Rifugio Passo S.Marco 2000

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Rifugio Passo S.Marco 2000

Come arrivare · Mezzoldo, Lombardia · 1850 m · rifugio

Scheda rifugio su MyBlaze

Informazioni pratiche

Tipologia
rifugio
Quota
1850 m
Posti letto
45
Regione
Lombardia
Localita
La Cola Snc — Valle Dell'olmo
Comune
Mezzoldo

Meteo

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Contatti

Come arrivare al Rifugio Passo S.Marco 2000

Il Rifugio Passo San Marco 2000 si trova sotto l'omonimo passo, sul versante orobico. Pu essere raggiunto in auto seguendo la strada che da Morbegno, passando per Albaredo, sale fino al Passo San Marco (circa 27 km) e scende poi per la valle bergamasca. E' consigliata per anche una gita a piedi da Albaredo, o da Mezzoldo, seguendo la Via Priula, la strada Transorobica che fu fatta costruire 400 anni fa dalla Repubblica di Venezia per collegare il versante valtellinese con quello bergamasco, per migliorare le sue vie commerciali. E' un tracciato ricco di fascino, che permette di raggiungere il rifugio in circa 4 ore. Bisogna per dire che in alcuni punti, sul lato orobico, l'attuale carrozzabile si sovrapposta al vecchio percorso. Primo itinerario: Via Priula da Albaredo (segnavia 110) Con la statale 38 della Valtellina arriviamo a Morbegno. Seguendo le indicazioni per il Passo San Marco, al km. 13 giriamo a destra (sud) in Via Morelli. Allo stop andiamo a sinistra in Via Damiani e subito dopo a destra in Via Montalcini che, pi avanti, con un tornante sinistrorso, da origine alla provinciale 8. Al km. 9.5 presso un tornante sinistrorso, lasciamo la provinciale e proseguendo diritto entriamo in Albaredo. Poco dopo raggiungiamo Piazza San Marco dove lasciamo la macchina nel parcheggio alla destra. Alla sinistra ci sono una fontana con vasca ed un torrente che scende formando una cascata (m. 900). Ci incamminiamo verso la chiesa. Lasciamo a destra un leone di San Marco simbolo della Repubblica Veneta e una fontana. Sullo spigolo di una casa alla sinistra, all'inizio di Via San Marco, i segnavia indicano la Via Priula e il Sentiero dei Misteri. Via San Marco prosegue in salita alla sinistra della chiesa con il fondo di sampietrini. Camminando tra le case ignoriamo Via Braga che scende alla destra. Su di un muro alla sinistra vediamo una meridiana. Lasciata poi a sinistra Via Del Nero, troviamo dall'altro lato il palazzo del Municipio ed una fontana (m. 910). Alla destra ci accompagna una ringhiera intervallata a tratti da un basso muretto coperto da una lastra di marmo che pu fungere da panca. Presso una curva a sinistra troviamo una fontana con vasca; l'acqua tramite una cannella esce dalla bocca di una maschera (m. 925). Dopo un tratto quasi in piano sempre alla sinistra troviamo un lavatoio con tettuccio e un torrente che scende ripidamente. Proseguiamo in salita su asfalto. Alla sinistra ci sono un muro e una roggetta, alla destra delle protezioni in ferro. Percorriamo un tornante sinistrorso (m. 950). Poco dopo ci immettiamo sulla provinciale. Un cartello indica la Via Priula a coloro che la percorrono in discesa. Proseguiamo verso destra seguendo la provinciale. Vediamo altri due cartelli che segnalano la Via Priula e il Sentiero dei Misteri. Ignoriamo alla sinistra la stradina, che conduce ad un ristorante, all'inizio della quale su di un muro c' una cartina di Albaredo. Un centinaio di metri pi avanti, troviamo un parcheggio alla sinistra e, dall'altro lato, un cartello che segnala il Rifugio Alpe Piazza a km. 6 seguendo la strada (m. 965). Pochi metri prima del parcheggio si stacca una stradina asfaltata. Prendiamo questa stradina e, dopo pochi passi, la lasciamo per imboccare sulla destra la mulattiera. Tre cartelli colorati segnalano infatti verso destra: 1 Via Priula (fondo rosso), 3 Sentiero Transumanza (fondo verde), 4 Sentiero dei Misteri (fondo blu). Altri segnavia indicano con il percorso 110: Madonna delle Grazie e ore 0.50, Dosso Chierico a ore 1.30, Passo San Marco a ore 4. C' anche un segnale stradale che vieta il transito ai motocicli. Alla sinistra della mulattiera c' un muretto e alla destra una protezione in ferro. Un torrentello, incanalato da tra due muretti, scende dalla sinistra e attraversa la mulattiera passandole sotto. Continuiamo in leggera salita. Troviamo una casa alla sinistra e una stalla alla destra (m. 970). In basso vediamo la provinciale. Ora la mulattiera inerbita. Alla destra ci accompagnano delle protezioni realizzate con paletti, dapprima di ferro dipinti di verde e poi di legno, che reggono due cavi. Torniamo a salire mentre le protezioni terminano. Sul lato destro scende un muretto in cemento e pietre a rinforzo della mulattiera (m. 980). Percorriamo poi un altro tratto con protezioni a valle (m. 1000). Alla sinistra c' una casa situata pi in alto mentre a lato della mulattiera c' un muro di rinforzo sul quale vediamo un segnavia a bandierina (m. 1030). Subito dopo transitiamo sotto ai cavi dell'alta tensione. Lasciamo poi alla sinistra una vecchi baita (m. 1050). Ci immettiamo su di una sterrata. Un cartello indica la Via Priula verso destra. Con pochissima pendenza percorriamo due semicurve sinistra-destra. Alla sinistra troviamo una fontana con due vasche. Alla destra ci sono delle protezioni di ferro dipinte di rosso, interrotte da alcuni gradini in cemento che scendono. Proseguiamo tra gli alberi. In basso a destra vediamo due vecchie baite/stalle. Su un cartello con il fondo blu del Sentiero dei Misteri leggiamo: " ... Sassello, passando di qui, non manc di rendere omaggio alla Madonna affinch lo proteggesse dalle terribili streghe che da sempre infestano la valle Viaga ". Proseguiamo quasi in piano e, in alto a sinistra, vediamo la santella contenente degli affreschi che raffigurano una madonna con bambino e quattro santi. Alla sinistra della santella c' un puttino con un grappolo di uva tra le mani. Percorriamo un ampio tornante destrorso mentre il torrente della Val Viaga attraversa passando sotto alla stradina (m. 1065). Continuiamo con poca pendenza e con il fondo in cemento. Presso una curva a sinistra la stradina torna sterrata. Alla destra c' un palo metallico che regge tre cavi. Un sentiero a gradini scende a destra verso un pollaio. Proseguiamo con delle semicurve. Alla sinistra c' un muretto mentre dall'altro lato ci sono sempre le protezioni dipinte di rosso. Troviamo dei gradini in cemento che scendono nel prato alla destra e altri che salgono in quello alla sinistra. Subito dopo, in alto a sinistra, vediamo una vecchia cascina. Poi torniamo a salire con il fondo in cemento. Altri gradini scendono alla destra verso i prati. Alla sinistra c' un muretto di pietre sul quale stato dipinto il segnavia 110 a bandierina. Troviamo alla destra alcuni vecchi baitelli. Alla sinistra dei gradini salgono verso i prati (m. 1090). Percorriamo un tratto quasi in piano su sterrato. Alla destra ci sono nuovamente le protezioni di ferro dipinte di rosso. Alcuni gradini scendono verso i baitelli. Un rivolo passa sotto alla stradina che diventa pi larga e torna ad avere il fondo in cemento. Camminando in leggera salita lasciamo a sinistra un cassottello di legno (m. 1100). In alto a sinistra vediamo alcune case e un garage. Proseguiamo quasi in piano su sterrato con delle protezioni di ferro dipinte di rosso alla destra. In alto alla sinistra c' un canile. Dal basso sentiamo provenire il fragore di un torrente. Poco dopo, con un tornante destrorso, lo attraversiamo su di un ponte (m. 1110). Alla sinistra troviamo due vecchi baitelli di pietra, coperti di muschio, addossati alla roccia. Torniamo a salire con il fondo in cemento. Lasciamo a destra un palo in metallo al quale arriva un cavo che poi scende e prosegue interrato. Molto pi in alto invece scorrono i cavi dell'alta tensione. Alla sinistra troviamo un baitello di pietra con il tetto di lamiera (m. 1120). Percorriamo alcune semicurve e troviamo un altro vecchio baitello con due porte sotto al quale, tramite una canalina, esce dell'acqua che cade dapprima in un tronco scavato e poi in una grata. Lasciamo poi, sempre a sinistra, un altro baitello. Passiamo tra un gruppo di vecchie baite e stalle (m. 1135). Proseguiamo tra i prati per un altro centinaio di metri e poi sbuchiamo sulla provinciale, esattamente al km. 12.6 (m. 1150). La attraversiamo e proseguiamo con una stradina asfaltata all'inizio della quale i segnavia indicano con il percorso 110: Madonna delle Grazie a ore 0.20, Dosso Chierico a ore 1.10, Passo San Marco a ore 3.30. Altri cartelli segnalano la Via Priula, il Sentiero dei Misteri, il Sentiero Ciaspolada Alpe Lago. Un segnale stradale vieta il transito ai motocicli eccetto quelli autorizzati. Passiamo tra alcune vecchie case. Alla destra ci sono delle protezioni. Dopo un tratto quasi in piano con un muretto alla sinistra, continuiamo tra prati e alberi. Alla sinistra troviamo uno slargo e una fontana con due vaschette in cemento. Subito dopo ignoriamo un sentiero che sale a sinistra e proseguiamo diritto in leggera salita. In basso alla destra vediamo altre vecchie case. Percorriamo un tratto quasi in piano con il fondo sterrato (m. 1175) seguito da un altro in discesa su cemento. Alla sinistra c' uno slargo. Proseguiamo quasi in piano e ne troviamo un altro alla destra. Troviamo una fontana con due vasche e poi un muro alla sinistra. Sull'altro lato, in basso, vediamo una vecchia baita. Poco dopo, con il fondo acciottolato, raggiungiamo la bianca chiesa di Santa Maria delle Grazie, situata alla destra della strada. Davanti alla chiesa c' un portico. C' anche una panchina. Alla sinistra invece c' una grande bacheca con tettuccio alla quale sono appesi tre cartelli che parlano delle Valli del Bitto di Albaredo e Gerola e mostrano una cartina stilizzata. Per chi fosse arrivato fin qui in auto, dietro alla chiesa c' l'ultima possibilit di parcheggio. Da questo punto infatti un segnale stradale vieta il transito a tutti i veicoli (m. 1165). Continuiamo su sterrato in leggera discesa. Una teleferica sale a sinistra verso una casa. Lasciamo a sinistra una vecchia baita sulla quale stato dipinto un segnavia a bandierina con il n. 11. Un'altra scritta, sotto il tetto dice: " 1854 MGS ". Proseguiamo in discesa. Alla sinistra parte un'altra teleferica. Troviamo delle canaline in metallo per lo scolo dell'acqua, di traverso alla strada. Lasciamo a destra una baita. Un altro segnale stradale ribadisce il divieto di transito ai veicoli. Alla sinistra c' una cascatella (m. 1150). Con una semicurva aggiriamo una casa che vediamo poco pi in alto a sinistra. Percorriamo un tornante destrorso all'esterno del quale c' un muro di pietra (m. 1135). Continuiamo a scendere con altri tre tornanti sx-dx-sx e poi con alcune semicurve (m. 1120). Un rivolo attraversa la strada. Alla sinistra c' una parete di roccia. Accompagnati da protezioni di legno alla destra arriviamo al ponte sul Torrente della Valle di Lago. Il ponte ha protezioni di ferro ai lati. Un cartello informa che ci troviamo nel Parco delle Orobie Valtellinesi. Un altro segnala la Via Priula (m. 1105). Superato il ponte, giriamo a destra e proseguiamo in leggera salita in un bosco di abeti. Un cartello appeso ad un albero, presso una curva a sinistra, avverte del pericolo di una possibile caduta di sassi. Percorriamo un tratto con delle protezioni di legno alla destra. Dopo una semicurva, alla sinistra c' un muretto di pietre. Un ruscelletto passa sotto alla sterrata. Troviamo poi un rivolo che attraversa su di una base in cemento e pietre. Ora ci sono delle protezioni di legno alla destra. Quasi in piano percorriamo una curva a destra molto ampia. Su di un albero vediamo un altro cartello di pericolo caduta sassi rivolto a coloro che arrivano dalla direzione opposta. Con delle protezioni alla destra percorriamo una curva a sinistra. Arriviamo al secondo ponte (m. 1125). Alla destra ci sono una panchina ed una bacheca con tettuccio alla quale sono appesi due cartelloni che parlano della " Segheria al Ponte di Pedena ". Ignoriamo il Sentiero dei Misteri che prosegue diritto e girando a destra attraversiamo il ponte gettato sulla forra della Val Pedena. Dopo il ponte giriamo ancora a destra e continuiamo in salita con il fondo in cemento. Subito ignoriamo un sentiero che sale a sinistra. Alla destra ci sono delle protezioni con paletti di ferro che reggono due cavi. Nuovamente su sterrato percorriamo una ampia curva a sinistra. Alla destra c' una bacheca con un cartellone che spiega come funziona una " carbonaia ". In basso alla destra c' una panchina (m. 1140). Su di una pietra alla destra vediamo un segnavia a bandierina. Un ruscelletto scorre sotto alla sterrata. Troviamo poi un altro rivolo che, scorrendo in un tubo color arancione, attraversa la sterrata passandole sotto. Alla destra troviamo la base di un pilone sulla quale stato dipinto un segnavia a bandierina. Un altro rivolo passa sotto alla stradina. Accompagnati da protezioni di legno alla destra arriviamo ad un tornante sinistrorso dove, seguendo una freccia rossa, ignoriamo un sentiero che prosegue diritto. Un altro rivolo passa sotto alla sterrata. Alla sinistra troviamo un casello del latte. Alla destra c' una bacheca con un cartellone che ne spiega l'utilizzo (m. 1165). Con protezioni di legno alla sinistra arriviamo ad un tornante destrorso. Proseguiamo in leggera salita. In questa zona ci sono meno alberi e alla destra possiamo ancora vedere in lontananza la chiesa della Madonna delle Grazie. Un altro rivolo passa sotto alla sterrata. Dopo una curva a sinistra rientriamo nel bosco (m. 1185). Alla destra ci sono dei paletti di legno che reggono due cavi di acciaio. Lasciamo alla sinistra un baitello con due porte, seguito da una fontana con quattro vaschette in cemento e raggiungiamo le prime case del Dosso Chierico (m. 1190). La sterrata si biforca. I segnavia indicano verso sinistra in leggera salita con il percorso 110: Passo San Marco a ore 2.30, Via Priula; verso destra in discesa, con il percorso 135: Avez de Vesenda a ore 1.15, Vesenda Bassa a ore 1.30, Vesenda Alta a ore 2.10; e con il percorso 134: Casera Garzino a ore 1.10, Casera Melzi a ore 1.30; dietro: Via Priula, Madonna delle Grazie a ore 0.30, Albaredo per San Marco a ore 1.10. Proseguiamo verso sinistra. Poco dopo in basso alla destra vediamo una baita di legno. Passiamo sotto i cavi di un elettrodotto sostenuti da una doppia fila di tralicci che, ahim, ci accompagneranno per tutto il resto del cammino. In questo punto siamo allo scoperto e alla destra ci sono delle protezioni di legno. In basso alla destra vediamo una baita. Torniamo poi a camminare tra gli alberi con un muretto di pietre alla sinistra. Superiamo un tornante sinistrorso. Un cartello segnala il divieto di caccia (m. 1210). Ora il muro alla destra. Proseguiamo tra prati e alcuni alberi. In alto a destra vediamo una casa. Alla sinistra la vista spazia sulla vallata. Passiamo sotto ai cavi dell'alta tensione. Alla sinistra ci sono delle vecchie protezioni di legno. Dall'alto vediamo i tetti della case precedentemente incontrate. Raggiungiamo la chiesetta dedicata a Santa Chiara, situata all'interno di un tornante destrorso (m. 1230). Ora alla sinistra ci sono delle protezioni a valle formate da paletti, alberelli e due cavi. Un cartello indica la Via Priula nelle due direzioni di marcia. All'esterno di un tornante destrorso troviamo un cancelletto oltre il quale ci sono dei prati. Proseguiamo tra un muretto di pietre e una recinzione di legno. Raggiungiamo una fontana con vasche e le vecchie case della parte alta del Dosso Chierico (m. 1240). Le aggiriamo verso destra con un tornante sinistrorso molto ampio. Proseguiamo tra i prati passando sotto i cavi dell'alta tensione. Poi, in leggera salita, percorriamo due curve sinistra-destra rientrando nel bosco (m. 1255). La sterrata si restringe e diventa un sentiero. Continuiamo in salita. Ignoriamo un piccolo sentiero che retrocede alla sinistra. Per un tratto il percorso si trasforma in una larga mulattiera (m. 1270). Poi ritorna sentiero. I cavi dell'alta tensione scorrono sopra di noi (m. 1285). Lasciamo a sinistra un traliccio e una pietra piatta che pu fungere da panca. Quasi in piano raggiungiamo e superiamo una passerella con traversine di legno e con delle protezioni di ferro alla destra (m. 1300). Subito dopo lasciamo a sinistra due tralicci. Dapprima con poca pendenza e poi in salita, proseguiamo con il sentiero rinforzato a valle con delle pietre. Lasciati a sinistra un altro paio di tralicci, continuiamo con poca pendenza (m. 1320). Riprendiamo a salire. Alla sinistra ci sono delle pietre franate (m. 1335). Su di un masso alla sinistra vediamo un segnavia a bandierina. In questo punto il bosco formato da piccoli alberi. In leggera salita superiamo un tornante sinistrorso seguito, poco dopo, da un altro destrorso (m. 1360). Ora i cavi dell'alta tensione, per un po' scorrono leggermente alla sinistra del sentiero. Dopo una semicurva a sinistra riprendiamo a salire lasciando alla sinistra due tralicci. Torniamo nel bosco. Subito dopo aver superato un tornante sinistrorso, troviamo i tralicci alla destra e passiamo sotto ai cavi dell'alta tensione (m. 1390). Pochi passi pi avanti percorriamo un tornante destrorso. Passiamo tra due tralicci. Alla destra, un apertura tra gli alberi consente una veduta del lato opposto della valle completamente coperto dai boschi (m. 1405). Il sentiero diventa una mulattiera. Passiamo sotto ai cavi dell'alta tensione (m. 1420). Dopo una curva a sinistra continuiamo con poca pendenza. Superiamo un'altra curva a sinistra e poi torniamo a salire. Il percorso si divide e poco dopo si ricompone (m. 1440). Presso un tornante sinistrorso troviamo un segnavia che indica la Via Priula (m. 1455). Quasi in piano, poco dopo, percorriamo un tornante destrorso dove ritroviamo i cavi dell'alta tensione. Continuiamo con poca pendenza. Attorno ci sono delle betulle mentre i cavi scorrono sopra di noi, seppur leggermente alla sinistra. Alla sinistra troviamo alcune roccette. Presso una curva a sinistra passiamo sotto ai cavi (m. 1475). Dopo la successiva curva a destra i cavi scorrono a lato, alla nostra destra. Alla sinistra c' una parete di roccia sulla quale vediamo un segnavia a bandierina. Superiamo due canaline per lo scolo dell'acqua. Raggiungiamo uno slargo (m. 1490). Alla sinistra si stacca una stradina all'inizio della quale un cartello indica la Ciaspolada Alpe Lago. Al termine dello slargo un segnavia indica davanti la Via Priula. Torniamo a camminare su mulattiera e saliamo nel bosco. Alla sinistra ci sono delle roccette. Percorriamo un tratto con meno alberi alla sinistra mentre i cavi continuano a scorrere sopra alle nostre teste (m. 1515). Passiamo tra due roccette (m. 1525). Proseguiamo in lievissima salita mentre il sentiero alla destra precipita tra gli alberi. Percorriamo una curva a destra, passando tra una parete rocciosa e una roccetta con i bolli. Torniamo a salire. Alla sinistra troviamo un grande formicaio, alto pi di un metro (m. 1535). Percorriamo un tratto su sentiero sterrato. Proseguiamo con poca pendenza e, presso una curva a destra, ne percorriamo un altro su mulattiera (m. 1545). Poi riprendiamo a salire nuovamente su sentiero. In leggera salita passiamo tra due tralicci. In questa zona gli alberi ai lati sono a una certa distanza dal sentiero (m. 1575). Pi avanti passiamo accanto alla base in cemento di un traliccio. Poco dopo, presso una curva a sinistra, ignoriamo dei gradini in cemento coperti dal muschio che salgono a sinistra verso una baita di legno. Alla sinistra ci sono due tralicci. Percorriamo un tratto allo scoperto quasi in piano (m. 1605). Rientriamo nel bosco e subito lasciamo a sinistra un sentiero che sale alla baita. Torniamo a salire. Il sentiero diventa mulattiera. Dopo una ampia curva a sinistra passiamo tra delle roccette e continuiamo quasi in piano su sentiero (m. 1625). Percorriamo una ampia curva verso destra, allo scoperto, con i cavi dell'alta tensione che passano sopra. Torniamo a salire tra gli alberi. Alla destra ci sono altri due formicai, pi piccoli del precedente. Su di una pietra vediamo il segnavia 110 a bandierina. Alla sinistra c' una vecchia baita composta nell'ordine da una tettoia, una costruzione in legno ed una in muratura (m. 1635). La aggiriamo quasi in piano con una curva a sinistra e torniamo nel bosco. Percorriamo due tratti in leggera discesa alternati ad altrettanti quasi in piano. Continuiamo con un tratto in salita ed un altro in lieve discesa. Un rivolo attraversa il percorso scorrendo in un canalino di pietra. Proseguiamo quasi in piano con i tralicci alla sinistra. Percorriamo pochi passi in discesa seguiti da altrettanti in salita. Troviamo un rivolo che attraversa e bagna il sentiero. Arriviamo al termine del bosco. Un cartello indica la Via Priula in entrambe le direzioni. Proseguiamo con un sentiero tra l'erba. Davanti, in alto, vediamo la Casera d'Orta Vaga e, pi sopra, la strada provinciale. Ora i tralicci sono pi alla destra, nella valle. Alla sinistra c' un muretto di pietre a secco e alla destra due solitarie betulle nate dallo stesso ceppo. Giriamo a destra e percorriamo un tratto infangato. Scendiamo verso il Torrente della Valle d'Orta passando accanto ad una targa a ricordo di una persona scomparsa. Il ponte crollato. Guadiamo il torrente agevolati da alcune pietre che affiorano dall'acqua (m. 1625). Riprendiamo a salire. Alla sinistra c' un muretto a secco. Passiamo sotto ai cavi dell'alta tensione lasciando a sinistra due tralicci. Con minore pendenza percorriamo un tornante sinistrorso, mentre diritto vediamo il tetto di una sottostante baita (m. 1645). Torniamo a salire accompagnati da un basso muretto alla destra. Passiamo sotto ai cavi dell'alta tensione. Gia in vista della Casera d'Orta Vaga, percorriamo un tornante destrorso (m. 1660). Sempre camminando sotto ai cavi superiamo un tornante sinistrorso (m. 1670). Proseguiamo con un'altra coppia di tornanti destra-sinistra, vicini tra loro. Arriviamo ad un bivio (m. 1690). I segnavia indicano: Casera d'Ora Vaga 1707 m. (visibile davanti, non molto lontana); diritto: Passo di Pedena a ore 2.30, Alpe Piazza a ore 3.20; a destra: Passo San Marco a ore 0.50, Passo di Verrobbio a ore 1.50, Sent. 148 per Pescegallo a ore 4; dietro: Dosso Chierico a ore 1.20, Albaredo per San Marco a ore 2.30. Andiamo a destra. Superiamo un tornante sinistrorso (m. 1700). Ora camminiamo sulla vecchia mulattiera inerbita e con il bordo a valle rinforzato. Percorriamo un tornante destrorso (m. 1710). Passiamo sotto ai cavi dell'alta tensione. Alla destra c' un traliccio. Superiamo una coppia di tornanti ravvicinati sinistra-destra (m. 1720). Sempre camminando sotto ai cavi ne percorriamo un altro sinistrorso (m. 1735). Dopo un breve tratto quasi in piano (m. 1745) torniamo a salire e percorriamo due tornanti destra-sinistra vicini tra loro. Ora le pietre della mulattiera sono ben visibili. Presso un tornante destrorso un rivolo bagna la mulattiera (m. 1755). Percorriamo un ampio tornante sinistrorso passando tra due tralicci e sotto ai cavi (m. 1765). Presso un tornante destrorso, la mulattiera torna ad essere inerbita (m. 1775). Passiamo nuovamente sotto ai cavi dell'alta tensione. In leggera salita superiamo un tornante sinistrorso (m. 1785) e proseguiamo tra radi larici, felci e alcuni rododendri. Torniamo a salire. Percorriamo un tornante sinistrorso molto ampio subito seguito da uno destrorso (m. 1795). Tra larici e rododendri ne superiamo un altro sinistrorso (m. 1805). Con minore pendenza arriviamo al successivo, destrorso, oltre il quale torniamo a salire. Superiamo una coppia di tornanti sinistra-destra, vicini tra loro. Proseguiamo con altri due tornanti vicini sinistra-destra (m. 1825). Ormai gli alberi sono quasi completamente scomparsi e camminiamo tra erba, rododendri e felci. All'esterno di una curva a destra ci sono i soliti tralicci (m. 1835). Passiamo tra due tralicci (m. 1850). Alla destra possiamo vedere tutta la valle. Percorriamo un tratto quasi in piano dove intercettiamo un'altra linea dell'elettrodotto che scorre pi alla sinistra rispetto a quella finora seguita (m. 1875). In salita arriviamo ad una curva a destra dove scavalchiamo un rivolo che attraversa in una canalina di pietre (m. 1885). Dopo un tratto quasi in piano riprendiamo a salire. Attorno ci sono massi, rododendri ed erba. Proseguiamo quasi in piano. Percorriamo un tornante sinistrorso (m. 1900). Alla sinistra dell'acqua sorgiva esce da un tubo. Un cartello informa che si tratta del Fontanino di San Carlo. Ora camminiamo seguendo i tralicci della seconda linea dell'elettrodotto che abbiamo incontrato, quella alla sinistra mentre l'altra scorre pi a destra. In basso, a destra, vediamo delle mucche al pascolo. Riprendiamo a salire. Superiamo uno zig-zag destra-sinistra. Tra erba e rododendri arriviamo ad un tornante sinistrorso. Alla destra c' un profondo solco nel quale scorre un ruscello (m. 1930). Dopo pochi passi quasi in piano, percorriamo un tornante destrorso e ci riportiamo sotto ai cavi dell'elettrodotto pi a sinistra. Attraversiamo il ruscello camminando su delle pietre che lo coprono (m. 1940). Davanti cominciamo a vedere il grande ometto al Passo San Marco. Dopo un tratto con poca pendenza e alcuni passi quasi in piano, torniamo a salire. Passiamo tra due tralicci (m. 1960). Percorriamo un breve tratto quasi in piano attraversato da un rivolo. Poi in salita, arriviamo ad una curva a sinistra oltre la quale proseguiamo con minore pendenza. Alla destra c' una pozza; pi in alto a sinistra vediamo una baita. Scavalchiamo un rivolo. Troviamo un cartello che segnala il Sentiero Paniga, Alta Via delle Orobie. Giriamo a sinistra e raggiungiamo il Passo San Marco (m. 1992). Accanto al grande ometto di pietre troviamo vari segnavia che indicano davanti e dietro: Via Priula; davanti: Passo di Verrobbio a ore 1, Pescegallo a ore 3.10, Lago di Trona a ore 3.40; a sinistra: Monte Verrobbio EE a ore 0.50, Passo di Verrobbio a ore 1.10; dietro: Alpe d'Orta a ore 0.40, Passo di Pedena a ore 3.10, Alpe Piazza a ore 4. Ora dobbiamo scendere sul versante bergamasco. Questo tratto della mulattiera ben conservato. Passiamo accanto ad un picchetto sul quale leggiamo: 56+300. In discesa arriviamo ad un bivio dove i segnavia indicano a destra: Accesso alle trincee della Prima Guerra Mondiale Linea Cadorna. Proseguiamo diritto percorrendo un tratto quasi in piano. Lasciata a sinistra una panchina, riprendiamo a scendere. All'esterno di una curva a destra troviamo un rudere e un tavolo con panche in legno (m. 1970). Dopo un tornante sinistrorso, davanti vediamo il Rifugio San Marco 2000 e il Lago di Valmora (m. 1960). Passiamo tra due tralicci. Percorriamo una curva a destra (m. 1950) e poco dopo un tornante sinistrorso. Passiamo accanto al picchetto con l'indicazione del km. 56. Dopo un tratto con pochissima pendenza, riprendiamo a scendere. Due rivoli attraversano il percorso. Alterniamo due tratti quasi in piano ad uno in lievissima discesa. In alto a sinistra vediamo un baitello (m. 1920). Riprendiamo a scendere e superiamo due tornanti destra-sinistra. Poi, quasi in piano, lasciamo a sinistra la base in cemento di un traliccio (m. 1900). Torniamo a scendere, inizialmente attorniati da alcune roccette, e cominciamo a vedere il Rifugio C San Marco . Superiamo un tornante destrorso (m. 1880). Dopo una curva a sinistra continuiamo con minore pendenza. Un rivolo attraversa la mulattiera (m. 1870). Proseguiamo in discesa e arriviamo ad una biforcazione. Andiamo a destra e raggiungiamo la vecchia casa cantoniera, ora Rifugio C San Marco (m. 1825). Attraversiamo il vasto parcheggio sterrato e prendiamo la stradina asfaltata che consente l'accesso in auto a questo rifugio. Dopo un tratto in leggera salita ne percorriamo un altro in leggera discesa lasciando a sinistra dapprima un'azienda agricola e poi un traliccio. Continuiamo quasi in piano. Poi in leggera salita, raggiungiamo la provinciale 9. La attraversiamo e dopo pochi passi verso sinistra, sulla destra troviamo il Rifugio San Marco 2000.

Descrizione

Il rifugio Passo San Marco 2000 si trova sotto l’omonimo passo, valico automobilistico tra Valle Brembana (provincia di Bergamo) e Valtellina (provincia di Sondrio). Offre un’eccezionale vista sulle Alpi Retiche, le Orobie e le valli circostanti. Importante punto di partenza per escursioni di tutti i livelli di difficoltà, con la possibilità di incontrare la fauna della zona. Muovendosi in questo territorio è possibile incontrare i molteplici alpeggiatori presenti,e i loro prodotti rinomati come il formaggio “Bitto” e “Casera”. La cucina del rifugio, curata direttamente dalla famiglia, offre ai propri clienti specialità tipiche e locali, pizzoccheri, casoncelli, paste fresche fatte in casa, polenta taragna con selvaggina, funghi Porcini, e infine dolci rigorosamente fatti in casa. Il ristorante è attrezzato per banchetti e ricorrenze speciali. Il rifugio è anche dotato di camere accoglienti con bagno, arredate in stile montano, l’ideale per week end di tranquillità.

Link utili

Rifugi vicini

Nel catalogo MyBlaze, ordinati per distanza.