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Rifugio Lecco
Come arrivare · Barzio, Lombardia · 1780 m · Rifugio custodito
Scheda rifugio su MyBlaze
Informazioni pratiche
Tipologia
Rifugio custodito
Quota
1780 m
Posti letto
20
Regione
Lombardia
Localita
Vallone dei Camosci
Comune
Barzio
Meteo
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Come arrivare al Rifugio Lecco
Il Rifugio Lecco situato nella parte superiore dei Piani di Bobbio, ai piedi dello Zuccone Campelli e all'inizio del Vallone dei Camosci.
Primo itinerario: da Barzio
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova S.S. 36 dir che sale in Valsassina.
Giunti alla rotonda di Ballabio, all'uscita dell'ultima galleria, continuiamo diritto con la provinciale 62 che percorre il fondovalle. Al Colle del Balisio troviamo una prima deviazione a destra per Barzio.
Conviene comunque proseguire per un altro paio di chilometri fino a trovare la seconda deviazione con la quale raggiungiamo il paese.
Prendiamo poi a sinistra Via Milano e proseguiamo fino ad una rotonda dove giriamo a sinistra. Da questo punto sufficiente seguire i cartelli con il fondo marrone che indicano la funivia.
Passando per Via Bergamini, Via Arola, Via Todeschini e Via S. Eustacchio raggiungiamo il vasto parcheggio che precede la stazione a valle dell'impianto di risalita (m. 810).
Qua giunti possiamo prendere l'ovovia che sale ai piani di Bobbio (m. 1640), risparmiandoci la fatica di 830 metri di dislivello. Ricordo per che l'ovovia in
funzione solo durante l'estate e l'inverno e che dovremo essere di ritorno per le 17. Il costo del biglietto di sola andata di 8 euro, A/R 13 euro, parcheggio 3 euro.
Possiamo anche compiere l'intero percorso a piedi utilizzando una stradina che parte sulla destra subito prima del parcheggio, come di seguito descritto.
Lungo il cammino incroceremo diverse volte una pista da sci e un percorso " downhill " che potrebbe sembrare una scorciatoia. E' opportuno rimanere sempre sulla
stradina per evitare di venire travolti da qualche ciclista che scende in picchiata.
La stradina agro-silvo-pastorale chiusa da una stanga di colore verde che impedisce il transito ai mezzi non autorizzati (m. 825).
Un grande pannello rettangolare segnala tutti i posti di ristoro presenti ai Piani di Bobbio con i corrispettivi numeri telefonici e informa se sono chiusi aperti: Centro Fondo Ristorante, Rifugio
Campelli , Rifugio Lecco, Rifugio Stella , Martino Sport Ristorante, Rifugio Gran Baita , Rifugio
Ratti Cassin , Risto Funivia, Rifugio Buzzoni , Rifugio Grassi , Rifugio Sora , Risto-Self Il Cacciatore. Un
cartello segnala l'agriturismo Al Pascolo ed un altro parla della Falesia di Masone.
Ci incamminiamo in leggera salita tra gli alberi. Inizialmente il fondo acciottolato.
Dopo pochi passi ignoriamo un sentiero che si stacca alla destra.
Presso una curva verso sinistra, con il fondo in cemento attraversiamo un torrente che troviamo privo di acqua (m. 840).
Transitiamo sotto all'ovovia. Alla sinistra, pi in basso, vediamo la stazione a valle e il parcheggio.
Percorriamo un ampio tornante destrorso e continuiamo in salita.
Poco dopo alla destra troviamo una grotta e vediamo il segnavia 19 a bandierina dipinto su di una roccia (m. 855).
Proseguiamo con poca pendenza superando due semicurve destra-sinistra. Dalla sinistra sale un sentiero. Alla destra, oltre un prato, il cui accesso chiuso da una recinzione in legno e da una sbarra
rossa, vediamo una vecchia casa. Ora il fondo in cemento (m. 880).
Tre cavi della corrente attraversano obliquamente da sinistra a destra sopra alla stradina (m. 890).
Alla sinistra ci accompagna un muro di pietre a secco (m. 900).
Nel prato alla destra vediamo una casa (m. 910).
Su di una roccetta alla sinistra stato dipinto il segnavia 19 a bandierina.
Alla sinistra, poco pi in alto, vediamo una stalla in un prato.
I tre cavi della corrente ripassano sopra alla stradina e terminano alla sinistra. Continuiamo quasi in piano. Alla destra c' un'altra vecchia casa (m. 915).
Camminando tra due staccionate di legno arriviamo ad una biforcazione (m. 920). Alla destra c' una casetta; poco pi in alto a sinistra un baitello di legno.
Nel punto in cui le due strade si dividono troviamo una santella contenente un affresco raffigurante la Sacra Famiglia e una fontana l'acqua della quale cade in una pietra scavata.
Due cartelli indicano a sinistra il Rifugio Buzzoni a ore 2.20 e l'agriturismo Al Pascolo a 1 minuto. Un altro segnavia, sistemato un poco pi avanti, indica sempre a sinistra il sentiero 19 per il
Passo di Nava, il Rifugio Buzzoni e il Passo del Gandazzo a ore 2.15. Prendiamo invece la sterrata alla destra che inizialmente costeggia una recinzione, fatta con paletti di legno e due cavi,
oltre la quale c' un prato.
Subito ignoriamo un sentiero che si stacca alla destra e sale nel bosco.
Alla destra troviamo un tombino-pozzetto (m. 935).
Percorriamo due semicurve sinistra-destra e riprendiamo a salire. Alla sinistra ci sono sei pali, ricurvi nella parte alta, che nella stagione invernale sorreggono una rete di protezione per gli
sciatori; questo significa che la sterrata nel periodo invernale diventa una pista da sci.
Alla destra troviamo un altro tombino-pozzetto.
Accompagnati alla sinistra da altri dodici pali, lasciamo a destra una cascina (m. 960).
Subito dopo un ruscello attraversala la sterrata. La sua portata limitata da un muretto che l'acqua attraversa passando in alcuni fori.
Raggiungiamo un bivio (m. 980). Una pista inerbita continua diritto in salita mentre la sterrate effettua un tornante destrorso molto ampio. I segnavia indicano a destra i Piani di Bobbio.
Da questo punto in avanti risaliremo la Val Corda con vari tornanti al fresco del bosco, che non sempre copre interamente la sterrata e, in alcuni punti, lascia delle aperture che consentono
di vedere la vallata.
Continuiamo in leggera salita.
Presso una curva verso destra, un ruscello attraversa la sterrata su di un letto in cemento.
Dopo pochi passi quasi in piano ignoriamo una stradina che sale a sinistra e continuiamo con poca pendenza.
Un sentiero che arriva dalla sottostante cascina si immette dalla destra. Proseguiamo in salita (m. 985).
Ignoriamo una sterrata che sale a sinistra (m. 1015).
Proseguiamo quasi in piano. Subito dopo, sempre alla sinistra, troviamo una grotta chiusa da un'inferriata dalla quale esce un rivolo d'acqua che passa in una vasca rotonda e attraversa la sterrata
bagnandola.
Continuiamo con poca pendenza.
Proseguiamo in salita. Ora il fondo in cemento ed attraversato da alcune cunette per lo scolo dell'acqua (m. 1020).
Dopo un tornante sinistrorso, ignoriamo una stradina che retrocede in salita verso destra e conduce ad una casa (m. 1055).
Percorriamo un lungo tratto durante il quale pieghiamo leggermente verso destra. Passiamo sotto a un cavo che poi continua in parallelo alla nostra destra tra gli alberi del bosco.
La pendenza aumenta (m. 1105).
Tra gli alberi alla sinistra riusciamo a vedere il fondo valle della Valsassina.
Uno dopo l'altro, troviamo due tronchi stesi a terra lungo il lato sinistra della stradina.
Il tratto in cemento termina e continuiamo su sterrato. La pendenza diminuisce un poco (m. 1125).
Dopo alcune diecine di metri percorriamo un tratto con il fondo in cemento (m. 1140) e torniamo a camminare su sterrato (m. 1170).
Superiamo una semicurva verso sinistra e vediamo, poco pi in alto alla destra, una parete di roccia verticale (m. 1180).
All'esterno di una semicurva verso destra c' un masso (m. 1190).
Continuiamo in leggera salita con delle serpentine appena accennate.
Riprendiamo a salire (m. 1210). A sinistra, pi in basso, vediamo tra gli alberi un'altra sterrata/pista ai lati della quale ci sono i pali ricurvi per le reti di protezione per gli sciatori.
Alla sinistra troviamo uno sgabello ricavato da un tronco segato e le fondamenta di un rudere (m. 1235).
L'altra sterrata che vediamo pi sotto si riduce a sentiero.
Proseguiamo con il fondo in cemento attorniati da erba e arbusti (m. 1250).
Il sentiero sale dalla sinistra, supera una passerella di legno e si immette sulla stradina cementata (m. 1270).
Subito percorriamo un tornante destrorso all'esterno del quale c' uno slargo e continuiamo in leggera salita su sterrato ignorando un sentiero che sale ripidamente a sinistra segnalato da una freccia
rossa (m. 1275).
Torniamo nel bosco e passiamo sotto ad un cavo (m. 1285).
Continuiamo in salita.
Con il fondo in cemento percorriamo un tornante sinistrorso ignorando un sentiero che prosegue diritto (m. 1300).
In leggera salita superiamo due semicurve destra-sinistra. Alla destra c' un muretto che fa da protezione e rallenta la discesa di un torrente (m. 1320).
Usciamo dal bosco e continuiamo attorniati da prati con bella vista sui monti e sul fondovalle.
Rientriamo nel bosco (m. 1335).
Superiamo una semicurva verso sinistra.
Con il fondo in cemento percorriamo un ampio tornante destrorso all'esterno del quale scende una pista. Dopo il tornante la strada torna sterrata (m. 1345).
Usciamo dal bosco e alla destra troviamo cinque pali di legno in fila ai margini della sterrata (m. 1355).
Continuiamo con un tornante sinistrorso ignorando un sentiero che prosegue diritto.
La sterrata ora pi larga.
Ignoriamo un sentiero che sale a destra con ripidi zig-zag verso una casa e continuiamo diritto rientrando nel bosco (m. 1375).
Presso una semicurva verso destra il fondo torna ad essere coperto dal cemento.
Percorriamo un tornante destrorso con vista panoramica sui monti (m. 1380).
Una stradina si stacca alla destra e dopo pochi passi in leggera discesa conduce alla cappella dedicata ai Caduti di Barzio (m. 1385). All'interno ci sono tre affreschi raffiguranti: il Crocefisso,
la Madonna degli Alpini e il Sacro Cuore accanto ad un soldato ferito.
Riprendiamo il cammino. Superiamo un tratto sterrato.
Con il fondo in cemento percorriamo un tornante sinistrorso ignorando un sentiero che prosegue diritto. Alla destra c' la pista e pi in alto vediamo la Baita degli Alpini di Barzio (m. 1400).
Proseguiamo in salita e presso il successivo tornante destrorso la troviamo in uno slargo sulla destra (m. 1410). Una scritta tricolore incisa nel legno dice: " Bivacco
Penne Nere -
Gruppo Alpini Barzio ". In realt non si tratta di un bivacco ma di una solida costruzione a tre piani, chiusa a chiave e pertanto non sempre disponibile per l'escursionista di passaggio.
Continuiamo in leggera salita con il fondo in cemento.
Al margine di sinistra della stradina troviamo un tronco steso a terra.
Proseguiamo in salita e presso una curva verso sinistra superiamo un ruscello che attraversa la stradina (m. 1435).
Torniamo a camminare su fondo sterrato. Percorriamo un tornante destrorso incassato tra una parete di roccia e il terreno (m. 1440).
Poco dopo passiamo sotto a un cavo.
Percorriamo una curva verso destra.
Una freccia rossa con la punta rivolta a sinistra segnala un sentiero che attraversa la stradina (m. 1455). Continuiamo diritto in leggera salita rientrando nel bosco, inizialmente composto da alberi radi.
Superiamo una semicurva verso destra.
All'esterno di un tornante sinistrorso c' una parete di roccia (m. 1480).
Continuiamo con una semicurva verso sinistra tra radi alberi.
Percorriamo un tornante destrorso ignorando un sentiero che retrocede verso destra in salita (m. 1490).
Per un tratto alla destra c' una parete scavata nella roccia.
All'esterno del successivo tornante destrorso troviamo nuovamente la pista. In alto vediamo la stazione a monte dell'ovovia (m. 1515).
Superiamo un tornante sinistrorso (m. 1525).
Percorriamo una semicurva verso destra molto ampia.
Continuiamo con una semicurva verso sinistra seguita da un tornante sinistrorso. Un sentiero sale dalla destra e continua diritto all'esterno del tornante (m. 1545).
Proseguiamo con un tornante destrorso. Alla sinistra c' una parete scavata nella roccia (m. 1565).
Subito ignoriamo un sentiero che sale a sinistra.
Percorrendo un tornante sinistrorso molto ampio usciamo dal bosco e, quasi in piano transitiamo sotto all'ovovia (m. 1580).
Continuiamo con poca pendenza, inizialmente tra le betulle e poi tra radi alberi. In alto a destra vediamo il Monte Orscellera e la seggiovia che lo risale fino in cima.
Quasi in piano percorriamo un tornante destrorso molto ampio (m. 1600) subito seguito da un tornante sinistrorso anch'esso molto ampio con il quale aggiriamo una pozza. Alla destra troviamo un
cartellone, intitolato " Sentiero Natura Pequeno ", che mostra una cartina della zona e le foto di alcuni alberi (abete, larice, faggio, maggiociondolo) e animali locali (capriolo, civetta,
donnola, lepre).
Davanti vediamo la stazione di arrivo dell'ovovia. Alla sinistra abbiamo un tapis roulant, terminato il quale continuiamo con un tratto quasi in piano e uno in leggera salita (m. 1625).
Raggiungiamo uno slargo sterrato (m. 1635). Ignoriamo la sterrata che scende a destra verso la stazione di partenza della seggiovia quadriposto Fortino e giriamo a sinistra verso la stazione di arrivo
dell'ovovia.
In basso alla sinistra vediamo una pozza.
Con pochissima pendenza percorriamo un tornante sinistrorso aggirando il Bar-Ristorante Martino.
Poco dopo, davanti al Risto Funivia, giriamo a destra (alla sinistra c' l'ovovia) e proseguiamo con il fondo in cemento seguendo l'ampia strada/pista in direzione est (m. 1640).
Alla destra c' una statua raffigurante Paolo VI. I segnavia indicano: Anello dei Campelli, Bocchetta dei Mughi ore 1.30,
Rifugio Lecco ore 0.45; Sentiero degli Stradini n. 30 per Artavaggio ore 1.45; sentiero n. 36 per il Passo del Toro e il Rifugio Grassi ; Rifugio Buzzoni (sent. 101) a ore 1; Rifugio
Sora .
Proseguiamo in leggera discesa e lasciamo a destra la stradina che sale al Rifugio Ratti Cassin , ben visibile pi in alto. La strada diventa sterrata.
Poco dopo sulla destra si stacca un'altra stradina. I segnavia indicano diritto: Rifugio Buzzoni a ore 1, Rifugio Grassi a ore 3, Miniera Valbona a ore 3.20;
a destra: Rifugio Lecco a ore 0.20, Sentiero degli Stradini per i Piani di Artavaggio a ore 2.15. Lasciamo il percorso principale che prosegue diritto e andiamo a destra.
Un cartello indica i Rifugi Sora e Campelli .
Quasi in piano percorriamo un'ampia semicurva verso destra tra radi alberi.
Lasciamo a destra una torretta in cemento.
Dopo una semicurva verso sinistra transitiamo sotto a una seggiovia biposto lasciandone a destra il pilone n. 3.
Continuiamo con poca pendenza. Ignoriamo un sentiero che scende a destra con protezioni ai lati e percorriamo una curva verso sinistra.
Su di una roccia alla sinistra leggiamo: " Non prendere i fiori. Grazie. "
Raggiungiamo il Rifugio Sora (m. 1670).
Quasi in piano passiamo alla sua destra. Davanti vediamo la chiesetta dei Piani di Bobbio.
Poco dopo incrociamo un'altra sterrata e proseguiamo diritto in leggera discesa. Alla destra ci sono un ristorante-paninoteca e una stradina che scende verso il Rifugio Campelli mentre in alto a
sinistra vediamo il Rifugio Gran Baita .
Continuiamo in leggera salita accompagnati alla sinistra da una seggiovia biposto oltre la quale vediamo la chiesetta. Alla destra tra i prati, un po' discosto dalla stradina ci sono il Rifugio
Stella
e una pozza (m. 1670).
Percorriamo una curva verso destra (m. 1710).
Con una curva verso sinistra aggiriamo alcune baite (m. 1720).
In salita, transitiamo sotto alla seggiovia. Continuiamo attorniati dai prati. Davanti verso destra, pi in alto, gi vediamo il Rifugio Lecco.
A questo punto possiamo proseguire seguendo la stradina che, dopo un tratto in salita con il fondo in cemento, gira a destra, torna pianeggiante e scende al rifugio.
Conviene per prendere una sterrata che si stacca alla destra quasi in piano. Dopo pochi passi la lasciamo per continuare con un sentiero in leggera salita che taglia nei prati alla sinistra in
direzione del rifugio (m. 1750).
In basso a destra vediamo un laghetto. Continuiamo in salita seguendo tracce di sentiero tra l'erba (m. 1765).
Ci affianchiamo ad un canale che scende con due file di pietre lungo le sponde e lo risaliamo tenendoci alla sua sinistra (m. 1770).
Raggiungiamo uno slargo. Dalla sinistra arriva la stradina che nell'ultimo tratto sterrata. Alla destra c' il Rifugio Lecco (m. 1780).
Dalla stazione a valle della funivia: dislivello m. 970 - tempo impiegato ore 2.30
Dalla stazione a monte della funivia: dislivello m. 140 - tempo impiegato ore 0.30
Descrizione
La nostra quotidianità è vivere a 1780m e cucinare polenta e stinco! Il rifugio a conduzione famigliare è situato ai Piani Di Bobbio ai piedi del gruppo dei Campelli. Circondato dalle meravigliose montagne del lago di Como saprà regalarvi emozioni che solo la montagna può dare. APERTO TUTTI I GIORNI DAL 2 DICEMBRE 2023 (CHIUSI A NATALE)
Link utili
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Nel catalogo MyBlaze, ordinati per distanza.