Traversata del monte san Bernardo, 1625 m – Valle Maira

Luca · Villar San Costanzo, Piemonte

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Traversata del monte san Bernardo, 1625 m – Valle Maira

Foto da cuneotrekking.com — immagine ospitata dal sito della fonte. Altre foto sulla fonte ↗

Informazioni pratiche

lunghezza
13 km
durata
3h
regione
Piemonte
comune
Villar San Costanzo
località
Valle Maira

Meteo

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Descrizione

Un itinerario che nonostante la bassa quota è decisamente allenante e regala panorami mozzafiato sulla pianura e l’intero arco alpino. Dal fondo della piazza del municipio imbocchiamo via Giovanni Cancan . Dopo trecento metri, all’altezza di un bel B&B, il fondo diventa sterrato. Un po’ oltre si restringe a sentiero, piega a sinistra e confluisce su una sterrata che seguiamo verso destra arrivando quasi subito su una strada asfaltata. La seguiamo verso destra in direzione della borgata Foresti. Tenendoci sempre sulla via principale, sempre più ripida, superiamo alcuni nuclei di case. Molto più in alto il fondo diventa sterrato: qui inizia ufficialmente il sentiero Luca Borgoni , atleta prematuramente scomparso sul Cervino la cui storia è stata raccontata dalla madre nel libro “Portami lassù” ( vedi su Amazon ). Il percorso è ben segnalato con numerose paline. Centocinquanta metri dopo abbandoniamo la sterrata per imboccare una ripidissima mulattiera che si stacca a destra entrando in un bosco misto a prevalenza di castagni superando alcuni tratti scavati. Tratto incassato del sentiero Luca Borgoni © Valerio Dutto Intorno ai 950 metri di quota il sentiero spiana per un breve tratto. A un bivio teniamo la sinistra e poco dopo superiamo un rudere. Proseguiamo entrando in un bosco di betulle raggiungendo in breve le meira Nardiè (1.135 m), dopo le quali si aprono i primi panorami. Il sentiero torna a salire con alcune giravolte. Più in alto a un bivio teniamo la sinistra e alcune passerelle aiutano a superare tratti acquitrinosi. Dopo trecento metri a un ulteriore bivio svoltiamo a destra raggiungendo la meira Maggiorino (1.255 m), situata in ottima posizione panoramica. Nei pressi della meira Maggiorino. In alto è visibile la croce di vetta. © Valerio Dutto Con un semicerchio raggiungiamo un eccellente punto panoramico, superiamo un tratto di facili roccette e perdiamo qualche metro per aggirare un roccione portandoci sulla panoramicissima cresta sud. Sulla cresta sud © Valerio Dutto Ci aspetta una salita divertente con panorami all’indietro via via più grandiosi. Proseguiamo sempre con pendenze sostenute fino a raggiungere l’imponente croce di vetta del monte San Bernardo (1.625 m), sempre molto frequentato. Paolo arriva in vetta. Al fondo innevate le Alpi Marittime. © Valerio Dutto L’imponente croce di vetta del monte San Bernardo © Valerio Dutto Davanti a noi si apre un fantastico panorama che abbraccia le Alpi sud-occidentali con il Monviso in bella vista. Lo sguardo spazia fino al Monte Rosa, la pianura e le Langhe . Da Villar San Costanzo (in basso) alle Alpi Liguri © Valerio Dutto Zoom verso il Chersogno © Valerio Dutto La dorsale prosegue verso i monti Santa Margherita, Roccerè, Ciabra, Cornet e Birrone dividendo la valle Maira (a sinistra) dalla valle Varaita (a destra) © Valerio Dutto Zoom verso il Monviso © Valerio Dutto Dopo una breve pausa iniziamo la discesa lungo la cresta est. Inizio della discesa © Valerio Dutto Quasi subito ci fermiamo presso un gruppo di massi accatastati per provare a estrarre, senza successo, una spada conficcata nella roccia. La spada conficcata nella roccia © Valerio Dutto In discesa verso la seconda croce © Valerio Dutto Proseguiamo la discesa raggiungendo una seconda croce più piccola, dove il sentiero di biforca. Svoltiamo a destra tenendoci sul margine di un lariceto scendendo verso uno spettacolare balcone panoramico, ottimo punto per la sosta del pranzo. Sullo spettacolare balcone panoramico © Valerio Dutto Appena prima svoltiamo a sinistra su un ripido scivolo terroso, poi una cinquantina di metri lineari dopo pieghiamo a destra (attenzione: non evidente anche se ci sono alcuni bolli rossi) infilandoci tra la bassa vegetazione. Il percorso diventa meno agevole e panoramico. Ci spostiamo più volte tra la cresta e il versante sinistro superando anche facili roccette, traversi e qualche masso accatastato. Verso i 1.380 metri di quota, ignorato un sentiero che scende verso destra, pieghiamo verso sud-est e con una lunga ma più facile discesa tra le betulle confluiamo su un crocevia dove convergono alcune sterrate (1.104 m). In discesa tra le betulle © Valerio Dutto Seguiamo verso destra la cosiddetta Strada dei cannoni , dall’ottimo fondo, che in leggera discesa ci conduce dopo quattrocento metri al modesto colle della Liretta (1.075 m), immerso nella vegetazione. In questa zona negli anni sono stati tracciati diversi itinerari destinati alle MTB. Sulla sterrata verso il colle della Liretta © Valerio Dutto Potremmo scendere sulla sterrata a destra, ma preferiamo allungare di poco proseguendo a sinistra per poche decine di metri per poi imboccare a destra una sterrata chiusa da una sbarra. Dopo trecento metri di lieve salita sbuchiamo sul punto di decollo dei parapendii , eccezionale punto panoramico. Decollo! (foto del 9 aprile 2022) © Elio Dutto Parapendio in volo (foto del 9 aprile 2022) © Valerio Dutto Senza tornare sui nostri passi, svoltiamo a destra scendendo su un ripidissimo sentiero che si fa largo tra betulle e larici. A un bivio teniamo la destra per confluire sulla sterrata che arriva dal colle Liretta. Superata un’area picnic teniamo la destra seguendo la strada che prima in leggera discesa e poi quasi in piano segue fedelmente le rientranze della montagna. Sulla sterrata pianeggiante © Valerio Dutto Dopo un lungo tratto alcuni tornanti ci fanno perdere quota superando tetto Belliardi (941), a valle del quale il fondo diventa asfaltato. Poco più in basso alla nostra sinistra osserviamo un “ciciu” isolato, ossia una caratteristica formazione rocciosa simile a un fungo gigante creata da fenomeni di erosione. In effetti ci troviamo a poca distanza dalla riserva naturale dei Ciciu del Villar , un’area protetta nella quale ve ne sono diverse centinaia. Tornati sulla strada diretta verso Foresti percorsa al mattino chiudiamo l’anello. Non ci resta che seguirla a ritroso fino all’auto soddisfatti per questo panoramicissimo percorso. Ritorno a Villar San Costanzo © Valerio Dutto

Tracciato

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