Rifugio Tita Secchi
Come arrivare · Breno, Lombardia · 2367 m · rifugio alpino
Scheda rifugio su MyBlaze
Informazioni pratiche
Tipologia
rifugio alpino
Quota
2367 m
Posti letto
60
Regione
Lombardia
Localita
Lago Della Vacca — Camonica
Comune
Breno
Meteo
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Contatti
Come arrivare al Rifugio Tita Secchi
Il Rifugio Tita Secchi situato ai piedi della parete sud del Cornone di Blumone (m. 2843), nei pressi del Lago della Vacca.
Su di una targa leggiamo: " TITA SECCHI Partigiano delle Fiamme Verdi, 16-06-1915 16-09-1944. Catturato con il suo gruppo nei pressi della Corna Blacca, viene portato a
Brescia e imprigionato. Condannato a morte avrebbe potuto salvarsi, lui solo, dietro il pagamento di un grosso riscatto: "O tutti o nessuno" la sua risposta e, all'alba
del 16 settembre 1944, viene fucilato con i suoi compagni. "
Primo itinerario: dal Rifugio Tassara a Bazena (sentiero n. 1)
Questo itinerario, che inizialmente portava il n. 18, stato aggiunto alla parte iniziale del sentiero n. 1 ed pertanto diventato la prima tappa dell'Alta Via dell'Adamello.
Da Breno, a nord del Lago di Iseo, imbocchiamo la provinciale 345 per il Passo di Croce Domini.
Due km. circa prima del passo, di fronte al Rifugio Tassara in Bazena (m. 1802) parte il sentiero n. 1 (ex n. 18).
Sul lato sinistro della provinciale, di fronte al Rifugio Tassara, c' un ampio parcheggio sterrato. Alcuni segnavia indicano: la Malga Val Fredda a ore 0.50,
il Passo Val Fredda a ore 1.40 e il Rifugio Tita Secchi a ore 2.50.
Ci incamminiamo lungo una stradina sterrata in leggera salita tra i prati. A sinistra c' una bacheca e a destra una pozza d'acqua.
Superiamo una fontana con doppia vasca e ignoriamo un ampio sentiero che si stacca a sinistra. La pendenza aumenta.
Poi continuiamo in leggera salita tra prati e radi larici. Sulla destra c' un casello dell'acquedotto.
Superiamo un'altra fontana con vasca e giriamo a destra ignorando due stradine che continuano diritto (m. 1870). La pendenza aumenta.
Di tanto in tanto la strada attraversata da una canalina per lo scolo dell'acqua.
Percorriamo un tratto su fondo selciato, poi la strada ritorna sterrata. Un sentiero si innesta da sinistra.
Dopo un tornante verso sinistra continuiamo in leggera salita, poi la pendenza aumenta.
Al successivo tornante troviamo un altro sentiero che sale da sinistra. Attorno alla strada i larici ora sono pi numerosi.
Troviamo un sentiero con gradini di legno che si immette da sinistra ed un cartello che avvisa che stiamo entrando nel Parco dell'Adamello.
Giunti ad un bivio (m. 2040), lasciamo il percorso che continua verso un laghetto e la Malga Val Fredda e proseguiamo sulla destra a mezza costa lungo le
pendici occidentali del Monte Mattoni.
Da questo punto troviamo a lato della strada alcuni piccoli cartelli che illustrano le principali caratteristiche di alcune specie botaniche situate nei
pressi. Possiamo cos conoscere meglio: il salice reticolato, la sassifraga verdeazzurra, la parnassia, il camedrio alpino, il rododendro rosso, il raponzolo di Scheuchzer.
Percorriamo una doppia curva tagliabile con una scorciatoia a gradini in legno.
Troviamo altri cartelli indicatori che parlano della genziana minore, la linaiola alpina e la soldanella comune.
Ora il sentiero quasi pianeggiante (m. 2105). Altri cartelli parlano della campanula di Scheuchzer, la pratolina d'alpe, la betulla verrucosa, l'ontano
verde, la genziana punteggiata, la primula di valdaone, il cinquefoglie fior d'oro.
Dopo un tratto in leggera salita il percorso ritorna quasi in piano e troviamo le ultime due indicazioni: il pino mugo e la felce di Villarrii.
In leggera discesa ci abbassiamo di una diecina di metri poi riprendiamo a salire con poca pendenza.
Tra pietre e qualche ciuffo d'erba percorriamo a mezza costa le pendici occidentali del M. Cadino.
Pi avanti cominciamo a vedere davanti a noi il Passo di Val Fredda.
Dopo pochi passi in discesa, riprendiamo a salire ignorando un sentiero che si stacca a sinistra.
Poco dopo raggiungiamo il passo (m. 2321) e cominciamo a vedere davanti a noi il Cornone di Blumone.
Al passo ci sono una croce con del filo spinato e alcuni segnavia che indicano la prosecuzione del sentiero verso il Passo della Vacca a ore 1 e il Rifugio Tita Secchi a ore 1.20.
Percorriamo un breve tratto in discesa passando accanto ad una bacheca del Parco dell'Adamello.
Continuiamo poi con percorso quasi pianeggiante, compiendo un lungo giro a mezza costa lungo le pendici orientali del Monte Frerone. A destra, nel centro della
vallata, vediamo la Corna Bianca mentre sul versante opposto riusciamo a distinguere il sentiero n. 19 descritto nel successivo itinerario.
Dopo una curva a sinistra troviamo il sentiero 38 che sale a sinistra. Un cartello indica in quella direzione il Rifugio Gheza . Continuiamo diritto.
Percorriamo poi un tratto a lato di un precipizio. Il sentiero molto largo e quindi possiamo procedere in tranquillit.
Pi avanti troviamo una palina segnavia che indica sulla sinistra: il Sentiero Antonioli, le Case di Val Paghera e Scalassone a ore 4.40 e il Passo del Frerone
a ore 0.50; a destra: il Passo della Vacca a ore 0.15 e il Rifugio Tita Secchi a ore 0.30
Andiamo dunque a destra, in leggera salita, superando un ruscello e assecondando l'ansa della montagna.
Poco dopo, sotto le pietre, sentiamo scorrere un torrente.
Superiamo due pozze d'acqua. Il sentiero ora pietroso.
Arriviamo al Passo della Vacca (m. 2359); si tratta di un valico ampio e lungo, all'inizio del quale c' la formazione rocciosa che da il nome alla zona.
Troviamo anche un'altra bacheca a cura del Parco dell'Adamello e l'innesto del sentiero n. 19 descritto nel secondo itinerario. I segnavia indicano il
Rifugio Tita Secchi a ore 0.20 e il Passo di Blumone a ore 1. Su un sasso c' l'indicazione del vecchio Rifugio Rosa.
Superiamo una pozza d'acqua e ci addentriamo nel valico. Ad un bivio, seguendo le indicazioni, andiamo a destra.
In lieve salita superiamo altre due pozze e vediamo di fronte a noi il rifugio, situato tra il lago e il Cornone di Blumone.
Dobbiamo ora scendere e, non essendo possibile transitare sopra la diga che chiude il lago, dobbiamo abbassarci fin sotto la stessa (m. 2350).
Con un ponticello in ferro oltrepassiamo il torrente emissario del lago e incontriamo il sentiero n. 17 che sale dalla Piana del Gaver (vedi il terzo itinerario).
Con l'aiuto di alcuni gradini, risaliamo l'opposto versante. Lasciamo a sinistra la casa dei guardiani della diga e camminando su alcuni lastroni di roccia arriviamo al rifugio.
Descrizione
Il rifugio Tita Secchi sorge a 2367 msl ai piedi della parete sud del Cornone di Blumone , affacciato sull’incantevole scenario del lago della Vacca e immerso nel suggestivo ambiente del parco dell’Adamello . Accedendo tramite sentiero escursionistico da tre possibili percorsi ( https://www.rifugiotitasecchi.com/accessi-1 ), troverai un clima caloroso e conviviale: potrai gustare una cucina ricca di genuini piatti locali e dolci fatti in casa e trascorrere la notte in quota in confortevoli camere da letto (dai 4 ai 10 posti). Il rifugio offre numerose possibilità di escursioni e ascensioni nei suoi dintorni, dalla panoramica e accessibile Cima Laione (2757 m) , alla classica alpinistica del Cornone di Blumone (2830 m) . E’ inoltre punto di appoggio per l’itinerario escursionistico dell’ Alta Via dell’Adamello – Sentiero numero 601, che attraversa per una lunghezza totale di 85 km il massiccio dell’Adamello, percorrendo luoghi di notevole pregio naturalistico e storico. La zona adiacente al rifugio, dove coesistono rocce di formazione eterogenea, è di particolare rilevanza geologica e ospita una ricca e variegata flora. Il rifugio è di proprietà della Società Escursionistica di Brescia Ugolino Ugolini ed è dedicato alla memoria di Tita Secchi, partigiano e alpinista bresciano.
Link utili
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