un po' sconnessa, passando tra una staccionata ed una casa. Superiamo delle vecchie
stalle, un'altra casa e continuiamo tra prati e alberi.
Raggiungiamo un bivio: a sinistra si va verso il parcheggio precedentemente segnalato; a destra invece un segnale stradale vieta il transito ai
veicoli non autorizzati.
Il parcheggio situato in un prato in fondo al quale c' una chiesetta. All'inizio del prato invece ci sono: un grande castagno, una fontana con un
volto scolpito e una vasca scavata nel legno, due tronchi con funzione di panche e un barbecue (m. 970).
Se lasciamo la macchina in questo parcheggio abbiamo due possibilit.
1 - Ritorniamo al precedente bivio e prendiamo l'altra sterrata.
Percorriamo una semicurva verso destra. In alto vediamo le vecchie case dell'Alpe Gallino, segnalate da una scritta su legno appesa sotto ad un tettuccio.
Poco dopo arriviamo al primo tornante destrorso (m. 980).
2 - In fondo al parcheggio, alla destra della chiesetta, saliamo due rudimentali gradini.
Giriamo a destra e prendiamo un sentiero che sale passando accanto ad alcuni castagni secolari e va ad immettersi sulla sterrata al primo tornante.
Tutti i tornanti sono stati numerati con una targhetta posta a cura della Polisportiva Pagnona. Quelli destrorsi hanno numerazione dispari e quelli
sinistrorsi pari.
Lungo il cammino, un muretto di pietre sul lato a monte ci accompagner quasi sempre, soprattutto nella parte bassa del percorso.
Dopo il primo tornante passiamo a valle delle vecchie baite dell'Alpe Gallino situate in alto a sinistra a quota 1012. Ignoriamo un viottolo che sale
a raggiungerle e transitiamo sotto ad un cavo.
Poco dopo un altro viottolo si stacca alla destra.
Troviamo poi un sentiero a gradini di pietra che sale a sinistra.
In una nicchia nel muro dell'ultima abitazione alla sinistra vediamo una statuetta raffigurante una madonnina.
Tra questa casa ed un baitello troviamo una piccola grotta, contenente una statuetta del Sacro Cuore, raggiungibile con dei gradini di pietra (m. 1005).
Presso una semicurva verso sinistra, un cartello ricorda che lungo il percorso possiamo trovare animali al pascolo ed avverte di tenere i cani al guinzaglio.
Superiamo il tornante sinistrorso n. 2 (m. 1020).
A sinistra, in alcuni tratti senza vegetazione, possiamo ammirare un bel panorama sulla sottostante vallata e su Tremenico. Vediamo anche uno spicchio
del Lago di Lecco.
Percorriamo due semicurve destra-sinistra e passiamo sotto ai cavi dell'alta tensione (m. 1035).
Continuiamo in un bosco misto di castagni, faggi, betulle e noccioli.
Presso il tornante destrorso n. 3 ignoriamo un sentiero che continua diritto ed un altro che scende a sinistra indicato dal segnavia P62 e da una
freccia rossa su di un albero, mentre il segnavia P63 ed un'altra freccia indicano la prosecuzione con la sterrata (m. 1050).
Per un tratto alla sinistra invece del solito muretto ci sono delle roccette (m. 1060).
Ignoriamo un sentiero che sale a sinistra verso una vecchia baita (m. 1085).
Poco pi avanti alla destra c' un traliccio dell'alta tensione.
Percorriamo alcune semicurve.
Al tornante sinistrorso n. 4 (m. 1100) ignoriamo una sterrata che prosegue diritto. Un cartello informa che si tratta di una strada
agro-silvo-pastorale che conduce all'Alpe Subiale.
Lasciamo a destra una vecchia stalla (m. 1115).
A sinistra, poco pi in basso, vediamo le baite dell'Alpe Termine, alcune delle quali ben ristrutturate. Un sentiero scende a raggiungerle (m. 1130).
Presso il tornante destrorso n. 5 (m. 1035) troviamo uno slargo in fondo al quale un cartello giallo indica una " zona a maggior tutela ".
Continuiamo attorniati da un bosco composto in prevalenza da faggi e da alcune betulle.
Percorriamo una semicurva verso sinistra.
Poco dopo arriviamo al tornante sinistrorso n. 6 (m. 1160). Qui troviamo una piccola targa ricordo in bronzo.
Cominciamo a trovare delle canaline di legno per lo scolo dell'acqua, di traverso alla strada.
Percorriamo alcune semicurve.
Superiamo il tornante destrorso n. 7 (m. 1190).
Al tornante sinistrorso n. 8 ignoriamo un sentiero che continua diritto (m. 1210).
Percorriamo due curve, entrambe destrorse.
Poco prima di arrivare al tornante destrorso n. 9, una freccia rossa su di un albero indica un sentiero che scende a sinistra (m. 1240).
Superiamo il tornante sinistrorso n. 10 (m. 1255).
Il panorama ci mostra ancora una piccola porzione del Lago di Lecco. Oggi l'aria tersa e pertanto, alla sinistra della Grigna, possiamo vedere il Monte Rosa.
Troviamo un sentiero che sale dalla sinistra segnalato da una freccia a due punte.
Arriviamo al tornante destrorso n. 11 (m. 1270).
Poco dopo ignoriamo un sentiero che sale a sinistra.
Percorriamo un'ampia curva a sinistra (m. 1290).
Dopo aver superato il tornante sinistrorso n. 12, incrociamo un sentiero (m. 1300).
Percorriamo una curva a destra.
Un sentiero sale dalla sinistra (m. 1320).
Arriviamo al tornante destrorso n. 13 (m. 1330).
Su di un faggio alla sinistra un cartello indica una " zona a maggior tutela ".
Accanto ad un tombino incrociamo un sentiero (m. 1345).
La pendenza aumenta un poco.
Arriviamo al tornante sinistrorso n. 14 (m. 1375).
Percorriamo alcune semicurve e troviamo sulla destra un casello dell'acquedotto (m. 1405).
Dopo una curva a destra, davanti vediamo il Legnone.
Torniamo a camminare in leggera salita e cominciamo a trovare delle canaline di metallo (anzich di legno) per lo scolo dell'acqua.
Troviamo il sentiero descritto nel terzo itinerario che si innesta dalla sinistra.
Al tornante destrorso n. 15 ignoriamo la stradina che continua diritto verso la gi visibile Alpe Vesina (m. 1431).
Dopo un tratto con maggiore pendenza torniamo a camminare in leggera salita.
Arriviamo al tornante sinistrorso n. 16 (m. 1460).
Dopo una curva a destra, vediamo l'Alpe Vesina in basso a sinistra (m. 1475).
Percorriamo una curva sinistrorsa molto ampia. Troviamo ancora una canalina di legno.
Un sentiero scende a sinistra verso l'alpeggio.
Superiamo il tornente destrorso n. 17 (m. 1520).
Percorriamo una curva a destra (m. 1545).
Su di una pietra alla destra del sentiero stata tracciata una croce azzurra che divide quattro sigle: 11p 20p 15p 21p.
In salita percorriamo una curva a sinistra molto ampia dopo la quale torniamo a camminare con poca pendenza (m. 1575).
Al tornante sinistrorso n. 18, accanto ad una vasca di legno dove scorre dell'acqua, incontriamo il percorso descritto nel secondo itinerario che
proviene dalla destra (m. 1590). I segnavia indicano in quella direzione: La Casniella -belvedere a ore 0.10, Pagnona a ore 1, Premana-percorso basso a
ore 1.50, Alpe Bedoledo a ore 0.30, Alpe Subiale a ore 1. Proseguendo invece vengono segnalate: Alpe Campo a ore 0.10, Agrogno a ore 2.20, Roccoli
Lorla a ore 3.
Presso una curva a destra troviamo un cartello scolorito dal tempo che indica il divieto di caccia (m. 1600). Pi avanti ne troviamo un altro ben leggibile.
Usciamo dal bosco.
Dopo una curva a sinistra torniamo a vedere dall'alto l'Alpe Vesina. Alla sinistra della sterrata scende un ripido erboso pendio.
Percorriamo una curva a destra molto ampia (m. 1630).
In alto a destra vediamo la madonnina che preannuncia l'arrivo all'Alpe Campo.
Seguendo la staccionata di recinzione, raggiungiamo l'alpeggio (m. 1648). Un cartellone riporta una cartina della zona e parla delle strada militare
che stiamo percorrendo e degli alpeggi Campo e Vesina. Qui, dalla sinistra verso destra, troviamo: la baita dell'alpeggio, una lunga pensana per il
ricovero degli animali davanti alla quale c' una grande vasca abbeveratoio in cemento e, in fondo di fronte alla madonnina, uno spartano bivacco. Il
bivacco contiene un camino, un rudimentale tavolo con panche. Una scala di ferro a pioli conduce al soppalco dove ci sono solo alcune coperte.
Proseguendo con la sterrata arriviamo al tornante n. 19 destrorso dove ignoriamo un sentiero che continua diritto (m. 1665). I segnavia indicano con
questo sentiero: Monte Legnone variante discesa a ore 3, Roccoli Lorla a ore 5; dietro: Alpe Bedoledo a ore 0.50, Alpe Subiale a ore 1.10, Pagnona a
ore 1.30. Seguiamo la sterrata.
Raggiungiamo il punto in cui vediamo il rifugio in alto a sinistra e il bivacco in basso a destra, lungo la stessa perpendicolare (m. 1695).
A questo punto possiamo continuare con il tornante sinistrorso n. 20 oppure tagliare tra i prati e salire direttamente al rifugio.
Descrizione
Il rifugio “Griera vecchia” collocato nello splendido contesto naturalistico del monte Legnone (unico ambiente veramente alpino della provincia di lecco) a quota 1700 slm appena più a monte dell’Alpe Campo, centri di produzione estiva di derivati del latte locale. Il rifugio si colloca in una conca naturale, sul versante sud del Legnone. Gode di un panorama spettacolare con a nord il Legnone (2610 mt). A ovest e sud–ovest lo sguardo di apre verso le maestose Alpi valtellinesi e svizzere e in lontananza nei giorni più limpidi s’intravede la catena del Monte Rosa e la punta del Cervino. Guardando in basso poi, un ripido pendio e il vuoto ci separano dalla Valvarrone da una piccola fetta del lago di Como. Anche la varietà di fauna e di flora che popola questi luoghi è interessante e nella zona si possono incontrare stambecchi, camosci, caprioli, marmotte, aquile e varie altre specie volatili. In rifugio è presente un impianto a pannelli solari per e-bike che permette la ricarica in modo gratuito.
Link utili
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