Bivacco del Baus

Come arrivare · Entracque, Piemonte · 2668 m · Bivacco

Scheda rifugio su MyBlaze

Informazioni pratiche

Tipologia
Bivacco
Quota
2668 m
Posti letto
9
Regione
Piemonte
Localita
Altopiano del Baus, Comune di Entracque
Comune
Entracque
Itinerari
04/05/2013 CN, Valdieri D+ 1457 m BR Sud-Ovest

Meteo

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Come arrivare al Bivacco del Baus

Itinerario 11.05 fino al Rif. Genova, da dove si prosegue su traccia a tratti esposta ed attrezzata con catene (3:45 ore, diff. EE); oppure Itinerario 11.06 fino al bivio per il Passaggio del Porco da dove si prosegue su traccia (3:45 ore, diff. EE). Entrati nell'area attrezzata 9 a monte del Lago della Rovina (1545 m) 1 8 , il sentiero ha inizio subito a sinistra del piccolo edificio realizzato dal Parco, all'estremità meridionale dell'area stessa. Saliti i pochi gradini, ci si dirige a destra in direzione della cabina dell'ENEL e di un tavolo da pic-nic, per poi trovare a sinistra l'imbocco vero e proprio del sentiero (segnavia M08). La salita inizia con alcuni tornanti tra erba e detriti, quindi una svolta verso destra consente di superare, con l'aiuto di gradini artificiali, alcune roccette. Si prosegue a tornanti, si supera un piccolo rivolo, e si continua con vari gradini a fianco di una stretta colata detritica. Tra una rigogliosa vegetazione erbacea (felci in particolar modo) 3 e una rada vegetazione arborea si salgono numerosi stretti tornanti, a tratti scalinati. Si continua assai ripidi, alternando tornanti a tratti scalinati finché il sentiero si biforca: a sinistra il vecchio tracciato supera alcune roccette con l'aiuto di una scala metallica 2 , a destra ci si innalza con diversi tornanti (via preferibile) prima di ritornare sul vecchio tracciato. Un piccolo rivolo ed un'ultima serie di gradini preannunciano l'arrivo sulla strada sterrata (q. 1887), ora dismessa, utilizzata a suo tempo dall'ENEL durante i lavori per la costruzione della diga. Scendendo verso sinistra si tornerebbe al Lago della Rovina , attraverso un sentiero meno ripido ma a tratti esposto e con rischio di caduta di pietre dall'alto. Si percorre la strada verso destra, in leggera salita, ed in breve ci si immette, in corrispondenza di un tornante, sulla strada asfaltata di servizio alla diga 13 . La strada, chiusa al traffico privato anche pedonale, sale dal Lago della Rovina e raggiunge la Diga del Chiotas . La si segue verso sinistra per alcune centinaia di metri finché, poco prima della galleria che sottopassa il canale scolmatore della diga, si incontra il bivio a sinistra con la sterrata che si dirige al Rifugio Genova - Figari . La strada asfaltata (segnavia M09) prosegue fino alla Diga del Chiotas (1980 m), alta 130m, raggiungibile in pochi minuti a piedi. Il coronamento della diga, unico accesso pedonale al Vallone del Chiapous , è percorribile dagli escursionisti e merita decisamente di essere attraversato. Lasciata dunque la strada asfaltata, si sale abbastanza decisi sulla sterrata, costeggiando prima lo scivolo del canale scolmatore quindi la Diga del Colle di Laura , dove compare alla vista il Bacino del Chiotas (1980 m, 1:10 - 1:20 ore dal Lago della Rovina ) 14 5 (pr. Bacino del Chiotàs ). Con percorso a saliscendi 10 12 si costeggia la sponda sud-est del bacino artificiale, lasciando a sinistra il bivio con il sentiero per il Colle di Fenestrelle (segnavia M10). Il Bacino del Chiotas , la Diga della Piastra e il Lago della Rovina Il Bacino del Chiotas è chiuso dalle due dighe del Chiotas e del Colle di Laura. La Diga del Chiotas , ad arco-gravità 4 , è alta 130 metri ed ha un coronamento di 230 metri. Il suo spessore varia tra i 37,5 metri alla base e i 5 metri alla cima. La Diga del Colle di Laura , più piccola, è a gravità massiccia con andamento rettilineo. Ha un'altezza massima di 30 metri, con una lunghezza al coronamento di 70 metri. Il Bacino del Chiotas ha una capacità utile di 27,3 milioni di metri cubi. La Diga della Piastra , nei pressi di Entracque , è di tipo a gravità massiccia; forma l'omonimo Bacino della Piastra , lago artificiale lungo poco meno di 2 km e largo 300 metri, con una capacità di 12 milioni di metri cubi, 9 dei quali utilizzabili per il pompaggio. Il Lago della Rovina funziona da serbatoio di "partenza" della centrale. Sistemato con modeste opere di impermeabilizzazione, il lago di origine naturale ha una capacità utile di 1,2 milioni di metri cubi. I tre bacini sono tutti asserviti alla centrale idroelettrica Luigi Einaudi di Entracque . [fonte: depliant informativi ENEL] La Centrale ENEL Luigi Einaudi La centrale idroelettrica di Entracque è stata intitolata nel 1999 a Luigi Einaudi , primo presidente eletto della Repubblica italiana. Costruita tra il 1969 e il 1982, anno della sua messa in esercizio, la centrale è scavata interamente nella roccia; è il maggior impianto idroelettrico italiano e, all'epoca della sua ultimazione, risultava essere il maggior impianto del genere in Europa. Per il suo funzionamento sfrutta i tre invasi, due dei quali artificiali, del Chiotas, della Piastra e della Rovina. Si tratta infatti di un "impianto di pompaggio", che non rilascia l'acqua utilizzata per la produzione di energia ma la mantiene in circolo sfruttando gli invasi come giganteschi serbatoi. Durante il giorno, per soddisfare i picchi di richiesta, la centrale produce energia grazie ai 9 gruppi turbina/alternatore, azionati prelevando acqua essenzialmente dal Bacino del Chiotas . Durante la notte, la centrale consuma energia elettrica per pompare l'acqua, accumulata nel bacino della Piastra durante il ciclo di produzione, nuovamente nel Bacino del Chiotas . L'energia utilizzata per il pompaggio è superiore a quella prodotta dall'acqua per caduta. Tuttavia, il processo risulta economicamente vantaggioso in quanto il costo dell'energia nelle ore notturne (sovente un eccesso non altrimenti smaltibile prodotto dalle centrali termiche o nucleari) è decisamente inferiore che nelle ore diurne. Impressionanti i numeri dell'impianto. Le tre condotte forzate che arrivano in centrale hanno una portata di 143 mc/sec, superiore alla portata media annua del Fiume Po a Torino; le condotte forzate hanno una lunghezza di 1550 m e compiono un salto di 1048 m; le valvole rotative che aprono e chiudono il flusso dell'acqua devono vincere una spinta di 1700 tonnellate, pari alla spinta generata da 20 Jumbo Jet in fase di decollo; la potenza di una turbina è di 150 MW, pari a quella di 280 vetture di Formula 1 alla partenza; l'intero impianto ha una potenza di 1312 MW; il pezzo più pesante presente in centrale è il rotore dell'alternatore, che da solo raggiunge le 260 tonnellate. [fonte: depliant informativi ENEL] Ancora un saliscendi e la sterrata raggiunge infine il Rifugio Genova - Figari (2009 m, 0:25 ore dal Bacino del Chiotas ) 6 11 . Il Rifugio Genova - Figari Informazioni, curiosità e notizie storiche, sono disponibili alla pagina del Rifugio Genova - Figari . Dal rifugio si prosegue in direzione del Passo della Rovina , costeggiando la sponda nord-ovest del Lago Brocan 16 con lievi saliscendi su buon sentiero (segnavia M28). Al limite meridionale dello specchio d'acqua si stacca sulla sinistra una traccia che scende sui prati sottostanti, e raggiunge le sponde del Lago Brocan (2004 m, 0:10 - 0:15 ore dal Rifugio Genova - Figari ) 15 7 . Altre informazioni Dal Rifugio Genova - Figari (2009 m) 2 si segue la strada sterrata (segnavia M08) che, con qualche saliscendi, costeggia il Bacino del Chiotas 6 , trascurando l'unico bivio sulla destra con il sentiero per il Colle delle Fenestrelle (segnavia M10). Il Rifugio Genova - Figari Informazioni, curiosità e notizie storiche, sono disponibili alla pagina del Rifugio Genova - Figari . La sterrata giunge ad incontrare la strada asfaltata (privata dell'ENEL) che sale alla diga dal Lago della Rovina . La si segue verso sinistra, si passa una breve galleria sotto il canale scolmatore, si attraversa l'intero coronamento della Diga del Chiotas 4 5 (pr. Diga del Chiotàs ) che chiude l'omonimo Bacino del Chiotas (1980 m, 0:35 - 0:40 ore dal Rifugio Genova - Figari ) e ci si porta alla base del Vallone del Chiapous . Si continua ora in comune con l' Itinerario 11.53 (segnavia M09) fino al Colle del Chiapous (2533 m, 1:40 - 1:55 ore dal Bacino del Chiotas ), 3 8 . Passato il colle, si entra nel Vallone di Lourousa 9 . Il sentiero (segnavia N08) attraversa una piccola conchetta (anche qui è facile trovare neve fino a luglio) e scende con parecchie svolte, evidente ma un poco malagevole, attraverso un'estesa pietraia 7 (possibili anche in questo tratto passaggi su lingue di neve o tra grossi massi franati). In breve si perde quota ed il sentiero migliora; alla prima biforcazione si prende il ramo di destra che sale all'ormai vicino Rifugio Morelli - Buzzi (2351 m, 0:30 ore dal Colle del Chiapous ) 1 in pochi minuti. Il Rifugio Morelli - Buzzi Informazioni, curiosità e notizie storiche, sono disponibili alla pagina del Rifugio Morelli - Buzzi . Altre informazioni Fonte indicazioni: https://www.alpicuneesi.it/itinerari/vallegesso/1105.htm https://www.alpicuneesi.it/itinerari/vallegesso/1106.htm

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