Rifugio Garzirola
Come arrivare · Cavargna, Lombardia · 1974 m · rifugio alpino
Scheda rifugio su MyBlaze
Informazioni pratiche
Tipologia
rifugio alpino
Quota
1974 m
Regione
Lombardia
Localita
Garzirola — Val Cavargna
Comune
Cavargna
Itinerari
08/02/2015 CO, San Nazzaro Val Cavargna D+ 1108 m MR Sud-Ovest
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Come arrivare al Rifugio Garzirola
Il Rifugio Garzirola situato sulle pendici meridionali dell'omonimo monte.
Come quasi tutti i rifugi nei pressi del confine italo elvetico stato ricavato da una ex caserma delle Guardia di Finanza.
Primo itinerario: da Buggiolo (localit Dasio)
Localit di partenza della nostra escursione Dasio, localit del paese di Bggiolo che possiamo raggiungere sia con la provinciale n. 10 della Val Cavargna che con la n. 11 della Val di Rezzo.
Con la statale 340 Regina seguiamo il Lago di Como fino a Menaggio. All'uscita dalla galleria (km. 32.1) continuiamo, sempre con la statale 340, verso Porlezza e la Svizzera.
Superata la frazione di Croce ed il comune di Grandola ed Uniti, verso il km. 39 della statale troviamo sulla destra l'inizio della provinciale 10 con la quale
arriviamo a Carlazzo. Ad un bivio andiamo a destra (cartello Val Cavargna) e successivamente superiamo Cusino, San Bartolomeo, San Nazaro e Segal frazione
di Cavargna. Giunti ad un bivio, lasciamo a destra la strada che sale a Cavargna e continuiamo diritto con una stretta stradina (cartello: San Lucio, Garzirola,
Val Rezzo) fino ad arrivare ad una caserma in rovina di fronte alla quale parte la stradina, chiusa al traffico, che sale al rifugio.
In alternativa possiamo continuare con la statale 340 fino al km. 43 e mezzo dove, all'inizio di Porlezza, prendiamo sulla destra la provinciale 11 della Val di Rezzo.
Dopo aver superato Corrido, Pragno, Cancellino e Molzano, la strada continua pi stretta, lungo il lato destro della valle.
Giunti a Bggiolo troviamo un bivio; trascurata la diramazione di sinistra che prosegue fino a Seghebbia, continuiamo verso destra in direzione della Val Cavargna.
Con alcuni ripidi e stretti tornanti arriviamo a Dasio di fronte alla provinciale 10 che arriva da Cavargna e accanto ai ruderi della caserma.
Parcheggiamo la macchina accanto a una fontana con una grande vasca rettangolare (m. 1134). Alcuni segnavia indicano: Rifugio S. Lucio a ore 1.10, Monte Garzirola a ore 2.10,
Bocchetta di S. Bernardo a ore 1.45. Altre scritte incise su pannelli di legno segnalano: Garzirola, Alpe Tabano, S. Lucio, Cima Fiorina, Alpe Culmine, CEP.
Ci incamminiamo in leggera salita. Il fondo in cemento. In alto gi vediamo in lontananza la chiesetta della Madonna del Cep che raggiungeremo pi avanti
mentre sulla sinistra pi in basso ci sono le case di Seghebbia.
Proseguiamo in salita tra radi alberi.
Superiamo due semicurve destra-sinistra (m. 1140).
Subito dopo, con poca pendenza, percorriamo una curva verso destra.
Continuiamo con un tornante destrorso al termine del quale la stradina diventa sterrata (m. 1155).
Percorriamo un tornante sinistrorso molto ampio a met del quale torniamo a camminare su cemento. In basso alla destra vediamo la ex-caserma e alcune case (m. 1160).
Dopo il tornante la stradina diventa sterrata. Davanti vediamo la chiesetta della Madonna del Cep ancora lontana. Attorno ci sono parecchi agrifogli e altri alberi (m. 1175).
Proseguiamo circondati dalle ginestre.
Con una curva verso sinistra raggiungiamo un ponte con il fondo in cemento e pietre, un muretto con aperture a semicerchio alla sinistra e una ringhiera di ferro alla destra. Un piccolo segnavia indica il
Rifugio Garzirola. Ignoriamo una sterrata e un sentiero che salgono a destra e passando sul ponte attraversiamo un esile ruscello (m. 1205).
Subito dopo troviamo una cunetta, in cemento e pietre, collocata di traverso per lo scolo dell'acqua.
In salita, con il fondo in cemento, superiamo una semicurva verso destra.
Una dopo l'altra troviamo altre due cunette (m. 1220-1225).
Con il fondo in pietre e cemento percorriamo una semicurva verso sinistra molto ampia (m. 1230).
Accompagnati da protezioni in ferro dipinte di grigio percorriamo due tornanti destra-sinistra e non possiamo fare a meno di notare le radici scoperte di due grandi faggi
che artigliano tenacemente il
terreno (m. 1240).
Continuiamo in leggera salita e con il fondo in cemento. Ignoriamo un sentiero che retrocede alla destra (m. 1255).
Proseguiamo su pietre cementate. Ignoriamo una sterrata che scende a sinistra. Gli alberi che ci attorniamo sono in prevalenza betulle (m. 1260).
Davanti, in alto, torniamo a vedere la chiesetta. Superiamo due semicurve sinistra (m. 1285) e destra (m. 1290).
Accompagnati da un muretto di pietre alla destra arriviamo ad un tornante destrorso. Alla fine del tornante invece il muretto alla sinistra (m. 1295).
Continuiamo in salita con il fondo sterrato.
Troviamo una cunetta in cemento e pietre di traverso alla sterrata.
Superiamo due semicurve sinistra-destra e una cunetta (m. 1305).
Troviamo un'altra cunetta poco prima di percorrere un tornante sinistrorso con il fondo in cemento. Sul finale del tornante alla destra c' un muretto di pietre.
Dopo un tratto con il fondo di pietre cementate riprendiamo a camminare su sterrato.
Superiamo una semicurva verso destra (m. 1315) e due cunette scavate nel terreno (m. 1320).
Torniamo a vedere la chiesetta dedicata alla Madonna del Cep, superiamo una cunetta in pietre e cemento e con pochissima pendenza la raggiungiamo (m. 1330).
La chiesa presenta delle decorazioni naf sulla porta ed ha un bel campanile rotondo. Una targa ricorda la visita del Card. Dionigi Tettamanzi nell'anno 2011. All'interno, oltre all'immagine della Madonna, ci
sono due statue raffiguranti angeli custodi.
Sulla sinistra c' una piccola area pic-nic con un tavolone e relative panche in legno all'ombra di due faggi. Sull'altro lato della stradina
invece, c' una fontana con una grande vasca-abbeveratoio. I segnavia indicano: Madonna del Cep 1330 m; davanti con il Sentiero delle Quattro Valli 3 barrato: Colon a ore 0.20, San Lucio a ore 0.35,
Cavargna a ore 1.20; dietro: Passo della Cava a ore 0.40, Buggiolo a ore 0.50; a sinistra con il sentiero 3 barrato: Seghebbia a ore 0.40, Alpe Riccola a ore 1.30, Dasio-Valsolda a ore 3.15.
Percorriamo una semicurva verso sinistra molto ampia.
Continuiamo in salita tra i faggi e con il fondo in cemento.
Proseguiamo con poca pendenza su sterrato (m. 1350). Vediamo un bollo bianco-rosso su di un faggio alla sinistra. Di tanto in tanto troviamo una cunetta per lo scolo dell'acqua.
Dopo un tratto quasi in piano continuiamo in leggera salita (m. 1360).
Presso una semicurva verso sinistra vediamo un bollo bianco-rosso su di un albero e ignoriamo una sterrata che esce alla destra (m. 1365).
Superiamo una semicurva verso destra.
Iniziamo a percorrere un tornante sinistrorso molto ampio. Alla destra si stacca una sterrata (m. 1380). I segnavia indicano: Roccoli 1380 m; verso sinistra: Alpe Culmine a ore 0.30, San Lucio a ore
0.30, Cima Fiorina a ore 1.45; verso destra con il Sentiero delle Quattro Valli 3 barrato: Colon a ore 0.15, Cavargna a ore 1.15; dietro con il 3 barrato: Madonna del Cep a ore 0.05, Seghebbia a ore
0.50, Buggiolo a ore 1. Altri segnavia, su dei pannelli di legno appesi ad una bacheca con tettuccio collocata in un'area recintata, indicano verso sinistra: Garzirola, Alpe Tabano, San Lucio, Alpe
Culmine; verso destra: Colon.
Al termine del tornante proseguiamo in salita.
Percorriamo un tornante destrorso (m. 1395).
Continuiamo con poca pendenza attorniati da prati, cespugli di erica e di ginestra (m. 1405).
Pi avanti camminiamo tra i faggi e con una parete di terra alla destra (m. 1440).
Superiamo una cunetta in cemento e pietre.
Percorriamo una semicurva verso sinistra molto ampia.
Alla sinistra troviamo quattro blocchi in pietra e cemento come rinforzo (m. 1460).
Superiamo un'altra cunetta.
In salita, con il fondo in cemento, arriviamo al termine della faggeta (m. 1465).
Poco dopo percorriamo un tornante destrorso ignorando una sterrata che prosegue diritto (m. 1470). Alcuni segnavia (che non andavano posizionati qui ma semmai pi avanti) indicano: Passo S. Lucio m. 1539;
verso destra: Rifugio S. Lucio a ore 0.05, Rifugio Garzirola a ore 1, Monte Garzirola a ore 1.20; diritto: Bocchetta di S. Bernardo a ore 0.35, Cima di Fiorina a ore 1.05, Cima di Nores a ore 1.25. Il
tornante termina con un muro di pietre alla sinistra.
Continuiamo in leggera salita su sterrato iniziando un lungo traverso a mezza costa.
Troviamo una cunetta in cemento e pietre di traverso alla sterrata.
Proseguiamo in salita (m. 1480). Una dopo l'altra superiamo altre due cunette.
Su di una roccia alla sinistra vediamo un segnavia a bandierina bianco-rosso-bianco (m. 1495).
Una dopo l'altra troviamo altre cinque cunette.
Un cartello segnala un piccolo parcheggio raggiungibile con una stradina inerbita che si stacca alla destra (m. 1515).
Poco dopo una cunetta per lo scolo dell'acqua, troviamo alla sinistra una pietra con una scritta che ricorda un venticinquenne deceduto (m. 1520).
Un'altra cunetta precede un ampio tornante sinistrorso che termina con il fondo in cemento. Davanti cominciamo a vedere l'Oratorio di San Lucio e il rifugio.
In leggera salita superiamo una semicurva verso destra.
Il fondo ora lastricato.
Un cartello segnala S. Lucio a cento metri.
Superiamo una semicurva verso destra.
Lasciamo a sinistra l'Oratorio di San Lucio e continuiamo su sterrato (m. 1540).
Percorriamo due curve sinistra-destra.
Continuiamo in salita sul largo crinale dove passa la linea di confine. Alla sinistra vediamo la Capanna S. Lucio in territorio elvetico.
Dopo due curve sinistra-destra raggiungiamo il Rifugio S. Lucio (m. 1554).
Un segnavia indica il Rifugio Garzirola davanti a noi. Passando tra il rifugio e una pozza d'acqua continuiamo con la sterrata in direzione del Monte Garzirola.
Lasciamo a sinistra una fontana e, in leggera salita, aggiriamo una gobbetta erbosa.
Continuiamo quasi in piano. Sulla destra possiamo ammirare un bel panorama che comprende: le Grigne, la Grona e la dorsale che va dal Bregagno al Pizzo di Gino,
dietro la quale spunta la cima del Legnone.
Percorriamo un tratto con il fondo in cemento (m. 1575); poi continuiamo ancora su sterrato. Sulla sinistra c' una pozza.
Raggiungiamo una fontana e un casello dell'acquedotto. Un cartello indica a sinistra il sentiero per il Rifugio Garzirola e a destra la prosecuzione della
sterrata che raggiunger il rifugio con un giro pi lungo passando per l'Alpe Tabano.
Prendiamo il sentiero e saliamo ripidamente tra l'erba lasciando a destra la piccola asperit del Monte Cucco (m. 1610).
Ci immettiamo poi su di una vecchia sterrata che arriva da sinistra. Seguiremo questa stradina il cui fondo in pessime condizioni tanto che spesso conviene
camminare a lato tra l'erba.
Vediamo il cippo di confine 3, e dopo alcuni metri in discesa, riprendiamo a salire (m. 1660).
Percorriamo un tratto quasi in piano e poi torniamo a salire alternando tratti pi o meno ripidi. Sulla sinistra vediamo quanto rimane di alcuni pali e della
rete con il filo spinato posta lungo il confine (m. 1810).
Troviamo il cippo di confine 2 e per un po' camminiamo seguendo il vecchio filo spinato ormai appoggiato sul terreno.
Un bollo bianco-rosso-bianco segnala poi di spostarsi un poco a sinistra, in territorio elvetico.
Troviamo un bivio; un bollo indica di andare a destra ma comunque poco dopo i due percorsi si riuniscono.
Poco dopo vediamo un'altra pietra che segna il confine. Attraversiamo un pianoro e riprendiamo a salire (m. 1870).
Lasciamo a destra un'altra pietra termine e cominciamo a vedere la bandiera del rifugio davanti a noi. Questo punto segnato sulle carte come Buca della Neve
(m. 1928).
Superiamo un cippo posto a memoria di un finanziere caduto nell'adempimento del proprio dovere.
Ignoriamo un sentiero che sale a sinistra e ritroviamo la sterrata che avevamo abbandonato dopo il San Lucio (m. 1945).
Seguendola, con un ultimo tratto in salita, raggiungiamo il Rifugio Garzirola.
Tempo impiegato ore 2.15 - Dislivello: m. 840
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