Anello del monte Corno, 1506 m – Valle Gesso
la · Roaschia, Piemonte
Scheda sentiero su MyBlaze
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Informazioni pratiche
lunghezza
11.7 km
durata
3h
regione
Piemonte
comune
Roaschia
località
Valle Gesso
Meteo
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Dati meteo da Open-Meteo
Descrizione
Un bellissimo itinerario di mezza giornata perfetto per le giornate autunnali. Si sviluppa a ovest del costone roccioso che divide la valle di Entracque da quella di Roaschia.
Dalla parte opposta del parcheggio imbocchiamo la strada Spianta seguendo le indicazioni per percorso M30 diretto alle gorge della Reina e al colletto della Lausa. La strada, inizialmente asfaltata, presto diventa lastricata e viene affiancata in alcuni punti da poderosi muretti in pietra. La stradina che sale verso le gorge della Reina © Elio Dutto Inoltratici nel vallone Balma di Gherra , a un bivio lasciamo a sinistra il sentiero che conduce a tetti Stramondin e procediamo verso le gorge della Reina. Poco oltre passiamo nelle vicinanze dei tetti Violin lasciandoli a destra. La stradina si avvicina alla zona rocciosa. Più avanti lasciamo a destra il percorso che porta alla via ferrata e al pian del Funs. La strada, divenuta sentiero, si inoltra in un’ombrosa faggeta prima di raggiungere l’imbocco delle interessanti gorge della Reina . Lasciato momentaneamente il sentiero che continua a sinistra, ci inoltriamo nelle selvaggia gorgia per un tratto di percorso molto suggestivo incassato tra alte pareti di roccia scura che nel finale gira verso la punta del Van . Per questa visita, visto il tipo di roccia e la ripidezza delle pareti, consigliamo l’uso del casco. Gorge della Reina © Elio Dutto L’interno delle gorge della Reina © Elio Dutto Tornati sui nostri passi riprendiamo la salita che con un lungo traverso tra noccioleti, ginepri, ciuffi di lavanda, betulle e pini ci conduce ai ruderi dei tetti Stramondin , immersi nella vegetazione. Salendo ai tetti Stramondin © Elio Dutto Vista sulle cime della valle Gesso © Elio Dutto Più avanti © Elio Dutto Il sentiero perde qualche metro, poi lo abbandoniamo per una deviazione a destra che scende fino a un impluvio prima di riprendere quota e arrivare dopo una coppia di tornantini al colletto della Lausa (1295 m), posto tra il vicino monte Lausa e la punta della Splaiera . In prossimità del colletto della Lausa © Elio Dutto Lasciamo a sinistra il sentiero che scende a Entracque (sarà la nostra strada del ritorno) e seguiamo verso destra (cartelli) le indicazioni per i prati del Corno e per il passo di Costabella. Dopo un breve tratto in pineta usciamo fuori all’aperto con un diagonale ascendente che va ad aggirare un costone sotto le ripide pendici della punta della Splaiera e, più avanti, della punta di Giaime (1556 m). Traverso dopo il colletto © Elio Dutto Un primo scorcio su Entracque © Elio Dutto Il monte Corno © Elio Dutto Arriviamo così a un varco (palina). Da lì, verso sinistra, con breve percorso risaliamo l’ultimo tratto che culmina sul monte Corno (1506 m), sormontato da una piccola croce in legno. Lo sguardo spazia sull’arco alpino che dal monte Frisson (2637 m) va alla cima Cialancia (1885 m) passando da Lausetto (2687 m) e monte Matto (3097 m). Entracque vista dal monte Corno © Elio Dutto Più tardi torniamo sui nostri passi scendendo nuovamente al colletto della Lausa. Dal monte Corno in discesa al colletto della Lausa © Elio Dutto Più in basso © Elio Dutto Dopo una breve pausa seguiamo la stradina che dal colletto, a destra del monte Lausa (1377 m), si infila nella pineta. Percorriamo in discesa ben sessanta tornantini, gioia per i biker che percorrono la Gran fondo Alpi Marittime, facendo ritorno a Entracque. La pineta dove inizia la discesa © Elio Dutto Scendendo a Entracque © Elio Dutto Deviando a sinistra sulla strada asfaltata andiamo a raggiungere il parcheggio chiudendo questo piacevole anello.