Rifugio San Jorio
Come arrivare · Gravedona ed uniti, Lombardia · 1984 m · rifugio alpino
Scheda rifugio su MyBlaze
Informazioni pratiche
Tipologia
rifugio alpino
Quota
1984 m
Posti letto
25
Regione
Lombardia
Localita
Rifugio S. Jorio — Valle Albano
Comune
Gravedona ed uniti
Itinerari
29/01/2010 Bellinzona, Bellinzona D+ 1500 m TC, TC Varie
Meteo
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Contatti
Come arrivare al Rifugio San Jorio
Il Rifugio San Jorio, ex caserma della Guardia di Finanza, situato poco sotto l'omonimo passo che collega l'alto Lario con Bellinzona ed il Verbano, mettendo
in contatto le Valli Albano e San Jorio in Italia, con la Val Morobbia in Svizzera.
Il passo era parecchio frequentato nei secoli scorsi; da qui passava la seta prodotta a Como e diretta in Germania e il materiale di ferro della Val Morobbia
utilizzato nelle officine di Dongo.
Il nome dovrebbe derivare da quello del santo eremita a cui dedicata la chiesetta che sorge poco pi in alto.
Il rifugio gestito dall'Operazione Mato Grosso, un movimento di volontari che dal 1967 lavorano gratuitamente in favore dei poveri di Brasile, Bolivia,
Ecuador e Per. Il ricavato dalla gestione devoluto interamente alle loro necessit.
Primo itinerario: da Brenzeglio
Con la statale 340 seguiamo il Lago di Como fino a Dongo dove imbocchiamo la S.P. 5 che sale a Stazzona, Germasino e Garzeno.
Arrivati a Garzeno, al primo tornante destrorso, lasciamo la provinciale e continuiamo diritto con Via San Jorio (m. 640). Attraversato il paese, troviamo
un bivio dove la segnaletica indica a sinistra il Ponte delle Seghe e a destra il Santuario Quang, Brenzeglio (1 ora a piedi), e i Rifugi
Il Giovo e San Jorio.
Andiamo a destra. La strada stretta e ancora asfaltata sale nel bosco e supera il Santuario della Madonna di Quang (m. 800) davanti al quale c' un ampio parcheggio.
Pi avanti, presso una curva a destra, l'asfalto termina (m. 925). Qui c' un piccolo slargo e posto per tre o quattro auto. Il tratto successivo su fondo
sterrato pi adatto ad un fuoristrada che a una vettura normale tuttavia procedendo con cautela possibile continuare fino a Brenzeglio (m. 979).
Raggiunto l'abitato, nei giorni festivi, potremmo trovare il poco spazio per parcheggiare gi occupato dalla gente del posto.
In tal caso possibile lasciare la macchina un po' prima, presso uno slargo sulla destra situato tra una cascata e una nicchia nella roccia contenente una
madonnina nera (m. 965).
All'inizio di Brenzeglio ci sono una fontana e un bivio. I segnavia indicano a sinistra: il Ponte di Begua e l'Alpe di Fraccia; a destra: il Rifugio
Il Giovo a ore 2, il Rifugio S. Jorio a ore 3 e il Rifugio Sommafiume a ore 3.10.
Ci incamminiamo con una sterrata in leggera salita nel bosco passando tra le vecchie abitazioni e i " mason ". Questi ultimi sono degli edifici rurali,
caratteristici di questi luoghi, formati da una stalla a pian terreno e un deposito di foglie nel sottotetto. Il tetto alto e molto spiovente ed ricoperto di paglia.
Lasciata a destra un'altra fontana, superiamo le ultime case e con percorso quasi pianeggiante tra prati e qualche albero di noce, iniziamo a percorrere a
mezza costa il lato destro della valle Albano sulle pendici meridionali del Monte Cortafon.
Passiamo sotto una teleferica e in leggera salita raggiungiamo le case dei Monti di Ciaccio (m. 1020).
La strada alterna tratti su sterrato, selciato o cemento.
Troviamo un'altra teleferica e dell'acqua che scende da destra e bagna la strada.
Percorriamo un tratto in salita e poi continuiamo quasi in piano su fondo sterrato.
Presso una curva a sinistra vediamo pi in basso un torrente. Poi riprendiamo a salire con vari tornanti.
Pi in alto, tra i prati, c' una baita.
Un sentiero che arriva da destra si immette sulla stradina (m. 1110).
Continuando con vari tornanti raggiungiamo le case di Piazza Cavada (m. 1175).
Ad un tornante rivediamo il sottostante torrente e, dopo un tratto tra i prati, arriviamo alle ultime tre baite dell'alpeggio seguite da una fontana che per
non butta acqua (m. 1210).
Vediamo un'altra casa, un po' lontana dalla strada e proseguiamo con poca pendenza e diversi tornanti.
Pi avanti, presso un tornante destrorso (m. 1375) cominciamo a vedere in lontananza la bianca sagoma del Rifugio Il Giovo . Sul lato opposto possiamo
invece ammirare una parte del Lago di Como ai piedi del Monte Legnone.
Raggiungiamo il Dosso di Brento e lo attraversiamo quasi in piano (m. 1435).
Poi in leggera salita arriviamo all'Alpe di Brento dove troviamo una baita, una lunga stalla e una sorgente la cui acqua allaga la strada (m. 1461).
Superiamo due caselli dell'acquedotto ed un tratto selciato, poi la stradina ridiventa sterrata ed in lontananza torniamo a vedere il Rifugio
Il Giovo .
Troviamo una targa in marmo a ricordo di due finanzieri deceduti.
Percorriamo un tratto in piano fino ad una curva a sinistra deve un rivolo d'acqua bagna il percorso; poi continuiamo in leggera salita.
Un altro rivolo passa sotto la strada. Ora la pendenza aumenta.
Troviamo una targa a ricordo di due finanzieri e del loro cane, travolti da una valanga (m. 1630) e poco dopo un'altra targa a memoria altri due finanzieri.
Percorriamo un tratto su fondo selciato e vediamo ancora una targa commemorativa; questa volta in bronzo e ricorda un partigiano.
Torniamo su fondo sterrato e raggiungiamo l'ampia insellatura del Motto di Paraone tra le due Valli di San Jorio e Dongana dove situato il Rifugio
Il Giovo (m. 1714).
Lasciato a destra il rifugio e la fontana, continuiamo in piano seguendo i
tralicci e immettendoci sulla sterrata che proviene dalla Bocchetta di Germasino (vedi il successivo itinerario).
In alto a destra ben visibile il Rifugio San Jorio.
Il Rifugio Sommafiume invece pi lontano e pi difficile da individuare. Chi dispone di un binocolo o di un'ottima vista pu provare a
cercarlo a sinistra in cima ad un dosso, alla testata della Valle Albano.
Seguendo la sterrata, passiamo sotto i cavi dell'alta tensione e arriviamo ad un bivio. Sulla destra ci sono due tavoloni in legno con relative panche
e una fresca fontana con vasca. I segnavia indicano a sinistra: Pizzo di Gino a ore 3.15, Vegna a ore 4.15, Val Cavargna, Rifugio
Sommafiume a ore 1.15, Rifugio Menaggio a ore 8.15; a destra: Rifugio San Jorio a ore
0.50 Passo San Jorio a ore 1, Laghi di Roggio a ore 1.30, Monte Cardinello a ore 4.30. C' anche una bacheca che indica a sinistra il Laboratorio di
Ricerca e Didattica Ambientale Nembruno.
Andiamo a destra. In piano percorriamo due tornanti destra-sinistra all'esterno dei quali ci sono delle protezioni di legno (m. 1730).
Ripassiamo sotto i cavi dell'alta tensione e alterniamo tratti sterrati ad altri con il fondo lastricato, camminando quasi in piano o in leggera
salita. Alla sinistra quasi sempre ci accompagna un muretto di pietre. Alcuni cartelli portano delle schede didattiche; la prima parla dell'ontano
verde e la seconda del formaggio d'alpe. Altri cartelli indicano alla sinistra i confini del Parco della Valle Albano. Attorno ci sono erba e vari
cespugli di rododendro che a inizio estate danno un bel tocco di colore.
Nei pressi di un casello dell'acquedotto (m. 1775), ignoriamo una stradina che scende a destra all'Alpe Possolo.
Con una curva a destra superiamo un'ansa della montagna dove troviamo un casello dell'acquedotto, in basso al quale da due tubicini esce dell'acqua.
Un torrente attraversa la sterrata passando sotto un ponticello (m. 1820).
Il fondo torna ad essere lastricato e rimarr cos fino al rifugio. La stradina piega a destra iniziando il giro delle testata della valle (m. 1870).
Superiamo in successione sei torrentelli che scendono dalla montagna e attraversano passando sotto altrettanti ponticelli. Un po' in alto a sinistra
vediamo un altro casello dell'acquedotto (m. 1895).
Presso un tornante sinistrorso, dove ci riportiamo in direzione del rifugio, troviamo un sentiero che si stacca sulla destra (m. 1910). I segnavia
indicano davanti: Confine italo-svizzero e Passo San Jorio a ore 0.20; a destra: Laghi di Roggio a ore 1, Capanna Como a ore 8.30 e Alta Via del Lario;
dietro: Rifugio Il Giovo a ore 0.30, Garzeno a ore 3.
Poco pi avanti troviamo un picchetto piantato nel mezzo della strada per impedire il transito a coloro che fossero arrivati fin qui in auto (m.
1920).
Nei prati alla destra parte la teleferica di servizio al Rifugio Capanna della Aquile che vediamo in alto (m. 1940).
Superiamo un tornante destrorso, dove troviamo un cartello didattico che parla dell'aquila reale, subito seguito da un tornante sinistrorso (m. 1965).
Ancora pochi passi e raggiungiamo il cartellone che mostra una cartina della zona e ci da il benvenuto al Rifugio San Jorio.
Tempo impiegato ore 2.50 - Dislivello: m. 1001
Descrizione
A ridosso dell’omonimo passo (mt.2014) situato sul confine italo-svizzero offre possibilità di escursioni con diversi livelli di difficoltà, ma sempre ricchi di meravigliosi scorci panoramici e incontri “ravvicinati” con la fauna locale. L’ambiente caldo e accogliente saprà offrire ottimo ristoro dopo le fatiche della salita a piedi o mtb.
Link utili
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