Traversata Terme di Valdieri/Santuario di Sant’Anna di Vinadio – Valle Gesso
collega · Valdieri, Piemonte
Scheda sentiero su MyBlaze
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Informazioni pratiche
lunghezza
27 km
durata
3h
regione
Piemonte
comune
Valdieri
località
Valle Gesso
Meteo
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Come iniziare — Traversata Terme di Valdieri/Santuario di Sant’Anna di Vinadio – Valle Gesso
Percorrere la valle Gesso. Un paio di chilometri oltre Valdieri, alla rotatoria, svoltare a destra e superare Sant’Anna di Valdieri e tetti Gaina, dove la strada si restringe. Proseguire fino a Terme di Valdieri. Superare lo stretto ponte, aggirare l’hotel Royal e al bivio tenere la destra (indicazioni per il vallone del Valasco). Proseguire per cinquecento metri fino ad arrivare a una piccola rotatoria e lasciare l’auto nell’ampio parcheggio alla sua sinistra (a pagamento da giugno a settembre).
Descrizione
È una delle tante vie che i pellegrini affrontano per recarsi al santuario di Sant’Anna di Vinadio. Questo percorso collega le valli Gesso e Stura attraversando parte della francese vallée de la Tinée.
Tante sono le strade di accesso che i pellegrini frequentano per recarsi al santuario di Sant’Anna di Vinadio. Quella che abbiamo percorso noi oggi, attraversando un tratto nelle Alpi Marittime è, sicuramente, tra le più spettacolari per l’ambiente di alta montagna che si attraversa, per i silenzi rotti soltanto dal fragore del torrente o dall’acqua scrosciante delle cascate, dai versi dei camosci, dai fischi delle marmotte. Per le difficoltà e la differenza di paesaggio incontrato possiamo tranquillamente dividere la traversata in tre parti: • Terme di Valdieri – bassa del Druos (la parte più spettacolare e panoramica). • Bassa del Druos – colle della Lombarda (interessante per il paesaggio la parte dei laghi di Terre Rouge, meno quella nei pressi di Isola 2000). • Colle della Lombarda – santuario di Sant’Anna di Vinadio (la parte finale più rilassante del percorso). Imbocchiamo la carrareccia che si inoltra nel vallone Valasco, stretto tra la Rocca Sottana di San Giovanni a sinistra e gli impervi valloni che scendono dalla cima centrale del monte Matto (3.097 m) a destra. Dopo meno di un chilometro, nei pressi di una centralina elettrica in pietra, abbandoniamo la strada che procede pigramente a tornanti e prendiamo a sinistra alcune scorciatoie che grosso modo seguono a breve distanza il greto del torrente. Tranne sporadici incroci con la carrareccia proseguiamo su scorciatoia fino a raggiungere il bordo inferiore del Valasco nei pressi del bivio per il colle di Valmiana (fontana). Percorriamo ora tutta la meravigliosa conca del Valasco (1.735 m) seguendo la sterrata che sale a destra della Reale casa di caccia , con le sue caratteristiche torrette laterali, ora convertita in confortevole rifugio divenuto classica meta per famiglie. Vale la pena fare una pausa per gustarci lo spettacolare anfiteatro di vette intorno a noi. Il rifugio Valasco nell’omonimo pianoro © Cuneotrekking Ripreso il cammino raggiungiamo la bella cascata al fondo del pianoro e superiamo su un ponte il rio. Dopo poche decine di metri lasciamo a sinistra il sentiero che si inoltra verso la val Morta e il colletto del Valasco (palina) e svoltiamo a destra superando poco dopo un secondo ponte in legno. La sterrata prosegue salendo a tornanti nel lariceto regalando ottimi scorci panoramici sulla piana del Valasco alle nostre spalle. Intorno ai 2.000 metri, presso un enorme larice, ignoriamo la deviazione per il rifugio Questa e continuiamo sulla sterrata che si innalza verso la Valscura. Oltre il bivio del rifugio Questa © Cuneotrekking Un centinaio di metri dopo una passerella in legno abbandoniamo la strada militare, purtroppo parzialmente franata in più punti, per svoltare a sinistra su una scorciatoia (che in effetti è il tracciato originario). Risaliti numerosi tornanti dal fondo molto smosso ci ricolleghiamo alla massicciata della militare su cui risaliamo con un semicerchio verso sinistra. Entriamo in una strettoia naturale, inserita tra ferrose rocce di gneiss di colore rosso mattone, da cui trae origine il nome Valscura. Lo stretto valloncello che porta ai laghi di Valscura © Cuneotrekking Possiamo anche osservare il fenomeno dell’erosione dei ghiacciai su un lungo tratto di rocce montonate. Proseguendo la salita, in breve arriviamo nella conca del lago inferiore di Valscura (2.274 m), uno dei più grandi della valle Gesso, ai piedi della Testa del Malinvern . Dal lago inferiore di Valscura © Cuneotrekking Quello che oggi è un paradiso per escursionisti in passato fu una zona militare strategica, come testimoniano i tanti ruderi di antiche casermette. Alle nostre spalle, lontana in secondo piano, troneggia la possente mole dell’ Argentera , non a caso definita la “regina delle Alpi Marittime”. Aggiriamo il lago dalla sponda destra. Numerosi tornanti, in parte perfettamente lastricati, si innalzano con percorso molto logico tra balze rocciose. In salita oltre il lago inferiore di Valscura © Cuneotrekking Raggiunto un secondo laghetto appare davanti a noi la grande caserma del Drous (2.471 m), ormai in rovina, circondata da una straordinaria massicciata in pietra. Arrivo al secondo laghetto. Al fondo la bassa della Lausa © Cuneotrekking La aggiriamo da sinistra in direzione della bassa del Drous, ben visibile verso sud-ovest. Superato un altro lago incassato in una conca detritica la mulattiera si restringe a sentiero. Panorama su parte dei laghi superiori di Valscura © Cuneotrekking Dal terzo laghetto © Cuneotrekking A un tornante trascuriamo la deviazione a sinistra verso la Bassa della Lausa. Superiamo a destra un breve traverso su sfasciumi sorretto da tronchi in legno. Poco prima della bassa del Drous. A destra la Testa del Malinvern © Cuneotrekking All’indietro si aprono eccellenti visuali su tutti i laghi superiori, anche il maggiore prima nascosto ai piedi della Serriera di Valscura. Arrivati alla bassa del Drous (2.628 m) il panorama si affaccia ora sulla grande conca dei laghi di Terre Rouge. Bassa del Drous © Cuneotrekking Ora siamo pronti per la tratta di percorso nella parte francese che ci condurrà fino al colle della Lombarda. Dopo un traverso a sinistra pieghiamo a destra (nord-ovest) tagliando più in basso alcuni nevai. In discesa sul versante francese © Cuneotrekking Con un lungo semicerchio ci teniamo a distanza dal bel lago di Terre Rouge (2452 m). Lago di Terre Rouge © Cuneotrekking Certamente non c’è voluta molta fantasia a chiamarlo così, per via dell’intensa colorazione rossa caratterizzante anche le montagne su questo lato. Attorniato il grande lago, lasciamo a destra un sentiero che sale verso il passo del Lupo (che può essere un’ulteriore alternativa di percorso) e, scendendo, incrociamo numerosi altri piccoli specchi d’acqua, molto belli. Altri piccoli specchi d’acqua © Cuneotrekking Sguardo all’indietro © Cuneotrekking Raggiungiamo, più in basso, un bivio. Lasciato il sentiero che prosegue verso il col Mercière e l’Hameau de Mollières, svoltiamo verso il col de la Lombarde (palina) scendendo nel vallon de Terre Rouge. Ci stiamo avvicinando sempre più a Isola 2000 e a un lago artificiale. Al termine della discesa e dopo un tratto in pietraia incrociamo una pista di discesa. Sul lato opposto un cartello (col de la Lombarde) ci indica di salire verso destra un tratto la pista da sci. Più avanti incrociamo un pilastro della seggiovia (Grande Combe), dove svoltiamo a sinistra per poi imboccare una traccia nell’erba dritta davanti a noi (non ci sono ulteriori indicazioni). Trecento metri oltre svoltiamo bruscamente a destra su una pietraia dove ritroviamo i segni bianco/rosso che ci guidano tra i paravalanghe. Ora il sentiero non lo si perde più e tagliando alcuni pendii erbosi si tiene a un centinaio di metri sopra Isola 2000 . Isola 2000 © Cuneotrekking Più avanti tagliamo una pietraia e proseguiamo, quasi in piano, verso gli ultimi tornanti della strada asfaltata che sale verso il colle. In salita verso il colle della Lombarda (al centro della foto) © Cuneotrekking Raggiungiamo, finalmente, il colle della Lombarda (2.350 m) poco prima di mezzogiorno. Dal versante italiano non seguiamo la strada sterrata che scende nei pressi della vicina colonia estiva, ma quella che, verso ovest, prosegue in salita moderata lungo il confine italo-francese. Ci fermiamo per una sosta prolungata sostando sugli ampi prati da cui si ha una vista eccezionale su punta Maladecia , Testa Gias dei Laghi , monte Aver , cima di Orgials e cima Lombarda . Panorama sul monte Aver e monte della Valletta © Cuneotrekking Dopo un’oretta di pausa riprendiamo la marcia verso il santuario seguendo il sentiero di confine che si mantiene sul displuvio tra la vallée de la Tinée e il vallone di Sant’Anna. Nuovamente in marcia dopo la pausa pranzo © Cuneotrekking Intanto alcune piccole discese seguite da leggere salite ci conducono a un colletto nei pressi della cima Moravacciera (2.378 m) che lasciamo alla nostra sinistra. Sul displuvio con la vallée de la Tinée © Cuneotrekking Da un grosso ometto di pietre la discesa diventa più ripida e scosceso fino a raggiungere la riva del laghetto del colle di Sant’Anna . Al margine del laghetto seguiamo l’ultimo tratto di strada che scende fino alla roccia dell’apparizione e infine al santuario di Sant’Anna che raggiungiamo intorno alle 15:00. Ultimo tratto di discesa verso il santuario © Cuneotrekking