Escursione al colle ovest del Sabbione, 2330 m – Valle Gesso
riservato · Prazzo, Piemonte
Scheda sentiero su MyBlaze
Foto da cuneotrekking.com — immagine ospitata dal sito della fonte. Altre foto sulla fonte ↗
Informazioni pratiche
lunghezza
20.9 km
durata
3h
regione
Piemonte
comune
Prazzo
località
Valle Gesso
Meteo
Caricamento previsioni…
Dati meteo da Open-Meteo
Descrizione
Il colle ovest del Sabbione è situato nel parco naturale Alpi Marittime.
L’escursione che oggi Fulvio e io abbiamo intenzione di compiere è molto bella ma impegnativa per il lungo spostamento attraverso l’infinito vallone del Sabbione. In certi momenti abbiamo la percezione di essere distanti da tutto e da tutti e di sentirci sentirci catapultati in un’oasi di pace e tranquillità quasi assoluta. Attraversato lo stretto ponte in pietra del Suffiet proseguiamo sulla comoda sterrata che con pendenze moderate sale sul versante destro orografico del vallone Bousset . In questo tratto attraversiamo fasce di faggi, via via sempre più predominanti, tra le quali di tanto in tanto emergono le severe cime che delimitano la vallata a ovest. Dopo un chilometro e mezzo ignoriamo una sterrata che scende a destra. Raggiunto più avanti il gias Ischietto (1.357 m) un cartello di divieto segnala che oltre questo punto non è consentita la prosecuzione ai mezzi motorizzati non autorizzati. Arrivo al gias dell’Ischietto © Elio Dutto Il vallone si biforca: a destra si apre il vallone d’Ischietto mentre a sinistra il vallone del Sabbione. Proseguendo in quest’ultima direzione risaliamo una coppia di stretti tornanti ai piedi delle scoscese pendici della Costa Garbella . La strada s’impenna, ma intorno ai 1.500 m di quota spiana lambendo il torrente che crea cascatelle e piscine naturali. Superata una sbarra procediamo i tra i faggi sempre più radi raggiungendo la radura del gias Valera (1.517 m), talvolta indicato come gias Valera sottano . Al fondo verso sud-est svettano imponenti il monte Frisson e la Rocca dell’Abisso . Gias della Vallera. Al fondo il monte Frisson (centro-sinistra) e la Rocca dell’Abisso (centro-destra). © Elio Dutto Poco dopo la strada prosegue in lieve discesa attraversando una piccola faggeta, dopo la quale sbuca improvvisamente su un grande ripiano a partire dal quale il percorso diventa finalmente più interessante. Il grande ripiano © Elio Dutto La sterrata si sposta con un guado sul versante opposto. Appena prima una passerella pedonale (1.579 m) ci permette di superare agevolmente il torrente e proseguire sulla comoda pista agro-silvo-pastorale. Dopo un lungo tratto di saliscendi a poca distanza dal torrente raggiungiamo la costruzione del gias dell’Adreit (1.643 m). Subito dopo averla superata trascuriamo la traccia a sinistra (palina) diretta verso il passo della Mena. Progressivamente ci allontaniamo dal rio prendendo quota verso destra, contornando di tanto in tanto piccoli valloncelli laterali. Tratto del sentiero delineato da pietre © Elio Dutto Al fondo, verso sud-est possiamo notare la Rocca dell’Abisso e la frastagliata Cresta Saragat. Il sentiero porta verso un dosso dove piega a destra per evitare una zona di doline e calanchi. Ottocentocinquanta metri dopo raggiungiamo il gias della Culatta (1.896 m). Ci avviciniamo alla zona dei calanchi © Elio Dutto Arrivo al gias della Culatta © Elio Dutto Ora il percorso (in questo punto ancora delineato da pietre laterali) piega verso sinistra scendendo verso il rio, poi lo supera impennandosi subito dopo con una salita abbastanza ripida proseguendo il suo corso a zig-zag tra pietre e rododendri in direzione del colle est del Sabbione. Pensando di accorciare, dal gias puntiamo dritti verso la conca terminale, ma questa deviazione ci impegnerà duramente in una faticosa e tortuosa salita tra grosse pietre e rododendri al fine di riguadagnare il sentiero molto più in alto sotto una zona rocciosa. Raggiunto finalmente il sentiero, poco più avanti affianchiamo alcune piccoli salti d’acqua alimentati dal soprastante lago della Vacca (2.263 m), che raggiungiamo dopo pochi minuti di cammino. Guardando all’indietro durante l’ultimo tratto di salita © Elio Dutto Piccole cascatelle prima del lago della Vacca © Elio Dutto È così chiamato per la forma che ricorda, visto dall’alto, dell’immagine di una mucca. Il lago della Vacca visto dal colle ovest del Sabbione. All’estrema destra si intravede il bivacco Speranza. © Elio Dutto Il lago della Vacca © Elio Dutto Ancora il lago della Vacca circondato dagli eriofori © Elio Dutto Al fondo della conca giace un laghetto minore, in questo momento ancora semighiacciato. Il piccolo laghetto semi ghiacciato nella conca del lago della Vacca © Elio Dutto Transitando nei pressi di alcune fortificazioni militari, tra le quali una ex casermetta che è stata tramutata nel bivacco Speranza (2.268 m), in una decina di minuti di percorso ulteriore raggiungiamo finalmente il colle ovest del Sabbione , posto sul confine con il francese vallon de Valmasque (valle Roya). Arrivo al colle ovest del Sabbione. Al fondo il colle del Vej del bouc. © Elio Dutto Ancora il colle ovest del Sabbione visto salendo dalla parte francese © Elio Dutto Volgendo lo sguardo in lontananza, a ovest, vediamo l’insenatura del colle del Vej del bouc posta tra la cima di Vernasca e la cima della Valletta Grande. Posati gli zaini al colle, scendiamo ancora un tratto dal dolce versante francese per vedere dall’alto i laghetti sottostanti. Tornati su, pranziamo con vista grandiosa che spazia fino al Monte Rosa. Più tardi ridiscendiamo al lago della Vacca prima di riprendere il sentiero del ritorno, questa volta senza ripetere la “scorciatoia” del mattino. In discesa presso il gias dell’Adreit © Elio Dutto Nuovamente dalla passerella che ci porta sulla destra orografica © Elio Dutto Tra i faggi nell’ultimo tratto di discesa © Elio Dutto