Rifugio Baita del Vai

Come arrivare · Comunità Montana della Valle Brembana, Lombardia · 1342 m · rifugio

Scheda rifugio su MyBlaze

Informazioni pratiche

Tipologia
rifugio
Quota
1342 m
Regione
Lombardia
Localita
Caprile Superiore
Comune
Comunità Montana della Valle Brembana
Itinerari
13/12/2025 BG, Cusio D+ 900 m EE Varie

Meteo

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Come arrivare al Rifugio Baita del Vai

Il Bivacco Baita del Vai situato nell'omonima valle, in una piccola radura tra i boschi. Si tratta di un edificio in muratura che contiene solo un camino, un tavolo, una panca e due sgabelli. Con la statale 470 percorriamo il fondovalle della Val Brembana fino al bivio di Lenna (km. 38.7) dove lasciamo a destra la provinciale 2 per Foppolo e continuiamo sulla sinistra con la SS 470 (ex SP 1). Poco prima del km 42 giriamo a sinistra (cartello: Averara) e prendiamo la provinciale 8. Giunti a Santa Brigida, presso un tornante sinistrorso prendiamo la stradina che si stacca verso destra (cartello: Caprile). Passando per la piccola frazione di Taleggio, percorriamo questa stradina per tre chilometri, fino al tornante destrorso che precede il ponte sul Torrente della Val di Vai (m. 970). Qui parcheggiamo la macchina mentre la strada prosegue per altri duecento metri e poi termina accanto alla chiesetta di San Rocco. I segnavia indicano con il sentiero 14: Baita del Val (m. 1342) a ore 1.30, Casera della Serada (m. 1528) a ore 2.30, Monte Mincucco (m. 1832) a ore 3.30. Un altro cartello indica un'area pic-nic gi visibile poco pi avanti e un segnale stradale vieta il transito ai motocicli. Ci incamminiamo in salita su di una bella mulattiera a gradini e, con un tornante sinistrorso, lasciamo a destra l'area pic-nic con alcuni tavoloni, panche, fontana e barbecue. Poco dopo con un tornante destrorso entriamo nel bosco (m. 980). Dopo un tratto con poca pendenza ed uno in salita, torniamo a camminare in leggera salita con alla destra delle protezioni di legno verso il sottostante torrente. In questo punto il fondo della mulattiera formato da pietre ben sistemate. Proseguiamo con pochi passi in salita e dei gradini. In piano arriviamo al primo guado del torrente. Una fila di grosse pietre consentono l'attraversamento senza bagnarsi (m. 995). Sulla sponda destra la mulattiera prosegue in salita con alcuni gradini. Subito si divide per aggirare da entrambi i lati una diecina di larici; il passaggio alla sinistra pi largo e ha una protezione in ferro verso il torrente, quello a destra invece ha un basso masso sporgente. Aggirato poi un altro masso, i due percorsi si riuniscono. In alto a destra nei prati vediamo la Baita Piazzola. Lungo la mulattiera invece ci sono alla sinistra due baitelli in legno e alla destra uno di pietra semi interrato (m. 1015). Per un breve tratto la mulattiera pi stretta. Passiamo tra alcuni massi poi pieghiamo a destra, voltando le spalle al torrente, mentre davanti in alto vediamo una costruzione di colore bianco, il primo dei caselli dell'acquedotto o prese d'acqua che incontreremo. Percorriamo un ampio tornante sinistrorso passando accanto ad un masso con sopra una pietra cementata e arriviamo al casello che lasciamo a destra (m. 1045). Subito dopo ignoriamo un sentiero che sale a destra e proseguiamo diritto in leggera salita. Su di un albero vediamo un segnavia bianco verde con il n. 14. Riprendiamo a salire. Il torrente scorre in basso alla sinistra. La mulattiera ora ha il fondo sterrato ma ogni tanto c' un basso gradino in cemento. Poi, camminando in leggera salita, ci portiamo al livello del torrente. Vediamo un altro segnavia 14 bianco-verde e girando a sinistra per la seconda volta guadiamo il torrente che qui compie un piccolo salto artificiale (m. 1070). Sull'altra sponda riprendiamo a salire con un sentiero su sfasciumi. Lasciamo a sinistra un masso che forma una piccola grotta e pieghiamo a destra. Poi il sentiero diventa pi largo. Ignoriamo un sentierino che a sinistra sale a zig-zag. Dopo pochi passi in piano riprendiamo a salire. Proseguiamo su sfasciumi. Troviamo alla sinistra una recinzione all'interno della quale c' un casello dell'acquedotto dal quale esce una canalina in cemento e pietre che attraversando il sentiero porta l'acqua al torrente (m. 1095). Il sentiero diventa abbastanza ripido. Alla sinistra troviamo due gabbie contenenti delle pietre. Percorriamo un tornante sinistrorso, subito seguito da uno destrorso dove parrebbe (ma non cos) che ci stiamo immettendo su di un sentiero che sale dalla sinistra (m. 1125). Pi avanti arriviamo ad un bivio (m. 1140). Su di un masso vediamo il segnavia 14 bianco verde. Qui dobbiamo lasciare il sentiero che prosegue diritto (verso altri caselli dell'acquedotto, diventando sempre pi impervio) e prendere quello a sinistra. Passiamo accanto ad un mucchietto di pietre. Qui il sentiero poco evidente. Proseguiamo diritto e, in modo abbastanza ripido, arriviamo ad un tornante destrorso (m. 1150). Ora il sentiero pi evidente e, per un breve tratto con poca pendenza anche pi stretto. Dopo un tratto in salita e uno quasi in piano, proseguiamo con poca pendenza lasciando a destra una gabbia contenente delle pietre. Dalla sinistra scende un affluente del torrente principale. Mentre lo guadiamo vediamo su un masso i numeri 14 e 13, in nero su fondo azzurro, divisi da una riga azzurra. Queste indicazioni non ci riguardano in quanto non si riferiscono a percorsi ma ai confini tra due propriet nel bosco che questo torrente divide (m. 1190). Poi saliamo con alcuni zig-zag. Pieghiamo a destra e ci portiamo su di una costola che risaliamo ripidamente con delle serpentine. In basso a destra vediamo il torrente (m. 1215). Poco pi avanti in basso vediamo anche la recinzione di un altro casello dell'acquedotto. Pieghiamo a destra mentre dalla sinistra sembra salire (ma non lo ) un ripidissimo sentiero (m. 1220). Poi la pendenza diminuisce un poco e in basso a destra vediamo la recinzione di un altro casello dell'acquedotto (m. 1235). Dopo pochi passi in piano e con un masso alla destra, arriviamo al livello del torrente e per l'ultima volta lo guadiamo (m. 1280). Sulla sponda destra proseguiamo in salita. Pi avanti incontriamo un sentiero che sale dalla destra. Il segnavia 14 bianco verde e una freccia indicano a coloro che scendono il percorso dal quale proveniamo (m. 1300). Qui pieghiamo a sinistra e saliamo in modo abbastanza ripido. Pi avanti, tra i larici, il sentiero diventa meno evidente fin quasi a sparite del tutto. Continuiamo diritto in modo abbastanza ripido a volte camminando su delle radici affioranti dal terreno. Poi tra gli alberi cominciamo a intravedere verso destra la Baita del Vai (m. 1325). Proseguiamo ancora per un breve tratto e, arrivati all'altezza del bivacco, pieghiamo a destra, usciamo dal bosco e lo raggiungiamo.

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