Anello dei tetti Arpetta – Valle Gesso
sono · Entracque, Piemonte
Scheda sentiero su MyBlaze
Foto da cuneotrekking.com — immagine ospitata dal sito della fonte. Altre foto sulla fonte ↗
Informazioni pratiche
lunghezza
7.5 km
durata
3h
regione
Piemonte
comune
Entracque
località
Valle Gesso
Meteo
Caricamento previsioni…
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Descrizione
Uno dei nuovi sentieri tracciati e segnalati dal comune di Entracque. Inizia su strada asfaltata poco frequentata a valle del paese e si fa via via più interessante e piacevole.
Torniamo qualche metro verso valle per svoltare subito a sinistra sulla stradina in direzione dei tetti Arpetta (palina). Proprio alla partenza incontriamo questi simpatici cavalli © Valerio Dutto Entrati nei tetti Miclot affianchiamo un capannone e appena oltre svoltiamo a destra (palina). Sempre su strada asfaltata compiamo una “esse” superando la cappella di san Giacomo e i tetti Patronetto . La cappella di san Giacomo © Valerio Dutto Davanti a noi si presenta una bella vista della costa del Creus che divide il vallone della Meris da quello di Desertetto. Al centro della foto la costa del Creus che divide il vallone della Meris da quello di Desertetto © Valerio Dutto Più avanti, presso i tetti Perulet ci fermiamo a fotografare bellissimi cavalli. Elegantissimo cavallo presso i tetti Perulet © Valerio Dutto Tetti Perulet © Valerio Dutto Davanti a noi appare in tutta la sua imponenza il monte Matto . Alla nostra sinistra, ancora innevati, riconosciamo i valloni d’Alpetto e del Lausetto . I valloni d’Alpetto e del Lausetto © Valerio Dutto Zoom © Valerio Dutto Sul versante opposto il rumoroso stabilimento della Carbocalcio Cuneese, dal quale si estrae carbonato di calcio. La strada compie dolci svolte fino a un ponte: i tetti Arpetta che danno il nome al percorso sono a destra, ma non vale la pena raggiungerli perché è una borgata poco interessante dove si viene accolti da cani liberi. Non vale la pena deviare verso i tetti Arpetta che danno il nome al percorso © Valerio Dutto Svoltiamo invece subito a sinistra sulla strada sterrata e poche decine di metri dopo di nuovo a sinistra. Sulla sterrata © Valerio Dutto Il percorso diventa più interessante. Seguiamo la sterrata per un centinaio di metri per poi abbandonarla svoltando bruscamente a sinistra (palina) su un affascinante sentierino delimitato da muretti a secco ricoperti di muschio. Sentierino delimitato da muretti a secco ricoperti di muschio © Valerio Dutto Ancora sul sentierino © Valerio Dutto Ci aspetta un tratto molto scenografico che, come ci ricordano fin troppi cartelli, si trova proprio ai margini del parco naturale Alpi Marittime . Quanti anni ha quest’albero? © Valerio Dutto Questo muschio è davvero morbidissimo! © Valerio Dutto Più avanti il sentiero diventa nuovamente sterrata in leggera discesa che ci riporta verso est. Sulla sterrata in leggera discesa © Valerio Dutto Tornando verso tetti Miclot © Valerio Dutto Senza prendere deviazioni passiamo prima ai piedi delle case di tetti Serafino e poi torniamo ai tetti Miclot (fontana), dove torna l’asfalto e chiudiamo la prima parte dell’anello. Verso la bassa valle appare l’inconfondibile sagoma slanciata della cima Saben . Invece di tornare subito alla macchina, nei pressi di un pilone svoltiamo a destra e poi dritto verso i tetti Long e Dot. Ci accolgono numerosi cani, per fortuna legati. Dopo l’ultima casa la strada torna sterrata, piega verso sinistra e inizia a salire. Fino a questo punto la pendenza è stata minima. La stradina, inizialmente acciottolata, sale serpeggiando nel bosco fino a raggiungere, nei pressi di una cabina elettrica a palo, la provinciale che prosegue verso la diga della Piastra e san Giacomo di Entracque. La prendiamo verso destra affiancando il doppio recinto del Centro uomini e lupi . L’ingresso del Centro uomini e lupi © Valerio Dutto Sempre tenendoci sulla provinciale superiamo l’ingresso ignorando, centocinquanta metri oltre, una discesa verso sinistra che potrebbe essere usata per abbreviare il percorso. Dopo ulteriori duecento metri svoltiamo a sinistra (indicazioni solo per il Sentiero del lupo) su una stretta stradina asfaltata che scende verso il Gesso di Entracque. Lungo questo tratto si trovano bacheche dedicate al lupo © Valerio Dutto Arriviamo così all’antichissimo ponte in pietra Burga (fontana), di architettura romana. Appena prima lasciamo a destra i sentieri dell’Oltregesso e dell’Energia. È sempre piacevole fermarsi a osservare lo scorrere del torrente © Valerio Dutto L’antichissimo ponte in pietra Burga © Valerio Dutto Superiamo il bellissimo ponte e una cinquantina di metri oltre (palina) svoltiamo a sinistra su grandi pratoni, posto ideale per una pausa quando l’erba è bassa. Inizia di nuovo un bellissimo tratto su un sentierino che serpeggia tenendosi parallelo al fiume. Di che animale sono queste impronte? © Valerio Dutto Il sentierino che serpeggia tenendosi parallelo al fiume © Valerio Dutto Affianchiamo Polifemo, opera di land art di Paolo Giraudo destinata a scomparire con il passare del tempo. Arriviamo alla piscina e al campo da calcio dove svoltiamo a sinistra su una sterrata che scende verso il torrente. Prima di raggiungere due grandi tralicci svoltiamo su un sentierino a destra che più avanti risale leggermente per poi arrivare alla provinciale. Non ci resta che seguirla verso valle sulla pista ciclabile che in poco meno di un chilometro ci riporta all’auto dove chiudiamo l’anello. Sulla pista ciclabile © Valerio Dutto Concluso il giro facciamo ancora una tappa al vicino Caseificio valle Gesso. Tappa al vicino Caseificio valle Gesso © Valerio Dutto