Rifugio Baite Pianezzo
Come arrivare · Valbrona, Lombardia · 1176 m · rifugio alpino
Scheda rifugio su MyBlaze
Informazioni pratiche
Tipologia
rifugio alpino
Quota
1176 m
Posti letto
25
Regione
Lombardia
Localita
Alpe Oneda
Comune
Valbrona
Itinerari
02/06/2008 LC, Lecco D+ 1800 m OC+, EC, S1 Sud-Ovest
Meteo
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Come arrivare al Rifugio Baite Pianezzo
Il rifugio situato all'Alpe di Pianezzo sul versante nord dei Corni di Canzo, in posizione panoramica sul sottostante Lago di Lecco e
sulle Grigne.
Primo itinerario: dall'Alpe Oneda (strada)
Venendo da Lecco, con la SS 583 costeggiamo la sponda occidentale del lago fino a Onno dove giriamo a sinistra per prendere la SP 46. Percorriamo
questa provinciale per km. 4.6 fino a trovare sulla sinistra la chiesetta di S. Rocco.
Venendo invece da Asso con la SP 41 Valassina, giriamo a destra per imboccare la SP 46 Valbrona. Percorriamo la provinciale 46 per km 3.4 fino a
trovare sulla destra la chiesetta di S. Rocco (poco prima ci sono dei campi di calcio e il cimitero).
Proseguiamo con Via Ziniga che parte a lato della chiesa seguendo un cartello su un muro che indica il Rifugio S.E.V.
Subito dopo troviamo un bivio e andiamo a destra.
La strada sale con vari tornanti e con bella vista sulle Grigne, poi si addentra in un bosco.
Pi avanti raggiungiamo una sbarra di colore bianco, chiusa (m. 725). Un cartello informa in quali giorni festivi il rifugio chiuso: 1/11 - 8/12 - 25-26/12.
Parcheggiamo l'auto e ci incamminiamo lungo la strada asfaltata in salita. Alla sinistra c' una casa e alla destra una vecchia cascina.
Arriviamo ad un bivio dove una palina reca vari segnavia: Alpe Oneda 719 m.; a sinistra: Corni di Canzo Rifugio S.E.V.; destra: Val Cerrina a ore
0.30, Rif. SEV ai Corni a ore 1.30, Valbrona a ore 0.30 (vedi il settimo itinerario). Su un palo in cemento vediamo due scritte; a sinistra: Corni Canzo; a destra: Valbrona.
Andiamo a sinistra tra case recintate, giardini e prati. Alla sinistra vediamo il Lago di Lecco e le Grigne.
Dopo una semicurva a destra inizia il bosco (m. 755). Un cartello indica il pericolo di caduta massi.
Proseguiamo con delle serpentine. Ai lati della strada ci sono dei paletti di ferro a sinistra e di legno a destra.
Ignoriamo una stradina che scende alla destra. Ora i paletti sono di ferro da entrambi i lati (m. 770).
Proseguiamo con un muretto alto una ventina di centimetri alla sinistra e un guard-rail alla destra.
Con poca pendenza superiamo un tornante sinistrorso. Alla destra c' un corto muro di pietre (m. 780).
Poi riprendiamo a salire. Alla destra ci sono delle lastre di roccia oblique.
Troviamo poi alla sinistra una rientranza tra gli alberi. Passiamo sotto un cavo (m. 795).
Superiamo una grata per lo scolo dell'acqua posta di traverso alla strada.
Percorriamo un tornante destrorso aggirando un'area recintata con una rete verde all'interno della quale vediamo un cassottello (m. 800).
In seguito ignoriamo un sentierino poco evidente che sale a sinistra.
Con pochissima pendenza percorriamo un ampio tornante sinistrorso al termine del quale una stradina sterrata scende a destra e subito dopo un'altra
sale a sinistra.(m. 825).
Proseguiamo in salita. Alla sinistra ci sono un muretto e una recinzione oltre la quale vediamo una casa.
Alla destra, dopo uno slargo, c' una casa bianca (m. 840).
Continuiamo tra gli alberi con dei paletti di legno ai bordi della strada e ignoriamo una sterrata che scende verso destra (m. 860).
Arriviamo ad un tornante sinistrorso (m. 880). Alla destra ci sono una casa bianco-rossa e una stradina asfaltata. Su di un muro un piccolo cartello
indica i Corni di Canzo verso sinistra.
Superiamo il successivo tornante destrorso camminando tra pareti di roccia (m. 890).
Proseguiamo con poca pendenza tra alberi e arbusti ignorando una sterrata che si stacca alla sinistra.
Percorriamo un breve tratto senza alberi, dove passano cavi dell'alta tensione, e possiamo cos vedere il lago in basso a destra.
Passiamo accanto ad una recinzione oltre la quale vediamo una villetta. In questo punto la pendenza minima (m. 905).
Riprendiamo a salire. Tra gli alberi alla destra riusciamo a distinguere il M. San Primo e, dietro, il lago.
In leggera salita, seguendo l'indicazione per i Corni su di un cartello, superiamo un tornante sinistrorso mentre una sterrata prosegue diritto (m. 930).
Quasi in piano, lasciati a destra due piloni con delle antenne, incrociamo un'altra strada; il solito piccolo cartello indica davanti i Corni. Alla
sinistra c' una casa bianca.
Subito dopo riprendiamo a salire e percorriamo un tornante destrorso (m. 945).
Alla sinistra troviamo un muretto, una inferriata ed un cancello oltre i quali una stradina asfaltata sale verso una casa. Sul muro della recinzione
leggiamo questa targa: " a Icaro a Leonardo al coraggio alla scienza agli uomini che non rinunciano a sognare " (m. 955).
Percorriamo un tratto con radi alberi alla destra il che consente una veduta del fondovalle.
Attorniati da alcune rocce superiamo un tornante sinistrorso e proseguiamo tra gli alberi (m. 985).
In alto a destra vediamo una casa bianca e verde, un cancello e una recinzione.
In leggera salita arriviamo ad un tornante destrorso. Alla sinistra ci sono uno slargo e una rete verde. Un piccolo cartello indica di proseguire per
i Corni (m. 1000).
La strada diventa pi stretta. Il fondo in cemento. Un segnale stradale indica il divieto di accesso ai veicoli. Saliamo in un fitto bosco.
In basso a destra torniamo a vedere l'ultima casa tra gli alberi mentre alla sinistra c' un pozzetto in cemento con un coperchio metallico chiuso
con un lucchetto, sotto il quale sentiamo scorrere l'acqua.
La pendenza aumenta. Superiamo una sbarra in ferro che troviamo alzata (m. 1020).
Dopo un tratto con poca pendenza torniamo a salire.
Alla destra troviamo un solco che sembra il letto di un torrente in secca (m. 1035).
Ora alla sinistra non ci sono alberi e possiamo vedere le Grigne e i Resinelli.
Proseguiamo con alcune serpentine.
Presso una curva a destra, alla sinistra ci sono delle robuste protezioni di ferro con i pali di colore verde e i traversi di colore grigio (m. 1070).
Lontano tra gli alberi vediamo un baitello.
Proseguiamo in modo abbastanza ripido e troviamo altre protezioni uguali alle precedenti sul lato destro della stradina (m. 1085).
Con poca pendenza arriviamo fino ad una curva a sinistra poi riprendiamo a salire.
All'esterno un tornante destrorso troviamo un altro pozzetto con coperchio e lucchetto (m. 1110).
Presso una curva a sinistra si innesta il sentiero n. 4. I segnavia indicano che seguendolo si scende a Candalino per la Costa dell'Avvocato (m. 1130).
Poco dopo ignoriamo una stradina a sinistra. La pendenza diminuisce un poco. Gli alberi, ora pi radi, in prevalenza sono dei grandi faggi.
Dopo un tratto in leggera salita troviamo un altro sentiero che scende a destra verso una casa (m. 1150). I segnavia indicano a destra: Valcerrina a
ore 0.30, Valbrona a ore 1; diritto: Pianezza - Rifugio SEV a ore 0.15, Corni di Canzo - vetta a ore 0.35.
Proseguiamo con un tratto in salita seguito da un altro con poca pendenza.
Troviamo un sentiero segnalato da bolli e da una freccia blu che sale a sinistra (m. 1170). Possiamo prendere questo sentiero o proseguire con la stradina.
a) sentiero
Andiamo a sinistra in salita tra erba e arbusti. Davanti cominciamo a vedere il Rifugio S.E.V.
Lasciamo a destra tre costruzioni. Su quella centrale campeggia la scritta: " Rifugio Pianezzo - Mapomo di alta quota ". Dietro il primo dei tre edifici
c' una grande cartina del Triangolo Lariano che occupa tutta la parete (m. 1185).
Passiamo accanto ad un grande faggio monumentale attrezzato con alcuni ripiani raggiungibili con corde e scalette. Una targa sull'albero ricorda un
giovane deceduto nel 1951.
Proseguiamo in salita e raggiungiamo il vasto pianoro prativo oltre il quale situato il Rifugio S.E.V.
Saliamo alcuni gradini di legno su uno dei quali una freccia rossa indica il percorso a chi scende (m. 1200).
Lasciamo a sinistra il vecchio posto di ristoro diroccato e iniziamo ad attraversare il prato, dapprima in leggera salita e poi con maggiore pendenza,
in direzione del rifugio.
Passando tra alcuni alberi ci riportiamo poi sulla stradina.
Un ultimo tratto in salita, con il fondo in cemento e delle protezioni alla sinistra, ci conduce al rifugio.
b) stradina
Proseguiamo diritto con pochissima pendenza passando accanto ad una cabina Enel.
Passiamo a valle delle tre costruzioni del Rifugio Pianezzo. Poi riprendiamo a salire e rientriamo nel bosco.
Percorriamo un tornante sinistrorso.
All'esterno del successivo tornante destrorso un cartello indica a sinistra una deviazione verso una fonte e dietro Valbrona.
Superiamo un tornante sinistrorso all'esterno del quale ci sono delle robuste protezioni come quelle trovate in precedenza (m. 1200).
Su di un masso viene indicata Valbrona a coloro che scendono.
Poco dopo troviamo il sentiero descritto nel secondo itinerario che arriva dalla destra. I segnavia indicano a destra: III Alpe, Gajum Canzo, Cranno
Asso; dietro: Oneda a ore 0.40, Valcerrina a ore 0.30, Candalino Valbrona a ore 1.30.
La stradina torna ad essere sterrata. Usciamo dal bosco e in basso a sinistra vediamo il lago.
Proseguiamo in leggera salita ignorando un sentiero che si stacca alla destra.
La stradina torna ad avere il fondo in cemento. Percorriamo un tratto quasi in piano. Alla sinistra ci sono i prati dai quali sale il sentiero
precedentemente descritto.
Un ultimo tratto in salita, con il fondo in cemento e delle protezioni alla sinistra, ci conduce al rifugio.
Link utili
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