Rifugio Garelli

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Rifugio Garelli

Come arrivare · Chiusa di Pesio, Piemonte · 1970 m · Rifugio

Scheda rifugio su MyBlaze

Informazioni pratiche

Tipologia
Rifugio
Quota
1970 m
Posti letto
12
Regione
Piemonte
Localita
Località Pian Del Lupo, Chiusa di Pesio (CN)
Comune
Chiusa di Pesio
Servizi
Acqua calda, Elettricità, Ristorante, Acqua, Accessibilità famiglie con bambini, Accessibilità mountain bike, Animali domestici ammessi, Pagamento POS, Defibrillatore, Presidio culturale, Vendita sacco lenzuolo, Acqua all'esterno, Punti ricarica in camera

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Come arrivare al Rifugio Garelli

Itinerario 07.27 , Itinerario 07.04 , Itinerario 07.07 Da Pian delle Gorre (1032 m, ove si trovano il Rifugio Pian delle Gorre e un'ottima fontana) 2 si prende la sterrata chiusa al traffico (segnavia H06 all'inizio, poi H01) che si inoltra nel Vallone del Saut (o Vallone del Salto ) in direzione sud-est, in un bosco misto di latifoglie ed abeti bianchi. Il Rifugio Pian delle Gorre Informazioni, curiosità e notizie storiche, sono disponibili alla pagina del Rifugio Pian delle Gorre . Si lascia una prima traccia (non segnalata e non evidente) a sinistra per il Pian del Creus , poi si passa un ponte in muratura a fianco di una fragorosa cascatella, si ignora una pista sterrata a destra e si tralascia anche sulla sinistra il bivio (segnalato) per il Pian del Creus e il Vallone di Serpentera (segnavia H06). Si prosegue diritti in modesta pendenza fino alla località nota come " Il Saut ", dove la strada forma un piccolo slargo. Qui si trascura la mulattiera che prosegue diritta verso il Gias degli Arpi ed il Colle del Prel (segnavia H10B) e si imbocca sulla sinistra la mulattiera per il Rifugio Garelli ed il Vallone di Sestrera (segnavia H01). La mulattiera sale subito ripida con numerosi tornanti, in un fresco bosco di abete bianco misto a latifoglie. Quando finalmente spiana leggermente, si lascia sulla sinistra il bivio con il sentiero che porta a Pian del Creus , si attraversa un rio su ponticello in legno 8 e si perviene al Rifugio Sestrera sottano (già Gias sottano di Sestrera , 1341 m, 0:55 - 1:05 ore da Pian delle Gorre , fontana) 6 . Il Rifugio Sestrera sottano Informazioni, curiosità e notizie storiche, sono disponibili alla pagina del Rifugio Sestrera sottano . L'edificio, recentemente riattato, è ubicato al margine di una piccola radura dalla quale si iniziano ad osservare le imponenti pareti rocciose del Massiccio del Marguareis . Qui il sentiero si divide: si trascura il ramo di destra per il Vallone del Marguareis , e sale a sinistra. Ci si innalza su un sentiero tortuoso ma agevole, in un fitto bosco di faggi e abeti bianchi 4 , con questi ultimi a prendere il sopravvento all'aumentare della quota. Trascurata una diramazione a sinistra con l'esile sentierino per il Gias della Costa , numerosi altri tornanti conducono fuori dal bosco. Si continua in salita, con stretti zig-zag fra arbusti di ontani e rododendri, fino al ripiano pascolivo sede del Gias soprano di Sestrera (1847 m, 1:20 - 1:30 ore dal Gias sottano di Sestrera , fontana). Presso la malga si ignora a sinistra il sentiero proveniente dal Gias della Costa e si prosegue l'ascesa tra pascoli e bassi arbusti 5 . Un'ultima serie di tornanti porta infine sul dosso su cui sorge il Rifugio Garelli (1966 m, 0:20 ore dal Gias soprano di Sestrera ) 7 , ai margini del Pian del Lupo . Il Rifugio Garelli Informazioni, curiosità e notizie storiche, sono disponibili alla pagina del Rifugio Garelli . Il fitodepuratore (quasi) più alto d'Europa Tra il 2013 e il 2014 è stato realizzato al Rifugio Garelli un fitodepuratore per il trattamento delle acque reflue. Il progetto, finanziato grazie al Programma Europeo ALCOTRA, aveva come obiettivo la messa a norma della depurazione delle acque reflue di due strutture ricettive localizzate in ambienti di grande valore naturale e paesaggistico. La sperimentazione mirava a sviluppare tecniche di fitodepurazione in alta quota in grado di riprodurre artificialmente i naturali processi autodepurativi di zone umide come stagni, laghi e habitat ripariali dei corsi d'acqua. Il Parco del Marguareis ha scelto come beneficiario della sperimentazione il Rifugio Garelli , con la costruzione di 5 vasche di decantazione delle acque del rifugio al cui interno sono state messe a dimora alcune specie di piante autoctone, selezionate dopo una preliminare attività di ricerca e di sperimentazione per valutarne l'efficacia di depurazione. L'azione delle piante, infatti, insieme a quella dei microrganismi presenti sulle radici e nel suolo, favorisce il naturale riciclo della sostanza organica e la depurazione dell'acqua proveniente dagli scarichi umani del rifugio. Nel corso dell'estate 2014 il sistema è stato sottoposto a un attento monitoraggio, sia nel suo funzionamento tecnico che negli effetti depurativi sulle acque, mediante una serie di puntuali analisi batteriologiche. Il risultato è stato all'altezza delle aspettative: le piante messe a dimora prima dell'inverno si sono mantenute e sviluppate come da programma, e gli scarichi del rifugio - delle cucine così come dei servizi igienici - sono stati depurati in modo naturale e riconsegnati alla terra nella migliore della loro condizione. Un sistema che il Parco del Marguareis mette al servizio anche di altri progetti di intervento su insediamenti umani non serviti da reti fognarie, perché sostenibile, a basso costo di realizzazione e funzionamento, a consumo energetico praticamente nullo e capace di garantire la rinaturazione e il recupero di zone umide in aree di pregio biologico e paesaggistico. Per gli amanti delle statistiche, il primato di fitodepuratore più alto d'Europa se lo aggiudicherà l'impianto di Plan des Fontainettes, località turistica a 2.093 metri, presso il Lac du Mont Cénis, in Francia, realizzato nell'ambito dello stesso progetto. [Parco del Marguareis, Fitodepurazione in alta quota] Le stazioni botaniche alpine Clarence Bicknell e Danilo Re A breve distanza dal Rifugio Garelli e nei pressi del Laghetto del Marguareis , distante una ventina di minuti, sono state allestite due importanti stazioni botaniche alpine, impostate come dei giardini-riserva della biodiversità; custodiscono e valorizzano rari habitat alpini e dove sono collezionate molte entità vegetali, tra le più significative delle Alpi Liguri e Marittime. In aiuole realizzate per riprodurre i principali ambienti di montagna, sono osservabili più di 500 specie alpine, alcune rarissime, considerate dagli appassionati veri gioielli botanici della flora delle Alpi. Pannelli illustrativi che descrivono i vari ambienti 3 , e le specie botaniche facilmente riconoscibili grazie alla denominazione scientifica riportata sulle targhette, offrono un'opportunità unica sia agli appassionati che ai semplici curiosi. La stazione a monte del Laghetto del Marguareis , distante circa 20 minuti dal Rifugio Garelli , era dedicata a " Danilo Re ", guardiaparco deceduto in servizio e grande promotore della ricerca botanica su queste montagne. Ubicata in un contesto paesaggistico meraviglioso, la stazione si estendeva su circa 8.000 mq, in parte su rocce silicee e in parte su rocce calcaree, consentendo di osservare molti habitat e specie. I pascoli calcicoli che la contornano, per ricchezza di colori e biodiversità, possono essere considerati tra i più interessanti del paesaggio alpino, mentre la notevole presenza di rocce calcaree cosiddette "fratturate" evidenzia la presenza di un habitat considerato di interesse comunitario prioritario dall'Unione Europea. Molte le specie rare ed endemiche delle Alpi Liguri e Marittime ospitate, quali Raponzolo delle Alpi Marittime (Phyteuma cordatum), Primula di Allioni (Primula allionii), Eliantemo ligure (Helianthemum lunulatum), Iberide nana (Iberis aurosica subsp. nana) e Berardia (Berardia subacaulis). La difficoltà di manutenzione e la mancanza di fondi adeguati hanno purtroppo portato al progressivo abbandono della stazione. La stazione botanica " Clarence Bicknell " 1 , situata nelle immediate vicinanze del Rifugio Garelli , omaggia nel nome un celebre esploratore botanico inglese, autore di importanti studi condotti tra il 1800 e il 1900 sulla flora delle Alpi Liguri e Marittime; attivo in Valle Pesio per circa trent'anni, è conosciuto anche come primo catalogatore delle incisioni rupestri del Monte Bego nella Valle delle Meraviglie. Circondata da pascoli e arbusteti a Rododendro (Rhododendron ferrugineum) e Ginepro (Juniperus communis), la stazione si estende su oltre 10.000 mq e ospita una torbiera naturale, habitat rarissi Fonte indicazioni: https://www.alpicuneesi.it/itinerari/vallepesio/0727.htm https://www.alpicuneesi.it/itinerari/vallepesio/0704.htm https://www.alpicuneesi.it/itinerari/vallepesio/0707.htm

Descrizione

A quota 1970 msl. il Rifugio Garelli è un ottimo punto di partenza per molte vie alpinistiche ed escursionistiche, ma anche come meta di gite in giornata. La gestione con più di 40 stagioni da parte della famiglia Colombo, offre un accoglienza adatta sia ad alpinisti che a gruppi e famiglie. La cucina propone piatti tipici della tradizione gastronomica di questo bellissimo territorio a cavallo tra il Piemonte e la Liguria . la posizione strategica del rifugio lo rende ideale anche per traversate più lunghe in quanto posto tappa GTA e punto accoglienza Sentiero Italia Cai.

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