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Rifugio Dordona
Come arrivare · Fusine, Lombardia · 1960 m · rifugio
Scheda rifugio su MyBlaze
Informazioni pratiche
Tipologia
rifugio
Quota
1960 m
Regione
Lombardia
Localita
Dordona
Comune
Fusine
Meteo
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Come arrivare al Rifugio Dordona
Il Rifugio Dordona, di recente costruzione, situato in alta Val Madre, a circa un chilometro e mezzo dal Passo Dordona (sul versante valtellinese).
Primo itinerario: da Foppolo (BG)
Con la statale 470 percorriamo il fondovalle della Val Brembana fino al bivio di Lenna dove lasciamo a sinistra la provinciale 1 che sale al Passo San
Marco e continuiamo sulla destra con la provinciale 2. Ignorate le deviazioni per Carona e San Simone, arriviamo a Foppolo.
Percorriamo Via Moia e Via Cortivo. Parcheggiamo dove l'asfalto termina, di fronte all'ultimo condominio
che ha le imposte rosse (m. 1650).
Due cartelli in legno indicano il Passo e il Rifugio Dordona. Su di un altro cartello leggiamo: Strada agro silvo pastorale del Dordona a pagamento.
Munirsi di biglietto presso: Pro Loco, Municipio, Bar Borsotti, Alimentari Gil Market. Info Pro Loco: 0345 74101.
Superiamo una grata per lo scolo dell'acqua e ci incamminiamo in salita. La strada per il momento ancora asfaltata.
Arriviamo ad un tornante destrorso (m. 1665). La strada prosegue sterrata alla destra, adatta ad un fuoristrada o ad una mountain bike, ma poco
interessante per chi procede a piedi. Meglio prendere un'altra stradina che prosegue diritto seguendo alcuni segnavia che indicano con il percorso
202: Passo Dordona a ore 1.15, Trincee Storiche, Rifugio Dordona a ore 1.30. La strada la ritroveremo al passo.
Procediamo in leggera salita su fondo sterrato. In alto a sinistra vediamo una casa. Alla destra ci sono alcuni muraglioni para slavine.
Percorriamo lievi serpentine con un torrente alla sinistra.
Giriamo poi a sinistra e, con un ponticello privo delle sponde, attraversiamo il torrente (m. 1685).
Continuiamo in salita. Nel prato alla destra vediamo una costruzione dell'acquedotto.
Quasi in piano passiamo tra i muraglioni para slavine sui quali vediamo il segnavia 202 e la scritta Passo Dordona (m. 1695).
Subito dopo, su di una pietra, una freccia rossa con due punte indica il sentiero 202 a destra e dietro. Andiamo a destra in salita.
Passiamo accanto ad un casello dell'acquedotto. Il sentiero piega a destra. Su di una pietra vediamo i bolli bianco rossi.
Su di un albero, una freccia di legno segnala il Passo Dordona con il sentiero 202. Procediamo in leggera salita tra prati e radi larici (m. 1710).
Vediamo una freccia rossa su di una pietra e i bolli su di un'altra. Attraversiamo un prato (m. 1735).
Torniamo poi a salire tra larici, rododendri e felci. Un cartello su di un larice indica il Passo Dordona (m. 1750).
Camminiamo su fondo pietroso fino ad una curva a sinistra.
Proseguiamo dapprima quasi in piano e poi in leggera salita.
In basso alla destra vediamo scorrere un torrente.
Continuiamo in salita su fondo pietroso (m. 1765).
Un rivolo passa sotto al sentiero.
Proseguiamo su sterrato e percorriamo una curva a sinistra.
Un altro rivolo attraversa il sentiero.
Lasciamo a sinistra un casello dell'acquedotto sul quale vediamo il segnavia 202 e una freccia con due punte (m. 1780).
Seguiamo il torrente. La pendenza minima.
Torniamo a salire, tra radi larici.
Continuiamo in leggera salita. Troviamo una fila di pietre, di traverso al sentiero, allo scopo di deviare l'acqua verso destra.
Vediamo il segnavia 202 su di una pietra.
Il sentiero prosegue quasi in piano tra l'erba passando accanto a due paletti di legno con i bolli.
Raggiungiamo un pianoro (m. 1820). In fondo a sinistra vediamo una baita e altre costruzioni dell'acquedotto.
Passiamo sotto i cavi dell'alta tensione, scavalchiamo un ruscello a troviamo una palina con dei segnavia che indicano con il sentiero 202, diritto:
Passo Dordona a ore 0.50, Rifugio Dordona a ore 1.20; dietro: Foppolo a ore 0.30.
Subito dopo, seguendo i bolli e una freccia, pieghiamo a destra e con un ponticello di legno attraversiamo il torrente verso destra.
Poco dopo, camminando sopra delle pietre affioranti dall'acqua, attraversiamo verso destra un altro torrente. Un cartello indica il Passo Dordona.
Alla destra ci sono larici e rododendri.
Passando accanto ad un masso con i bolli, giriamo a destra e riprendiamo a salire tra radi larici.
Dopo una curva a sinistra, continuiamo con poca pendenza fino alla successiva a destra oltre la quale torniamo a salire (m. 1835).
Percorriamo due tornanti destra-sinistra.
Un cartello segnala davanti il Passo Dordona e dietro Foppolo. Guadiamo un torrente (m. 1855).
Ora il sentiero, procedendo con poca pendenza, disegna un semicerchio verso sinistra.
Su di una palina, un solo segnavia indica davanti il Passo Dordona con il sentiero pedonale a ore 0.45 (m. 1870).
Riprendiamo a salire. Aggiriamo alla sinistra una placca rocciosa (m. 1890).
Proseguiamo in modo abbastanza ripido. Passiamo sotto ai cavi dell'alta tensione.
Dopo un tratto su fondo roccioso torniamo a camminare su sentiero sterrato e quasi in piano percorriamo un tornante destrorso (m. 1900).
Riprendiamo a salire. Il sentiero scorre tra due linee di tralicci che reggono i cavi dell'alta tensione. Un torrente scorre in basso a sinistra in
una gola.
Percorriamo una curva a sinistra.
Subito dopo ne percorriamo un'altra a destra passando sopra ad una placca rocciosa.
Continuiamo con due tornanti destra-sinistra vicini tra loro e transitando sotto alla linea dell'alta tensione di destra (m. 1920).
Dopo alcuni passi quasi in piano riprendiamo a salire.
Il sentiero si sdoppia e dopo una diecina di metri si ricompone (m. 1925).
Percorriamo un tornante sinistrorso subito seguito da uno destrorso all'interno del quale c' un larice (m. 1935).
Continuiamo con un ampio tornante sinistrorso.
Con poca pendenza superiamo un tratto incassato e riprendiamo a salire.
Dopo una curva a destra proseguiamo con poca pendenza. Alla sinistra scorre un torrente (m. 1955).
Quasi in piano, lo guadiamo mentre passiamo sotto ai cavi dell'alta tensione.
In leggera salita, giriamo a destra, seguendo i tralicci. Vediamo il segnavia 202 su di una pietra.
Percorriamo un tratto in salita.
Proseguiamo con poca pendenza. Alla sinistra ci sono alcune rocce (m. 1975).
Attraversiamo un rivolo.
Torniamo a salire lasciando alla destra uno dei tralicci.
Continuiamo con due curve sinistra-destra vicine tra loro (m. 2015).
Dopo un'altra curva a destra, subito percorriamo un ampio tornante sinistrorso (m. 2025).
Ora alla destra scorre un ruscelletto.
Quasi in piano scavalchiamo un rivolo (m. 2035).
Attraversiamo un piccolo avvallamento erboso. Davanti vediamo la piccola croce che indica il passo.
Aggiriamo alla sinistra una pozza oppure una zona acquitrinosa, secondo la stagione.
Proseguiamo dapprima in leggera salita e poi quasi in piano passando sotto ai cavi dell'alta tensione.
Percorriamo un tratto in leggera salita con delle rocce alla sinistra.
Continuiamo quasi in piano attorniati da alcune pietre (m. 2055).
Passiamo accanto ai ruderi della chiesetta di San Sisto, completamente crollata.
Un segnavia indica dietro il sentiero pedonale per Foppolo fin qui percorso.
Siamo arrivati al Passo Dordona, il punto pi alto della nostra escursione. Di fronte abbiamo la Val Madre in fondo alla quale troneggia il Monte
Disgrazia (m. 3678). I segnavia indicano davanti con il percorso 211: Val Madre, Rifugio Dordona, Incrocio Gran Via delle Orobie a ore 0.10. Alla
sinistra ci sono gallerie e trincee della Linea Cadorna risalenti alla prima guerra mondiale; al centro c' una madonnina e dalla destra vediamo
arrivare la sterrata che avevamo lasciato all'inizio del nostro cammino.
Con pochi passi verso destra ci immettiamo sulla sterrata e troviamo altri segnavia che indicano: Passo Dordona 2061 m; dietro con il percorso 203:
Lago delle Trote a ore 1.30, Monte Bello a ore 1.50, Passo della Croce incr. 208 a ore 2.
Il rifugio ben visibile davanti, sotto di noi. Proseguiamo diritto con la sterrata e iniziamo a scendere.
Poco dopo con un tornante giriamo a sinistra.
Troviamo sorgenti, cascatelle e vari rivoli d'acqua che scendono dalla montagna alla sinistra e attraversano la strada, quasi sempre scorrendo tra
delle canaline di legno o passandole sotto.
Per un po' un tubo nero ci accompagna alla sinistra (m. 2015).
Pi avanti percorriamo un tratto in leggera salita (m. 1995).
Continuiamo quasi in piano e troviamo il sentiero 201/A che si stacca a sinistra (m. 2010). I segnavia indicano in quella direzione: Passo dei Lupi a
ore 1, Laghi Porcile a ore 2, Passo Tartano a ore 2.30.
Torniamo a scendere e dopo aver percorso due tornanti destra-sinistra, raggiungiamo il rifugio.
Descrizione
Il rifugio Dordona si trova a 1.960 m di altitudine, più basso dell’omonimo Passo, ma sul versante valtellinese, in Comune di Fusine (Sondrio). Fa parte del Parco delle Orobie Valtellinesi. Il paese di Fusine fin dall’antichità era conosciuto per la lavorazione del ferro, come testimonia il suo nome e la trasformazione di questo in attrezzi agricoli per boscaioli ed anche in strumenti chirurgici. L’edificio è stato costruito nel 2004 su un preesistente ricovero per animali, infatti la zona è di pascolo sia per ovini che per bovini. Il sentiero delle Orobie Occidentali fa proprio tappa qui (Ca’ San Marco – Balicco – Dordona, oppure più breve San Simone – Dordona), passando dal Passo Tartano e dai laghi di Porcile. Una strada agrosilvopastorale collega Foppolo con Fusine passando proprio dal rifugio, la strada è percorribile da mountain bike, moto e jeep. L’attuale permesso per l’utilizzo della carrozzabile è di 3 euro, acquistabile nelle due località; esiste anche un taxi jeep che da Foppolo porta al rifugio Dordona e ritorna. Per chi sale a piedi, un bel sentiero antico sale da Foppolo tra pascoli in una zona ricca di flora e di fauna ed in circa un’ora e 30 si giunge alla meta. Passando dal Passo Dordona si possono osservare i resti di costruzione della Prima Guerra Mondiale: trincee, polveriere, cunicoli e postazioni di osservazione. Queste fortificazioni difensive furono costruite come seconde linee e non vennero mai usate perché il fronte rimase molto lontano. Il rifugio è aperto da giugno a novembre, l’apertura e la chiusura sono variabili perché dipendono dalle condizioni della neve. Al Dordona troverete un’ottima accoglienza, si può pernottare (20 posti letto), vi è il bar e il ristorante (70 coperti più l’esterno), la cucina è curata ed attenta ai piatti della tradizione locale, si privilegia l’utilizzo dei prodotti del territorio. La struttura è base per ulteriori escursioni, si trova in una conca naturale, immersa nel silenzio rotto solo dai richiami degli animali e in lontananza si stagliano le cime delle Alpi Valtellinesi con albe e tramonti affascinanti.
Link utili
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