Rifugio Cimon della Bagozza
Come arrivare · Schilpario, Lombardia · 1574 m · rifugio alpino
Scheda rifugio su MyBlaze
Informazioni pratiche
Tipologia
rifugio alpino
Quota
1574 m
Regione
Lombardia
Localita
Cimalbosco — Di Scalve
Comune
Schilpario
Meteo
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Come arrivare al Rifugio Cimon della Bagozza
Il Rifugio Cimon della Bagozza situato in Localit Cimal Bosco Campelli a poca distanza dalla statale 294 che da Schilpario sale al Passo del Vivione.
In auto
E' possibile arrivare in auto fin nei pressi del rifugio.
Da Boario con la statale 294 oppure da Clusone tramite il Passo della Presolana arriviamo a Schilpario.
All'inizio di Schilpario prendiamo la strada sulla destra (Via Corniola) con la quale aggiriamo l'abitato evitandone il centro.
Giunti al termine del paese (chiesa a sinistra e campo sportivo a destra), continuiamo con la statale che sale nel bosco.
Dopo km. 3.3 arriviamo in Localit Fondi (m. 1261). Sulla destra c' l'edificio del Centro Raid e un ampio piazzale sterrato. Un cartello indica il Rifugio
Cimon della Bagozza a ore 0.45.
D'inverno occorre parcheggiare qui e proseguire a piedi. D'estate possibile continuare in auto fin nei pressi del rifugio tenendo presente che la strada stretta.
Superate le case di Fondi, troviamo sulla destra la chiesa dedicata a Maria Ausiliatrice e a Santa Barbara dove parte il sentiero pi sotto descritto.
Continuando in auto, dopo km. 3.8 da Fondi, arriviamo al tornante sinistrorso sopra il quale visibile il rifugio. A sinistra c' il posto di ristoro Baracca
Rossa (m. 1550).
Lasciamo la macchina a bordo della strada e ci incamminiamo verso una sterrata che sale a destra. Un cartello indica il Passo Campelli a ore 1.30, il Monte
Cimon della Bagozza a ore 3 e il Passo Valzellazzo a ore 2.30.
Dopo pochi passi prendiamo un sentiero segnalato a sinistra. Percorriamo un breve tratto in salita tra l'erba, giriamo a destra, saliamo alcuni gradini e
arriviamo al rifugio.
Possiamo anche continuare diritto con la sterrata. In tal caso, dopo un breve tratto in leggera salita, imbocchiamo a sinistra una stradina pianeggiante che
conduce al rifugio.
Da Fondi (chiesa di Santa Barbara)
Questo sentiero sale alla destra della statale. Ad ogni bivio abbiamo proseguito secondo quanto ci sembrava pi logico in quanto il percorso totalmente privo
di indicazioni. Nel bosco il sentiero largo, mentre tra i prati si restringe alquanto e a volte sparisce completamente. E' pertanto necessaria una buona dose
di orientamento.
Parcheggiamo la macchina in uno slargo alla sinistra della strada, davanti alla chiesa di Santa Barbara (m. 1280).
Il sentiero parte alla destra della chiesa.
Lasciamo a sinistra una baita e, in leggera salita, ci addentriamo in un bosco composto in prevalenza da abeti.
Superato un spiazzo erboso, troviamo una casa recintata sulla sinistra.
Torniamo tra gli alberi. Poi troviamo un prato a sinistra, un altro gruppo di alberi, una radura sempre a sinistra ed un bivio. Andiamo a destra (con l'altro
sentiero invece torneremmo sulla strada asfaltata).
Percorsi pochi passi in leggera discesa, il sentiero diventa pianeggiante ed entra nel bosco.
Attraversiamo il letto in secca di un torrente (m. 1325).
Poi, in salita, raggiungiamo due piccoli prati, uno per parte.
Oltrepassato un altro gruppo di alberi, in piano attraversiamo una radura. Sulla destra ci sono un baitello ed un sentiero tutt'altro che evidente, indicato come
Sentiero Lungo Cai 419.
Ignorato questo sentiero continuiamo diritto e rientriamo nel bosco che ben presto si infittisce.
Percorriamo un breve tratto in salita poi la pendenza diminuisce.
Attraversiamo un altro prato, rientriamo nel bosco e riprendiamo a salire.
Poi, con percorso quasi pianeggiante, continuiamo tra l'erba, seppur circondati da alcuni alberi.
In leggera salita superiamo altri alberi ed un piccolo prato.
Raggiunto un altro boschetto, con pochi passi in leggera discesa arriviamo ad una curva a sinistra poi, camminando un po' in piano ed un po' in leggera discesa, raggiungiamo
il letto del torrente in secca (m. 1390). Lo attraversiamo e, in leggera salita, arriviamo subito ad un bivio dove andiamo a destra. (Qui bisogner fare
attenzione al ritorno in quanto verr spontaneo proseguire diritto.)
Troviamo un grosso masso alla destra del sentiero e poi un altro a sinistra.
In obliquo verso destra, riattraversiamo il letto del torrente.
Troviamo poi altri massi uno dei quali perfettamente incastrato tra alcuni alberi (m. 1400).
Vediamo un prato sulla sinistra; poi il sentiero piega a destra e sale tra gli alberi.
In leggera salita attraversiamo un altro prato; sulla sinistra c' una fila di maggiociondoli che danno un bel tocco di colore giallo a primavera (m. 1440).
La pendenza aumenta. Superato un altro gruppo di alberi troviamo uno slargo erboso sulla sinistra. Un cartello informa che ci troviamo nella Zona Faunistica A.
Il bosco si infittisce. Ad un bivio andiamo a sinistra (m. 1470).
Percorriamo poi un tratto quasi in piano con delle aperture tra gli alberi che consentono di vedere una lunga stalla in alto, sul monte a sinistra.
Dopo pochi passi in leggera discesa riprendiamo a salire seppur con poca pendenza. In questa zona attorno al sentiero ci sono vari massi o grosse pietre. Su una di queste c'
un'indicazione che non comprendiamo: un bollo rosso e la scritta - + - (m. 1480).
Continuiamo quasi in piano tra gruppi di alberi e piccoli prati poi rientriamo nel bosco e riprendiamo a salire.
Percorsi pochi passi in piano, torniamo a salire ripidamente e raggiungiamo una curva verso sinistra dove, sulla destra, si stacca un sentiero pi piccolo (m. 1525).
Possiamo prendere indifferentemente l'uno o l'altro in quanto pi avanti tornano a riunirsi.
Al termine della salita, con una curva a sinistra entriamo in un prato. Qui il sentiero scompare; ci teniamo sulla destra e, alla fine del prato, lo ritroviamo.
(Al ritorno in questo punto bisogner prestare attenzione).
Dopo un tratto in leggera discesa ed un altro in leggera salita, scendiamo verso il letto in secca di un torrente e lo attraversiamo.
Continuiamo con poca pendenza e, davanti a noi tra gli alberi, cominciamo a vedere il rifugio.
Poco dopo raggiungiamo la strada al tornante che precede la Baracca Rossa (m. 1550).
Il Rifugio Cimon della Bagozza ben visibile, poco pi avanti, in posizione sopraelevata rispetto alla strada.
Descrizione
Il Rifugio Cimon della Bagozza si trova nella splendida cornice dei Campelli di Schilpario, nelle cosiddette “piccole dolomiti bergamasche”, facilmente raggiungibile data la sua vicinanza alla strada provinciale d’ estate e con una camminata di 1 ora l’ inverno dalla località fondi. Meta per ogni genere di escursionista, dalla famiglia fino a scialpinisti, o base di partenza per bellissime escursioni o anche arrampicate sulle pareti del Cimon della Bagozza e non solo. Questa struttura, nel passato casa dei minatori, da un sogno nel cassetto di Silvio e Carla si è trasformato in un rifugio accogliente a gestione familiare. La cucina propone piatti tipici montanari a base di carne e sulla stufa centenaria sempre accesa estate e inverno non manca mai la polenta, all’ esterno dal 1993 compare il nostro menù, ormai diventato un simbolo: “polenta e chél che ghè”. Vi aspettiamo per passare un momento in compagnia con un piatto di polenta e una cantata!!!
Link utili
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