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Rifugio Mulino di Laval
Come arrivare · Pragelato (TO), Piemonte · 1670 m · Rifugio Escursionistico
Scheda rifugio su MyBlaze
Informazioni pratiche
Tipologia
Rifugio Escursionistico
Quota
1670 m
Regione
Piemonte
Localita
Frazione Laval, Pragelato TO
Comune
Pragelato (TO)
Itinerari
11/03/2026 TO, Pragelato D+ 400 m MR Nord-Ovest
Meteo
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Contatti
Come arrivare al Rifugio Mulino di Laval
Dopo Pragelato appena superato il caseggiato di Traverses alla rotonda si svolta a sinistra per Plan, si prosegue fino a Pattemouche dove si lascia l’auto in fondo alla strada, in prossimità del ponte Daz Itrei.
Si può arrivare al rifugio Troncea con le racchette da neve, utilizzando il sentiero delle ciaspole, o con gli sci da fondo percorrendo la pista in direzione Alpe Mey. In entrambe i casi dopo aver superato il ponte in località la Tuccia si incontra il bivio per il rifugio.
Dal rifugio Troncea prendere in direzione Nord verso Laval. Dopo pochi minuti si arriva a una palina segnavia, prendere il sentiero n. 320 in direzione Colle dell’Arcano, del Beth e Bric Ghinivert. Il sentiero si inoltra nel bosco e dopo alcuni tornanti si porta in quota sotto la Roccia Curba 2239 m. A questo punto si esce dal bosco e si comincia a salire su un moderato ampio pendio. Ci si porta sotto un pendio più ripido dove effettuando due lunghi traversi si arriva ai Forni di San Martino 2320 m. Il percorso della discesa è lo stesso di quello della salita.
Descrizione
Il rifugio Mulino di Laval prende il nome dallo storico Mulino di Laval, antico mulino presente nella borgata Laval dove era macinata la segale quando le vicine borgate erano ancora abitate.
Il mulino è rimasto attivo anche come segheria sino al primo dopoguerra, quando l’abbandono della montagna è diventata definitivo.
Ubicato a monte di Pragelato, in val Chisone, il Mulino di Laval è una delle ”porte di ingresso“ del Parco Naturale Val Troncea, autentico paradiso alpino conosciuto anche come «valle dei fiori».
In uno scenario di incantevole bellezza, i visitatori potranno immergersi in uno scenario paesaggistico caratterizzato da boschi di larice e pino uncinato con sottobosco di rododendro, ginepro, mirtillo e ontano verde che nei mesi di settembre ed ottobre offrono uno spettacolare foliage.
Numerosi i rapaci accanto alle specie della fauna tipica che vanno dal camoscio, lo stambecco recentemente reintrodotto, al re incontrastato del territorio, sua maestà il cervo il cui bramito d'amore incanta la Valle nel mese di ottobre.
Link utili
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