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Rifugio Ghislandi Giacomo
Come arrivare · Lecco, Lombardia · 1284 m · Capanna sociale
Scheda rifugio su MyBlaze
Informazioni pratiche
Tipologia
Capanna sociale
Quota
1284 m
Posti letto
9
Regione
Lombardia
Localita
Passo del Fo'
Comune
Lecco
Meteo
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Come arrivare al Rifugio Ghislandi Giacomo
La Capanna Sociale Ghislandi situata al Passo del Fo, sulle pendici meridionali del Monte Resegone.
Pur essendo riservata ai soci dei Cai di Calolziocorte, comunque un ottimo punto d'appoggio al Rifugio Alpinisti Monzesi .
Primo itinerario: da Erve.
Lasciamo la statale 36 al km. 49.5 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere l'uscita Bione e subito dopo giriamo a destra seguendo le indicazioni per Bergamo.
Seguiamo la sponda dell'Adda e il Lago di Garlate e poi presso una rotonda ci immettiamo sulla statale 639 andando a destra in direzione Bergamo.
Attraversiamo Vercurago e arriviamo a Calolziocorte dove, al secondo semaforo imbocchiamo sulla sinistra la provinciale 180 in direzione di Erve e Carenno.
A Rossino, ad un bivio lasciamo la strada che continua verso Carenno e giriamo a sinistra per Erve. Proseguiamo con un percorso panoramico in parte scavato nella roccia.
Arriviamo cos al borgo di Erve (m. 559), adagiato lungo il corso del Torrente Galaveso e lo attraversiamo interamente lasciando l'auto in uno dei
parcheggi lungo la strada. Davanti vediamo il Resegone e distinguiamo nettamente la costruzione color rosa del Rifugio Azzoni accanto alla Punta Cermenati.
In fondo al paese, nei pressi di una rotonda inizia il percorso segnalato con il n. 11 (m. 595). Qui troviamo anche quattro panche e quattro
cartelloni con descrizione dei sentieri e cartine della zona e un segnavia che indica l'anello del Resegone, le antiche miniere e La Passata a ore 2.
Superiamo il Galaveso con un ponticello di pietra o anche con un guado se l'acqua poca. Vediamo un segnale che indica il divieto di transito alle
moto. Alla destra c' un baitello e alla sinistra un cassottello verde.
Subito dopo troviamo altri segnavia che indicano con il sentiero 11: Rifugio Azzoni e vetta del Resegone a ore 4, Capanna
Alpinisti Monzesi a ore 2,
sorgente S. Carlo a ore 0.40. Un cartello informa se il Rifugio Monzesi chiuso o aperto.
Ci incamminiamo in leggera salita su di una stradina sterrata. Alla sinistra c' una rete metallica. Alla destra scorre in torrente. Su di un masso
vediamo dei bolli di colore rosso e giallo.
Cominciamo a salire. Il fondo in cemento e alla destra ci sono delle protezioni in legno.
Alla sinistra troviamo una parete di roccia. Proseguiamo tra alberi, alberelli e arbusti.
Continuiamo in modo abbastanza ripido. Alla destra della strada sono stati scavati dei gradini risalendo i quali notiamo su di un grande masso una madonna con bambino ed il segnavia a bandierina con il n. 11 (m. 610).
Poco dopo ignoriamo un sentiero che sale a sinistra, accanto ad una santella (m. 625).
Ora la pendenza scarsa. Alla sinistra c' una costruzione dell'acquedotto sulle cui pareti vediamo un segnavia a bandierina n. 11. Entriamo nel bosco.
Percorriamo un breve tratto in salita con delle protezioni alla destra e poi continuiamo quasi in piano (m. 640).
Lasciamo a destra un ponticello che attraversa il Galaveso. Un cartello indica Pian Munik.
Subito dopo alla sinistra c' un piccolo slargo.
Proseguiamo in leggera salita. Alla sinistra c' una casa diroccata.
Troviamo poi un altro ponticello che attraversa il torrente e termina con un cancelletto oltre il quale c' una propriet privata nella quale vediamo un cassottello.
Continuiamo in piano con un muretto a secco alla sinistra e una protezione in legno alla destra.
Percorriamo una curva a sinistra all'interno della quale c' una casa/stalla.
Dopo pochi passi in salita continuiamo quasi in piano e troviamo un terzo ponticello sul Galaveso. Una piccola targa recita: " ul put di carbuner "
(m. 650).
Proseguiamo con la stradina fino ad arrivare in localit Gntt dove la valle si allarga un poco. Qui dobbiamo superare il Galaveso e possiamo farlo in tre modi.
- Se l'acqua poca o assente conviene seguire la stradina che scende al guado e poi con un secondo guado tornare alla sinistra del corso d'acqua.
- Se l'acqua tanta dobbiamo proseguire lungo la sponda del torrente fino a trovare uno stretto ponticello accanto al quale un cartello indica il
Ristoro 2 Camosci. Attraversato il Galaveso, con un altro ponte torniamo poi alla sinistra del torrente.
- La terza possibilit consiste nel rimanere sempre alla sinistra del torrente. La stradina si restringe e diventa sentiero. Alla sinistra c' una
staccionata oltre la quale vediamo una vecchia cascina malconcia. Poi con pochi passi in discesa arriviamo al guado di un ruscello affluente del
Galaveso, lo attraversiamo e risaliamo l'opposta sponda.
in ogni caso ci ritroviamo poi davanti ad una palina che indica: Localit Gntt m. 663 e segnala il Rifugio Alpinisti Monzesi a ore 1.10 con la
variante Pr di Ratt e a ore 1.30 passando per la sorgente San Carlo. Quest'ultima indicata a 15 minuti. Alla destra, oltre il torrente, vediamo
l'agriturismo 2 Camosci.
Proseguiamo in leggera salita tra alberi e arbusti.
Poi saliamo con il fondo in pietra fino a trovare sulla sinistra la cascina C del Pr davanti alla quale c' una fontana con vasca in cemento.
Proseguiamo quasi in piano seguendo un muro a secco.
Il sentiero si biforca (m. 700): a sinistra sale la variante Pr di Rat, pi breve ma pi impegnativa; diritto invece c' il percorso principale, pi
agevole ma pi lungo, seguendo le sponde del Galaveso. Entrambi sono contrassegnati con il n. 11. Il Rifugio Monzesi indicato, con la variante a ore
1, e con il percorso principale a ore 1.45.
a) Percorso principale (diritto)
Proseguiamo quasi in piano, accompagnati dallo scroscio del torrente, addentrandoci nel bosco.
Con poca pendenza percorriamo poi un tratto con il sentiero incassato nel terreno circostante.
Vediamo un segnavia a bandierina n. 11. Torniamo a salire.
Poco dopo il sentiero si divide sole per aggirare un gruppo di alberi.
Percorriamo un altro tratto incassato. Continuiamo in leggera salita.
Dopo pochi passi in discesa, proseguiamo quasi in piano. Alla destra vediamo una pozza e un saltello del torrente (m. 725).
Proseguiamo dapprima con poca pendenza e poi in salita. Il fondo del sentiero formato da pietre e roccia.
Passiamo tra due roccette e dopo un tratto quasi in piano riprendiamo a salire.
Arriviamo al Ponte del Bruco (m. 750). Qui una targa in bronzo ricorda il mulo, a cui spettava il rifornimento del rifugio, deceduto nell'adempimento
del proprio dovere. La targa recita: " Al mulo fedele compagno e servitore degli alpini e degli alpinisti che qui concluse la sua ultima fatica ".
Oltre il ponte riprendiamo a salire. Passiamo tra due tavoli con relative panche e un cartello che indica la Capanna Alpinisti Monzesi .
Salendo rudimentali gradini scavati nella roccia arriviamo alla fonte S. Carlo. Accanto ad un'icona raffigurante il santo c' questa iscrizione
scolpita nel legno: " Passa tranquillamente tra il rumore e la fretta, ma ricorda quanta pace pu esserci nel silenzio delle montagne ". Qui
troviamo un altro tavolo con panche di legno. Diversi rivoli d'acqua scendono dalla montagna.
Il sentiero prosegue inizialmente con delle protezioni alla sinistra poi, quasi in piano entra in una gola. Alla sinistra scorre il torrente.
Riprendiamo a salire agevolati da rudimentali gradini.
Dopo un tornante destrorso (m. 770) la pendenza aumenta e saliamo con alcuni zig-zag mentre il sentiero in alcuni punti incassato rispetto al
terreno circostante.
In piano attraversiamo un piccolo slargo poi in lieve discesa ci avviciniamo al Galaveso e lo guadiamo verso sinistra (m. 790).
Sull'altra sponda riprendiamo a salire. Su di un albero un piccolo cartello indica la Capanna Monzese .
Ora saliamo ripidamente verso una roccia, agevolati da alcuni rudimentali gradini.
Giunti in cima (m. 805) il sentiero piega a destra e prosegue con poca pendenza a mezza costa.
Dopo due passi in salita, con i quali superiamo una roccetta, continuiamo con poca pendenza mentre alla sinistra il sentiero precipita ripidamente tra
alberelli e arbusti.
Riprendiamo poi a salire con dei gradini scavati nella roccia (m. 820).
Quasi in piano percorriamo una curva verso destra.
Poi alternando tratti in salita, con poca pendenza o quasi in piano ci riavviciniamo al torrente e lo guadiamo (m. 845).
Riprendiamo a salire. Ora il torrente scorre in basso a destra.
Saliamo altri gradini. Passiamo tra alcune pietre e, dopo due passi in discesa e altrettanti in piano, torniamo a salire con lievi serpentine
incassate nel terreno circostante.
Dopo pochi passi in discesa guadiamo il torrente verso destra e riprendiamo a salire (m. 885).
Troviamo due cartelli che indicano il divieto di caccia. Qui il sentiero piega a destra e abbandona il corso d'acqua che finora aveva sempre
accompagnato il nostro cammino.
Poco dopo inizia il tratto pi faticoso. Superiamo i primi due zig-zag sinistra-destra. In questo punto troviamo un albero cresciuto in mezzo al sentiero.
Poi saliamo a zig-zag in modo abbastanza ripido. Pi avanti troviamo alcuni gradini di legno che agevolano il cammino.
Giunti in cima troviamo un bivio (m. 1015). Ignoriamo un sentiero non segnalato che si stacca alla destra e proseguiamo diritto seguendo l'indicazione
per il Rifugio Alpinisti Monzesi . Un piccolo cartello indica Erve nella direzione dalla quale proveniamo.
Percorriamo un lungo tratto nel quale camminiamo con poca pendenza o quasi in piano.
Troviamo poi alla sinistra una piccola croce ed una targa a ricordo di uno sfortunato escursionista perito a soli venti anni (m. 1035).
Il sentiero prosegue un po' incassato.
Alla destra si stacca un sentiero, segnalato da un cartello, che conduce a Piazzo (m. 1055).
Poi quasi in piano arriviamo ad un'ansa della montagna dove giriamo a sinistra guadando un ruscello che attraversa il sentiero. Siamo ormai giunti
alla testata della valle ed iniziamo ad aggirarla portandoci poco alla volta verso sinistra.
Un tratto quasi in piano seguito da uno in salita ci portano ad un bivio (m. 1080). I segnavia indicano a destra: Piazzo a ore 0.15, La Passata a ore
0.30, Antiche Miniere a ore 0.40; a sinistra: Rif. Alpinisti Monzesi a ore 0.20, Passo del Fo a ore 0.40, Anello del Resegone; dietro: Sorgente San
Carlo a ore 0.40, Erve a ore 1.10.
Proseguiamo in lievissima discesa fino ad un'ansa della montagna dove pieghiamo a sinistra guadando un ruscello.
Poi riprendiamo a salire e percorriamo un tratto incassato.
Proseguiamo dapprima con minore pendenza e poi quasi in piano (m. 1090).
Torniamo a salire. Presso un tornante destrorso ignoriamo un sentiero che prosegue diritto. Un segnavia indica la Capanna Monzesi a 15 minuti.
Pi avanti, dopo una curva a sinistra incontriamo la variante Pr di Rat (descritta pi sotto) che si innesta in questo punto (m. 1105). I segnavia
indicano a sinistra Erve a ore 1 con il sentiero impegnativo Pr di Ratt; dietro con il sentiero facile la sorgente San Carlo a ore 0.45 e Erve a ore 1.15.
Proseguiamo diritto e poco dopo lasciamo a sinistra una croce.
Alternando due tratti quasi in piano ad uno in leggera salita raggiungiamo il bivio dove un cartello arrugginito segnala a sinistra l'inizio del
sentiero n. 24 per il Monte Magnodeno (m. 1130).
Proseguiamo diritto in salita. Alla sinistra troviamo una sorgente. L'acqua esce da un tubicino appoggiato su di una vasca in cemento (m. 1140).
Continuiamo dapprima con poca pendenza e poi in salita (m. 1150). In alto a sinistra c' una baita.
Infine, accompagnati alla destra da un bosco di conifere, arriviamo al Rifugio Monzesi .
Il Rifugio Ghislandi situato un centinaio di metri pi in alto. Gi riusciamo a vederlo e con una ripida salita lo raggiungiamo.
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