Da borgata Caldane al rifugio Bagnour, 2017 m – Valle Varaita
alternativo · borgata Caldane al rifugio Ba, Piemonte
Scheda sentiero su MyBlaze
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Informazioni pratiche
lunghezza
12.3 km
durata
3h
regione
Piemonte
comune
borgata Caldane al rifugio Ba
località
Valle Varaita
Meteo
Caricamento previsioni…
Dati meteo da Open-Meteo
Descrizione
Un percorso alternativo per il rifugio Bagnour che ci farà immergere nel cuore del magnifico bosco dell’Alevè su sentieri poco frequentati.
Imbocchiamo la strada in leggera salita che costeggia il bel rifugio Delfin dal Pianhol . Il rifugio Delfin dal Pianhol © Valerio Dutto Più avanti al bivio svoltiamo a destra seguendo le indicazioni per Torrette lasciando a sinistra il sentiero per Bertines (da cui faremo ritorno). Giunti alla chiesa, fatta costruire nel 1865 e intitolata ai santi Sebastiano e Lucia, svoltiamo a sinistra. Dopo l’ultima casa imbocchiamo il viottolo che sale deciso dritto a noi (indicazioni assenti). Il viottolo che sale deciso © Elio Dutto Appena più in basso alcune curiose vacche scozzesi Highland stanno pascolando liberamente nei prati sottostanti. Ignorando tutte le diramazioni procediamo sempre sul viottolo che, con un lungo e un poco monotono taglio diagonale ascendente verso destra, si allontana progressivamente dalla borgata risalendo le ripide pendici tra arbusti e bassa vegetazione. Ci allontaniamo da Caldane © Valerio Dutto Procedendo sul viottolo © Valerio Dutto Lungo tutto questo tratto non sono presenti indicazioni. Alle nostre spalle si aprono delle bellissime visuali sull’imponente Pelvo d’Elva . L’imponente Pelvo d’Elva alle nostre spalle © Valerio Dutto Superiamo una grangia isolata e, un poco più su, incrociamo il sentiero del Valle Varaita Trekking, un lungo percorso di 12 tappe che sale da un versante e scende dall’altro. Svoltiamo a sinistra sul bellissimo sentiero a mezzacosta che taglia il lembo inferiore del bosco dell’Alevé. Sul sentiero a mezzacosta © Valerio Dutto Appena oltre, presso una grangia, ignoriamo un primo bivio a destra che condurrebbe alla Croce di Ciampagna (Crous de Champagno). Proseguiamo invece a sinistra e, un centinaio di metri oltre, a un ulteriore bivio, svoltiamo a destra tenendoci sempre sul Valle Varaita Trekking (indicazioni per rifugio Bagnour). Sul sentiero del Valle Varaita Trekking © Valerio Dutto Il sentiero, un bellissimo single track, piega verso sinistra e, compiendo alcuni saliscendi, passa sopra a una scarpata nel cumbal della Cassa e raggiunge un bivio. Bellissimo single track nel bosco © Valerio Dutto Seguendo le indicazioni per grange Pralambert superiamo una panoramica pietraia e entriamo nel vivo del bosco dell’Alevè, la più grande foresta di pino cembro d’Italia e una delle più estese d’Europa. Sulla panoramica pietraia © Elio Dutto La valle Varaita di Bellino © Elio Dutto In questa zona osserviamo con curiosità le “barbe di bosco”, ciuffi che colonizzano la base dei tronchi. Arrivati a un ulteriore bivio teniamo la destra (al ritorno scenderemo invece a sinistra). Orientandoci verso nord andiamo a raggiungere le grange Pralambert sottane (1.740 m), ormai completamente in rovina ma in posizione magnifica ai piedi del Pelvo d’Elva che appare sul versante opposto in tutta la sua maestosità. Dalle grange Pralambert sottane © Valerio Dutto A monte delle grange si stacca a destra un bel sentiero che in salita conduce alle grange Pralambert soprane (1.838 m), anch’esse in buona posizione panoramica. Ai loro piedi troviamo l’indicazione per il lago Bagnour. Proseguendo in quella direzione raggiungiamo il bivio che a sinistra conduce verso le grange Gheit e Castello (da cui faremo ritorno) e dritto al lago Bagnour. Seguendo le indicazioni per il lago giungiamo poco più avanti sulle sponde del lago Secco (1.890 m), che abbiamo la fortuna di trovare ancora con un po’ d’acqua. Il lago Secco © Valerio Dutto Siamo immersi nel cuore del magnifico bosco dell’Alevè, con i suoi antichi pini cembri (cirmoli) dai lunghi aghi e dalle possenti radici che li ancorano saldamente al terreno. Non a caso queste conifere sono anche chiamate “regine delle Alpi”. Camminando tra i profumatissimi cirmoli © Valerio Dutto Ora non c’è più possibilità di sbagliare strada: dopo circa 120 metri di dislivello raggiungiamo finalmente il rifugio Bagnour (2.017 m), posto sulle sponde del piccolo lago omonimo, luogo ideale per una sosta rilassante. Laghetto e rifugio Bagnour © Valerio Dutto Dalla sponda est del laghetto vale la pena fare una brevissima deviazione per raggiungere un maestoso pino cembro monumentale: alto ben 18 metri, ha più di 550 anni. L’antichissimo pino cembro monumentale © Valerio Dutto Tornati al rifugio, che originariamente era un avamposto militare costruito durante la seconda guerra mondiale, scendiamo sul sentiero normale di accesso da Castello. Discesa sul sentiero normale di accesso da Castello © Valerio Dutto In breve raggiungiamo la radura di pian Caval che percorriamo fino a rientrare nuovamente nel bosco. La radura di pian Caval © Valerio Dutto Il sentiero tra bellissimi pini cembri © Valerio Dutto Mantenendo la sinistra ai due bivi successivi evitiamo di passare dalla grangia Peiro Grongetto. Dopo un piacevole mezzacosta il sentiero riprende a salire. Quando si biforca continuiamo a salire a sinistra, proseguendo dritti al bivio successivo e arrivando a quello nei pressi del lago Secco da cui eravamo passati al mattino. Sul sentiero © Valerio Dutto Senza più raggiungerlo procediamo in discesa a destra per tornare alle grange Pralambert soprane e poi sottane . Duecento metri più in basso, a un ulteriore bivio svoltiamo a destra per arrivare in breve alla peiro pousouiro , pietra posatoria, e 180 metri di dislivello più in basso, al bivio per Alboin (sinistra) e Bertines (destra). Poco sotto la “peiro pousourio” © Valerio Dutto Procedendo a destra affianchiamo un bunker, l’ Opera 360 bis , ben mimetizzato nella vegetazione, prima di raggiungere la pietraia che sovrasta la borgata di Bertines , frazione di Casteldelfino, e poi la strada asfaltata. Una bella casa di borgata di Bertines © Valerio Dutto Svoltando a sinistra passiamo tra una bella cappella e un antico forno della comunità. Proseguiamo sulla strada asfaltata verso Serre (1.400 m). Ai piedi delle prime case imbocchiamo una mulattiera a destra, inizialmente poco evidente, che scende con decisione (breve tratto con una corda penzolante), prosegue sopra un impluvio per poi superare il rio su passerella. Il sentiero tra Serre e Caldane © Valerio Dutto In breve rientriamo a Caldane dove chiudiamo questo splendido anello