Escursione al rifugio Livio Bianco, 1890 m – Valle Gesso
in · Valdieri, Piemonte
Scheda sentiero su MyBlaze
Foto da cuneotrekking.com — immagine ospitata dal sito della fonte. Altre foto sulla fonte ↗
Informazioni pratiche
lunghezza
14.8 km
durata
3h
regione
Piemonte
comune
Valdieri
località
Valle Gesso
Meteo
Caricamento previsioni…
Dati meteo da Open-Meteo
Come iniziare — Escursione al rifugio Livio Bianco, 1890 m – Valle Gesso
Percorrere la valle Gesso. Un paio di chilometri oltre Valdieri, alla rotatoria, svoltare a destra e superare Sant’Anna di Valdieri. Lasciare l'auto nell'ombroso parcheggio prima dell'uscita dal paese.
Descrizione
Il rifugio Livio Bianco sorge sulle sponde del lago sottano della Sella ai piedi monte Matto in prossimità della confluenza del selvaggio vallone laterale del Latous.
Verso il termine della frazione Sant’Anna di Valdieri, appena prima di superare il rio della Meris, imbocchiamo a destra una stradina asfaltata che si inerpica verso l’omonimo vallone. La stradina procede tra le case a ripidi tornantini (fontane), a monte delle quali diventa una mulattiera dal fondo lastricato che si infila in un bosco misto. Poco oltre (1.122 m) trascuriamo a destra il sentiero da cui arriva Lo viòl di tàit . Alle nostre spalle appare di tanto in tanto tra gli alberi la cima del Lausetto . Il sentiero procede alto sul rio in una fitta faggeta e supera un fienile e i pochi ruderi dei tetti Paladin (1.297 m), a metà strada in linea d’aria tra il monte Merqua (a destra) e la punta Morionera (a sinistra). Dopo un lungo tratto improvvisamente i faggi si diradano e accediamo al gias del Prato (1.529 m), ampio alpeggio con alcuni casolari sparsi, situato ai piedi dei monti Bourel (destra) e Arcoulon (sinistra). Ci troviamo all’incirca a metà percorso. Il gias del Prato © Valerio Dutto La mulattiera prosegue con pendenze più contenute tra pascoli e pietre, affiancata da un sentiero parallelo che si ricongiunge più avanti. Il vallone torna a stringersi e curva verso sinistra. La mulattiera prosegue alta sull’impluvio in cui scorre il rio. In breve raggiungiamo le ex case reali del Chiot (1.700 m): al di là del nome altisonante si tratta semplicemente di pochi ruderi malconci. In compenso nei dintorni è facile avvistare camosci, stambecchi e marmotte. Le ex case reali del Chiot © Valerio Dutto L’ampio sentiero continua tagliando le propaggini del monte Ventabren fino a giungere in vista della cascata dell’emissario del vicino lago sottano della Sella sormontata da una passerella in legno. La cascata dell’emissario del lago sottano della Sella © Valerio Dutto Nei suoi pressi (1.875 m) lasciamo a destra il ramo diretto verso il lago soprano e svoltiamo a sinistra sulla passerella. Un bel sentiero costeggia la sponda orientale del lago sottano della Sella , uno dei più ampi e profondi della valle Gesso, e in pochi minuti arriviamo ai piedi del rifugio Livio Bianco (1.890 m). Sulla sponda orientale del lago sottano della Sella © Valerio Dutto Il rifugio Livio Bianco © Valerio Dutto Il rifugio è dedicato a Dante Livio Bianco, comandante partigiano, figura centrale della Resistenza e appassionato alpinista scomparso sulla cima di Saint Robert qualche anno dopo la fine della seconda guerra mondiale. Inaugurato nel 1963, l’edificio prese il posto del precedente bivacco monte Matto, situato più a monte sul lago soprano della Sella e andato distrutto per un incendio. Dalla terrazza in legno si gode di un’ottima vista sul lago e sulle balze rocciose che lo proteggono a monte. Questo luogo era una meta molto gradita dai reali di casa Savoia che vi trascorrevano periodi di villeggiatura dedicati alla caccia e alla pesca. Il rifugio Livio Bianco e il lago sottano della Sella © Valerio Dutto Per il ritorno seguiamo a ritroso il percorso dell’andata. Discesa nei pressi delle ex case reali del Chiot © Valerio Dutto