Sentiero delle farfalle e Grotte del bandito – Valle Gesso

delle · Canale, Piemonte

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Sentiero delle farfalle e Grotte del bandito – Valle Gesso

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Informazioni pratiche

lunghezza
11 km
durata
3h
regione
Piemonte
comune
Canale
località
Valle Gesso

Meteo

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Descrizione

Un anello per tutta la famiglia che si sviluppa quasi interamente su strade sterrate e sentierini toccando due dei punti più interessanti della media valle Gesso. Torniamo per poche decine di metri verso valle e svoltiamo a sinistra sul ponte che attraversa il torrente Gesso. Confluiti sulla provinciale la seguiamo verso sinistra fino al semaforo di Andonno . Giriamo a destra sulla stradina che sale verso il centro del paese e che piega verso nord-est. Arrivati alla parrocchiale di sant’Eusebio svoltiamo a sinistra sempre su asfalto salendo dolcemente verso ovest. Nei pressi della cappella della Madonna delle Grazie o del Gerbetto (fontana) ignoriamo una deviazione a destra e proseguiamo in falsopiano. Poco più avanti il fondo diventa sterrato. La strada riprende a salire, quindi teniamo la destra percorrendo una rampa più ripida inizialmente un poco sconnessa. Poco più in alto la sterrata torna a distendersi. La sterrata torna a distendersi © Noemi Ravera Quando piega verso destra la abbandoniamo per tagliare una radura delimitata da paletti con tacche bianco rosse. Superiamo una passerella e svoltiamo verso sinistra su divertente discesa. Dopo duecento metri giriamo sulla carrareccia che si stacca verso destra con ripidissima salita (pendenza del 20%). Il breve tratto conduce ai piedi delle pareti rocciose gradinate delle ex cave monte Saben, habitat naturale della Papilio alexanor, farfalla striata protetta in via d’estinzione: non a caso poco più avanti inizia il breve Sentiero delle farfalle . Ai piedi delle pareti rocciose gradinate delle ex cave d’ardesia © Valerio Dutto Procediamo in leggera discesa verso sinistra. In leggera discesa ancora ai piedi delle ex cave d’ardesia © Valerio Dutto Al centro della foto il monte Ray e il Lausetto © Noemi Ravera Divertente discesa © Noemi Ravera Più in basso trascuriamo una deviazione a destra e scendiamo fino a lambire la provinciale. Prima di toccarla svoltiamo a destra e, superata una sbarra, riprendiamo a salire sulla stradina che in prossimità della necropoli , dove oggi è presente la ricostruzione di un villaggio neolitico, diventa asfaltata. Ricostruzione di un edificio dell’Età del bronzo © Valerio Dutto In quest’area furono riportate alla luce tombe risalenti alle Età del bronzo e del ferro. Entrati all’interno dell’area archeologica la attraversiamo interamente. A monte delle ultime capanne in legno imbocchiamo una bella mulattiera delimitata da alberi che procede verso ovest sopra Valdieri ai margini della riserva naturale di Rocca san Giovanni e Saben . Attraversiamo la sterrata che sale nel vallone Scombes e imbocchiamo dalla parte opposta un sentierino dal quale si aprono belle viste dall’alto su Valdieri e che costeggia fedelmente un canale in cemento. Valdieri dall’alto © Valerio Dutto Il sentiero costeggia fedelmente un canale in cemento © Noemi Ravera Riconfluiti su asfalto procediamo fino alla stradina che sale verso la Madonna del colletto. Svoltiamo a destra in salita, poi, dopo pochi metri, all’altezza della casa La Ballerina, seguiamo le indicazioni a sinistra. Qui ha inizio uno dei tratti più piacevoli, un bellissimo single track nel bosco, quasi sempre a fianco dal canale. Bellissimo single track © Valerio Dutto Ignorando tutte le deviazioni arriviamo alla freschissima Fontana di corda (827 m), immersa nel bosco, punto più alto dell’itinerario. Arrivo alla Fontana di corda © Valerio Dutto Ritorniamo su nostri passi per trecento metri e questa volta svoltiamo a destra sulla mulattiera che scende verso Valdieri. Riconfluiti su asfalto in via Garibaldi la seguiamo verso sinistra passando a poca distanza dalla cappella della visitazione di Maria , costruita nel seicento al posto di un pilone votivo. Al termine di via Garibaldi scendiamo a destra in piazza regina Elena . Attraversiamo la provinciale imboccando la stradina asfaltata dalla parte opposta che supera su un lungo ponte il Gesso. Ignorando tutte le deviazioni proseguiamo su di essa. Nei pressi di una fontana il fondo diventa sterrato e la stradina piega verso nord-est mantenendosi, salvo qualche breve risalita, prevalentemente in discesa sotto i tralicci dell’alta tensione. La sterrata si mantiene sotto i tralicci dell’alta tensione © Valerio Dutto Nei pressi di tetti Cialombard , dove dalla sponda opposta giunge una strada asfaltata, svoltiamo verso destra ancora su sterrata. Superate alcune colate detritiche arriviamo alla zona delle Grotte del bandito , ai piedi di rocce calcaree, utilizzate in tempi remotissimi dagli orsi delle caverne e poi dall’uomo. Una delle Grotte del bandito © Noemi Ravera Proseguendo attraversiamo tetti Bandito e il ponte dove chiudiamo l’anello.

Tracciato

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