Giro dei forni di Casteldelfino – Valle Varaita

che · Casteldelfino, Piemonte

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Giro dei forni di Casteldelfino – Valle Varaita

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Informazioni pratiche

lunghezza
9.5 km
durata
3h
regione
Piemonte
comune
Casteldelfino
località
Valle Varaita

Meteo

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Descrizione

Un bel percorso che si sviluppa prima sul versante esposto al sole (adrech) e poi su quello ombroso (ubac) della media valle Varaita. Lungo il tragitto si attraversano diverse borgate. A fianco della quattrocentesca chiesa parrocchiale di santa Margherita imbocchiamo via Roma , la suggestiva stradina centrale in pavé circondata da edifici di origine medievale. Via Roma, la stradina centrale di Casteldelfino © Daniele Molineris Veduta aerea di Casteldelfino © Daniele Molineris Superiamo il centro visite Alevè e la piccola piazzetta con la caratteristica fontana “Lou Truei”, dove con una breve deviazione in via Cantun raggiungiamo il primo forno comunitario dell’itinerario. La piazzetta con la fontana Lou Truei. In secondo piano si scorge il primo forno comunitario. © Daniele Molineris Il forno comunitario di Casteldelfino © Daniele Molineris Proseguiamo sulla via centrale che da questo punto prende il nome di via Pontechianale e al fondo confluisce su piazza Dao Bernardo . Prendiamo la strada asfaltata che passa sul fianco sinistro del municipio e successivamente sopra il museo en plein air di arte sacra. Raggiunta la provinciale la fiancheggiamo sul marciapiede fino al tornante trascurando poco prima la diramazione a sinistra per Bellino. Attraversiamo con cautela la strada e sul lato opposto (palina) imbocchiamo una sterrata inerbita che si porta sul fianco del torrente Varaita di Chianale. Lo attraversiamo su un ponte in cemento, poi, a un bivio, scendiamo verso destra superando ancora una volta il corso d’acqua per poi riprendere a salire. In breve raggiungiamo le prime case della bella borgata Rabioux (1.403 m). Attraversata la provinciale saliamo sulla stradina asfaltata che conduce al nucleo principale, dove si trovano il secondo forno e una fontana. Il forno di Rabioux © Daniele Molineris Tra le baite si aprono eccellenti scorci a sud-ovest sul Pelvo d’Elva. Tra le baite di Rabioux appare il Pelvo d’Elva © Daniele Molineris Superata la chiesetta giriamo a sinistra sulla stradina che dopo una svolta a destra diventa sterrata. Sul fianco della chiesetta di Rabioux © Daniele Molineris Pochi metri più avanti proseguiamo a sinistra su una mulattiera che si snoda con diversi saliscendi toccando il punto più alto dell’intero itinerario (1.469 m). Sulla mulattiera oltre Rabioux © Daniele Molineris Il sentiero, in parte delimitato da antichi muretti a secco, segna i confini inferiori del parco del Monviso. Sulla bella mulattiera tra Rabioux e Bertines © Daniele Molineris Zoom sul Pelvo d’Elva © Daniele Molineris Un momento di pausa © Daniele Molineris A un bivio scendiamo verso destra passando tra cumuli di pietre dissodate. Scendendo verso la stradina asfaltata che unisce Casteldelfino con la borgata Alboin © Daniele Molineris Poco dopo ci immettiamo sulla stradina asfaltata che unisce Casteldelfino con la borgata Alboin. Svoltando a sinistra recuperiamo leggermente quota raggiungendo in breve Bertines (1.387 m, fontane). Procedendo su asfalto passiamo tra la bella cappella affrescata dedicata a santo Stefano e l’antico forno della comunità, liberamente visitabile. La cappella di Bertines © Daniele Molineris La cappella di Bertines © Daniele Molineris Arrivo al forno di Bertines © Daniele Molineris Proseguiamo verso Serre (1.400 m). Dopo trecentocinquanta metri, alla base delle baite della borgata che lasciamo a sinistra, imbocchiamo una mulattiera a destra (palina), inizialmente poco evidente, che scende con decisione. Sulla mulattiera che scende da Serre © Daniele Molineris Sulla mulattiera che scende da Serre © Daniele Molineris Sulla mulattiera che scende da Serre © Daniele Molineris Un breve tratto è attrezzato con una corda penzolante che potrebbe essere d’aiuto per chi si sente meno sicuro. Il breve tratto attrezzato © Daniele Molineris Il breve tratto attrezzato © Daniele Molineris Poco più in basso si scorge Caldane, nostra prossima meta © Daniele Molineris Il sentiero prosegue sopra un impluvio per poi superare il rio su passerella. Superiamo il rio su passerella © Daniele Molineris Verso Caldane © Daniele Molineris Arrivo a Caldane © Daniele Molineris Entrati tra le case di Caldane (1.271 m, diverse fontane) deviamo a sinistra per vedere il forno comunitario e la chiesa costruita nella seconda metà dell’Ottocento intitolata ai santi Sebastiano e Lucia. Veduta aerea di Caldane © Daniele Molineris Il forno di Caldane © Daniele Molineris Incontro ravvicinato con una salamandra © Daniele Molineris Ritornati sui nostri passi scendiamo verso il bel rifugio Delfin dal Pianhol . Arrivati sul retro della struttura scendiamo a destra verso la stradina asfaltata di accesso della borgata. Poco prima di raggiungere la provinciale in cui questa confluisce, a metà di un parcheggio, imbocchiamo un viottolo a sinistra che ci permette di tagliare un tornante. Raggiunta la provinciale la seguiamo per un breve tratto verso valle, quindi, subito dopo un guardrail, svoltiamo ancora a sinistra prendendo un secondo viottolo che taglia un altro tornante. Ritrovata la strada di fondovalle la attraversiamo con attenzione oltrepassando il ponte che ci porta sul versante destro orografico. Seguiamo quindi la strada asfaltata che in cinquecento metri conduce a Torrette (1.178 m, fontane). Veduta aerea di Torrette © Daniele Molineris Svoltando a destra saliamo tra le case della bellissima borgata. La stradina si stringe e prosegue pavimentata in porfido tra baite con gli elementi tipici dell’architettura tradizionale: balconi in legno, loggiati, colonne rotonde, archi in pietra, tetti in lose. La bellissima stradina centrale di Torrette © Daniele Molineris Poco dopo sbuchiamo sulla piazzetta del forno, interamente costruito in pietra e tra i più grandi della valle, autentico esempio della maestria artigiana locale. © Daniele Molineris La piazzetta del forno © Daniele Molineris Vale la pena perdersi tra le viuzze della borgata alla ricerca degli scorci più interessanti. A questo luogo fu profondamente legato il pittore divisionista Matteo Olivero, che vi soggiornò a lungo. Originario di Pratorotondo, frazione di Acceglio, svolse gran parte della sua attività artistica tra la valle Maira e la valle Varaita. Ritorniamo sui nostri passi verso il ponte sul Varaita. Appena prima svoltiamo a sinistra imboccando una sterrata (possibile ghiaccio nei mesi più freddi). La strada passa sotto un elettrodotto e alterna diversi saliscendi a fianco del torrente ritornando verso Casteldelfino. Dopo circa un chilometro e mezzo ignoriamo a destra un ponte nei cui pressi si aprono ottime vedute sui dirimpettai monti Passet e Gujetta che segnano il punto di separazione tra il vallone di Bellino e quello di Chianale. A sinistra è invece visibile un bunker collassato, parte dell’articolato sistema difensivo del Vallo alpino. Dopo altri ottocento metri oltrepassiamo a destra il Varaita di Bellino che appena più a valle confluisce in quello di Chianale. Su stradina asfaltata affianchiamo il parco giochi “Le nuvole”, dietro al quale si trova una centrale idroelettrica, e raggiungiamo l’antica cappella romanica di sant’Eusebio . La chiesetta è addossata a una roccia sulla quale si trovano le rovine del Castrum Delphini, ossia il castello Delfino, dal quale il paese assume il nome. Svoltando a destra oltrepassiamo un altro ponte sopra un articolato sistema di chiuse. Dopo l’agriturismo Il mulino delle Fucine torniamo sulla provinciale. Dalla parte opposta imbocchiamo via Bellino , stradina pavimentata in pietra che risale verso la centrale via Roma . Da via Bellino risaliamo verso via Roma © Daniele Molineris Non ci resta che girare a destra per tornare all’auto chiudendo questo bell’anello.

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