Bivacco Due Aceri

Come arrivare · Comunità Montana Parco Alto Garda bresciano, Lombardia · 1562 m · capanna / riparo

Scheda rifugio su MyBlaze

Informazioni pratiche

Tipologia
capanna / riparo
Quota
1562 m
Regione
Lombardia
Localita
Malga Valle
Comune
Comunità Montana Parco Alto Garda bresciano

Meteo

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Come arrivare al Bivacco Due Aceri

Il Bivacco Due Aceri situato sul versante sud del Monte Pizzocolo (m. 1581), poco sotto la vetta dalla quale si gode una splendida vista panoramica a 360 gradi sulla cerchia alpina, sul Lago di Garda, sul Lago di Valvestino e sulle vallate sottostanti. Poco sopra il rifugio c' una cappellina, sempre aperta (nella quale si celebra la S. Messa la terza domenica di giugno alle ore 11). Sulla vetta ci sono una croce e un' asta alla quale sono stati infissi alcuni tubicini. Su ognuno di essi scritto il nome della montagna verso la quale puntato: G.P. Brenta (m. 3150), M. Corno (1954), M. Caplone (m. 1976), Adamello (m. 3534), Telegrafo (m. 2200), Car Alto (m. 3462), M. Manos (m. 1517), Presanella (m. 3356), M. Zingla (m. 1497). Costruito sui ruderi di una costruzione militare risalente alla prima guerra mondiale, il bivacco formato da un solo locale. Contiene un camino, due tavoloni con relative panche, e una cassetta di pronto soccorso. Una scala a pioli attaccata a una parete conduce ad un soppalco. Non ci sono brande e coperte. Primo itinerario: dal Palazzo di Archesane (sentieri 2-5) Lasciamo l'autostrada A4 al casello di Brescia Est (Km. 228.8) e prendiamo la Statale 45 Bis Gardesana Occidentale. Tra le gallerie che precedono Sal ignoriamo l'uscita per Madonna di Campiglio (km. 65.7). Un paio di chilometri dopo il termine della gallerie arriviamo a Sal (km. 68). Successivamente seguendo il lago attraversiamo Gardone, Fasano e Maderno. A Toscolano, giriamo a sinistra subito dopo il ponte sull'omonimo torrente, in direzione di Gaino. All'inizio di Gaino, voltiamo a destra e subito dopo a sinistra. Attraversiamo il paese e ci dirigiamo verso la Valle delle Cartiere. Superiamo due ponti sul torrente Toscolano. La strada diventa sterrata. Oltrepassiamo una santella e arriviamo al bivio di Maern chiamato localmente "vie che spart" (m. 550). Proseguiamo sulla sinistra con una stradina nel bosco che alterna tratti sterrati ad altri con il fondo in cemento ignorando tutte le possibili deviazioni che generalmente conducono verso delle baite isolate. Dopo circa tre chilometri, percorsi parte in piano e parte in leggera salita, arriviamo al Palazzo di Archesane (m. 816) dove termina la strada. Lasciamo l'auto nel vasto parcheggio. Un cartello indica se il Rifugio Pirlo chiuso o aperto. Superato l'edificio attraversiamo dei prati con bella vista sul M. Pizzocolo alla nostra sinistra. In leggera salita raggiungiamo un'area pic-nic con tre tavoloni e relative panche in legno. C' anche una bacheca con un cartellone che parla degli alberi della zona. Ignoriamo una deviazione e continuiamo sul percorso principale che diventa pi ripido. Da questo punto in avanti, di tanto in tanto, troveremo accanto ad alcuni alberi un cartello che ne indica il nome e le principali caratteristiche; si tratta di una iniziativa senz'altro utile e meritevole. Il primo cartello parla del faggio (fagus sylvatica); poco dopo infatti entriamo in una faggeta. Un altro cartello indica un acero montano (acer pseudoplatanus). Ora la pendenza diminuisce un poco. Troviamo un olmo (ulmus glabra) sulla sinistra e poi un frassino maggiore (fraxinus excelsior) in uno slargo sulla destra accanto ad una vasca. E' poi la volta di un carpino nero (ostrya carpinifolia). Pi avanti un cartellone parla degli alberi della zona: acero, frassino, olmo, evonimo, lonicera, agrifoglio (m. 1000). Il bosco qui composto prevalentemente da faggi. Superiamo in successione due tratti con uno steccato alla nostra destra, poi il cammino si fa pi ripido. Raggiungiamo il Doss de Montagn (m. 1080). A sinistra c' uno slargo con tavoli e panche; a destra invece viene indicato il Sentiero Forestale della Valle Archesane che con un ampio giro ritorna al Palazzo di Archesane (ore 1.10). Passiamo sotto i cavi dell'alta tensione e raggiungiamo una sbarra di colore verde che troviamo aperta. Successivamente arriviamo al Passo Spino (m. 1154). Lasciamo il percorso che continua verso il Rifugio Pirlo e deviamo a sinistra per imboccare il n. 5 verso il Pizzocolo. Il primo tratto in piano. Pi avanti riprendiamo a salire dapprima con poca pendenza. Poi, in modo pi ripido superiamo un paio di tornanti. Percorriamo un tratto in leggera salita superando un altro tornante. La pendenza aumenta e con un altro tornante e un traverso raggiungiamo il Passo delle Merle dove troviamo il percorso descritto nel secondo itinerario che arriva da destra. I segnavia indicano: Loc. Le Merle - Dos delle Prade m. 1352; a sinistra: n. 5 Pizzocolo; a destra: n. 23 Pirello e S. Urbano; dietro: n. 5-8 Passo Spino e Rifugio Pirlo Andiamo a sinistra e superiamo i ruderi di alcune costruzione militari risalenti alla prima guerra mondiale. Sulla destra il panorama spazia sulla parte meridionale del lago di Garda. Torniamo a salire. Dopo un tornante a sinistra (m. 1380) troviamo una ripida scorciatoia che sale a destra tagliando il successivo tornante. Possiamo seguirla o continuare, meno faticosamente, con la stradina che rientra nel bosco e percorre un tornante a destra. Usciti dal bosco ritroviamo la scorciatoia che si immette da destra. Continuiamo a mezza costa, in leggera salita, con bella vista sul lago. Poi, in piano, superiamo un gruppo di faggi secolari e raggiungiamo una casamatta ben ristrutturata, risalente alla guerra 15-18. Sotto la tettoia, davanti all'edificio, ci sono un tavolone e relative panche. Continuiamo a mezza costa tra i prati e, dopo una curva a sinistra, ci abbassiamo di una ventina di metri (m. 1469). Un sentiero sale da destra e i segnavia indicano diritto: n. 5 Cima Pizzocolo; dietro: n. 5 Passo Spino, Pirlo, Pirello; a destra: n. 11-6 Malga Valle, S. Urbano, Sanico. Riprendiamo a salire tra erba, massi e radi alberelli. La stradina ora ridotta a sentiero. Le rocce alla nostra sinistra presentano alcuni strani solchi dovuti all'erosione della pioggia sul calcare. Troviamo una madonnina in un anfratto tra le rocce sulla sinistra. Poco dopo raggiungiamo il bivacco.

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