Sentiero dei giganti – Valle Maira

dei · Paesana, Piemonte

Scheda sentiero su MyBlaze

Sentiero dei giganti – Valle Maira

Foto da cuneotrekking.com — immagine ospitata dal sito della fonte. Altre foto sulla fonte ↗

Informazioni pratiche

lunghezza
9.8 km
durata
3h
regione
Piemonte
comune
Paesana
località
Valle Maira

Meteo

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Descrizione

La presenza, in alcuni punti, di conifere di alto fusto ha dato origine al nome di questo sentiero che da Combe si sviluppa per una decina di chilometri a sud di Macra. Raggiungiamo l’ombrosa borgata Combe (1064 m) costituita da un nucleo fatto di poche case attorno a una chiesetta (con pitture di Francesco Agnesotti). La borgata è luogo di partenza o transito di diversi itinerari tra cui il sentiero dei mulini, dei bottai e dei giganti. Noi percorreremo quest’ultimo. Lasciata l’auto a inizio paese superiamo le case seguendo le indicazioni “SG Ugo – Tourre” ( SG sta per Sentiero dei giganti) costeggiando per un tratto, dopo il ponte in legno, il rio fino al bivio successivo. Costeggiando il rio © Cuneotrekking Qui lasciamo a destra il percorso che si allunga verso le grange Torre e seguiamo quello che sale all’interno del bosco a lato dell’incassato rio per poi svoltare a sinistra, superare alcuni tornanti e distendersi verso nord-est in faggeta, quindi tra le conifere fino a un altro bivio. Più avanti tra i faggi © Cuneotrekking Lasciato a sinistra il sentiero che scende verso Rio, proseguiamo di qualche metro in avanti dove un cartello ci indirizza, ora su ampia strada, verso la borgata Ugo soprano. In questo tratto di avvicinamento, talvolta lo sguardo riesce a sovrastare gli alberi e posarsi a nord-ovest del vallone Intersile, con belle visuali sulla borgata Colletto e sul più distante Pelvo d’Elva (3064 m), mentre a nord-est abbraccia la costellazione di una ventina di borgate disposte a presepio che compongono il comune di Celle di Macra. Veduta della borgata Colletto © Cuneotrekking Veduta verso le borgate di Celle Macra © Cuneotrekking Seguendo la strada arriviamo alla soleggiata borgata Ugo Soprano (la parola “ugo” in occitano significa “gufo”). Qui, tra le case, sono presenti alcuni affreschi di Jors Boneto da Paesana, vissuto tra il XVIII e XIX secolo. Un cartello esplicativo ci avverte che molti abitanti di questo luogo si dedicavano al mestiere di bottaio. Pare strana questa attività in un luogo così distante dai vigneti. Cosa ci facevano i bottai in questo luogo? Probabilmente le botti servivano agli acciugai per la conservazione delle acciughe sotto sale. Scopriremo poi che anche da queste parti si coltivavano le viti per produrre un vinello leggero detto “la pichetta”. Naturalmente poi questa attività non rimaneva legata al solo territorio della val Maira. Il bottaio veniva richiesto ovunque ce ne fosse bisogno. Arrivo a Ugo soprano © Cuneotrekking Proseguendo tra le case a sud della borgata riprendiamo il percorso sulla strada che affianca il monte Vierme (1638 m) passando tra alcune alte conifere prima di raggiungere le grange Ramei (1481 m), piccola borgata di poche case che si affacciano sul vallone Tibert e un pilone votivo dedicato alla Madonna con bambino. Questo è anche il punto di massima elevazione del percorso. Sulla strada per Ramei © Cuneotrekking Segnalazioni © Cuneotrekking Tra le case della borgata © Cuneotrekking Il pilone votivo © Cuneotrekking Da qui occorre ora tornare qualche centinaio di metri indietro sul tratto appena percorso e trovare a destra, affisso a un albero, il cartello per scendere verso Rio e Albornetto. Tutta la discesa si svolge all’interno di una faggeta che, verso la parte più bassa, accentua la sua ripidezza. Discesa vertiginosa tra i faggi © Cuneotrekking Scendendo verso il rio Tibert © Cuneotrekking La discesa si arresta sulla riva sinistra del rio Tibert. Proseguendo sulla sinistra, poco oltre si perviene a un ponte in pietra nelle vicinanze di una cava di lose (lastre per la copertura in pietra dei tetti). Arrivo al ponte in pietra © Cuneotrekking Rio Tibert presso la cava di Lose © Cuneotrekking Passati sulla destra orografica raggiungiamo in breve la strada asfaltata che sale alla borgata di Albornetto sottano (1092 m). Tra le case ammiriamo l’affresco di Jors Boneto della crocifissione datato inizio Ottocento. Affresco di Jors Boneto da Paesana © Cuneotrekking Albornetto Soprano (1162 m) è poco più avanti ed è preceduta dalla cappella dedicata alla Madonna del Carmine. La cappella di Albornetto superiore © Cuneotrekking Da Albornetto, veduta su Ugo inferiore © Cuneotrekking Il nome Albornetto pare possa derivare dal latino Alburnum, che indica una località dove abbondano (o abbondavano) le piante di maggiociondolo, “alborn” in dialetto. Dopo aver pranzato nei pressi della chiesa torniamo sui nostri passi scendendo lungo il nastro d’asfalto fino al ponte di Rio. Una quindicina di metri a valle del ponte riparte, a sinistra, un sentiero in leggera salita segnalato (SG Ugo – Borgata Combe). Dopo essere passati sotto un pilone, poco dopo si biforca (a sinistra per Ugo Sottano, a destra per Combe). Mantenendo la destra andremo ora a tagliare alcuni versanti con esposizione nord e, in ultimo, transitando in un’abetaia di conifere di alto fusto (che ha dato il nome a questo sentiero), concluderemo l’anello, dopo mezzo giro, nella borgata Combe. Nel tratto Rio-Combe © Cuneotrekking Alcuni dei “giganti” tornando a Combe © Cuneotrekking Poco prima del ritorno a Combe © Cuneotrekking

Tracciato

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