Rifugio Federici-Marchesini al Pagarì

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Rifugio Federici-Marchesini al Pagarì

Come arrivare · Entracque, Piemonte · 2650 m · Rifugio

Scheda rifugio su MyBlaze

Informazioni pratiche

Tipologia
Rifugio
Quota
2650 m
Posti letto
25
Regione
Piemonte
Localita
Ghiacciaio del Pagarì, Entracque CN
Comune
Entracque
Servizi
Acqua calda, Disponibilità docce, Elettricità, Ristorante, Acqua, Accessibilità famiglie con bambini, Pagamento POS, Defibrillatore, Presidio culturale

Meteo

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Contatti

Come arrivare al Rifugio Federici-Marchesini al Pagarì

Da Cuneo si procede per Borgo San Dalmazzo. All’uscita da Borgo, si imbocca la Valle Gesso, che si risale fino all’abitato di Valdieri, oltre il quale la direzione è quella di Entracque. Prima di giungervi, si svolta a destra, seguendo la strada per San Giacomo. Su un piazzale a 1225 metri si affacciano le abitazioni di San Giacomo di Entracque , tra le quali la Baita monte Gelàs offre le possibilità di pernottamento, ristorazione, bar e panini da asporto (famiglia Gerbino, tel. 0171 978704). L’auto si può lasciare nel piccolo posteggio prima del ponte, 1210 metri, oppure in uno dei due a pagamento. D’estate la baita monte Gelàs gestisce la foresteria di San Giacomo, che dispone di 25 posti letto in camere da 2 e da 6 letti. È presente anche un campeggio leggero, “Sotto il faggio”) Itinerario di salita (tratto dal libro Rifugio Pagarì, storia ed itinerari – a cura di Pittavino Aladar, gestore del rifugio). A San Giacomo ha origine una rotabile asfaltata, con accesso permesso solo a piedi, che sale alle ex Palazzine di Caccia del re, 1250 metri (10 min.). La rotabile passa in mezzo alle palazzine, ove diviene sterrata, per risalire il Vallone di Monte Colomb. Con ampi tornanti si giunge al Gias dell’Aiera, 1345 m (25 min.), ove si oltrepassa su ponte il torrente, che raccoglie le acque di diversi vallonetti. Con larghe svolte, o con un paio di eventuali scorciatoie, si risale la costola che conduce al dosso di quota 1405 m (35 min.), ove termina il bosco e si lascia in alto alla propria sinistra una baita. Passato un piccolo rivo, si scende al verde pianoro di Prà del Rasour , 1395 m (40 min.). Atraversato l’intero piano erboso, si giunge al Gias Sottano del Vei del Bouc, 1435 m (1 ora), con palina, ove sulla sinistra si trascura il sentiero che sale al Lago del Vei del Bouc. Qui termina anche la strada sterrata. L’ampio sentiero, che prosegue sulla destra, assume il nome di M13 e, attraversando il torrente su un ponticello in legno, si sposta sulla sinistra idrografica del vallone. Passando nei pressi del Gias Colomb, 1445 m, si riprende a salire, gradatamente; nei pressi di una palina, 1500 m (1 ora e 25 min.), si lascia sulla destra il sentiero che risale al Bivacco Moncalieri. Si prosegue poi fino al Rio Pantacreus , 1530 m (1 ora e 30 min.) ove si guada su pietre (o se necessario su ponticello in legno). Si prosegue in ambiente di pascolo in mezzo a grossi massi, innalzandosi progressivamente dal torrente Gesso, fino ad abbandonarlo definitivamente, nei pressi di una palina, 1555 m (1 ora e 35 min.): Gias del Peirabroc. Qui si volge decisamente a destra, lasciando sulla sinistra una diramazione che prosegue sul fondo del vallone. Più in alto le ampie serpentine si fanno maggiormente serrate ed il sentiero è sorretto dai muretti in pietra a secco che superano un costone roccioso a quota 1770 m. La mulattiera si addentra in un boschetto e conduce ad un piccolo corso d’acqua sorgivo, il Rio del Gias Sottano del Muraion , 1820 m (2 ore e 15 min.). Risalendo il pendio di arbusti, si oltrepassa un altro piccolo corso d’acqua, spesso asciutto, il Rio della Cascata Azzurra , 1925 m (2 ore e 30 min.). Si punta ora in alto verso l’evidente muraglione a secco sul quale poggia il sentiero: è questo il Passo Sottano del Muraion , 2030 m (2 ore e 50 min.). Se si guarda dal passo del Muraion la cascata che il Rio della Cascata Azzurra genera poco verso valle del passo stesso, si può notare che dalle 9 alle 10 circa delle giornate di sole, in caso di copiosa acqua fluente dalla cascata, si percepisce un evidente arcobaleno per effetto della vaporizzazione; effetto che mi ha portato a soprannominare Rio della Cascata Azzurra questo rio finora senza nome. Oltre il Passo il vallone diventa ampio ed aperto, 2050 m. Si passa un corso d’acqua sorgivo, la Fontana dell’Asino , 2070 m (3 ore), e si perviene in breve ai resti del Gias Soprano del Muraion, 2105 m (3 ore e 10 min.), anche noto come Gias dell’Asino . Proseguendo, il sentiero passa un altro ramo d’acqua, il Rio Pagarì , 2175 m (3 ore e 15 min.) con acque non potabili. Un ultimo ramo d’acqua a quota 2235 m (3 ore e 35 min.), e ci si avvicina sempre più alla morena del Ghiacciaio del Peirabroc, sotto la quale si incontra il bivio di quota 2300 m (3 ore e 40 min.). Trascurata ora a sinistra la traccia per il Lago Bianco o per il Colle dell’Agnel, si devia decisamente a destra. Si continua per serpentine, dapprima molto ampie, poi più fitte e più ripide. Il sentiero termina in prossimità di un grosso mucchio di pietre ben accatastate, sul quale è issato un imponente pennacchio. A poche decine di metri, su un piccolo promontorio roccioso e dominato verso O dall’imponente parete N-E della Maledia, sorge il Rifugio Federici – Marchesini al Pagarì, 2650 m (4 ore e 45 min.;diff. E).

Descrizione

Per prenotazioni rivolgersi esclusivamente a [email protected] oppure, dal 15 giugno al 30 settembre, allo 0039 0171978398

Link utili

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