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Rifugio Baudinet
Come arrivare · Chiusa di Pesio, Piemonte · 1115 m · Rifugio
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Informazioni pratiche
Tipologia
Rifugio
Quota
1115 m
Regione
Piemonte
Localita
Stalle Baudinet, Comune di Chiusa di Pesio
Comune
Chiusa di Pesio
Itinerari
05/06/2022 CN, Limone Piemonte D+ 1200 m MC, TC, S1 Varie
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Come arrivare al Rifugio Baudinet
su strada sterrata (chiusa al traffico privato) da Vigna. In alternativa, Itinerario 07.08 , Itinerario 07.10
La Via delle Borgate incominciava, anni addietro, al
Colle del Morté .
Il passaggio su terreni privati ha portato ad accorciare il percorso,
senza tuttavia perdere il fascino di questa escursione: la tratta iniziale,
infatti, risultava lunga e piuttosto monotona.
Dalla
Cappella dell'Olocco
(985 m)
10
si imbocca la mulattiera a destra della rotabile asfaltata
(indicazioni per Tetti Fuggin).
La Cappella dell'Olocco
La
Cappella dell'Olocco
venne eretta negli anni 1884-85 dagli abitanti di
Lurisia
e da molti valligiani della Valle Pesio, in sostituzione di un preesistente pilone votivo.
Ancor oggi, segnaletica, guide e carte indicano talvolta la cappella ancora come
Pilone dell'Olocco .
[Comune di Roccaforte Mondovì, Cappella dell'Olocco]
La mulattiera si allunga nel bosco con una leggera ma costante discesa:
si supera prima un piccolo impluvio, quindi quello più profondo della
Valle Carabin .
Si esce da questo valloncello secondario con un comodo mezzacosta
1 :
si ignorano a sinistra la vecchia mulattiera per il
Gias Mascarone ,
a destra una breve diramazione in discesa e si entra quindi nella graziosa borgata di
Tetti Fuggin
(917 m, 0:20 ore dalla
Cappella dell'Olocco ,
fontana prima di entrare in paese)
2 ,
dove quasi tutte le case sono state ristrutturate.
Percorrendo il sentiero in senso inverso, fare attenzione all'uscita da
Tetti Fuggin :
alla sinistra del sentiero pianeggiante per la
Cappella dell'Olocco ,
infatti, si stacca la succitata evidente mulattiera inerbita in
leggera discesa che può trarre in inganno.
Tra le case si trascurano sia la mulattiera a destra per
Fiolera ,
non segnalata,
sia quella a sinistra diretta verso le
Stalle Fidé
e il
Gias Mascarone .
Si scende invece, sempre verso sinistra, per circa 150 metri lungo la sterrata di
accesso alla borgata, imboccando quindi il sentiero che si stacca sulla sinistra.
Il piccolo sentiero raggiunge in breve la borgata di
Tetti Nonetta
(896 m circa) attraverso bei castagneti da frutto
3 .
Passando di fronte alle dirute abitazioni, il sentiero scende sul fondo idrico del
Vallone Porcherott ,
attraversa due rii su ponticelli in legno, e si immette su una strada sterrata.
Scesi a destra lungo la carrareccia per poche decine di metri, si svolta a
sinistra sul sentiero per
Tetti Mauri .
Il sentiero rientra nel castagneto, lascia una mulattiera a sinistra,
attraversa i ruderi di
Tetti Biroe
(856 m circa), ed infine si incunea uno stretto valloncello per superarne l'impluvio e uscirne
ormai non lontano da
Tetti Castel
(873 m)
4 ,
cui si giunge con un breve tratto pianeggiante.
A Tetti Castel
si trascura il sentiero a sinistra per
Tetti Baudinet
(via diretta) e si scende la breve pista sterrata di accesso alla borgata.
Il percorso suggerito per arrivare a
Tetti Baudinet
è meno diretto e più lungo, ma consente di visitare altre due vecchie borgate.
In breve ci si immette su un'altra pista sterrata, poco più ampia, che
si segue verso sinistra per arrivare alle vicine case di
Tetti Rumanin
(872 m)
5 .
Oltre la borgata, una mulattiera attraversa un pendio prativo
6
ed incontra sulla sinistra, giusto qualche decina di metri prima di entrare
nella diruta borgata di
Tetti Mauri ,
il sentiero per
Tetti Baudinet .
A questo punto conviene spingersi fino a
Tetti Mauri
(903 m, 0:30 - 0:35 ore da
Tetti Fuggin ),
distanti solo un centinaio di metri,
e poi ritornare sui propri passi per imboccare il sentiero per
Tetti Baudinet .
Il sentiero sale gradatamente nel bosco fino a
Tetti Barril
(934 m),
dove giunge da sinistra anche la diramazione proveniente da
Tetti Castel
incontrata in precedenza.
Qui si piega decisamente a destra (sud sud-est) e, sempre in salita nel bosco,
si deve prestare un pizzico di attenzione ai numerosi bivi che si incontrano in
sequenza: si ignora prima un sentiero che si stacca
a sinistra; quindi si incrocia un secondo sentiero (il cui ramo di destra,
segnalato, si dirige verso
Tetti Colletto );
alla successiva biforcazione, bisogna svoltare a sinistra e non proseguire
diritti (attenzione perché la segnaletica orizzontale è presente ma non
immediatamente evidente); infine si trascura una traccia a sinistra e,
volgendo ad est, ci si porta sull'ampio crinale boschivo.
Il sentiero rimonta ora a lungo il crinale, abbastanza ripido, fino a raggiungere
la panoramica radura ove sorgono le poche case di
Tetti Baudinet
(1065 m)
8 7 11 14 15 .
Oltre la borgata (tavolo per pic-nic tra le case),
si attraversa una pista sterrata (segnavia H19) e si prosegue in salita
(segnavia H19B), subito a destra dell'ultimo rudere.
Il sentiero rimonta il costone prativo, colonizzato dai frassini
12 .
Con due ampie svolte si passa ai piedi di un enorme faggio e si arriva al
Rifugio Baudinet
(già
Stalle Baudinet ,
1106 m, 0:35 - 0:40 ore da
Tetti Mauri )
17 9 .
Il Rifugio Baudinet
Informazioni, curiosità e notizie storiche, sono disponibili alla pagina del
Rifugio Baudinet .
Il grande faggio di Tetti Baudinet
Subito a monte delle poche case di
Tetti Baudinet
si può ammirare un enorme faggio
16 ,
probabilmente originato dalla fusione di più polloni di un'unica ceppaia.
Il tronco, nel punto più stretto della ceppaia, vanta una
circonferenza di oltre sette metri, mentre la sua enorme chioma, che si è
potuta sviluppare senza altri alberi intorno, disegna una semisfera quasi
perfetta.
Purtroppo, i prati che lo circondavano, non più sfalciati, sono in fase di
colonizzazione da parte di numerosi frassini che, nel breve volgere di
qualche anno, toglieranno alla vista il maestoso faggio.
[-]
Lasciata la struttura ricettiva sulla destra,
con percorso tortuoso il sentiero si porta a sinistra di un lunghissimo muretto
a secco ed entra nel fitto bosco ceduo di faggio.
La salita prosegue lungo il crinale, trascurando qualche traccia
ai lati del sentiero principale, la più evidente delle quali
intorno a quota 1150 sulla destra.
Dopo alcune svolte, il sentiero piega deciso a sinistra (nord), spiana
13
e traversa in saliscendi nella faggeta lungo scoscesi pendii.
Il lungo mezzacosta conduce sulla strada asfaltata per il
Gias Mascarone
e il
Monte Pigna .
Si segue la strada verso sinistra, per circa 1,5km, e si rientra alla
Cappella dell'Olocco
(985 m, 0:50 - 1:00 ore da
Tetti Baudinet ).
In questo lungo tratto vanno ignorate tutte le indicazioni inerenti un percorso
per MTB ai lati della strada.
Altre informazioni
A
San Bartolomeo
(752 m), sul lato sud del grosso piazzale alle spalle dell'Albergo Valle Pesio,
si imbocca la stradina asfaltata (segnavia H19) che sale lungo il versante destro
orografico del
Vallone Cavalet .
Si incontrano, in successione, tre bivi che vanno ignorati: il primo con un
sentiero a sinistra per
Fiolera ,
il secondo con una pista sterrata a destra per la
Certosa di Pesio ,
ed il terzo, ancora a destra, con la stradina asfaltata per le borgate
Tetti Crovera sottano
e
Tetti Crovera soprano .
Al primo tornante verso sinistra della strada, si trascura anche la
strada sterrata che prosegue diritta addentrandosi nel
Vallone Cavalet .
Poco oltre il tornante la strada diventa sterrata, presenta di nuovo due diramazioni
a breve distanza che vanno trascurate: la prima con una stradina sterrata a sinistra
che raggiunge le vicine abitazioni, la seconda con la vecchia mulattiera
(possibile scorciatoia) per
Tetti Cavalet .
Subito dopo la sterrata si biforca ulteriormente: si trascura il ramo di sinistra che scende
alla sottostante borgata e si segue il ramo di destra. Al successivo tornante verso destra
si lascia a sinistra una mulattiera e, restando sulla strada sterrata, si giunge alla borgata di
Tetti Cavalet
(o Tetti Cavalletto ,
865 m),
dove giunge da destra anche la summenzionata scorciatoia.
La strada attraversa la borgata, mentre la vecchia mulattiera taglia a sinistra
e si ricongiunge alla strada appena sopra le case.
Appena dopo il tornante a sinistra, a quota 875 circa, si ignora a destra il bivio
segnalato con il
" Sentiero di Toni ";
al successivo tornante a destra della sterrata si lascia a sinistra una
mulattiera e si entra nella borgata di
Tetti Burdei
(o Tetti Bordelli ,
890 m, fontana)
6 7 .
Con un paio di svolte divise da un lungo traverso tra castagneti
ben curati la sterrata raggiunge infine
Tetti Colletto
(o Tetti Colet ,
968 m, 0:40 - 0:45 ore da
San Bartolomeo ,
fontana a monte della borgata)
9 8 .
Come suggerisce il nome, la borgata sorge su un panoramico
colletto a cavallo tra il
Vallone Cavalet
e il
Vallone dell'Olmo .
Il castagno
Originario dell'Asia minore, il castagno
1
fu importato in Italia all'epoca romana, e deve probabilmente
il suo nome a Kastanis, antica città turca sul Mar Nero.
Coltivato per i suoi frutti e per il legno anche al di fuori del suo habitat naturale,
è ora diffuso fino a circa 1000m. di quota. Pianta assai longeva, pare possa raggiungere
i 1000 anni di vita.
Le castagne, ricchissime di amidi, hanno costituito una fonte essenziale
per l'alimentazione delle genti di montagna fino a pochi decenni fa. Venivano consumate
sia fresche sia essiccate dopo averne ricavato della farina (il castagno era conosciuto
anche come "albero del pane").
Il legno di castagno è utilizzato per palerie e come combustibile,
ma anche per tavolame, travi, botti, mobili rustici. Ancor oggi il legno viene
utilizzato per l'estrazione di tannino, sostanza della quale è assai ricco che viene
utilizzata nella concia delle pelli.
Le foglie venivano impiegate come lettiere per gli animali, mentre dai fiori di castagno
si ottiene un ottimo miele.
Tutte queste proprietà, e la forte dipendenza delle popolazioni di montagna da questa pianta,
hanno portato a coniare l'espressione "civiltà del castagno", in riferimento al periodo
storico nel quale la sopravvivenza in montagna era legata allo sfruttamento di questa
specie arborea.
[Alberi, Funghi e Frutti] [Alberi e arbusti] [Alberi d'Europa]
Il seccatoio
All'interno dei castagneti da frutto non poteva mancare il
seccatoio: una piccola costruzione in pietra, a due piani,
separati tra loro da un graticcio in legno
2 ,
con tetto preferibilmente in lose.
Al piano superiore, sul graticcio, veniva disposto un primo strato
di castagne con la loro buccia (tecnicamente, pericarpo).
I frutti venivano rivoltati più volte ed ogni 4/5
giorni veniva aggiunto un nuovo strato di circa quindici centimetri di spessore,
fino ad uno spessore totale di 50/60cm.
Al piano inferiore veniva acceso un fuoco di frasche e ramaglie,
in modo da produrre poco calore ma molto fumo; la temperatura veniva controllata
frequentemente e mantenuta costante.
Il processo, che durava in tutto anche 30 giorni, terminava coprendo con teli
le castagne e ravvivando il fuoco per l'essiccamento finale.
Perfino la buccia delle castagne, una volta pulite, non veniva buttata, ma
conservata come combustibile per l'essiccamento dell'anno successivo!
L'essiccamento non era però l'unico mezzo di conservazione della castagna.
La "novena" consisteva nell'immersione in acqua corrente fredda, per nove
giorni, di sacchi di iuta contenenti i frutti. Questi erano poi fatti asciugare
nelle giornate di sole autunnali e le castagne, la cui germinazione veniva
bloccata dal trattamento, erano pronte per il consumo.
La "ricciaia" invece era formata da un accumulo, su una base di terra battuta,
di castagne ancora chiuse nei ricci. I cumuli, alti fino a 1 metro, erano
quindi ricoperti con foglie, felci e terra e inumiditi periodicamente.
Le castagne si conservavano così per mesi senza alterazioni.
[-]
La scapìta
La scapìta
3
era una piccola e semplice costruzione, realizzata con 4 pareti
chiuse da un assito non portante in legno. Il tetto era generalmente in paglia e
l'intera struttura molto spesso veniva appoggiata verso valle, a guisa di sostegno, ad
un grosso albero. La sua principale funzione era quella di magazzino per il fogliame,
da riutilizzarsi ad esempio come lettiera nelle stalle, o per il fieno.
Anche la scapìta si trova spesso all'interno dei castagneti: era essenziale infatti
recuperare foglie coriacee come quelle del castagno.
[-]
Questa assolata sella prativa è un piccolo crocevia, ma solo due sono le direzioni
che ci interessano: a destra (est) la pista forestale (segnavia H19) che si dirige verso
Tetti Baudinet
e verrà utilizzata per il rientro; a sinistra,
inizialmente in leggera salita, il sentiero che punta verso nord
entrando nel bosco.
Un pizzico di attenzione alle numerose tracce che si diramano da questo
colletto. Sulla sinistra se ne staccano tre, la più a sinistra in salita per prati, quella
centrale (da percorrere) in leggera salita che tuttavia spiana poco dopo, ed un'ultima
più o meno di fronte, in discesa, per
Tetti Truna ,
via diretta ma meno evidente.
Imboccato dunque il sentiero, dopo un breve mezzacosta inizia una moderata discesa
che porta ad una pista sterrata. Si segue la pista in discesa verso destra, si trascura
una diramazione a destra in corrispondenza di un tornante (arrivo della via
diretta da
Tetti Colletto ),
ed infine si entra nella piccola borgata di
Tetti Truna
(892 m, fontana),
in infelice posizione incassata nel
Vallone dell'Olmo .
Dalla borgata si continua lungo la comoda pista sterrata che scende fino
ad immettersi su una più ampia strada sterrata proveniente da
Fiolera .
Si percorre la sterrata verso sinistra per una decina di metri, per poi
imboccare a destra la pista sterrata per
Tetti Mauri ,
chiusa da una sbarra in metallo.
Si passa il rio che scorre sul fondo del
Vallone dell'Olmo
su un piccolo ponte in cemento, poi si riprende a salire.
Si ignorano due vecchie mulattiere, a brevissima distanza, la prima a sinistra e
la seconda a destra per
Tetti Rumanin
e ci si tiene sulla pista sterrata.
Al primo tornante si trascura la mulattiera a sinistra per
Tetti Manasseri
e, alla successiva biforcazione, si abbandona innanzi il ramo per
Tetti Rumanin
e si svolta a sinistra.
In poche decine metri si raggiungono i ruderi di
Tetti Castel
(873 m, 0:25 - 0:30 ore da
Tetti Colletto ),
dove termina anche la pista sterrata.
Prima delle abitazioni si svolta decisi a destra (est sud-est) sul sentiero che
costituisce la via diretta per
Tetti Baudinet .
Attenzione a non farsi fuorviare dall'altro sentiero che origina quasi
nello stesso punto e che si dirige verso nord-est quasi in piano a
Tetti Fuggin .
Tenendosi nei pressi del poco marcato crinale, si sale nel bosco e si giunge
Fonte indicazioni: https://www.alpicuneesi.it/itinerari/vallepesio/0708.htm
https://www.alpicuneesi.it/itinerari/vallepesio/0710.htm
Link utili
Rifugi vicini
Nel catalogo MyBlaze, ordinati per distanza.
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