Marinelli Damiano/Bombardieri Luigi

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Rifugio Marinelli Damiano/Bombardieri Luigi

Come arrivare · Lanzada, Lombardia · 2813 m · Rifugio custodito

Scheda rifugio su MyBlaze

Informazioni pratiche

Tipologia
Rifugio custodito
Quota
2813 m
Posti letto
180
Regione
Lombardia
Localita
Valle dello Scerscen
Comune
Lanzada

Meteo

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Contatti

Come arrivare al Rifugio Marinelli Damiano/Bombardieri Luigi

Il Rifugio Marinelli Bombardieri situato su un grande spallone roccioso affacciato sull'alto Vallone di Scerscen nel gruppo del Bernina. Venne inaugurato nel 1880 con il nome di Scescen e in seguito dedicato a Marinelli e Bombardieri. E' il pi grande e importante rifugio del versante italiano del Bernina (m. 4049), ottima base di appoggio per tutte le ascensioni alle vette della zona. Il panorama immenso: da ovest a est si vedono: Sassa d'Entova (m. 3329), Pizzo Malenco (m. 3438), Pizzo Tremoggia (m. 3441), Pizzo Glschaint (m. 3594), La Sella (m. 3584), I Gemelli (m. 3500-3497), Pizzo Sella (m. 3511), Pizzo Roseg (m. 3920), Pizzo Scerscen (m. 3971), Pizzo Bernina (m. 4049), Pizzo d'Argient (m. 3945), Pizzo Zup (m. 3995). Primo Itinerario: da Campo Moro A Sondrio prendiamo la provinciale 15 con la quale risaliamo la Val Malenco. Al km. 13.5 deviamo a destra. Superate Lanzada e Franscia, proseguiamo con sei chilometri di tornanti fino a Campo Moro (m. 1990). Parcheggiamo la macchina nel piazzale sotto al Rifugio Zoia e ci incamminiamo in leggera discesa verso la diga del primo lago, quello di Campo Moro. Lasciamo a destra una casa tra gli alberi e, superata una stanga che chiude l'accesso ai veicoli, camminiamo sul muraglione della diga fino alla casa del custode (m. 1975). Seguendo una freccia che indica la direzione per i rifugi, prendiamo poi una sterrata che con tre tornanti scende verso sinistra. Giunti ai piedi della diga, vi troviamo uno slargo. Una palina segnavia reca le seguenti indicazioni: m. 1934; - a sinistra con la sterrata: Foppa a ore 0.20, Alpe Musella a ore 1, Franscia a ore 1; - diritto con un sentiero: Rifugio Carate a ore 1.50, Rifugio Marinelli a ore 2.50, Rifugio Marco e Rosa EEA a ore 6.30. Possiamo prendere entrambe le direzioni; con il sentiero il percorso un po' pi breve, con la sterrata passeremo anche dall'Alpe Musella dove ci sono i due Rifugi Mitta e Musella . In seguito i due percorsi si uniscono. Possiamo quindi fare un giro ad anello utilizzandone uno all'andata e l'altro al ritorno. Proseguiamo con il sentiero (nella pagina del Rifugio Carate trovi la descrizione dell'altro itinerario). Percorriamo un tratto con poca pendenza tra radi alberi, superiamo un rivolo, e iniziamo a salire in modo abbastanza ripido. A sinistra dei paletti verdi con due funi di acciaio fanno da protezione a valle. Poi, in piano, passiamo accanto ad una grande roccia (m. 1975). Torniamo a salire ripidamente e troviamo ancora le protezioni a valle. Alcuni gradini e una fune passamano fissata alla roccia agevolano la salita. Superato questo tratto, troviamo un ruscelletto che scende dalla montagna e attraversa il cammino. Passiamo sotto una grande roccia obliqua (m. 2010). Alle nostre spalle possiamo vedere la diga e il lago di Campo Moro mentre a sinistra si erge la imponente piramide del Pizzo Scalino. Procediamo con alcuni zig-zag passando tra larici e pini. Percorriamo un altro tratto protetto con dei paletti che reggono due funi, salendo dei gradini di roccia (m. 2045). Il sentiero diventa ripido. Saliamo a zig-zag con alcuni corti tornanti. Poi la pendenza diminuisce un poco. Una piccola scorciatoia sulla sinistra consente di risparmiare pochi metri (m. 2080). Saliamo a zig-zag ripidamente. Alla destra c' una grande roccia. Il sentiero si divide e subito torna ad unirsi (m. 2130). Poi la salita diventa pi dolce. Passiamo fra vari cespugli di rododendro la cui fioritura, a inizio estate, dona un bellissimo tocco di colore. Percorriamo ora un lungo tratto, alternando piano e leggera salita, allontanandoci dalla parete rocciosa alla nostra destra (m. 2160). Un rivolo attraversa il sentiero (m. 2170). Proseguiamo con lievi saliscendi. Il sentiero ancora si sdoppia ma solo per un breve tratto. Pi avanti, sotto di noi a sinistra vediamo l'Alpe Musella mentre di fronte lass, alla Bocchetta delle Forbici, gi possibile vedere l'ancora lontanissimo Rifugio Carate (m. 2195). Scendiamo e risaliamo per guadare un torrente. Alcune pietre che affiorano dall'acqua consentono di non bagnarci gli scarponi (m. 2190). Dopo un tratto in piano proseguiamo in leggera salita e poi, con un breve gi e su superiamo il letto di un torrente in secca. Il sentiero torna a dividersi e a riunirsi (m. 2215). In alto vediamo una roccia forata che forma un arco. Passiamo accanto ad un cartello illeggibile appeso ad un larice. Quasi in piano arriviamo ad un bivio (m. 2240) Qui si innesta il sentiero che sale dall'Alpe Musella e si unisce al nostro. I segnavia indicano diritto: Rifugio Carate a ore 1, Rifugio Marinelli a ore 2, Rifugio Marco e Rosa; a sinistra: Alpe Musella a ore 0.20, Campo Moro a ore 1.30, Campo Franscia a ore 2. Da questo punto incontreremo i segnavia (triangoli gialli) dell' Alta Via n. 5. Il sentiero da qui al Rifugio Carate detto dei " sette sospiri "; supereremo infatti in successione alcuni dossi morenici formati nel corso dell'ultima glaciazione, alternati con tratti in piano durante i quali vedremo apparire e scomparire il Rifugio Carate , ogni volta pi vicino. Superata una curva ecco che, per breve tempo, vediamo il rifugio. Risaliamo un piccolo dosso e continuiamo quasi in piano. Il sentiero si divide, riprendiamo a salire, e poi torna ad unirsi. Pi avanti si divide un'altra volta, (m. 2270). Andiamo a sinistra, superiamo una vallecola in leggera salita e arriviamo ad un guado dove ritroviamo l'altro ramo (m. 2290). Superato un altro ruscello (m. 2310), saliamo abbastanza ripidamente a zig-zag tra cespugli di rododendro. Una scritta gialla su una roccia indica l'Alta Via n. 5 (m. 2325). Il sentiero ancora si divide ma solo per un breve tratto. Dopo una curva a destra torniamo a vedere il Rifugio Carate (m. 2355). Continuiamo in leggera salita tra delle grosse pietre. Alla destra c' una pozza (m. 2360). Poco dopo il rifugio scompare alla vista. Riprendiamo a salire con un lungo traverso inizialmente con poca pendenza e poi in salita e, anche questa volta, dopo una curva a destra, torniamo a vederlo (m. 2400). Passiamo accanto ad una struttura in legno, quanto rimane di una vecchia teleferica, e continuiamo, quasi in piano, attorniati da grandi pietre. Un rivolo attraversa il cammino. Riprendiamo a salire con alcuni tornanti mentre il rifugio scompare alla vista. Eccolo nuovamente ma solo per un attimo (m. 2430). Successivamente il Rifugio Carate torna a farsi vedere (m. 2445). Terminato un ripido tratto, continuiamo con poca pendenza. Il rifugio scompare nuovamente (m. 2465). Troviamo ancora i triangoli gialli dell'Alta Via n. 5 oltre alle bandierine di colore rosso bianco rosso. Poi la pendenza aumenta. Il sentiero si divide in varie tracce che successivamente tornano ad unirsi. Al termine di questa salita torniamo a vedere il Rifugio Carate (m. 2565). Dopo un tratto in leggera salita, la pendenza aumenta. Vediamo ancora i segnavia dell'Alta Via n. 5. Poi il rifugio scompare. Superiamo dei tornanti tagliati da una scorciatoia. Pi avanti torniamo a vederlo (m. 2620). Presso un tornante sinistrorso su una grande pietra vediamo l'indicazione verso destra per il Rifugio Bignami . Il Rifugio Carate ora di fronte a noi e poco dopo lo raggiungiamo (m. 2636). Una palina con vari segnavia indica davanti: Monumento degli Alpini a ore 0.30, Rifugio Marinelli a ore 1.15, Cimitero degli Alpini a ore 1; a destra: Bocchetta di Fellaria a ore 1, Rifugio Bignami a ore 2; a sinistra: Monte delle Forbici a ore 1. Dopo una breve sosta riprendiamo il cammino. Utilizzando uno dei sentieri che si intersecano saliamo alla Bocchetta delle Forbici (m. 2660). Il panorama cambia completamente: improvvisamente siamo nel mondo dellalta montagna, ove dominano incontrastate alte vette con i loro ghiacciai e laghetti glaciali. Gi possiamo ammirare da sinistra a destra: Pizzo Glschaint (m. 3594), La Sella (m. 3584), I Gemelli (m. 3500-3497), Pizzo Sella (m. 3511), Pizzo Roseg (m. 3920), Pizzo Scerscen (m. 3971). A destra segue il Pizzo Bernina (m. 4049), che per da questo punto non ancora visibile. Alla bocchetta, sulla sinistra, troviamo una cappellina. Una palina reca vari segnavia che indicano davanti con il sentiero 344: Cimitero degli Alpini a ore 1, Alpe Musella a ore 2.40, Rifugio Longoni a ore 5; davanti con il sentiero 301-305: Rifugio Marinelli Bombardieri a ore 1.10, Rifugio Marco e Rosa a ore 4 EEA; a destra: Monumento agli Alpini a ore 0.30; dietro con il sentiero 301-305: Rifugio Carate , Alpe Musella a ore 1, Campo Moro a ore 1.30. Lasciamo a sinistra i bolli che indicano la traccia che scende al Laghetto delle Forbici nelle cui acque si specchiano le cime circostanti. In basso vediamo il vallone dello Scerscen sul cui fondo scorre l'omonimo torrente. Alterniamo alcuni tratti in piano ad altri in leggera discesa camminando a volte su sentiero e altre su delle pietre. Alla sinistra vediamo un palo giallo-rosso divelto. Fiancheggiamo alcuni precipizi senza problema alcuno essendo il percorso abbastanza ampio. Passiamo, quasi in piano, alla sinistra di una parete rocciosa (m. 2600). Di tanto in tanto vediamo un'alta palina bianco-rossa che indica il percorso in caso di neve abbondante. Proseguiamo tra massi, sempre alternando piano e leggera discesa, e finalmente, dopo una curva, cominciamo a vedere in alto la Marinelli, ancora lontana. Una scritta gialla su un masso segnala l'Alta Via. Seguendo i bolli, con pochi passi ci abbassiamo in un valloncello e torniamo a salire circondati da sfasciumi (m. 2620). Proseguiamo alternando tratti in leggera discesa ad altri in piano. Alla destra si stacca il sentiero 305 che conduce al Monumento degli Alpini in ore 0.25 e ritorna al Rifugio Carate in ore 0.45. Continuando in leggera discesa lasciamo a sinistra i resti di un elicottero. Alla destra invece c' un lago. Ancora pochi passi in discesa a raggiungiamo una passerella in legno; alla sinistra c' una pozza e alla destra il lago. Poco dopo, con un'altra passerella in legno, attraversiamo un impetuoso torrente. Camminiamo alla destra di un altro torrente e poi con un'altra passerella lo attraversiamo. Siamo ai piedi della Vedretta di Caspoggio; la discesa terminata (m. 2604). Riprendiamo a salire inizialmente con poca pendenza tra pietre e sfasciumi. Poi la salita diventa abbastanza ripida (m. 2680). In basso a destra c' un laghetto, pi avanti ne vedremo un altro pi piccolo. Saliamo con vari tornanti. Su di un masso vediamo l'indicazione verso destra per il Rifugio Bignami. Gi in vista del Rifugio Marinelli arriviamo ad un bivio (m. 2740). Un segnavia indica davanti: Rifugio Marinelli a ore 0.20, Rifugio Marco e Rosa EEA; a destra: Bocchetta di Caspoggio a ore 0.50 EEA, Rifugio Bignami a ore 2.30, Campo Moro a ore 3.50; dietro: Rifugio Carate a ore 0.50, Alpe Musella a ore 1.30, Campo Moro a ore 2.50. Dopo pochi passi quasi in piano riprendiamo a salire. Su di un masso vediamo un'altra indicazione per il Rifugio Bignami . Lasciamo a destra una zona con delle prese d'acqua di servizio al Rifugio Marinelli e con un ultimo tratto in salita lo raggiungiamo.

Descrizione

Il rifugio Marinelli Bombardieri vi aspetta a 2.813 m lungo la via nomale italiana al gruppo del Pizzo Bernina (4.049 m), di proprietà del CAI Sezione Valtellinese. E’ situato su un grande spallone roccioso affacciato sull’alto Vallone di Scerscen nel gruppo del Bernina ed è il più grande ed importante rifugio del versante italiano del Bernina, ottima base di appoggio per tutte le ascensioni alle vette della zona, dal Pizzo Bernina, al Pizzo Roseg, al Pizzo Palu’ o alle Belleviste. Inoltre, è tappa dell’Alta Via della Valmalenco e del Sentiero Italia.

Link utili

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