Escursione alla cima Mongioia (Bric de Rubren), 3340 m – Valle Varaita
EE · Bellino, Piemonte
Scheda sentiero su MyBlaze
Foto da cuneotrekking.com — immagine ospitata dal sito della fonte. Altre foto sulla fonte ↗
Informazioni pratiche
lunghezza
17.8 km
durata
3h
regione
Piemonte
comune
Bellino
località
Valle Varaita
Meteo
Caricamento previsioni…
Dati meteo da Open-Meteo
Descrizione
Il Mongioia è una delle cime più alte della provincia di Cuneo, ma è anche uno dei tremila tecnicamente più facili da raggiungere.
Le previsioni sono ottime per l’escursione che ci prepariamo a fare. Con Beppe, Martino e Francesco mi sono impegnato a non partire a piedi dopo le 8:00 di mattina. Partiamo in macchina alle 6:00, perché da casa nostra a Sant’Anna di Bellino dovremo percorrere un’ottantina di chilometri. Come arriviamo sul piazzale compare a est un bellissimo sole. La giornata è splendida. Nei pressi del piazzale sterrato, 20 metri a sinistra, si può usufruire di un’ottima fontana di acqua freschissima. È la seconda volta che salgo sul Mongioia; la prima è stata nel 2007 con Valerio quando abbiamo dato inizio a Cuneotrekking. Ci incamminiamo alle 7:45 attraversando un ponticello su per l’ampia strada. Dopo un po’ troviamo un bivio con un segnavia e prendiamo la stradina lastricata a destra. Arrivati a un piccolo gruppo di case proseguiamo oltre, su sentiero, alla base dello splendido blocco della Rocca Senghi . In partenza con veduta della Rocca Senghi © Cuneotrekking Oltrepassato il Varaita di Rui su un ponticello di legno ci portiamo alla sua destra idrografica, nell’ampio, omonimo vallone, su un ripido sentiero a serpentina che arriva presso alcune grange. Ne troveremo altre più avanti nel centro del vallone che più su si allarga e per un lungo tratto diventa pianeggiante. Si intravede in fondo a destra il monte Salza . Nel vallone di Rui (cima Salza a destra) © Cuneotrekking Il Mongioia è ancora del tutto nascosto. Il posto, con tutta l’erbetta rasa, è fiabesco. Passando vicino a caratteristiche malghe in pietra incontriamo mandrie di mucche, cavalli al pascolo e, al fondo del vallone, un gregge di pecore. Arrivati verso la cima del vallone, nei pressi di una palina segnante il percorso al Mongioia, lasciamo a destra la traccia che, al di là del rio, conduce al passo e alla punta di Fiutrusa . Ora il sentiero, salendo nei pressi di una cascatella in direzione nord-ovest, aumenta la sua ripidezza e diventa piuttosto impegnativo dando respiro solamente presso due balze erbose. Mentre il monte Salza si prospetta imponente nella sua eleganza, il Mongioia non lo si vede ancora e sarà visibile solamente all’arrivo della seconda balza. Dopo la prima balza © Cuneotrekking Veduta del Mongioia (destra) © Cuneotrekking Nei pressi della seconda balza © Cuneotrekking Tocco di colore sul sentiero © Cuneotrekking Verso il tratto roccioso © Cuneotrekking Veduta del monte Salza dalla prima balza © Cuneotrekking Gli ultimi traversi portano infine presso una bastionata rocciosa che si supera agevolmente. Poi, pian piano, il sentiero tende a ripianarsi quando siamo ormai sul fianco nord del monte Giuep (3100 m). Passaggio su rocce © Cuneotrekking Qui raggiungiamo il passo di Mongioia (3085 m) che ci divide dal vallon de Rubren (vallée Ubaye). È già possibile notare, a breve distanza, l’ottagonale bivacco Boerio (3089 m), collocato in posizione ottimale tra le cime del Mongioia e del Salza (con il tetto rifatto dopo il danneggiamento dell’inverno 2017/2018). Il bivacco Boerio visto dal passo Mongioia © Cuneotrekking Alla sua sinistra, qualche metro più in basso, giace il bellissimo lago Mongioia di colore verde-blu. Ci fermiamo un quarto d’ora presso il bivacco per bere e fare un po’ di colazione prima di ripartire decisi per la cima. Dal bivacco riprendiamo la salita spostandoci sulla piccola dorsale posta a sinistra del lago. Lago Mongioia visto salendo all’omonimo monte © Cuneotrekking Le tracce, ben visibili, ci accompagnano verso i primi blocchi rocciosi. Qui occorre solamente porre attenzione a una freccia gialla su una pietra e all’indicazione, alla sua sinistra, un po’ nascosta, “facile” . Inizio del tratto facile © Cuneotrekking Questo è veramente il percorso che consigliamo di fare perché dopo il primo, facile saltino di roccia, la traccia prosegue senza intoppi fino alla cima su tracce molto evidenti (difficoltà E). Se invece si segue l’altro percorso a destra (che a prima vista sembra più semplice), è facile perdersi più in alto tra grandi blocchi di pietra (difficoltà EE). Noi li abbiamo provati tutti i due: salendo il più difficile e in discesa quello facile, per cui vi consigliamo di seguire la freccia senza farvi intimorire dal saltino di roccia iniziale. Salendo il tratto EE © Cuneotrekking Più avanti sul sentiero EE © Cuneotrekking Arriviamo in punta già preceduti da altri escursionisti. Il paesaggio che si presenta dalla cima del Mongioia (3340 m) è grandioso a tutt’orizzonte. Dalle Marittime alla Val d’Aosta, con il Monviso in primo piano, è uno spettacolo indimenticabile. Ammiriamo a sud l’Aiguille e il Brec de Chambeyron e i vari tremila della valle Maira. A nord, oltre ai laghi di Chianale spicca il Roc della Niera , la Tour Real , il Pan di Zucchero e il Pic d’Asti . Più in là si possono vedere il Monte Bianco, il Cervino e il Rosa. Riusciamo a intravedere verso sud, un po’ più in basso, anche la Bisalta . Su una catasta di pietre vicina alla croce di vetta è situato un punto trigonometrico, sulla cui base iniziamo a scattare foto panoramiche a 360 gradi. La vetta del Mongioia arrivando dal tratto EE © Cuneotrekking Dalla cima veduta del lago sottostante © Cuneotrekking Dopo circa mezz’ora di permanenza sulla punta ci apprestiamo a scendere, anche perché il cielo comincia ad annebbiarsi. Ora, percorrendo la traccia più facile, scendiamo con tutta tranquillità le pendici sud del Mongioia fino a raggiungere il bordo inferiore del lago omonimo sulle cui sponde ci fermiamo per un veloce spuntino. Durante la discesa al bivacco Boerio sul sentiero facile © Cuneotrekking Terminato il pranzo riprendiamo la discesa sulle orme dell’andata, incontrando nella balza inferiore (dove ha sede un minuscolo laghetto abbellito dai fiori cotonati detti eriofori ) il gregge di pecore proveniente dal Fiutrusa accompagnato da alcuni cani da montagna dei Pirenei. Abbiamo quindi rallentato l’andatura procedendo senza fissarli negli occhi. Dopo un po’ se ne sono andati e abbiamo potuto proseguire senza altri intoppi fino a Sant’Anna di Bellino. Discesa a valle © Cuneotrekking Malghe nel vallone di Rui © Cuneotrekking In discesa tra i prati in fiore © Cuneotrekking Elio Dutto Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, è il motore e l'anima di Cuneotrekking su cui scrive da quando l'ha fondato insieme a Valerio nel 2007. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni. Seguimi su Facebook Nota informativa per l’utente Le descrizioni degli itinerari pubblicate su questo portale sono redatte dagli autori di Cuneotrekking sulla base della propria esperienza diretta e hanno carattere meramente indicativo. Le valutazioni di difficoltà sono espresse secondo la scala del CAI (Delibera n. 89/2021) e riflettono le condizioni riscontrate al momento della percorrenza. Le condizioni dei sentieri, la segnaletica e le caratteristiche ambientali sono soggette a variazioni nel tempo. Prima di intraprendere qualsiasi escursione, l’utente è tenuto a verificare autonomamente le condizioni del percorso, a valutare la propria preparazione fisica e tecnica e a dotarsi dell’attrezzatura adeguata. La decisione finale di percorrere o meno un itinerario compete esclusivamente all’utente, che ne assume la piena responsabilità. 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