Capanna Bivacco Monte Magnodeno

Come arrivare · Lecco, Lombardia · 1238 m · rifugio

Scheda rifugio su MyBlaze

Informazioni pratiche

Tipologia
rifugio
Quota
1238 m
Posti letto
0
Regione
Lombardia
Localita
Costa
Comune
Lecco

Meteo

Caricamento previsioni…

Dati meteo da Open-Meteo

Come arrivare al Capanna Bivacco Monte Magnodeno

Il Bivacco Magnodeno situato presso la cima dell'omonimo monte, satellite orientale del pi celebre Resegone al quale legato tramite la Cresta della Giumenta. Attorno al bivacco ci sono alcuni tavoloni e panche ed un barbecue sotto un tettuccio. Nel punto pi elevato c' la piazzola per l'elicottero. Sul lato che guarda verso la sottostante Lecco e stata collocata una grande croce alta sette metri. Splendido il panorama. Su di un rosone ai piedi della croce sono indicate le montagne, le localit e la direzione nella quale bisogna guardare che ricopio partendo da ovest in senso orario: OVEST, Cornizzolo 1240, M. Rosa 4633, M. Cervino 4478, Allalinhom 4027, Corni di Canzo 1368, Dom 4545, Moregallo 1276, Weissimes 4023, P. Sempione 2005, M. S. Primo 1685, Aletshorn 4195, Jungfrau 4158, Finsteraarhom 4274, Bregagno, Coltignone 1473, Grigna Meridionale 2184, Grigna Settentronale 2410, NORD, M. Legnone 2609, Pizzo Alto 2512, M. Due Mani 1562, Pizzo d'Erna 1291, Foppa Bona, Pizzo Varrone, Pizzo Tre Signori 2554, M. Resegone 1875, Forcella Passata, EST, Camozzero, Conc, Monte Tesoro, Valle San Martino Bergamo, Valle dell'Adda, SUD, Milano, Monte Regina, Monte Viso, Lago di Annone, Lago di Pusiano e Alserio, M. Bianco 4810, M. Barro 929. Primo itinerario: da Maggianico - sentiero n. 29 Localit di partenza della nostra escursione Maggianico, che raggiungiamo dopo aver lasciato Lecco con la statale 639 in direzione Bergamo. Abbandoniamo la statale seguendo il cartello che indica a sinistra l'ambulatorio veterinario e proseguiamo con Via Armonia, poi Via Zelioli e infine Via Alla Fonte che termina con un tratto acciottolato ove parcheggiamo (m. 231). Ci incamminiamo in leggera salita. Alla destra, oltre un parapetto in ferro dipinto di verde, scorre il Torrente Cif. La strada poi si restringe e, in salita, arriviamo ad un bivio dove, dipinti su di un muro, sbiaditi segnavia indicano a sinistra (Via Gaudenzio Ferrari) il sentiero 28 rosso e diritto il 29 giallo. Alla destra un ponticello gettato sul torrente conduce ad un cancello verde (m. 245). Proseguiamo diritto e saliamo alcuni gradini. Dalla sinistra scende un ruscelletto che attraversa il sentiero passandogli sotto. Appesa ad un pilone di legno che regge dei cavi, vediamo una tavoletta di legno con la mappa dei sentieri 28 rosso (che passa da Corte Marcia m. 780), e 29 giallo (che passa per Piazzo m. 507, Camposecco m. 605, Culmine m. 921, Corno Grao m. 1039); i due sentieri poi si uniscono prima di arriva in cima al Magnodeno (m. 1241). Lasciati a sinistra due piccoli cancelli, con un ponticello con le sponde di ferro dipinte di verde, passiamo alla destra del Torrente Cif. Entriamo nel bosco. Troviamo un altro bollo n. 29 nel cerchietto giallo. Le sponde di ferro, che dopo il ponticello proseguivano alla sinistra, ora terminano. Raggiungiamo una croce ed una panchina (m. 270). Qui lasciamo il torrente che prosegue diritto e pieghiamo a destra. Il sentiero si sdoppia in due tracce parallele; prendiamo quella a sinistra indicata da un bollo, ignoriamo una scorciatoia che sale a sinistra, e poco dopo ritroviamo l'altra traccia che rientra dalla destra (m. 280). Il sentiero gira a sinistra. Pi avanti torna a dividersi e a riunirsi. Nuovamente il sentiero si sdoppia. Andando a sinistra raggiungiamo un bivio (m. 300) dove troviamo del segnavia che indicano verso sinistra un altro attacco del sentiero 28 rosso (Magnodeno Via Corna Marcia, Solenga) e a destra la prosecuzione del sentiero 29 giallo (Piazzo, Camposecco, Culmine, Corno Grao, Magnodeno). Andiamo a destra in leggera salita e ritroviamo l'altro sentiero che rientra dalla destra. In salita percorriamo una curva a destra con il sentiero incassato nel terreno circostante e continuiamo con poca pendenza intersecando un sentiero-scorciatoia che sale dalla destra e prosegue alla sinistra. Sopra di noi passano i cavi dell'alta tensione (m. 315). Scavalchiamo un rivolo e riprendiamo a salire agevolati da tronchetti di legno che formano dei gradini. Alla destra, profondamente incassato nel suo letto, scorre un torrente che subito abbandoniamo girando a sinistra. Tra gli alberi alla sinistra vediamo il ponte sull'Adda e il Lago di Garlate. Dalla sinistra sale la scorciatoia che avevamo precedentemente incrociato (m. 330). Il sentiero si divide solo per aggirare due alberi. Poi ignoriamo il solito sentierino che riparte alla sinistra e proseguiamo diritto con poca pendenza fino ad una curva a sinistra oltre la quale torniamo a salire. Ad un bivio vediamo un bollo giallo a sinistra ed uno rosso a destra e seguiamo il primo con un paio di zig-zag (m. 340). Raggiungiamo un incrocio e, seguendo i bolli gialli, andiamo a destra (m. 355). (Potremmo anche andare diritto. In tal caso il sentiero poi piega a destra, per un po' costeggia un ruscello, poi sale a destra con alcuni zig-zag e raggiunge un muretto a secco. Poco pi avanti davanti ad una casa si riunisce all'altro). Il sentiero nuovamente si divide e i bolli gialli ci mandano a sinistra passando accanto a delle stanghe di legno legate in orizzontale agli alberi (m. 370). Poi si divide in tre; non ci sono bolli ed in effetti possiamo sceglierne uno a caso. In questa zona gli alberi sono pi radi. I sentieri si riuniscono accanto ad un muretto a secco dove ritroviamo i bolli e torniamo nel bosco (m. 385). Ignoriamo una traccia che si stacca verso destra. Il sentiero nuovamente si divide solo per aggirare un albero. Ritroviamo il sentiero lasciato al precedente incrocio che arriva dalla sinistra. Davanti c' una casa con gli infissi verdi, nel cortile della quale vediamo delle arnie (m. 395). Aggiriamo la casa verso destra e saliamo alcuni rudimentali gradini accanto alla rete di recinzione. Superiamo un tornante sinistrorso. Poi il sentiero si sdoppia solo per aggirare un gruppo di alberi (m. 415). Proseguiamo con due curve, sinistra-destra, tra le quali su di un albero leggiamo un cartello: "Comunit montana del Lario orientale". Poi la pendenza aumenta e saliamo con delle serpentine (m. 425). Il sentiero nuovamente si divide ed un bollo indica di andare a destra ma comunque poco dopo i due rami si riuniscono (m. 435). Dopo qualche passo, con poca pendenza riprendiamo a salire con alcuni zig-zag. Qui il sentiero incassato. Alcuni tronchetti di legno formano dei gradini. Lasciamo a sinistra un sentiero, segnalato da un piccolo cartello su di un albero, che scende a Solenga e proseguiamo verso destra in salita (m. 445). Vediamo due bolli giallo-rossi, poi riprendiamo a trovare i soliti cerchietti gialli. Saliamo alcuni rudimentali gradini. Superiamo un tratto incassato nel terreno circostante. In un punto alla destra c' una rudimentale protezione con dei tronchi che formano delle transenne di legno (m. 480). Continuiamo in leggera salita accompagnati alla sinistra da un muro di pietre a secco, terminato il quale troviamo una palina con una cartina della zona e alcuni segnavia: Baite Piazzo m. 507; diritto: Somasca, Castello dell'Innominato. Lasciato a destra l'ampio sentiero che conduce alle poche baite (dove c' anche un tavolone con panche in metallo), proseguiamo diritto in salita e su di un albero vediamo un piccolo cartello che indica il sentiero 29 per il Magnodeno. Ci manteniamo alla sinistra di una bella radura e raggiungiamo un'altra palina i cui segnavia indicano verso destra Somasca e il Castello dell'Innominato mentre su di una pietra il segnavia 29 nel cerchietto giallo invita a proseguire diritto. Superiamo un rivolo che scorre alla sinistra e rientriamo nel bosco. Percorriamo alcune serpentine e troviamo dapprima alla sinistra un masso e poi alla destra una pietra squadrata, entrambi marcati con i bolli (m. 525). Troviamo poi altri massi alla destra tra gli alberi (m. 545). Qui giriamo a sinistra e poco dopo percorriamo altre due curve destra-sinistra. Proseguiamo con delle serpentine e con maggiore pendenza. Superiamo un tratto incassato nel terreno circostante salendo alcuni gradini di legno (m. 560). Presso una curva a destra ignoriamo un sentiero marcato da grossi bolli gialli che sale dalla sinistra (m. 565). Il sentiero subito dopo si divide e poi torna ad unirsi dopo aver aggirato alcuni alberelli. Proseguiamo con dei gradini di legno e delle serpentine abbastanza ripide. Superiamo un tornante sinistrorso (m. 580). Arriviamo ad un bivio (m. 590): il sentiero alla sinistra contrassegnato da bolli gialli conduce ad una sorgente, poi piega a destra e passando accanto ad una casa arriva a Camposecco; quello a destra contrassegnato da cerchietti gialli punta direttamente verso l'Osteria Camposecco che gi intravediamo tra gli alberi. In entrambi i casi raggiungiamo una radura con vari tavoloni e panche all'ombra di alcuni tigli, castagni e abeti (m. 610). Qui troviamo il Rifugio Camposecco . Alla destra c' un bel punto panoramico sulla sottostante Lecco, sul lago e sull'Adda. Davanti, alla sinistra del rifugio e accanto alla piccola costruzione del WC, arriva il sentiero da Somasca descritto nel quinto itinerario. Giriamo a sinistra e passiamo tra un baitello e il campo di bocce. Un segnavia indica il Magnodeno a ore 1.45. Attraversiamo un prato. Alla destra ci sono una baita e un cassottello in lamiera; lontano alla sinistra vediamo una casa. Rientriamo nel bosco camminando dapprima con poca pendenza e poi in salita (m. 615). Con maggiore pendenza arriviamo ad un tornante destrorso dove tempo fa, qualcuno deve aver appeso un quadro ad un albero; ora rimane solo la cornice, inserita saldamente nella corteccia, ed un segnavia che indica un sentiero contraddistinto da bolli rossi: Culmine - via ferrata - palestra di roccia (m. 650). Continuiamo verso destra con minore pendenza, seguendo il sentiero 29. Vediamo un segnavia su di un albero (m. 665). La pendenza aumenta (m. 700) e poi diventa abbastanza ripida (m. 720). Il sentiero incassato nel terreno circostante. Passiamo sotto due alberi divelti e caduti di traverso sopra al sentiero. Presso un tornante sinistrorso vediamo su di un albero un segnavia rosso-giallo-bianco a cerchi concentrici (m. 750). Pi avanti percorriamo un ampio tornante destrorso (m. 775) seguito da uno sinistrorso (m. 810). Dopo aver superato due cerchietti gialli la pendenza diminuisce un poco il che consente di tirare il fiato e guardare tra gli alberi alla sinistra dove riusciamo a intravedere il Lago di Garlate (m. 820) ma, appena raggiunto il successivo cerchietto segnavia riprendiamo a salire in modo pi deciso. Una pietra ed un tronchetto di legno formano due gradini (m. 835). Ora saliamo in modo ripido (m. 850). Abbiamo l'impressione che la pendenza continui progressivamente ad aumentare. Percorriamo una curva a destra (m. 875) e poi un tornante anch'esso verso destra (m. 890). La pendenza aumenta ancora. Superata una curva a sinistra (m. 900) percorriamo un tratto meno faticoso che termina alla successiva curva a destra dove torniamo a salire in modo abbastanza ripido (m. 915). Raggiungiamo una selletta denominata Zappello della Culmina oltre la quale il sentiero spiana (m. 920). Troviamo vari segnavia: un cartello indica davanti in discesa un sentiero per Erve, Saina e Somasca; dietro con il sentiero 29 viene indicata Camposecco a 35 minuti; un altro cartello sembrerebbe indicare verso sinistra il Sentiero della Valle 801. Alla destra c' un sentiero non segnalato dal quale arriva il percorso descritto nel sesto itinerario che proviene da Saina. Giriamo a sinistra verso il Bivacco Corti ben visibile a qualche diecina di metri di distanza. Superiamo un cippo, che segnala l'antico confine tra lo Stato di Milano e lo Stato Veneto, e lo raggiungiamo. Nel prato retrostante, circondato da betulle, faggi e castagni c' un crocefisso con una targa sulla quale incisa questa poesia a firma M. di B.: " Qui sono e qui rimango, a contatto con il bivacco, qui nel mezzo del bel prato, vedo l'alba spuntar, e gli uccelli cantar, cos che a volte aspetto invano, che qualcuno deponga un fiore, qui al mio fianco. " Riprendiamo a salire lasciando il Bivacco Corti alla nostra destra. Vediamo un cartello che indica il pericolo di incendi. Presso una curva a destra (m. 960) inizia il tratto assai faticoso che ci porter in cima al Corno di Grao. Tra quercioli, carpini e maggiociondoli saliamo alternando tratti pi o meno ripidi. Dopo un'altra curva a destra la pendenza aumenta ancora (m. 1000). Poco pi avanti alla sinistra si stacca un sentiero. In questo punto l'assenza di alberi consente una bella vista panoramica. Rientriamo subito nel bosco (m. 1010). Quasi in cima, una scritta gialla su un masso dice: " Forza "; l'incitamento viene apprezzato e ci strappa un sorriso (m. 1030). Dopo due zig-zag sinistra-destra la pendenza diminuisce e raggiungiamo la cima del Corno di Grao (m. 1039). Percorriamo quasi in piano o con brevi saliscendi tutto l'ampio crinale del monte, rilassandoci e ammirando il panorama. Alla nostra destra vediamo il Resegone (con la rosea costruzione del Rifugio Azzoni che pi avanti scomparir alla vista) e la cima del Magnodeno, ancora lontana, sulla quale spicca la grande croce. Poi torniamo a salire e usciamo dal bosco (m. 1055). Proseguiamo in leggerissima discesa tra prati e pochi alberi e troviamo due baitelli, uno per lato (m. 1045). Dopo un tratto quasi in piano ne percorriamo un altro in salita, tra roccette, in un fitto bosco. Continuiamo quasi in piano, un poco alla destra del crinale, tra erba e qualche albero. Saliamo due gradini. Raggiungiamo il Passo Tre Croci, toponimo strano in quanto non c' alcun passo e una sola croce in legno dipinta di nero (m. 1055). Continuiamo dapprima in leggera discesa e poi quasi in piano attraversando un bosco di alberelli. Arriviamo al bivio dove ritroviamo il sentiero 28 (descritto nel settimo itinerario) che arriva dalla sinistra (m. 1045). I segnavia indicano a sinistra: 28, Maggianico, Corna Marcia; dietro: 29. In alto ben visibile la croce sulla cima del Magnodeno. Proseguiamo tra prati e alberelli. Alla destra in fondo ad un prato vediamo un rudere. Poi torniamo a salire con delle serpentine, in modo abbastanza ripido, in direzione della croce, lungo un contrafforte tra erba, cespugli e alcune betulle. L'ascesa allietata dalla bella vista panoramica sul sottostante Lago di Lecco e sui vari laghetti di Garlate, Annone, Pusiano e Alserio. Il sentiero si divide in due o tre tracce che si intersecano alcune volte (m. 1110). Poi si ricompone e si sposta alla sinistra del crinale (m. 1140). Percorriamo un tratto in cresta dove alla sinistra troviamo alcuni massi sovrapposti l'uno sull'altro (m. 1155). Dopo alcuni passi in leggera discesa proseguiamo quasi in piano con il pendio che alla sinistra precipita ripidamente. Poi passiamo alla destra del crinale camminando a mezza costa in leggera salita. Presso una curva a sinistra incontriamo un altro sentiero che arriva di fronte (m. 1170). Torniamo a salire in modo abbastanza ripido. Su di una roccia alla sinistra vediamo la scritta: " Al veci " e una " M " con una freccia che invita a proseguire (m. 1185). Con minore pendenza attraversiamo un boschetto di alberelli. Saliamo poi ripidamente agevolati da 36 gradini, alcuni in legno e altri in ferro. Superiamo un panoramico tornante destrorso dopo il quale su di una roccia vediamo un bronzo raffigurante il volto di Cristo (m. 1205). Dopo un tratto con poca pendenza torniamo a salire. Percorriamo un tornante sinistrorso poi la pendenza aumenta (m. 1220). Superiamo un tratto con il fondo roccioso poi riprendiamo a camminare su sterrato, ignorando un sentierino che sale dalla sinistra. Poi tra l'erba, con una bella vista panoramica alla sinistra, raggiungiamo la grande croce (m. 1235). Ancora pochi passi verso destra, con poca pendenza, e arriviamo il bivacco.

Link utili

Rifugi vicini

Nel catalogo MyBlaze, ordinati per distanza.