Al lago del Carbonè con quattro americani commemoriamo la tragedia aerea del 1954
alla · San Giacomo Vercellese, Piemonte
Scheda sentiero su MyBlaze
Foto da cuneotrekking.com — immagine ospitata dal sito della fonte. Altre foto sulla fonte ↗
Informazioni pratiche
lunghezza
17 km
durata
3h
regione
Piemonte
comune
San Giacomo Vercellese
località
distante durante il mio viaggio a Entracque nel
Meteo
Caricamento previsioni…
Dati meteo da Open-Meteo
Descrizione
Da sinistra: Bruce, Steve, Paula e Stephanie ci fanno la sorpresa indossando, a nostra insaputa, una maglia con la scritta “Cuneotrekking Settembre 2010”! © Cuneotrekking Domenica 2 maggio 2010 . Come ogni sera, nel collegarmi a Internet per consultare il nostro blog, creato tempo fa con Valerio e altri amici bovesani, trovo un nuovo commento. Sono stupito nel constatare che, questa volta, chi ci scrive è Bruce, americano di Buffalo (New York). Ha letto attentamente l’ escursione al Passo del Monte Carbonè pubblicata da noi dove proprio lassù, nell’ottobre del 1954, ha perso il cugino Earl F. Tooley di 21 anni, schiantatosi, insieme a altri 20 connazionali, con l’aereo militare americano Dakota C47 contro le pareti del monte Carbonè, durante il volo aereo Roma-Lione. Si dice molto motivato e interessato a salire fino al luogo della tragedia chiedendomi, se ho la possibilità, di trovargli una guida. Telefono agli amici Angelo e Riccardo, accordandoci infine di accompagnarlo su noi. Nel corso dello stesso mese segue una fitta corrispondenza via mail. Nel frattempo Bruce, in continua ricerca di notizie su quella tragedia, contatta altri familiari di superstiti. Il 7 giugno, mi scrive Steve dal Michigan. Non conosce Bruce ma, tramite il nostro blog, si sono contattati. Anche lui mi dice di essere molto interessato alla salita avendo perso il padre Paul T. Mac Govren di 23 anni, nella tragedia. Alla nostra risposta positiva mi scrive: “Voglio dirvi innanzitutto che siete davvero gentili a esservi offerti come guida per l’avventura che ci aspetta! Mi sono sempre chiesto del luogo dove lo spirito di mio papà vive. Ho visto la montagna da distante durante il mio viaggio a Entracque nel 2005 e ho sempre desiderato andare a vedere il posto dell’incidente. Alcuni miei parenti pensano che sono un folle ma a volte una persona ha bisogno di chiudere il cerchio. Anche se mio papà è morto quando avevo 8 mesi, mi chiedo sempre che tipo di uomo era e che tipo di padre sarebbe stato. Lui aveva solo 23 anni quando è morto e non posso non pensare al dolore che mia mamma – sola con 2 bambini – avrà provato. È per questo che provo il desiderio di visitare il luogo dove è accaduto l’incidente”. Segue tra noi altra fitta corrispondenza. Nel frattempo ci diamo da fare per l’organizzazione. Sapendo che difficilmente sono preparati per affrontare questa lunga camminata, ci rivolgiamo al Sindaco di Entracque che, in via eccezionale, ci concede gentilmente il permesso scritto per condurli con i nostri automezzi fino al gias del Vej del Bouc. Ci rivolgiamo anche al parco Alpi Marittime, nelle persone della dott.ssa Rossi e del sig. Canavese per chiedere di poter usufruire, in caso di maltempo o di indisposizione di qualcuno, del casolare del parco situato al lago del Vej del Bouc. Anche da loro abbiamo la completa disponibilità. Dal gentile personale del parco veniamo poi riforniti di depliant e dettagliate cartine della zona dell’escursione che provvediamo a spedire direttamente negli USA. Risolviamo il problema dell’interprete affidandoci al bravissino amico Davide che, con le sue grandi doti di intrattenitore, ci accompagnerà per tutto il periodo della loro permanenza in Italia. In ultimo, e per dar loro tutte le informazioni possibili riguardanti la sciagura del 1954, riesco a mettermi in contatto con Sergio Costagli, ricercatore di tutte le vicende belliche nel territorio cuneese e autore, con Gerardo Unia, del libro “Ali Spezzate”, invitandolo a partecipare a una serata con gli americani. Il periodo per effettuare l’escursione, la terza settimana di settembre, lo scegliamo sperando nel bel tempo e compatibilmente con i loro periodi di ferie. Stabiliamo la data precisa dell’arrivo e, puntualmente nel giorno prefissato, si presentano nel loro hotel di Limone. Tutto il team di Cuneotrekking, con l’interprete Davide, incontra Bruce con Paula e Steve con Stephanie la mattina del 19 settembre nella hall dell’hotel e fin da subito instauriamo un grande affiatamento. La sera stessa facciamo un salto a casa di Costagli per un briefing e lui consegna a ognuno di loro alcuni cimeli recuperati sul luogo della tragedia. L’indomani sono a casa mia, dove Franca, Silvia, Mary e Marina, le nostre mogli, si son prodigate per far gustare loro un’ottima cena all’italiana; qui apprendiamo che anche Paula e Stephanie vogliono partecipare all’evento. Come da precedenti accordi, sono venuti forniti di scarponi e abbigliamento da montagna. Il problema ora è il tempo. Le previsioni per la settimana non danno molte speranze. La mattina del martedì, con un po’ di trepidazione, consulto il sito internet del meteo e, per qualche strano miracolo, scopro che l’indomani è prevista una bella giornata. Mi sento con tutto il gruppo e ci accordiamo per partire prima dell’alba. Mercoledì 22 settembre. La mattina, verso le 5:50 li andiamo a prelevare in hotel. Verso le 7:15 raggiungiamo con le nostre auto il Gias sottano del Vej del Bouc. Sta per albeggiare. I simpatici amici americani, sempre scherzosi con noi, vogliono farci una sorpresa alla partenza. A un cenno stabilito si levano tutti insieme la giacca a vento e si presentano in maglia rossa con la scritta “Cuneotrekking – settembre 2010” .Questo in tutti noi instaura subito un clima di forte allegria. Oltre a loro, nella comitiva sono presenti Valerio, Angelo, Riccardo, e io di Cuneotrekking, l’interprete Davide, Luciano, Sergio Costagli e un inviato de “La Stampa”. Ci mettiamo in viaggio per una di quelle che verrà considerata da tutti “ giornate indimenticabili ”. Quando il sole proietta la sua luce sulla Maledia e Gelas , gli amici americani rimangono a bocca aperta per lo spettacolo. Qui inizia la serie infinita di “wonderful” e “very nice” . Sono letteralmente entusiasti perché non hanno mai visto montagne così belle; pare di trovarci sulla luna, dicono. Con passo molto tranquillo percorriamo tutta la prima rampa che sale al lago del Vej del bouc , dove stanno arrivando i primi raggi di sole. Sulle rive del lago c’è già ad attenderci papà Luciano (padre di Davide), partito prima dell’alba a piedi da San Giacomo. Ha voluto essere presente portando per tutti un carico di pane e favolosi grissini “rubatà” fatti nel forno a legna di casa sua. Qui la pausa per la colazione è doverosa. Con nostro rammarico lasciamo Paula che non se la sente più di continuare; nello stesso tempo non vuole assolutamente che qualcuno di noi si fermi a farle compagnia. Le facciamo presente che dovrà attenderci per circa 5/6 ore. Bruce fa l’andatura oltre il lago del Vej del Bouc © Cuneotrekking Momento di pausa oltre il lago © Cuneotrekking Di nuovo in marcia dietro Stephanie © Cuneotrekking Verso quota 2400 m Riccardo, con passo cadenzato, conduce l’andatura © Cuneotrekking Riprendiamo la marcia, intervallandola con piccole pause, sul sentiero alla sinistra del Vej del bouc zigzagando su una lunga rampa erbosa per arrivare infine a un colletto molto panoramico (2555 m), dove i nostri amici possono fare una sosta più lunga e contemplare il sublime paesaggio che spazia dalla cima dal Clapier all’ Argentera . Angelo (cineoperatore del gruppo) alla ricerca di nuove inquadrature © Cuneotrekking Ora è Valerio a condurre la comitiva © Cuneotrekking Altro momento di salita © Cuneotrekking Bruce si dà un po’ di vigore © Cuneotrekking Stephanie, Steve, Bruce, Davide e Riccardo contemplano il grandioso paesaggio © Cuneotrekking Il sentiero per un po’ si ripiana passando tra alcuni specchi d’acqua. Superato poi un tratto ripido entriamo verso la testata del lago della Roccia . Si superano alcuni specchi d’acqua © Cuneotrekking Un traverso in sali-scendi ci conduce verso gli ultimi tornanti che precedono il Passo, ben vigilati da un magnifico stambecco maschio che si staglia appena più su nel blu del cielo. Finalmente, verso le 12:15, l’arrivo al passo del Monte Carbonè. Noi li precediamo di qualche minuto per immortalare l’evento. L’emozione che provano alla vista del lago, dove Steve ha perso il padre e Bruce il cugino, è chiaramente visibile sui loro volti. Siamo tutti commossi, ma anche molto orgogliosi di essere riusciti a condurli fino qui . L’arrivo di Steve, Bruce e Stephanie al Passo del Monte Carbonè © Cuneotrekking Stephanie e Bruce osservano dal passo, cartina alla mano, il luogo dell’impatto aereo © Cuneotrekking Il lago Carbonè giace ancora 200 metri sotto di noi © Cuneotrekking Foto di gruppo al Passo del Monte Carbonè © Cuneotrekking È il più bel giorno della mia vita, dice Steve (ma anche il più faticoso, gli fa eco Angelo). Ora ci attendono tre intensi momenti: • La posa, al Passo, della targhetta commemorativa delle 21 vittime americane del 1954 che il nostro team ha fatto incidere per loro. • L’apertura e lo sventolio della bandiera americana che la Zia di Bruce (mamma di Earl F. Tooley) ha appositamente confezionato con gli abiti del figlio perito nella tragedia. • La discesa di tutto il gruppo italiano sulle rive del lago. Steve vuole che deponiamo, sotto una pietra, una busta in plastica contenente la corona del rosario del padre, alcune foto dei suoi familiari e una busta. Con le foto dei loro cari davanti alla targhetta commemorativa © Cuneotrekking Secondo momento importante. Sventolio della bandiera americana confezionata, dalla zia di Bruce, con gli abiti del figlio perito nella tragedia © Cuneotrekking Sulle sponde del Lago Carbonè © Cuneotrekking Resti del carrello dell’aereo ancora visibili sulle rive del lago © Cuneotrekking Altri resti tra le pietre © Cuneotrekking Dall’alto del passo gli amici americani osservavano la scena con i binocoli in contatto via radio con noi. Al ritorno dal lago consegnamo loro alcuni cimeli ritrovati fra le pietre. Poi il lento ritorno verso il lago del Vej del Bouc preceduto, un po’ più in basso, dal pranzo al sacco. Come dal cilindro di un prestigiatore, al momento dell’abbuffata sbucano all’improvviso alcune bottiglie di ottimo vino (nascoste da noi, tra le pietre, oltre un mese fa). I grissini e l’ottimo pane di casa di Luciano contribuiscono a rendere migliore il pasto. Ridiscesi poi al lago del Vej del Bouc reincontriamo Paula in spasmodica attesa di notizie e del nostro ritorno. Infine la discesa fino alle auto, raggiunte alle 19:00. Quello che abbiamo provato noi tutti in questa escursione commemorativa è qualcosa che non si può descrivere. Da lassù siamo tornati alle nostre case tutti un po’ più ricchi. Questi nuovi amici e questa giornata rimarranno impressi indelebilmente nei nostri cuori.