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Rifugio Sommafiume
Come arrivare · Gravedona ed Uniti, Lombardia · 1820 m · Capanna sociale
Scheda rifugio su MyBlaze
Informazioni pratiche
Tipologia
Capanna sociale
Quota
1820 m
Posti letto
22
Regione
Lombardia
Localita
Alpe Sommafiume
Comune
Gravedona ed Uniti
Meteo
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Come arrivare al Rifugio Sommafiume
Il Rifugio Sommafiume situato su un dosso alla testata della Valle dell'Albano (o Dongana).
E' raggiungibile:
da Dongo via rifugio Giovo,
da Menaggio lungo lAlta Via del Lario,
dalla Val Cavargna e dalla Svizzera attraverso la bocchetta Albano o la Portea.
Il rifugio non gestito e con delibera dell Assemblea Ordinaria dei Soci del 20 Gennaio 2012 ha assunto la denominazione di "Capanna Sociale".
Dispone di: acqua cucina a gas 2 servizi igienici con doccia stufa a legna legna letti e coperte illuminazione con pannelli solari barbecue movibile.
Non dispone di: asciugapiatti e detersivi.
Per prenotazioni e ritiro chiavi: Bar San Gottardo, Piazza Giulio Paracchini 12, Dongo - tel. 0344 81307
Per maggiori info: e-mail [email protected] - Anselmo 335 5339875 - Claudio 329 0257019 (dopo le h 17:00) - Daniele 335 7119383
Primo itinerario: da Brenzeglio
Con la statale 340 seguiamo il lago di Como fino a Dongo dove imbocchiamo la S.P. 5 che sale a Stazzona, Germasino e Garzeno.
Arrivati a Garzeno, al primo tornante destrorso, lasciamo la provinciale e continuiamo diritto con via San Jorio (m. 640). Attraversato il paese, troviamo
un bivio dove la segnaletica indica a sinistra il Ponte delle Seghe e a destra il Santuario Quang, Brenzeglio (1 ora a piedi), e i rifugi
Il Giovo e San Jorio .
Andiamo a destra. La strada stretta e ancora asfaltata sale nel bosco e supera il santuario della Madonna di Quang (m. 800) davanti al quale c' un ampio
parcheggio.
Pi avanti, presso una curva a destra, l'asfalto termina (m. 925). Qui c' un piccolo slargo e posto per tre o quattro auto. Il tratto successivo su fondo
sterrato pi adatto ad un fuoristrada che a una vettura normale tuttavia procedendo con cautela possibile continuare fino a Brenzeglio (m. 979).
Raggiunto l'abitato, nei giorni festivi, potremmo trovare il poco spazio per parcheggiare gi occupato dalla gente del posto.
In tal caso possibile lasciare la macchina un po' prima, presso uno slargo sulla destra situato tra una cascata e una nicchia nella roccia contenente una
madonnina nera (m. 965).
All'inizio di Brenzeglio ci sono una fontana e un bivio. I segnavia indicano a sinistra: il Ponte di Begua e l'Alpe di Fraccia; a destra: il Rifugio
Il Giovo a ore 2, il Rifugio S. Jorio a ore 3 e il Rifugio Sommafiume a ore 3.10.
Ci incamminiamo con una sterrata in leggera salita nel bosco passando tra le vecchie abitazioni e i " mason ". Questi ultimi sono degli edifici rurali,
caratteristici di questi luoghi, formati da una stalla a pian terreno e un deposito di foglie nel sottotetto. Il tetto alto e molto spiovente ed ricoperto di paglia.
Lasciata a destra un'altra fontana, superiamo le ultime case e con percorso quasi pianeggiante tra prati e qualche albero di noce, iniziamo a percorrere a
mezza costa il lato destro della Valle Albano sulle pendici meridionali del Monte Cortafon.
Passiamo sotto una teleferica e in leggera salita raggiungiamo le case dei Monti di Ciaccio (m. 1020).
La strada alterna tratti su sterrato, selciato o cemento.
Troviamo un'altra teleferica e dell'acqua che scende da destra e bagna la strada.
Percorriamo un tratto in salita e poi continuiamo quasi in piano su fondo sterrato.
Presso una curva a sinistra vediamo pi in basso un torrente. Poi riprendiamo a salire con vari tornanti.
Pi in alto, tra i prati, c' una baita.
Un sentiero che arriva da destra si immette sulla stradina (m. 1110).
Continuando con vari tornanti raggiungiamo le case di Piazza Cavada (m. 1175).
Ad un tornante rivediamo il sottostante torrente e, dopo un tratto tra i prati, arriviamo alle ultime tre baite dell'alpeggio seguite da una fontana che per
non butta acqua (m. 1210).
Vediamo un'altra casa, un po' lontana dalla strada e proseguiamo con poca pendenza e diversi tornanti.
Pi avanti, presso un tornante destrorso (m. 1375) cominciamo a vedere in lontananza la bianca sagoma del Rifugio Il Giovo . Sul lato opposto possiamo
invece ammirare una parte del lago di Como ai piedi del Monte Legnone.
Raggiungiamo il Dosso di Brento e lo attraversiamo quasi in piano (m. 1435).
Poi in leggera salita arriviamo all'Alpe di Brento dove troviamo una baita, una lunga stalla e una sorgente la cui acqua allaga la strada (m. 1461).
Superiamo due caselli dell'acquedotto ed un tratto selciato, poi la stradina ridiventa sterrata ed in lontananza torniamo a vedere il Rifugio
Il Giovo .
Troviamo una targa in marmo a ricordo di due finanzieri deceduti.
Percorriamo un tratto in piano fino ad una curva a sinistra deve un rivolo d'acqua bagna il percorso; poi continuiamo in leggera salita.
Un altro rivolo passa sotto la strada. Ora la pendenza aumenta.
Troviamo una targa a ricordo di due finanzieri e del loro cane, travolti da una valanga (m. 1630) e poco dopo un'altra targa a memoria altri due finanzieri.
Percorriamo un tratto su fondo selciato e vediamo ancora una targa commemorativa; questa volta in bronzo e ricorda un partigiano.
Torniamo su fondo sterrato e raggiungiamo l'ampia insellatura del Motto di Paraone tra le due valli di San Jorio e Dongana dove situato il Rifugio
Il Giovo (m. 1714).
Lasciato a destra il rifugio e la fontana, continuiamo in piano seguendo i tralicci e immettendoci sulla sterrata che proviene dalla Bocchetta di Germasino
(vedi il successivo itinerario).
In alto a destra ben visibile il Rifugio San Jorio .
Il Rifugio Sommafiume invece pi lontano e pi difficile da individuare. Chi dispone di un binocolo o di un'ottima vista pu provare a cercarlo a sinistra in
cima ad un dosso, alla testata della Valle Albano.
Seguendo la sterrata bastano pochi passi per arrivare ad un bivio. Sulla destra ci sono due tavoloni in legno con relative panche e una fresca fontana con
vasca. I segnavia indicano a sinistra: il Pizzo di Gino a ore 3.15, Vegna a ore 4.15, la Val Cavargna, il Rifugio Sommafiume a ore 1.15 e il Rifugio
Menaggio a ore 8.15; a destra: il Rifugio San Jorio a ore 0.50, il Passo San Jorio a ore 1,
i Laghi di Roggio a ore 1.30 e il Monte Cardinello a ore 4.30.
C' anche una bacheca che indica a sinistra il Laboratorio di Ricerca e Didattica Ambientale Nembruno.
Andiamo a sinistra e alterniamo due tratti in piano e in lieve discesa. La stradina in alcuni punti ridotta a sentiero.
Troviamo un primo cartello che parla e illustra storie di frontiera, il bastone, la bricolla ecc.
In piano raggiungiamo poi una piccola croce in metallo ed un secondo cartello che informa sugli insetti della zona.
Il sentiero ora alterna tratti in piano ad altri in leggera salita. Un rivolo d'acqua bagna il cammino.
Troviamo un terzo cartello che parla dei torrenti, della vegetazione e della fauna.
Superiamo due anse della montagna ed in entrambi i casi dobbiamo scavalcare un torrentello che scende dalla nostra destra. L'acqua poca e
pertanto sufficiente camminare sui sassi che affiorano.
Poco dopo troviamo una targa a ricordo di un altro finanziere deceduto nell'adempimento del proprio dovere.
Un quarto cartello parla degli ungulati e delle loro impronte. Camminiamo in piano e troviamo un rivolo d'acqua che bagna il sentiero.
Superiamo un altro piccolo guado. Il sentiero ora largo.
In leggera salita contorniamo delle rocce di colore brunastro.
Troviamo il quinto e ultimo cartello che parla della geomorfologia e della vegetazione della Valle Albano.
Percorriamo un tratto in piano e poi, in leggera salita tra cespugli, arriviamo ad un bivio dove un segnavia indica a sinistra un sentiero che scende a Nembruno.
Continuiamo diritto in piano e troviamo sulla destra alcuni gradini che salgono verso una corta asta in ferro; probabilmente quanto rimane di una vecchia croce
(m. 1790).
Un paio di rivoli bagnano il sentiero. Attorno ci sono vari cespugli di rododendro.
Terminato questo tratto pianeggiante, proseguiamo in leggera discesa e, superato un altro rivolo, raggiungiamo l'Alpe Albano (m. 1756). Qui ci sono tre vecchie
baite, attaccate l'una all'altra e una vasca con fontana.
Il Rifugio Sommafiume ora ben visibile su un dosso a sinistra.
Continuiamo in leggera discesa superando altri rivoli d'acqua che allagano il sentiero e poi con percorso quasi pianeggiante arriviamo ad un bivio. I
segnavia indicano a sinistra: il Rifugio Sommafiume a ore 0.05, il Pizzo di Gino a ore 2.00 e il Rifugio Menaggio a ore 7.00; a destra: la Cima Verta a ore 1.00, Vegna
a ore 3.00 e la Val Cavargna; dietro: il Rifugio Il Giovo a ore 1.15, Garzeno a ore 3.40, l'Alta Via del Lario.
Andiamo a sinistra e poco dopo dobbiamo guadare il torrente Albano per passare sull'altro lato della vallata (m. 1750).
Poi saliamo abbastanza ripidamente e scavalchiamo l'ennesimo rivolo d'acqua.
Percorriamo un tratto in piano attraversando un prato. Infine, in salita, raggiungiamo il rifugio.
Tempo impiegato ore 3.30 - Dislivello: m. 855 -50
Descrizione
La capanna dispone di 22 posti letto, cucina e servizi igienici. Aperta solo in periodo estivo e disponibile previo .
Link utili
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