Bivacco Scermendone

Come arrivare · Comunità montana della Valtellina di Morbegno, Lombardia · 2131 m · rifugio

Scheda rifugio su MyBlaze

Informazioni pratiche

Tipologia
rifugio
Quota
2131 m
Posti letto
4
Regione
Lombardia
Localita
Oligna
Comune
Comunità montana della Valtellina di Morbegno

Meteo

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Come arrivare al Bivacco Scermendone

Il bivacco situato all'Alpe Scermendone, uno dei pi bei terrazzi panoramici dellintera Valtellina. Si tratta di una baita in muratura che dispone di quattro posti letto con materassi e coperte, stufa, camino, legna da ardere, lavandino, fornello, stoviglie, un tavolo, tre panche e una sedia. All'esterno ci sono altre due panche e una panchina. Una costruzione a fianco contiene due bagni. Tutta l'area o recintata con delle transenne in legno. Se la giornata limpida, lo sguardo pu spaziare a nord sui monti della Val Masino, tra i quali spicca sulla destra la mole del Disgrazia, e a sud sulla lunga catena delle Orobie. Primo itinerario: da r di Cima per l'Alpe Granda Dalla statale 38, all'altezza della stazione di Ardenno-Masino, imbocchiamo sulla sinistra (nord) la provinciale 12 Valeriana con la quale, raggiunto il centro del paese, proseguiamo a destra fino a Villapinta. Successivamente, seguendo le indicazioni, prendiamo a sinistra la provinciale 13 in direzione di Buglio in Monte che raggiungiamo dopo aver oltrepassato alcune frazioni. In paese, con un tornante sulla destra, imbocchiamo la via Poggio che sale, inizialmente molto ripida, passando tra alcune case. Ad un bivio andiamo a destra (cartello Bar la Baita). La carrozzabile continua, stretta ma asfaltata, attraverso un bosco. Giunti ad un bivio, con un tornante giriamo a sinistra su una strada con il fondo in cemento che prosegue fino alle baite di r di Cima (m. 1415) dove partiva il vecchio sentiero al quale si in gran parte sovrapposta la nuova strada forestale sterrata. Chi volesse pu ancora percorrere la prima parte di questo sentiero, al fresco del bosco, per poi immettersi pi avanti sulla sterrata. Poich a r non c' possibilit di parcheggio, opportuno lasciare l'auto poco prima, nei pressi dell'ultimo tornante, nel punto in cui la strada asfaltata sfiora la nuova sterrata. Anche qui le possibilit di parcheggio sono assai scarse (m. 1370 - cartello Alpe Granda ore 0.45). La nuova strada tuttora priva di protezioni a valle ed percorribile solo con dei fuoristrada. Inoltre c' un cancello di colore marrone (che per troviamo aperto). Lasciamo l'auto e ci incamminiamo. La pendenza leggera. Gi al secondo tornante (m. 1460) incontriamo il vecchio sentiero, percorribile fino a questo punto, che qui si innesta. Pi avanti entriamo nella pineta; essendo la strada abbastanza larga gli alberi non riescono mai a coprirla interamente e in alto vediamo sempre il cielo. Superiamo un ruscelletto che scende dalla montagna e attraversa la strada. Troviamo poi un segnavia che indica il sentiero n. 19 (vedi il secondo itinerario) che sale sulla destra per Scermendone e Merla (m. 1540). Pi avanti un altro sentiero si innesta da sinistra (m. 1590). Proseguendo lungo la strada troviamo un cartello che consiglia ai pedoni di continuare sulla destra con l'ultimo tratto del vecchio sentiero, mentre la sterrata fa un giro un poco pi lungo. Saliamo tra i pini e poi usciamo dal bosco ai margini dell'Alpe Granda nei pressi di una vecchia baita dietro la quale domina un solitario larice. Un cartello sotto il tetto della baita indica di proseguire verso destra tra i pascoli in leggera discesa. Il Rifugio Alpe Granda ancora non si vede essendo nascosto da un gruppo di alberi. Dobbiamo puntare verso un'altra baita davanti alla quale c' una fontana e poi risalire leggermente sulla destra. Passando davanti al rifugio (m. 1680), proseguiamo in salita nel prato verso gli alberi e troviamo un ampio sentiero. Entriamo nel bosco e percorriamo in ripida salita un lungo e monotono traverso al fresco dei pini. Saliamo con pendenza costante fino ad incontrare, nei pressi di una costruzione dell'acquedotto (m. 1870), il sentiero descritto nel secondo itinerario che proviene dalla sterrata sottostante passando per Merla. Poco pi avanti c' una croce di legno e un cartello che indica l'Alpe Granda (nella direzione da cui proveniamo) a ore 0.40; davanti invece vengono segnalate le casere di Scermendone a ore 0.50 e il lago omonimo a ore 2.20 lungo il sentiero n. 19 (Sentiero Italia Lombardia Nord). Percorriamo ora un tratto in piano e poi riprendiamo a salire dapprima dolcemente e poi in modo pi ripido. Ad un bivio prendiamo il sentiero di destra, pi agevole. L'altro una scorciatoia; pi avanti i due percorsi si riuniscono. Saliamo ancor pi ripidamente poi, dopo aver ignorato un sentiero sulla sinistra, il percorso diventa pianeggiante (m. 2000). Proseguiamo alternando alcuni tratti in piano ad altri in lieve salita; superiamo due caselli dell'acquedotto e finalmente raggiungiamo l'alpe Scermendone (m. 2100). Di fronte, accanto a una pozza d'acqua e un abbeveratoio per gli animali, vediamo la prima delle casere (la seconda si raggiunge in piano sulla sinistra). Pieghiamo subito a destra, costeggiando una rudimentale recinzione, e, dopo aver superato un pezzetto di prato, ritroviamo il sentiero. Subito arriviamo ad un bivio. Lasciamo il percorso sulla destra che scende ad un abbeveratoio e poi risale, e preferiamo percorrere quello di sinistra che parte in leggera salita e subito prosegue in piano. Dopo una curva vediamo davanti a noi la chiesetta di S. Quirico (vedi foto) e il bivacco. Continuando attraverso il prato, dopo che i due percorsi si sono riuniti, raggiungiamo la chiesa (m. 2131). Qua si innesta da sinistra un sentiero che sale da Sasso Bisolo. Procediamo per prati in piano e in breve arriviamo al bivacco.

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