Escursione da Chiappera al monte Maniglia, 3177 m – Valle Maira

ben · Chiappera al monte Maniglia, Piemonte

Scheda sentiero su MyBlaze

Escursione da Chiappera al monte Maniglia, 3177 m – Valle Maira

Foto da cuneotrekking.com — immagine ospitata dal sito della fonte. Altre foto sulla fonte ↗

Informazioni pratiche

lunghezza
15 km
durata
3h
regione
Piemonte
comune
Chiappera al monte Maniglia
località
Valle Maira

Meteo

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Descrizione

Il monte Maniglia è una cuspide detritica situata tra la valle Maira, la valle Varaita di Bellino e il vallon de Mary, tributario della vallée de l’Ubaye. Lasciamo l’auto una ventina di metri dopo il ponte delle Combe (1.884 m). Dopo pochi metri di percorso abbandoniamo la sterrata per un sentiero che sale verso destra e che si va a ricongiungere nuovamente a essa presso le grange Collet (2.006 m), dove volendo si potrebbe ancora arrivare in auto. Proseguendo, al bivio per il colle Greguri si tiene la sinistra e poco dopo, nei pressi della grangia Rabet (2.014 m), la destra. Il sentiero piegando verso est passa alcuni ruderi poi scavalca il rio su un ponticello raggiungendo e superando la grangia Turré (2.089 m). Mantenendosi sul lato destro del rio prosegue incuneandosi nella bella e lunga valle verdeggiante. Seguendo l’andamento del sentiero più avanti ci spostiamo verso destra poi, risalendo alcuni tratti erbosi, raggiungiamo un primo bivio (ometto, sarà la nostra strada del ritorno). Proseguendo ancora un tratto, dopo circa cinquecento metri raggiungiamo un secondo bivio (2.425 m circa). Ignorando il sentiero che prosegue al colle di Bellino (palina) svoltiamo a sinistra per il monte Maniglia con un tratto di salita a serpentina che si innalza a lato di una parete rocciosa. Più sopra si distende tra erba e massi, supera alcuni specchi d’acqua e prosegue lasciando sul lato sinistro la valle di Ciabriera. Tratto di salita con, al fondo, la valle di Ciabriera © Elio Dutto Da qui è possibile ora scorgere in lontananza, alto verso sinistra, la sagoma arrotondata del Maniglia. Scavalcati alcuni brevi punti rocciosi il sentiero volge verso destra e risale una breve pendice tra lastre di pietra ed erba. Sulla pendice erbosa © Elio Dutto Al termine (ometti), svoltando a sinistra con bella visuali sui monti Albrage, Freide e Bellino , prosegue lungo una dorsale e si porta lentamente a sinistra di un grande panettone detritico. Veduta del monte Maniglia (a sinistra) © Elio Dutto Il sentiero si tiene a sinistra del panettone detritico © Elio Dutto Il sentiero taglia il lato sinistro su pietrame e va a sbucare nei pressi della bassa di Terrarossa (2.832 m). Il nome è appropriato e stacca decisamente dal cielo blu e dalle rocce attornianti. La bassa di Terrarossa © Elio Dutto Dopo una breve discesa si inizia l’ultimo tratto di salita puntando con decisione alla cima. Dopo aver superato poco più avanti un tratto roccioso il percorso si sposta a destra dell’anticima (grande cippo in pietra) e prosegue su tracce di pietrisco e lastre in pietra fino alla vetta del Maniglia (3.177 m). Verso l’anticima © Elio Dutto L’ultimo tratto di salita © Elio Dutto Poco prima dell’ultimo strappo lasciamo a destra, a breve distanza da noi, una nutrita colonia di stambecchi maschi (almeno una trentina) nel loro momento di riposo. Folto gruppo di stambecchi maschi © Elio Dutto Dalla cima est proseguiamo qualche metro oltre fino a toccare la cima nord-ovest poco più alta (3.183 m). La cima nord-ovest © Elio Dutto Beppe raggiunge la cima sud-est © Elio Dutto Altra veduta della cima sud-est © Elio Dutto Paesaggio incantevole quello che guarda a sud-ovest. Riconosciamo le note cime del Brec e dell’Aiguille de Chambeyron, della Tête de l’Homme , della Frema , della Tête de Cialancion , del Sautron , mentre verso nord-est riconosciamo la Tête de l’Autaret , il Pelvo di Ciabrera e in lontananza il Monviso . Panorama dal Brec (a sinistra) all’Aiguille (a destra) de Chambeyon © Elio Dutto Sguardo verso i laghi di Roure © Elio Dutto In primo piano la Tête de l’Autaret © Elio Dutto In primo piano, verso sinistra, la Tête de Cialancion © Elio Dutto Dalla cima, veduta verso Rocca Casello © Elio Dutto Nel frattempo raggiungono la cima anche altri escursionisti cui cediamo il posto. Svolgiamo un primo tratto di discesa sul tracciato fatto in mattinata. Ritorno alla bassa di Terrarossa © Elio Dutto Per pranzare scendiamo a quota 2.500 metri in vicinanza di alcuni laghetti privi d’acqua. Alla ricerca di un posto dove pranzare © Elio Dutto Nuovamente in discesa per il ritorno © Elio Dutto Laghi poco sopra le grange Collet © Elio Dutto Poche decine di metri sotto ritroviamo il bivio che a destra scende verso le grange Collet. Cinquecento metri dopo lasciamo a sinistra il sentiero percorso al mattino con una deviazione che ci porterà nel vallone del Maurin, poi in discesa sulla strada sterrata alle grange Collet e infine al parcheggio sottostante. Tornando alle grange Collet © Elio Dutto

Tracciato

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