Sentiero di Elsa – Valle Maira
di · San Damiano Macra, Piemonte
Scheda sentiero su MyBlaze
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Informazioni pratiche
lunghezza
6.6 km
durata
3h
regione
Piemonte
comune
San Damiano Macra
località
Valle Maira
Meteo
Caricamento previsioni…
Dati meteo da Open-Meteo
Descrizione
Un bellissimo itinerario, consigliato in particolare in autunno o in primavera, che si sviluppa nel comune di San Damiano Macra alle spalle di Lottulo.
Percorriamo la provinciale verso valle tenendoci sul lato opposto rispetto alla chiesa dei santi Vincenzo e Anastasio . Percorriamo la provinciale verso valle © Valerio Dutto Poco prima del ponte all’ingresso di Lottulo svoltiamo a sinistra su una stradina cementata in leggera discesa che affianca un forno. Appena più in basso questa si riduce a sentiero, piega verso destra e inizia a salire con decisione. Il sentiero, ottimamente segnalato da tacche bianche/rosse e a tratti delimitato da antichi muretti a secco, si infila in un bosco misto. Sul sentiero nel bosco © Valerio Dutto A un bivio poco sopra teniamo la destra, tagliamo una radura e continuiamo a salire tra larici, abeti, noccioli e querce. Più in alto facciamo una breve deviazione verso I caire , bel punto panoramico affacciato sul fondo valle. Tornati indietro qualche metro riprendiamo la salita superando senza difficoltà facili roccette. Il sentiero si infila tra profumati pini silvestri, poi passa sul versante opposto perdendo qualche metro. Colori autunnali © Valerio Dutto Ripreso a salire si tiene fedelmente sulla panoramica dorsale per poi spianare poco più in alto. Sulla dorsale in direzione del monte Rubbio © Valerio Dutto Ancora sulla dorsale © Valerio Dutto Il sentiero piega verso destra e dopo un breve mezzacosta confluisce sui Percorsi occitani in arrivo da Pagliero e diretti a Camoglieres. Verso i Percorsi occitani © Valerio Dutto Il sentiero di Elsa proseguirebbe a sinistra in direzione di quest’ultimo, ma consigliamo di fare una puntata a destra verso il monte Rubbio (non bisogna farsi spaventare dalla palina che indica 2h 15 perché si intende il tempo complessivo tra andata e ritorno). Variante monte Rubbio. Seguiamo verso destra i Percorsi occitani su un breve mezzacosta. Mezzacosta sui Percorsi occitani © Valerio Dutto Il sentiero riprende a salire e nei pressi di alcuni ruderi svoltiamo a sinistra su un’evidente mulattiera. Raggiunte le belle grange Rubbio superiore (1.295 m) teniamo la destra, superiamo un pilone del 1885 restaurato e imbocchiamo la mulattiera a sinistra tra il forno e l’ultima casa. La mulattiera taglia con un tornante una pietraia e poco sopra si congiunge con un sentiero in arrivo dal basso. Giriamo a sinistra entrando più avanti in una faggeta ai piedi di un roccione. Alcuni zig-zag ci conducono su una sella. Sulla destra si può accedere a un belvedere. Svoltando invece a sinistra ignoriamo poco dopo un sentiero che prosegue a destra e risaliamo i ripidissimi pendii tra i faggi che conducono sulla cresta tra le due cime. Risaliamo i ripidissimi pendii tra i faggi © Valerio Dutto Svoltiamo verso sinistra e in leggera discesa arriviamo a un grande cippo in pietra (1.548 m). La croce di vetta è poco distante, ma per raggiungerla dobbiamo superare un tratto più impegnativo (difficoltà EE). Scendiamo per una decina di metri un ripido pendio, superiamo in discesa un saltino roccioso agevolati da uno scalino in ferro, poi risaliamo dalla parte opposta la breve cresta rocciosa (scalini in ferro e cavo in acciaio) arrivando alla panoramicissima croce. Tratto attrezzato verso la croce di vetta © Giuseppe Basso Panorama verso la bassa valle Maira © Valerio Dutto Borgata Chiabreri nel vallone di Pagliero © Elio Dutto Rubbio superiore (a sinistra) e Rubbio inferiore (a destra) © Elio Dutto La vera vetta del monte Rubbio si trova in realtà poco più a nord-ovest ed è di una cinquantina di metri più elevata, ma non vale la pena raggiungerla perché immersa tra la vegetazione. Dopo una meritata pausa riprendiamo la discesa sui nostri passi fino al bivio dove il Sentiero di Elsa confluisce sui Percorsi occitani. Ritorno alle grange Rubbio superiore © Valerio Dutto Il pilone del 1885 restaurato © Valerio Dutto Procedendo verso ovest con una breve risalita il sentiero ci fa aggirare un costone, poi segue fedelmente il fianco della montagna lungo un bellissimo tratto balcone ai piedi della vertiginosa parete sud del monte Rubbio. Sul tratto balcone ai piedi della vertiginosa parete sud del monte Rubbio © Valerio Dutto L’itinerario prosegue con alcuni sali e scendi poi piega verso sud. Superato in discesa un tratto attrezzato con catena, comunque non difficile, percorriamo una cresta dalla quale si apre una splendida vista sulla triade di tremila Chersogno , Marchisa e Pelvo d’Elva . Tratto attrezzato con catena © Valerio Dutto Rientrati in un boschetto compiamo una breve deviazione alla vicina punta Cucchietti (indicazioni per Cucet, 1.257 m), cuspide boscosa in realtà non eccessivamente panoramica. Ridiscesi sul sentiero usciamo nuovamente su una dorsale che offre ottime vedute. Quasi subito abbandoniamo i Percorsi occitani per svoltare a sinistra (palina) su un tratto perfettamente tracciato che discende con ripidi tornantini la spoglia dorsale. In discesa lungo la dorsale © Elio Dutto La parete sud del monte Rubbio © Valerio Dutto Rientrati tra i pini silvestri scendiamo sulla sommità della cosiddetta roccia dal Diau , ottimo punto panoramico affacciato su Lottulo. Lottulo dalla roccia dal Diau © Valerio Dutto Tornati indietro di una decina di metri svoltiamo verso est entrando nella cupa comba di Rubbio , oggi tripudio di colori autunnali. Tripudio di colori autunnali © Elio Dutto Scesi nello stretto impluvio passiamo accanto all’inaspettata balma dal Gias , un’immensa roccia nerastra strapiombante un tempo usata come riparo. Valerio ai piedi della balma dal Gias © Elio Dutto Il sentiero prosegue a mezzacosta tenendosi sopra al rio che scorre più in basso. Discesa verso Lottulo © Valerio Dutto Arrivati quasi a Lottulo è possibile scendere direttamente sulla provinciale, ma il Sentiero di Elsa prevede ancora di svoltare a destra sul sentierino che riprende a salire ripido alle spalle della borgata recuperando una cinquantina di metri di dislivello. Con un semicerchio ridiscendere a Lottulo esattamente nel parcheggio dove abbiamo lasciato l’auto e dove chiudiamo questo piacevole percorso. La chiesa dei santi Vincenzo e Anastasio di Lottulo © Valerio Dutto