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Rifugio della Gardetta
Come arrivare · Canosio, Piemonte · 2335 m · Rifugio
Scheda rifugio su MyBlaze
Informazioni pratiche
Tipologia
Rifugio
Quota
2335 m
Posti letto
48
Regione
Piemonte
Localita
Pianoro della Gardetta, Comune di Canosio
Altopiano della Gardetta
Comune
Canosio
Servizi
Acqua calda, Elettricità, Ristorante, Acqua, Accessibilità disabili, Servizi igienici per disabili, Accessibilità famiglie con bambini, Accessibilità mountain bike, Animali domestici ammessi, Defibrillatore, Presidio culturale, Vendita sacco lenzuolo, Acqua all'esterno, Punti ricarica in camera
Itinerari
10/03/2019 CN, Sambuco D+ 1446 m EE Sud-Ovest
Meteo
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Contatti
Come arrivare al Rifugio della Gardetta
Itinerario 14.03 o dal Colle del Preit su strada sterrata chiusa al traffico privato.
Il sentiero si stacca a sinistra della vecchia rotabile militare, un centinaio di metri
prima di giungere all'ampio pianoro pascolivo di
Prato Ciorliero
(1942 m circa)
2 .
I Baraccamenti di Prato Ciorliero
Vale la pena gettare lo sguardo ai fabbricati, alcuni riattati
ed alcuni ormai quasi distrutti, di
Prato Ciorliero .
Nonostante il toponimo faccia riferimento a ben altre attività praticate in
zona ('chouliero' in provenzale indicava un campo in cui venivano coltivati i
cavoli), si tratta di edifici militari, baraccamenti invernali per la truppa,
che comprendevano dormitori, cucine e scuderia.
[Le strade dei cannoni, p.144]
Dopo due ripidi tornanti presso un pilone votivo
6 ,
si prosegue con pendenza moderata con un lungo diagonale nel lariceto rado,
sul versante destro orografico del vallone.
Poco a poco si abbandonano i larici per passare a ricche praterie alpine,
si terreno caratterizzato da evidenti fenomeni di erosione legati alla natura delle
rocce. Durante la salita, vale la pena effettuare alcune soste per
ammirare il bellissimo panorama alle spalle, in direzione del
Monte Oronaye
7 8 .
Tutto l'itinerario si svolge in ambienti estremamente delicati e di notevole pregio
naturalistico
13 .
Si raccomanda una volta di più di camminare lungo il sentiero, anche se
le moltissime scorciatoie traggono sovente in inganno.
Con l'aumentare della quota il sentiero si sposta verso il centro del vallone, e passa
subito a destra dell'imponente malloppo
dell' Opera 180
del Vallo Alpino.
L' Opera 180 del Vallo Alpino
A sbarrare il
Passo della Gardetta ,
in previsione del secondo conflitto mondiale, vi erano le Opere 179, 180 e 181
del Vallo Alpino.
La maggiore di queste, ancora in discreto stato di conservazione, è
l' Opera 180 ,
ubicata proprio a fianco del sentiero,
armata con due mitragliatrici ed un cannone anticarro
9 .
Sebbene l'apparente discreto stato delle strutture inviti ad una visita,
si ricordi comunque che si tratta di edifici che si trovano in stato di abbandono
da oltre mezzo secolo, perdipiù costruiti su terreno instabile.
[Le strade dei cannoni, p.142]
[Strade e sentieri del Vallo Alpino, p.77]
I gessi affioranti rendono questo tratto fortemente eroso, dove si ostinano a crescere solo pochi
ciuffi d'erba.
L'ampia depressione del
Passo della Gardetta
(2439 m, 1:25 - 1:35 ore da
Prato Ciorliero )
10
è ormai vicino e si raggiunge senza eccessivi sforzi.
Magnifico il colpo d'occhio su
Rocca La Meja ,
che si staglia di fronte
5 .
Subito oltre il valico si incontra la rotabile ex militare che
dall' Altopiano della Gardetta
sale verso il
Passo di Rocca Brancia
e il
Colle Oserot .
La si segue verso sinistra, scendendo comodamente
11
fino al pianoro
12
ove si trova
Rifugio della Gardetta
(2337 m, 0:15 - 0:20 ore dal
Passo della Gardetta )
4 1 .
Il Rifugio della Gardetta
Informazioni, curiosità e notizie storiche, sono disponibili alla pagina del
Rifugio della Gardetta .
La Marmotta
L' Altopiano della Gardetta
può considerarsi il "Paradiso della Marmotta", a giudicare
dalla nutrita colonia che lo abita.
La marmotta ( Marmota marmota )
3
è probabilmente il più conosciuto e forse il più
simpatico mammifero alpino. Vive in praterie alpine, spesso e volentieri
inframezzate da massi sotto i quali la marmotta scava la propria tana.
Lunga tra i 45 e i 60cm, inclusa la coda, ha un peso che può raggiungere
i 6kg a fine estate ma che risulta quasi dimezzato in primavera, al termine del letargo.
Il folto mantello, di colore bruno, può essere più o meno scuro a seconda degli individui.
Erbivora, seleziona piante o parti di esse ricche di zuccheri per poter accumulare
le riserve necessarie a superare l'inverno.
Animale sociale e territoriale, vive in famiglie e difende attivamente il proprio
territorio.
[I Selvatici delle Alpi Piemontesi, pp.153-160]
Altre informazioni
Fonte indicazioni: https://www.alpicuneesi.it/itinerari/vallemaira/1403.htm
Descrizione
La struttura era un antico ricovero militare, ristrutturato e inaugurato come rifugio nel 1994. E' facilmente accessibile alle famiglie.
Link utili
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