Escursione ai bivacchi Boarelli alle Forciolline (2820 m) e Berardo (2710 m) – Valle Varaita

che · Pontechianale, Piemonte

Scheda sentiero su MyBlaze

Escursione ai bivacchi Boarelli alle Forciolline (2820 m) e Berardo (2710 m) – Valle Varaita

Foto da cuneotrekking.com — immagine ospitata dal sito della fonte. Altre foto sulla fonte ↗

Informazioni pratiche

lunghezza
14.6 km
durata
3h
regione
Piemonte
comune
Pontechianale
località
Valle Varaita

Meteo

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Descrizione

Un lungo itinerario, riservato a escursionisti esperti e ben allenati, che permette di concatenare i bivacchi Boarelli e Berardo attraverso ambienti aspri e solitari. Dal parcheggio procediamo per poche decine di metri lungo la strada asfaltata in direzione di Castello. Appena superato il ponte svoltiamo a destra (fontana) imboccando l’ampia e frequentata sterrata dal fondo sabbioso che inizia a salire ripidissima nel vallone di Vallanta . Quasi subito superiamo una centralina idroelettrica. Dopo qualche centinaio di metri, ricevuto da sinistra un sentierino in arrivo da Castello, la mulattiera riduce la sua pendenza. Poco oltre ignoriamo una deviazione a destra che porta al rifugio Bagnour. Ci troviamo immersi in uno stupendo lariceto ai margini del bosco dell’Alevè. Poco oltre il percorso si sdoppia: entrambe le diramazioni si ricongiungono duecento metri dopo, ma seguiamo quella di destra che è quasi in piano. Più avanti ignoriamo un ulteriore bivio che conduce verso il vallone delle Giargiatte (da cui faremo ritorno) e arriviamo a un bellissimo pianoro dove si apre la vista verso le Rocce di Viso e l’aguzza Guglia delle Forciolline . Aggiriamo le rovine delle grange Soulieres , situate in posizione incantevole, e superiamo su una passerella il torrente. Vallone di Vallanta. In cammino verso le grange del Rio © Cuneotrekking La stradina riprende a salire e passa ai piedi delle grange del Rio . Superati i duemila metri di quota la abbandoniamo (palina) per svoltare a destra sul sentiero che entra in una incantevole cembreta. Dopo duecento metri arriviamo a un bivio e svoltiamo a destra sul sentiero Ezio Nicoli , dedicato all’autore della storica monografia “Monviso re di pietra”, che si inoltra nel vallone delle Forciolline . Man mano che proseguiamo nel caotico vallone i pini si diradano. Il sentiero si sviluppa tra pietraie, grandi massi ed erba fino all’imbocco dell’ erto canalino visibile al fondo. Vallone delle Forciolline. Al fondo si noti il canalino di salita tra la guglia delle Forciolline e la Rocca Meano © Cuneotrekking Un cartello segna l’inizio dell’angusta gola delle Forciolline , stretta tra le ripide pareti rocciose della Guglia delle Forciolline da una parte e l’omonimo torrione dall’altra. Ci aspetta un tratto decisamente impervio su faticosi sfasciumi (consigliato indossare il casco). Una catena aiuta a superare alcune rocce molto levigate sulle quali le suole fanno poca presa. Sulle prime asperità iniziali © Cuneotrekking Seguendo le numerose tacche gialle risaliamo il ripido canalino passando per un breve tratto anche sul versante opposto. Una seconda catena agevola il superamento di un saltino di roccia. Immagini della salita nel couloir © Cuneotrekking Salita nel couloir © Cuneotrekking Nella parte terminale del canalino tra massi giganteschi © Cuneotrekking Man mano che saliamo la gola si amplia e il percorso, sempre su faticosi sfasciumi, diventa più facile. Quando arriviamo ai piedi dell’impressionante colata detritica che fascia la base delle Rocce Meano ci raggiungono i primi raggi di sole. Superiamo un susseguirsi di terrazzamenti naturali costituiti da rocce montonate spostandoci gradualmente verso sinistra. Appena prima di un laghetto pieghiamo ancora verso sinistra approdando sul magnifico altopiano nei pressi del bivacco Alessandra Boarelli (2.823 m). Il primo lago. Cliccando sulla foto è possibile notare il bivacco appena sopra il lago nella zona d’ombra © Cuneotrekking Il bivacco sorge in una spianata a dir poco sublime circondato dai numerosi laghetti delle Forciolline . C’è davvero da rimaner senza parole nel vedere così tanta bellezza racchiusa in questa conca. La confortevole struttura è stata costruita nel punto in cui il ministro Quintino Sella e gli alpinisti della sua spedizione avevano posto le tende per affrontare il giorno seguente la prima salita italiana al Monviso. Alessandra Boarelli, appassionata alpinista, aveva tentato poco prima di raggiungerne la cima ma dovette desistere per il cattivo tempo. Correva l’anno 1863. La raggiunse comunque l’anno successivo con la damigella Cecilia Filia diventando le prime donne a toccarne la vetta. La magnifica struttura del Boarelli © Cuneotrekking Lo stupendo lago grande, alle spalle del bivacco, è sul percorso del bivacco Andreotti (3270 m) e del Monviso (3841 m). Tornati dopo il giro dei vari laghetti al Boarelli riprendiamo la marcia in direzione del bivacco Berardo seguendo ancora l’indicazione e le tacche gialle. I laghi gemelli © Cuneotrekking Il lago grande © Cuneotrekking Altro laghetto © Cuneotrekking Costeggiando a monte i due laghetti gemelli saliamo una grande pietraia puntando in direzione ovest. Nel caotico percorso ci teniamo vicini a pareti rocciose lasciando a sinistra giganteschi massi grandi come case. Salita in pietraia verso il bivacco Berardo © Cuneotrekking Prima di scollinare volgiamo un ultimo sguardo a sud ammirando ancora volta i laghi dall’alto con la nebbia che sta salendo. Scorcio dell’ultimo laghetto © Cuneotrekking Ammirando dall’alto ancora una volta i laghi © Cuneotrekking Ultimo sguardo prima di scollinare © Cuneotrekking La traccia, più avanti dopo lo scollinamento, si divide. Svoltiamo a sinistra (scritta su masso “bivacco”) e proseguiamo seguendo sempre le tacche gialle. Più avanti aggira verso destra alcuni roccioni (cavo in acciaio) proseguendo poi in leggera discesa. …aggira verso destra alcuni blocchi di pietre © Cuneotrekking Alla nostra sinistra possiamo notare verso sud la guglia delle Forciolline (2874 m). Dopo un tratto erboso ci avviciniamo sempre più al bivacco fratelli Berardo (2710 m) che improvvisamente compare al fondo di una pietraia dopo un rilievo. Posto sotto le Rocce di Viso (3067 m) la costruzione metallica è abbarbicata presso uno sperone roccioso. Ci fermiamo una ventina di metri più in basso presso un torrione su un tappeto di fiori di ogni forma e colore per pranzare con un panorama d’eccezione. Il bivacco Berardo… © Cuneotrekking …abbarbicato su uno sperone roccioso © Cuneotrekking Veduta dal basso © Cuneotrekking Riprendiamo la discesa (questa volta tacche rosso/bianco) abbastanza lineare e in picchiata entrando a metà percorso nel folto bosco di pini cembri. Tocchiamo il fondo della valle chiudendo l’anello iniziato al mattino. Svoltando a destra raggiungiamo la sterrata di discesa che ci riporta a Castello. Ritorno a Castello © Cuneotrekking

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