Rifugio Osteria Alpina
Come arrivare · Novate Mezzola, Lombardia · 851 m · rifugio alpino
Scheda rifugio su MyBlaze
Informazioni pratiche
Tipologia
rifugio alpino
Quota
851 m
Regione
Lombardia
Localita
Codera — Codera
Comune
Novate Mezzola
Meteo
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Contatti
Come arrivare al Rifugio Osteria Alpina
Rifugio Osteria Alpina
L'antico borgo di Codera, ormai quasi disabitato, tuttora raggiungibile solo a piedi.
Tra le sue case ci sono due rifugi: La Locanda nella piazza della chiesa e l'Osteria Alpina nel centro del paese.
Con la statale 36 arriviamo fino a Novate Mezzola.
Un centinaio di metri dopo la stazione ferroviaria giriamo a destra (est) in Via Ligoncio e percorriamo questa strada per circa un chilometro. Giunti ad un
incrocio, possiamo proseguire diritto (Via al Castello) per arrivare all'attacco della mulattiera A6 oppure girare a destra (Via Lungo Codera Destra) per
raggiungere la partenza della mulattiera A5.
Naturalmente i due percorsi si possono unire ad anello, utilizzandone uno per la salita e l'altro per la discesa.
Primo itinerario: da Novate (Mezzolpiano) A6
Via al Castello termina circa trecento metri oltre l'incrocio di Via Ligoncio, dopo aver superato una cappelletta votiva, alcune panchine, una fontana
e la macchinetta erogatrice del ticket per il parcheggio: Euro 1 per ora, Euro 7 per tutto il giorno.
Alcuni cartelli indicano se i rifugi della valle ( La Locanda , Osteria Alpina, Bresciadega e
Brasca ) sono aperti o chiusi. Una bacheca riporta una cartina della zona e un'altra parla del Castello di Codera. Ci troviamo infatti
in localit Castell. I segnavia indicano: Codera a ore 2, Bresciadega a ore 3.30, Rifugio Brasca a ore 4.
Lasciamo la macchina in un ampio piazzale sterrato e ci incamminiamo (m. 316).
Saliamo alcuni gradini in cemento e, passando tra due case, imbocchiamo la bella mulattiera con gradoni di pietra che ci porter fino a Codera.
Entriamo nel bosco. Dopo alcuni passi con poca pendenza riprendiamo a salire (m. 340).
Presso una curva a destra iniziano le protezioni a valle realizzate con paletti di ferro che reggono due cavi.
Percorriamo un tratto con pochissima pendenza su sterrato, senza le protezioni, e cominciamo a vedere tra gli alberi il Lago di Novate Mezzola.
Poi torniamo a salire i gradini della mulattiera e per un po' ci accompagnano le protezioni a valle.
Percorriamo un tornante sinistrorso (m. 360) subito seguito da uno destrorso.
Il lento susseguirsi di tornanti prosegue e dopo altri sei tornanti la pendenza aumenta (m. 405).
Percorriamo un tratto con le protezioni alla destra che termina al successivo tornante sinistrorso (m. 425). Subito dopo superiamo un tornante destrorso.
Dopo un altro tornante sinistrorso ricominciamo le protezioni che terminano al successivo destrorso.
Il primo faticoso tratto termina accanto ad una cappelletta in localit Sra i Sasei (m. 440). La cappelletta di colore rosa
contiene una madonnina e alcuni quadretti
ed situata all'esterno del tornante. Bella la vista sul sottostante Lago di Novate Mezzola.
La mulattiera prosegue con alcune serpentine su fondo acciottolato.
Successivamente, con una svolta a sinistra, riprende la sequenza di tornanti (m. 455). Ora per i gradini sono spesso separati da uno spazio
acciottolato. Percorriamo cos otto tornanti tra alberelli di robinia e cespugli di erica.
Poi riprendiamo a salire con i gradini di pietra (m. 505). Dopo sei tornanti, alla destra troviamo un grande castagno (m. 540).
Superato il successivo tornante destrorso passiamo sotto dei fili (m. 550).
Percorriamo pochi passi quasi in piano su sterrato e torniamo a salire. Superiamo due tornanti sinistra-destra (m. 560).
In leggera salita percorriamo un tratto parte su pietre e parte su sterrato.
Superiamo un tornante sinistrorso e riprendiamo a salire nel castagneto (m. 570).
Dopo il successivo tornante destrorso, alla destra troviamo un masso ed un castagno molto vecchio.
Con delle serpentine arriviamo ad un tornante destrorso dove vediamo un bollo bianco rosso sopra il quale qualcuno ha aggiunto una scritta poco
leggibile (m. 585).
La pendenza aumenta. Tra gli alberi ci sono dei massi.
Dopo un tornante sinistrorso passiamo accanto ad un vecchio castagno del quale praticamente rimane solo la corteccia (m. 595).
Proseguiamo con altri cinque tornanti dx-sx-dx-sx-dx poi la pendenza diminuisce un poco.
Troviamo una mulattiera che si stacca alla sinistra.
I segnavia indicano a sinistra: Montagnola a ore 1.20; davanti: Avedee a ore 0.45, Codera a ore 1.15; dietro: Novate Mezzola ore 0.45, Stazione FS a ore 1. Un cartello giallo avverte: " Pericolo caduta sassi. Evitare le soste prolungate ". Sulla parete alla sinistra vediamo un segnavia a
bandierina e una placchetta quadrata del Sentiero Life. Alla destra riprendono le protezioni a valle con dei paletti di ferro che, in questo tratto,
reggono tre cavi (m. 635).
Dopo un breve tratto quasi in piano su pietrisco, riprendiamo a salire con gradini di pietra. In questo punto le protezioni hanno quattro cavi. Bella
la vista sul Lago di Novate.
La pendenza aumenta. Ora la parete di roccia alla sinistra pi distante dalla mulattiera.
Le protezioni tornano ad avere tre cavi (m. 655).
Percorriamo due tornanti ravvicinati sinistra-destra e poi un ampio tornante sinistrorso. Qui la mulattiera mostra i segni del rifacimento dopo una
frana che la aveva seriamente danneggiata (m. 670).
Proseguiamo in leggera salita con una parete rocciosa alla sinistra mentre dall'altro lato, oltre la protezione, il pendio precipita verticalmente.
Giriamo poi a sinistra e sotto una roccia sporgente vediamo un vecchio scavatore abbandonato (m. 685).
Continuiamo in modo abbastanza ripido. Alla sinistra ci sono alcuni grandi massi.
All'esterno di un tornante sinistrorso su di un masso vediamo il n. 617 scritto in rosso. Le protezioni a valle terminano.
Subito dopo percorriamo un tornante destrorso e proseguiamo su gradini di pietra ben sistemati.
Presso una curva a destra troviamo delle vecchie protezioni con paletti, prima di legno e poi di ferro, che reggono due cavi. Qui camminiamo con poca
pendenza, con una parete di roccia alla sinistra e un verticale precipizio alla destra (m. 710).
Terminate le protezioni continuiamo tra gli alberi.
Torniamo poi a salire con protezioni alla destra realizzate con dei paletti di ferro e due cavi.
Presso un tornante sinistrorso, raggiungiamo la cappelletta del Surad contenente un affresco semi cancellato dal tempo. Sulla destra c' una piccola
croce a ricordo di uno sfortunato viandante. E' un bel luogo panoramico al culmine di uno sperone roccioso (m. 720). Vale la pena sostare un attimo e
riprendere fiato ammirando nel frattempo il Monte Legnone, il Lago di Mezzola e il Torrente Codera nel fondovalle.
Percorriamo un breve tratto in discesa.
Continuiamo quasi in piano, dapprima su sterrato e poi su sterrato e pietre, tra castagni e betulle. Alla destra, poco pi in basso vediamo un
baitello tra gli alberi (m. 715).
Proseguiamo in leggera salita e poco dopo alla destra ricominciano le protezioni.
Percorriamo un tratto in leggera discesa con un bel precipizio alla destra, terminato il quale continuiamo quasi in piano su sterrato e senza le
protezioni.
Dopo una curva alla destra torniamo a salire con dei gradini di pietra. Percorriamo tre tornanti sx-dx-sx.
Il successivo tornante destrorso ha una base di rinforzo in pietre (m. 730).
Alla sinistra ora c' una parete di roccia mentre alla destra ripartono le protezioni a valle.
Giriamo due volte a sinistra (m. 750).
Alla destra troviamo una targa in memoria di un escursionista qui perito nel 2020.
Alla destra troviamo un vecchio castagno del quale ormai rimasta solo la corteccia.
Ora la mulattiera incassata tra due muretti di pietra.
Arriviamo alle prime case di Avedee (m. 770). Sulla seconda casa vediamo un affresco e la scritta " per grazia ricevuta ".
Poco dopo alla sinistra ci sono altre quattro vecchie costruzioni, forse stalle. Passiamo sotto i fili della corrente.
Continuiamo quasi in piano e alla destra ripartono le protezioni, questa volta con tre cavi.
Dopo un tratto in leggera salita, proseguiamo quasi in piano.
Percorriamo una curva a sinistra oltre la quale torniamo a camminare con poca pendenza. Attorno ci sono dei prati. Alla destra scorrono i cavi di una
teleferica.
A sinistra, oltre i prati, vediamo le altre case di Avedee, ben allineate. Lasciamo a sinistra una cappella dedicata a S. Antonio (m. 795).
Alla destra troviamo dapprima una fontana con una vasca di legno e poi una croce sopra un masso in memoria di uno scout diciannovenne.
Poi, dopo tanta roccia, percorriamo un tratto quasi in piano su sterrato tra castagni, faggi e betulle. Davanti, ma ancora lontana, cominciamo a
vedere Codera.
Proseguiamo dapprima con poca pendenza e poi in salita con qualche gradino di pietra e con delle protezioni alla destra formate da paletti di ferro
che reggono tre cavi.
Alla sinistra troviamo un'altra cappelletta contenente un affresco semi cancellato dal tempo raffigurante un crocifisso e due santi. Ci sono anche
alcuni quadretti (m. 815).
Camminando dapprima quasi in piano su sterrato e poi in salita su pietra, percorriamo un ampio tornante sinistrorso.
Cominciamo a scendere.
Percorriamo una curva verso destra assecondando la montagna.
Dopo un tratto senza protezioni a valle queste ripartono. Proseguiamo in leggera discesa e poi quasi in piano. Alla destra c' una grossa pietra alla quale
sotto stati attaccati i due cavi di protezione (m. 795).
Scendiamo con dei gradini. Ora i cavi delle protezioni sono tre.
Superiamo un tornante destrorso subito seguito da uno sinistrorso (m. 780).
Continuiamo in discesa con altri quattro tornanti ravvicinati dx sx dx sx, presso l'ultimo dei quali c' una protezione in legno.
Raggiungiamo la prima galleria paramassi e la percorriamo quasi in piano con la parete rocciosa della montagna alla sinistra mentre alla destra tra un
pilastro di cemento e il successivo ci sono due sbarre di ferro (m. 760).
Terminata la galleria, alla destra ricominciano i paletti di protezione con tre cavi.
Con lievi saliscendi superiamo un bosco, mentre le protezioni terminano.
Lasciamo a sinistra le pietre di una vecchia frana.
Subito dopo percorriamo una curva a destra. Prima della successiva curva a sinistra, ricominciamo le protezioni con paletti di ferro che reggono due
cavi.
Quasi in piano, passando tra due rocce, giriamo a sinistra.
Continuiamo con altri lievi e brevi saliscendi poi quasi in piano attraversiamo una zona con dei massi franati.
Riprendiamo a salire con dei gradini. Alla sinistra c' la parete di roccia e alla destra le protezioni con paletti di ferro e 3 cavi. Un cartello
giallo avverte: " Pericolo caduta sassi. Evitare le soste prolungate ".
Dopo pochi passi in piano (m. 770) torniamo a scendere.
Quasi in piano, su sterrato, passiamo sotto una roccia sporgente (m. 760) oltre la quale arriviamo alla seconda galleria paramassi, analoga alla
precedente, sopra la quale scolano vari rivoli d'acqua (Grndan dal mut).
Dopo quest'altro tratto coperto proseguiamo con delle protezioni alla destra con paletti di ferro che reggono inizialmente due cavi e poi tre.
Riprendiamo a salire. All'esterno di un tornante sinistrorso troviamo una piccola croce in memoria di un boy scout. Poco sopra, su di un masso, ci
sono anche una Madonna con Bambino e una targa ricordo sulla quale leggiamo: " La morte non esiste pi, hai vinto tu ".
Pi avanti troviamo sulla destra una cappella. Una scritta nella parte alta la fa risalire al 1777 e spiega come ottenere una indulgenza (m. 777).
Giriamo a sinistra, usciamo dal bosco e continuiamo quasi in piano su sterrato con delle protezioni alla destra formate da paletti di ferro che
reggono tre cavi.
Poi torniamo tra gli alberi. Alla sinistra c' un muretto di pietre mentre alla destra non ci sono pi le protezioni che per ricominciamo poco pi
avanti quando riprendiamo a salire con dei gradini.
Pi avanti sulla destra troviamo una piccola croce e una cappella affrescata con una madonna, dei santi e alcuni scheletri che ammoniscono: " Ci
che noi fummo un d voi siete adesso, chi si scorda di noi scorda se stesso ". A sinistra tre pietre squadrate invitano ad un po' di riposo. Subito
dopo, alla destra, c' il piccolo cimitero di Codera (m. 795).
Poco dopo lasciamo a sinistra la cappelletta delle Grazie contenente tre affreschi, la scritta " Misericordia " e una statuetta del Sacro Cuore.
Proseguiamo quasi in piano su sterrato. Alla sinistra troviamo dapprima una piccola croce e poi una fontanella con acqua sorgiva.
Continuiamo con poca pendenza su fondo roccioso, accompagnati alla sinistra da un muro di pietre e poco dopo cominciamo a vedere il campanile di
Codera davanti a noi.
Proseguiamo in salita.
In basso alla destra c' un prato con la piazzola per l'atterraggio dell'elicottero. Ora la mulattiera inerbita. Un rivolo la attraversa. Un cartello ci da il benvenuto a Codera.
Raggiungiamo la piazzetta. Alla sinistra c' la chiesa di S. Giovanni Battista e poco pi avanti il campanile. Alla destra c' il Rifugio La Locanda (m. 825).
Poco pi avanti troviamo una fontana con vasca alla sinistra. Attraversiamo l'abitato; lasciamo a sinistra l'Oratorio e troviamo un'altra fontana.
Arriviamo ad un bivio. I segnavia indicano: Codera m. 825 slm; davanti: Saline a ore 0.45, Rif. Bresciadega a ore 1.30, Rif. Brasca a ore 2; Val
Ladrogno, Biv. Casorate Sempione a ore 4, Tracciolino a ore 0.40; dietro Avedee' a ore 0.30, Novate Mezzola a ore 2, Stazione F.S. a ore 2.20. Un
cartello indica a sinistra il Rifugio Osteria Alpina.
Andiamo a sinistra tra le case e arriviamo al rifugio.
Descrizione
L’Osteria Alpina, storica e accogliente struttura, è un rifugio situato a 850 metri di altezza nel cuore della Val Codera , in provincia di Sondrio. Il rifugio si trova nel suggestivo borgo di Codera , al centro di una valle incontaminata, priva da sempre di strade carrozzabili e perciò raggiungibile soltanto a piedi…l’Osteria, aperta tutto l’anno, dispone di un’ampia sala da pranzo, scaldata da un bel camino nei mesi freddi e di una saletta adiacente più “intima”, aperta nei giorni di maggior affluenza o disponibile, su richiesta, per altre attività. All’esterno, i tavoli ombreggiati sotto la pergola invitano alla sosta ed offrono un bello scorcio sul paese e sulla valle. Il rifugio dispone di camere riscaldate, acqua calda, doccia, possibilità di connessione internet su richiesta. L’atmosfera familiare unita alla cortesia e disponibilità dei gestori concilia una pausa ristoratrice e renderà senz’altro piacevole il soggiorno! L’Osteria Alpina è gestita dalla Cooperativa Antica Cotaria , costituita il 30 marzo 2017 con l’intento di sviluppare il turismo eco sostenibile attraverso la realizzazione e l’esercizio di attività turistiche ed alberghiere.
Link utili
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