Anello delle quattro chiesette di Venasca

alla · Venasca, Piemonte

Scheda sentiero su MyBlaze

Anello delle quattro chiesette di Venasca

Foto da cuneotrekking.com — immagine ospitata dal sito della fonte. Altre foto sulla fonte ↗

Informazioni pratiche

lunghezza
11 km
durata
3h
regione
Piemonte
comune
Venasca
località
Venasca tocca quattro antiche cappelle sul versante

Meteo

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Descrizione

Un piacevole anello che partendo da Venasca tocca quattro antiche cappelle sul versante “all'ubac”, quello meno favorito dall'esposizione al sole. Dal parcheggio ci dirigiamo verso il centro di Venasca, dominato dall’imponente chiesa parrocchiale in stile barocco del Settecento, non a caso definita “una tra le più superbamente belle chiese del Piemonte”. Raggiunta la raccolta piazza Caduti imbocchiamo via Torino a sinistra del grande porticato dell’ala comunale. La stradina prosegue, prima su porfido e poi su asfalto, fino al cimitero del paese. Lo aggiriamo sulla destra imboccando una sterrata che, più su, si ricongiunge a un’altra, ben tenuta, che seguiamo verso sinistra. Il percorso originale, come indicato tra i commenti dai suoi ideatori, prevede che raggiunta piazza Caduti si passi a destra dell’ala comunale e si imbocchi via Dante per poi svoltare, più sopra, sulla sterrata che si stacca a sinistra. La sterrata verso la cappella di san Firmino © Valerio Dutto Oltrepassiamo una fontana e appena oltre raggiungiamo la cappella di san Firmino , originaria del Settecento e in stile barocco. Passiamo sotto il suo portico e la aggiriamo dal lato opposto, dove parte una breve quanto ripida scalinata sorretta da tronchi in legno. La cappella di san Firmino © Valerio Dutto Seguiamo il sentiero, sempre perfettamente segnalato da piccole frecce gialle, che porta alla borgata Parola , ormai in rovina. Le frecce che ci accompagnano lungo il percorso © Valerio Dutto Dalla finestra di una casa si affaccia una curiosa quanto inquietante donna manichino. L’inquietante donna manichino che si affaccia dalla finestra di una casa di borgata Parola © Valerio Dutto Sempre seguendo le frecce gialle proseguiamo dritto al primo bivio e poi a destra al successivo raggiungendo la radura di meira Bigat , il cui nome fa probabilmente riferimento a un’antica usanza assai diffusa nelle nostre vallate: l’allevamento dei bachi da seta (detti appunto “bigat” in dialetto). Proseguiamo sul sentiero in leggera discesa alla sua sinistra e più avanti raggiungiamo la biblioteca nel bosco , la principale attrazione dell’itinerario del sentiero di Pluf , una bella casetta in legno dove è possibile prendere un libro lasciandone in cambio un altro. Svoltando verso destra risaliamo uno stretto e ripido sentiero confluendo su una pista forestale. La seguiamo verso sinistra fino ad arrivare su una seconda e più ampia sterrata che percorriamo verso destra. In breve anche questa termina su una comoda strada bianca che seguiamo ancora verso destra. Dopo cinquecento metri arriviamo sulla strada asfaltata che sale da Venasca. Davanti a noi, appena più in basso, appare una seconda cappella: madonna del Vernè (o del Vernet), del XII secolo. La cappella madonna del Vernè © Valerio Dutto Dopo essere scesi per osservarla dall’esterno, riprendiamo a salire su asfalto prendendo appena più in su a sinistra una scorciatoia come sempre ben segnalata. Incrociata nuovamente la strada asfaltata imbocchiamo, sul lato opposto nei pressi di una presa d’acqua, una seconda scorciatoia tra i castani che ci porta alla borgata Quaglia (820 m, fontana). La attraversiamo completamente e proseguiamo sempre dritto fino a raggiungere la bella borgata Lussia . Borgata Lussia © Valerio Dutto Panorama verso il Monviso © Valerio Dutto Tra le case di borgata Lussia © Valerio Dutto Proseguiamo tra le case sulla sterrata e dopo due bivi, uno a destra e uno a sinistra, raggiungiamo la seicentesca cappella di Sant’Antonio , completamente immersa in un fittissimo bosco di castagni. La cappella di Sant’Antonio © Valerio Dutto Facendo una svolta a “u” rovesciata imbocchiamo un piacevole sentierino in leggera discesa, sempre ben segnalato. Il piacevole sentierino © Valerio Dutto Ancora sul sentierino © Valerio Dutto Dopo un cartello che invita i mountain biker a scendere dalla bici inizia una ripida scalinata in discesa che ci porta ad attraversare un rio su una passerella in legno. La passerella in legno sul rio © Valerio Dutto Risaliamo quindi fino alla borgata Bonelli , che attraversiamo a sinistra per poi prendere di nuovo a sinistra appena oltre. Arrivati su una grande radura svoltiamo a destra (palina per borgata Ponza) attraversandola. La grande radura verso la cappella di Sant’Anna © Valerio Dutto In breve arriviamo sul punto più alto dell’intero itinerario: la seicentesca cappella di Sant’Anna , posta su un’altura in posizione dominante. È il posto ideale per fare una pausa rilassante. Sul lato posteriore, addossata alla chiesa, possiamo ancora notare quella che era stata la scuola elementare. Svoltiamo quindi a destra scendendo tra i castani, che per secoli sono stati la base alimentare della gente del posto. Discesa tra i castani © Valerio Dutto Superati i piccoli tetti Ponza svoltiamo a destra imboccando una ripida discesa che ci riporta a Venasca dove concludiamo questo bell’anello. La chiesa parrocchiale di Venasca © Valerio Dutto

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