Anello di Costa Sturana e lago di Camosciera da Sant’Anna di Bellino, 2680 m – Valle Varaita
guadando · Sant’Anna di Bellino, Piemonte
Scheda sentiero su MyBlaze
Foto da cuneotrekking.com — immagine ospitata dal sito della fonte. Altre foto sulla fonte ↗
Informazioni pratiche
lunghezza
13.8 km
durata
3h
regione
Piemonte
comune
Sant’Anna di Bellino
località
Valle Varaita
Meteo
Caricamento previsioni…
Dati meteo da Open-Meteo
Descrizione
La Costa Sturana divide la valle di Traversagne dal vallone di Camosciera ed è ubicata sulla destra orografica della valle Varaita di Bellino a poca distanza e sotto gli sguardi di Rocca la Marchisa e del Pic delle Sagneres.
Seguiamo la sterrata che si dirige, a sinistra, nel vallone di Traversagne . Alcuni tranquilli tornanti ci conducono all’interno di una conca, chiusa al fondo dalla Rocca Vuorzè (2349 m). Poco più avanti un cartello indicatore segna la deviazione per la Costa Sturana. Abbandoniamo lo sterrato per seguire, a sinistra, quel percorso guadando un ruscello. Il sentiero, tendente a raggiungere la sinistra della Rocca Vuorzè , sale un lungo tratto a serpentina tra cespugli di ontano, rododendri e mirtilli. È bello, ogni tanto, volgere lo sguardo indietro per ammirare la Rocca Senghi posta all’inizio del vallone di Rui. Salendo, vista su Rocca Senghi © Cuneotrekking Questo tratto di salita ci ha condotti al colletto di Traversagn (2324 m). Affacciandoci a sinistra di una baita possiamo godere un’ottima visuale a tutto campo sull’ampio sottostante pianoro di Traversagn, su Rocca la Marchisa (3072 m), che si staglia al fondo, sul monte Faraut (3048 m) e sul monte Pence (2832 m). Dal colletto, veduta del Pian di Traversagn © Cuneotrekking Lasciata proseguire la stradina che scende verso il basso, svoltiamo a sinistra seguendo un sentiero fatto di lunghi traversi tagliando pendici scoscese. Salendo le ripidi pendici © Cuneotrekking Il tratto percorso, dopo una svolta a destra, ci ha trasportati su un grande prato con splendida visuale su Punta Rasis (2630 m) e sul più distante Monte Maurel (2604 m). Punta Rasis e monte Maurel © Cuneotrekking Guadagnata l’ampia cresta raggiungiamo finalmente la Costa Sturana. Svoltando a destra (sud) lasciamo a poca distanza l’arrotondata Testa Rasis (2614 m) per seguire l’ampio costone, erboso a ovest, dirupato a est, con piccole salite e discese abbellite da spettacolari visuali sui versanti di Traversagn e di Camosciera. Costa Sturana © Cuneotrekking Più avanti, desta curiosità una spaccatura tra le rocce con vista sul Bric Camosciera (2934 m). Tra le rocce spunta il Bric Camosciera © Cuneotrekking Da una parte abbiamo il verde intenso delle grandi praterie puntellate da una miriade di splendide baite in pietra; dall’altra la vista sul Bric Camosciera (2934 m) e sul Pelvo d’Elva (3064 m) che giocano a nascondersi nella nebbia e la verdissima conca sottostante incisa dal lago di Camosciera. Transito su dossi rocciosi © Cuneotrekking Al fondo, Rocca la Marchisa © Cuneotrekking Propongo di fare un salto a quel lago prima della discesa a valle. Percorriamo così tutta la costa erbosa fino a lambire l’estesa pietraia che sale al colle delle Sagneres (2894 m). Sulla costa con al fondo la Rocca Gialeo e il Pic delle Sagneres © Cuneotrekking Verso il tratto finale di Costa Sturana © Cuneotrekking A fine percorso, una targhetta su un masso ricorda un certo Giorgio, sicuramente grande appassionato deceduto in montagna. Da questo punto, che segna anche anche la massima elevazione dell’escursione (2.680 m), effettuiamo il giro di boa virando a est nel vallone Camosciera. Una decina di metri più in basso ci fermiamo per far visita ai resti di un’ antica miniera di ferro . Parziale veduta della miniera © Cuneotrekking Notiamo parecchie analogie con quella che avevamo visitato, tempo addietro, in valle Gesso salendo al bivacco Costi-Falchero . Non c’è tanto da vedere, ma quanto basta per darci un’idea delle dure condizioni di lavoro dell’epoca, considerato il luogo impervio, la permanenza costante a questa quota, la distanza, il trasporto del materiale a valle e anche l’allontanamento forzato dalle famiglie. Pochi metri più in basso una costruzione in pietra, ancora parzialmente visibile, poteva sicuramente essere adibita a dimora degli operai. Caseggiato nei suoi pressi © Cuneotrekking Tornati sui nostri passi, dopo essere scesi sulla traccia ancora di una ventina di metri (tacche bianco/rosse), decidiamo di fare la deviazione che avevo proposto al laghetto di Camosciera (2635 m) che dall’alto abbiamo localizzato al di là di alcuni avvallamenti. Per non scendere fino al bivio sottostante e intraprendere poi una lunga salita, decidiamo l’attraversamento in pietraia. Si rivelerà più lungo del previsto. Inizio del tratto di discesa dalla miniera © Cuneotrekking In pietraia verso il lago Camosciera © Cuneotrekking Proseguendo verso il lago situato sotto l’ammasso roccioso © Cuneotrekking Ci arriviamo all’ora del pranzo e sulla riva troviamo un’ottima postazione fronte lago. Lo rivedo dopo alcuni anni dall’ultima visita. Il lago, frequentato da pochi escursionisti, è incantevole ed è situato in un’ampia conca circondata dalle alture del Bric Camosciera (2934 m) e del Pelvo d’Elva (3064 m). Parziale veduta del lago © Cuneotrekking Veduta del lago dal lato nord © Cuneotrekking Il sole va e viene, e così è stato praticamente per tutto il tempo. Dopo aver pranzato ed esserci concessi un po’ di riposo riprendiamo la discesa percorrendo il ripido sentiero che ridiscende verso il basso. Sul sentiero di discesa dal lago © Cuneotrekking Più in basso, presso una balza erbosa, lasceremo a sinistra (palina) la traccia di salita per la miniera e la Costa Sturana (era il percorso di discesa che avremmo dovuto fare senza la deviazione per il lago di Camosciera). Indicazioni sul sentiero di discesa © Cuneotrekking Proseguendo verso valle, raggiungeremo al termine il tratto asfaltato che da Chiazale sale a Sant’Anna di Bellino riconducendoci infine al parcheggio. Ritorno a Sant’Anna di Bellino © Cuneotrekking