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Capanna Delle Aquile
Come arrivare · Gravedona, Lombardia · 2185 m · Capanna sociale
Scheda rifugio su MyBlaze
Informazioni pratiche
Tipologia
Capanna sociale
Quota
2185 m
Regione
Lombardia
Localita
Val Chiavenna
Comune
Gravedona
Itinerari
29/01/2010 Bellinzona, Bellinzona D+ 1500 m TC, TC Varie
Meteo
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Come arrivare al Capanna Delle Aquile
Il Rifugio Capanna delle Aquile situato sulle pendici occidentali della Cima de Cugn (m. 2237).
Su di una lastra di pietra collocata sulla facciata leggiamo: " Cima de Cugn, Casermetta degli Alpini costruita nel 1914, ristrutturata nel 1986 dal
Comune e Gruppo ANA Germasino. " Su di una targhetta metallica invece: " Capanna delle Aquile. CAI Sezione Cermenate (CO). Gennaio 2004. Privato. "
Pochi metri pi in alto, sul versante elvetico c' l'equivalente casermetta svizzera, ora chiusa.
Con la statale 340 seguiamo il Lago di Como fino a Dongo dove imbocchiamo la provinciale n. 5 che sale a Stazzona, Germasino e Garzeno.
Arrivati a Garzeno, al primo tornante destrorso, ignoriamo la deviazione che porta a Brenzeglio.
Ad un successivo tornante sinistrorso, prendiamo invece la deviazione per S. Anna e la Bocchetta di Germasino.
La strada, tra boschi di castagni, sale con vari tornanti lungo le pendici del Monte Cortafon; supera la chiesetta di S. Anna ed il vicino posto di
ristoro e perviene alla Bocchetta di Germasino (m. 1210).
Continua poi lungo il versante nord del monte, dapprima ancora asfaltata e poi sterrata.
Durante il periodo invernale, l'esposizione a nord del percorso, dalla bocchetta fino al Rifugio Il Giovo , fa si che la strada sia ghiacciata o
innevata e pertanto non transitabile.
Nella bella stagione invece, fino al Rifugio Il Giovo la strada percorribile anche in auto, meglio se con un fuoristrada in quanto il fondo stradale
non in perfette condizioni.
Per km. 2.3 dopo la bocchetta la strada ancora asfaltata. Continuiamo poi su fondo sterrato procedendo quasi in piano e a mezza costa nel bosco.
Ignoriamo una stradina a sinistra che conduce all'Alpe Brunedo e dopo km 3.1 arriviamo ad un bivio. Alcuni cartelli indicano che andando a
destra, dopo duecento metri in leggera discesa, si arriva al Rifugio Mottafoiada (m. 1316), mentre continuando diritto potremo raggiungere i Rifugi
Il Giovo , San Jorio e Sommafiume .
La sterrata comincia a salire leggermente e poco dopo vediamo sulla destra, sotto di noi, il Rifugio Mottafoiada .
Continuiamo poi con alcuni tornanti, ma sempre con poca pendenza, uscendo dal bosco e risalendo il versante nord del Motto di Paraone (m. 1809).
Dopo km. 8.8 dalla Bocchetta di Germasino, raggiungiamo l'ampia insellatura del Motto di Paraone tra le due valli di San Jorio e Dongana e
parcheggiamo la macchina accanto al Rifugio Il Giovo (m. 1714).
Seguendo la sterrata, passiamo sotto i cavi dell'alta tensione e arriviamo ad un bivio. Sulla destra ci sono due tavoloni in legno con relative panche
e una fresca fontana con vasca. I segnavia indicano a sinistra: Pizzo di Gino a ore 3.15, Vegna a ore 4.15, Val Cavargna, Rifugio
Sommafiume a ore
1.15, Rifugio Menaggio a ore 8.15; a destra: Rifugio San Jorio a ore 0.50 Passo San Jorio a ore 1, Laghi di
Roggio a ore 1.30, Monte Cardinello a ore 4.30. C' anche una bacheca che indica a sinistra il Laboratorio di Ricerca e Didattica Ambientale Nembruno.
Andiamo a destra. In piano percorriamo due tornanti destra-sinistra all'esterno dei quali ci sono delle protezioni di legno (m. 1730).
Ripassiamo sotto i cavi dell'alta tensione e alterniamo tratti sterrati ad altri con il fondo lastricato, camminando quasi in piano o in leggera
salita. Alla sinistra quasi sempre ci accompagna un muretto di pietre. Alcuni cartelli portano delle schede didattiche; la prima parla dell'ontano
verde e la seconda del formaggio d'alpe. Altri cartelli indicano alla sinistra i confini del Parco della Valle Albano. Attorno ci sono erba e vari
cespugli di rododendro che a inizio estate danno un bel tocco di colore.
Nei pressi di un casello dell'acquedotto (m. 1775), ignoriamo una stradina che scende a destra all'Alpe Possolo.
Con una curva a destra superiamo un'ansa della montagna dove troviamo un casello dell'acquedotto, in basso al quale da due tubicini esce dell'acqua.
Un torrente attraversa la sterrata passando sotto un ponticello (m. 1820).
Il fondo torna ad essere lastricato e rimarr cos fino al Rifugio San Jorio . La stradina piega a destra iniziando il giro delle testata della valle (m. 1870).
Superiamo in successione sei torrentelli che scendono dalla montagna e attraversano passando sotto altrettanti ponticelli. Un po' in alto a sinistra
vediamo un altro casello dell'acquedotto (m. 1895).
Presso un tornante sinistrorso, dove ci riportiamo in direzione del Rifugio San Jorio, troviamo un sentiero che si stacca sulla destra (m. 1910). I
segnavia indicano davanti: Confine italo-svizzero e Passo San Jorio a ore 0.20; a destra: Laghi di Roggio a ore 1, Capanna Como a ore 8.30 e Alta Via
del Lario; dietro: Rifugio Il Giovo a ore 0.30, Garzeno a ore 3.
Poco pi avanti troviamo un picchetto piantato nel mezzo della strada per impedire il transito a coloro che fossero arrivati fin qui in auto (m.
1920).
Nei prati alla destra parte la teleferica di servizio al Rifugio Capanna della Aquile che gi vediamo in alto (m. 1940).
Superiamo un tornante destrorso, dove troviamo un cartello didattico che parla dell'aquila reale, subito seguito da un tornante sinistrorso (m. 1965).
Ancora pochi passi e raggiungiamo il cartellone che mostra una cartina della zona e ci da il benvenuto al Rifugio San Jorio (m. 1980).
Qui termina la strada lastricata. Lasciato a sinistra il rifugio proseguiamo con un ampio sentiero sterrato e coperto da pietrisco con il quale in
modo abbastanza ripido raggiungiamo il Passo di San Jorio (m. 2014). Vi troviamo dei segnavia svizzeri che indicano la prosecuzione verso: Giggione a
ore 0.25, Monti di Ruscada a ore 1.50, Carena a ore 2.40, Alpe di Giumello a ore 1.15, Biscia a ore 1.10, Capanna Gesero a ore 1.35; dietro viene
indicato il Rifugio Il Giovo a ore 0.50. Alla sinistra in pochi minuti possibile salire alla Chiesetta di San Jorio (m. 2040).
Noi per nella direzione opposta che dobbiamo andare. Senza indicazioni e con un sentiero inizialmente poco marcato per non dire inesistente,
dobbiamo risalire verso destra il ripidissimo versante sud della Cima de Cugn.
Passiamo accanto al cippo che segna il confine e lasciamo a destra un sentiero pi marcato che a mezza costa sale verso la cima orientale del M.
Marmontana (vedi la variante).
Percorriamo un breve tratto quasi in piano aggirando verso destra un piccolo dosso (m. 2030).
Poi con poca pendenza camminiamo su di una crestina erbosa. In basso a destra vediamo il Rifugio San Jorio .
Il fondo diventa roccioso e cominciamo a salire ripidamente (m. 2045).
Percorriamo un tratto con poca pendenza poi lasciamo a sinistra alcune rocce che aggiriamo tra pietre, erba e rododendri (m. 2060).
Poi ci riportiamo in cresta (m. 2085) e dopo un tratto con poca pendenza torniamo a salire con delle serpentine ripidissime (m. 2115).
Ad un bivio abbiamo scelto il sentiero a sinistra (m. 2140).
Pi avanti la pendenza diminuisce un poco. Poi riprendiamo a salire, faccia a terra, con ripidissimi zig-zag. Per un breve tratto il sentiero
incassato nel terreno circostante.
Infine, con minore pendenza, camminando tra erba e pietre sbuchiamo di fronte al rifugio e vediamo l'altro sentiero che arriva dalla destra.
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