Bivacco Mario Corti
Come arrivare · Lecco, Lombardia · 921 m · rifugio
Scheda rifugio su MyBlaze
Informazioni pratiche
Tipologia
rifugio
Quota
921 m
Posti letto
0
Regione
Lombardia
Localita
Piazzo
Comune
Lecco
Meteo
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Come arrivare al Bivacco Mario Corti
Il Bivacco Corti situato in localit Zappello della Culmina, lungo l'accesso da sudovest al Pizzo e al Bivacco Magnodeno.
L'edificio, che in origine era una vecchia baita, stato ristrutturato nel 1975 con lo scopo di fornire un punto di ricovero lungo l'ascesa al monte.
Al suo interno ci sono un camino e della legna da ardere, un tavolo, una panca e tre sedie, un armadietto, poche stoviglie e alcune bottiglie di acqua
d'emergenza.
All'esterno c' un tavolo con relative panche.
Nel prato retrostante, circondato da betulle, faggi e castagni c' un crocefisso con una targa sulla quale incisa questa poesia a firma M. di B.:
" Qui sono e qui rimango, a contatto con il bivacco, qui nel mezzo del bel prato, vedo l'alba spuntar, e gli uccelli cantar, cos che a volte aspetto
invano, che qualcuno deponga un fiore, qui al mio fianco. "
Primo itinerario: da Maggianico - sentiero n. 29
Localit di partenza della nostra escursione Maggianico, che raggiungiamo dopo aver lasciato Lecco con la statale 639 in direzione Bergamo.
Abbandoniamo la statale seguendo il cartello che indica a sinistra l'ambulatorio veterinario e proseguiamo con Via Armonia, poi Via Zelioli e
infine Via Alla Fonte che termina con un tratto acciottolato ove parcheggiamo (m. 231).
Ci incamminiamo in leggera salita. Alla destra, oltre un parapetto in ferro dipinto di verde, scorre il Torrente Cif.
La strada poi si restringe e, in salita, arriviamo ad un bivio dove, dipinti su di un muro, sbiaditi segnavia indicano a sinistra (Via Gaudenzio
Ferrari) il sentiero 28 rosso e diritto il 29 giallo. Alla destra un ponticello gettato sul torrente conduce ad un cancello verde (m. 245).
Proseguiamo diritto e saliamo alcuni gradini. Dalla sinistra scende un ruscelletto che attraversa il sentiero passandogli sotto.
Appesa ad un pilone di legno che regge dei cavi, vediamo una tavoletta di legno con la mappa dei sentieri 28 rosso (che passa da Corte Marcia m. 780),
e 29 giallo (che passa per Piazzo m. 507, Camposecco m. 605, Culmine m. 921, Corno Grao m. 1039); i due sentieri poi si uniscono prima di arriva in
cima al Magnodeno (m. 1241).
Lasciati a sinistra due piccoli cancelli, con un ponticello con le sponde di ferro dipinte di verde, passiamo alla destra del Torrente Cif. Entriamo nel bosco.
Troviamo un altro bollo n. 29 nel cerchietto giallo. Le sponde di ferro, che dopo il ponticello proseguivano alla sinistra, ora terminano.
Raggiungiamo una croce ed una panchina (m. 270). Qui lasciamo il torrente che prosegue diritto e pieghiamo a destra.
Il sentiero si sdoppia in due tracce parallele; prendiamo quella a sinistra indicata da un bollo, ignoriamo una scorciatoia che sale a sinistra, e
poco dopo ritroviamo l'altra traccia che rientra dalla destra (m. 280).
Il sentiero gira a sinistra. Pi avanti torna a dividersi e a riunirsi.
Nuovamente il sentiero si sdoppia. Andando a sinistra raggiungiamo un bivio (m. 300) dove troviamo del segnavia che indicano verso sinistra un altro
attacco del sentiero 28 rosso (Magnodeno Via Corna Marcia, Solenga) e a destra la prosecuzione del sentiero 29 giallo (Piazzo, Camposecco, Culmine,
Corno Grao, Magnodeno). Andiamo a destra in leggera salita e ritroviamo l'altro sentiero che rientra dalla destra.
In salita percorriamo una curva a destra con il sentiero incassato nel terreno circostante e continuiamo con poca pendenza intersecando un
sentiero-scorciatoia che sale dalla destra e prosegue alla sinistra. Sopra di noi passano i cavi dell'alta tensione (m. 315).
Scavalchiamo un rivolo e riprendiamo a salire agevolati da tronchetti di legno che formano dei gradini.
Alla destra, profondamente incassato nel suo letto, scorre un torrente che subito abbandoniamo girando a sinistra.
Tra gli alberi alla sinistra vediamo il ponte sull'Adda e il Lago di Garlate. Dalla sinistra sale la scorciatoia che avevamo precedentemente incrociato (m. 330).
Il sentiero si divide solo per aggirare due alberi.
Poi ignoriamo il solito sentierino che riparte alla sinistra e proseguiamo diritto con poca pendenza fino ad una curva a sinistra oltre la quale
torniamo a salire.
Ad un bivio vediamo un bollo giallo a sinistra ed uno rosso a destra e seguiamo il primo con un paio di zig-zag (m. 340).
Raggiungiamo un incrocio e, seguendo i bolli gialli, andiamo a destra (m. 355). (Potremmo anche andare diritto. In tal caso il sentiero poi piega a
destra, per un po' costeggia un ruscello, poi sale a destra con alcuni zig-zag e raggiunge un muretto a secco. Poco pi avanti davanti ad una casa si
riunisce all'altro).
Il sentiero nuovamente si divide e i bolli gialli ci mandano a sinistra passando accanto a delle stanghe di legno legate in orizzontale agli alberi (m. 370).
Poi si divide in tre; non ci sono bolli ed in effetti possiamo sceglierne uno a caso. In questa zona gli alberi sono pi radi.
I sentieri si riuniscono accanto ad un muretto a secco dove ritroviamo i bolli e torniamo nel bosco (m. 385).
Ignoriamo una traccia che si stacca verso destra.
Il sentiero nuovamente si divide solo per aggirare un albero.
Ritroviamo il sentiero lasciato al precedente incrocio che arriva dalla sinistra. Davanti c' una casa con gli infissi verdi, nel cortile della quale
vediamo delle arnie (m. 395).
Aggiriamo la casa verso destra e saliamo alcuni rudimentali gradini accanto alla rete di recinzione.
Superiamo un tornante sinistrorso.
Poi il sentiero si sdoppia solo per aggirare un gruppo di alberi (m. 415).
Proseguiamo con due curve, sinistra-destra, tra le quali su di un albero leggiamo un cartello: "Comunit montana del Lario orientale".
Poi la pendenza aumenta e saliamo con delle serpentine (m. 425).
Il sentiero nuovamente si divide ed un bollo indica di andare a destra ma comunque poco dopo i due rami si riuniscono (m. 435).
Dopo qualche passo, con poca pendenza riprendiamo a salire con alcuni zig-zag. Qui il sentiero incassato. Alcuni tronchetti di legno formano dei gradini.
Lasciamo a sinistra un sentiero, segnalato da un piccolo cartello su di un albero, che scende a Solenga e proseguiamo verso destra in salita (m. 445).
Vediamo due bolli giallo-rossi, poi riprendiamo a trovare i soliti cerchietti gialli.
Saliamo alcuni rudimentali gradini.
Superiamo un tratto incassato nel terreno circostante. In un punto alla destra c' una rudimentale protezione con dei tronchi che formano delle
transenne di legno (m. 480).
Continuiamo in leggera salita accompagnati alla sinistra da un muro di pietre a secco, terminato il quale troviamo una palina con una cartina della
zona e alcuni segnavia: Baite Piazzo m. 507; diritto: Somasca, Castello dell'Innominato.
Lasciato a destra l'ampio sentiero che conduce alle poche baite (dove c' anche un tavolone con panche in metallo), proseguiamo diritto in salita e su
di un albero vediamo un piccolo cartello che indica il sentiero 29 per il Magnodeno.
Ci manteniamo alla sinistra di una bella radura e raggiungiamo un'altra palina i cui segnavia indicano verso destra Somasca e il Castello
dell'Innominato mentre su di una pietra il segnavia 29 nel cerchietto giallo invita a proseguire diritto.
Superiamo un rivolo che scorre alla sinistra e rientriamo nel bosco.
Percorriamo alcune serpentine e troviamo dapprima alla sinistra un masso e poi alla destra una pietra squadrata, entrambi marcati con i bolli (m. 525).
Troviamo poi altri massi alla destra tra gli alberi (m. 545). Qui giriamo a sinistra e poco dopo percorriamo altre due curve destra-sinistra.
Proseguiamo con delle serpentine e con maggiore pendenza. Superiamo un tratto incassato nel terreno circostante salendo alcuni gradini di legno (m. 560).
Presso una curva a destra ignoriamo un sentiero marcato da grossi bolli gialli che sale dalla sinistra (m. 565).
Il sentiero subito dopo si divide e poi torna ad unirsi dopo aver aggirato alcuni alberelli.
Proseguiamo con dei gradini di legno e delle serpentine abbastanza ripide.
Superiamo un tornante sinistrorso (m. 580).
Arriviamo ad un bivio (m. 590): il sentiero alla sinistra contrassegnato da bolli gialli conduce ad una sorgente, poi piega a destra e passando
accanto ad una casa arriva a Camposecco; quello a destra contrassegnato da cerchietti gialli punta direttamente verso l'Osteria Camposecco che gi
intravediamo tra gli alberi.
In entrambi i casi raggiungiamo una radura con vari tavoloni e panche all'ombra di alcuni tigli, castagni e abeti (m. 610). Qui troviamo il Rifugio Camposecco .
Alla destra c' un bel punto panoramico sulla sottostante Lecco,
sul lago e sull'Adda. Davanti, alla sinistra del rifugio e accanto alla piccola costruzione del WC, arriva il sentiero da Somasca descritto nel secondo itinerario.
Giriamo a sinistra e passiamo tra un baitello e il campo di bocce. Un segnavia indica il Magnodeno a ore 1.45.
Attraversiamo un prato. Alla destra ci sono una baita e un cassottello in lamiera; lontano alla sinistra vediamo una casa.
Rientriamo nel bosco camminando dapprima con poca pendenza e poi in salita (m. 615).
Con maggiore pendenza arriviamo ad un tornante destrorso dove tempo fa, qualcuno deve aver appeso un quadro ad un albero; ora rimane solo la cornice,
inserita saldamente nella corteccia, ed un segnavia che indica un sentiero contraddistinto da bolli rossi: Culmine - via ferrata - palestra di roccia (m. 650).
Continuiamo verso destra con minore pendenza, seguendo il sentiero 29. Vediamo un segnavia su di un albero (m. 665).
La pendenza aumenta (m. 700) e poi diventa abbastanza ripida (m. 720). Il sentiero incassato nel terreno circostante. Passiamo sotto due alberi
divelti e caduti di traverso sopra al sentiero.
Presso un tornante sinistrorso vediamo su di un albero un segnavia rosso-giallo-bianco a cerchi concentrici (m. 750).
Pi avanti percorriamo un ampio tornante destrorso (m. 775) seguito da uno sinistrorso (m. 810).
Dopo aver superato due cerchietti gialli la pendenza diminuisce un poco il che consente di tirare il fiato e guardare tra gli alberi alla sinistra
dove riusciamo a intravedere il Lago di Garlate (m. 820) ma, appena raggiunto il successivo cerchietto segnavia riprendiamo a salire in modo pi deciso.
Una pietra ed un tronchetto di legno formano due gradini (m. 835).
Ora saliamo in modo ripido (m. 850). Abbiamo l'impressione che la pendenza continui progressivamente ad aumentare.
Percorriamo una curva a destra (m. 875) e poi un tornante anch'esso verso destra (m. 890). La pendenza aumenta ancora.
Superata una curva a sinistra (m. 900) percorriamo un tratto meno faticoso che termina alla successiva curva a destra dove torniamo a salire in
modo abbastanza ripido (m. 915).
Raggiungiamo una selletta denominata Zappello della Culmina oltre la quale il sentiero spiana (m. 920). Troviamo vari segnavia: un cartello indica
davanti in discesa un sentiero per Erve, Saina e Somasca; dietro con il sentiero 29 viene indicata Camposecco a 35 minuti; un altro cartello
sembrerebbe indicare verso sinistra il Sentiero della Valle 801. Alla destra c' un sentiero non segnalato dal quale arriva il percorso descritto nel
terzo itinerario che proviene da Saina.
Giriamo a sinistra verso il Bivacco Corti ben visibile a qualche diecina di metri di distanza.
Superiamo un cippo, che segnala l'antico confine tra lo Stato di Milano e lo Stato Veneto, e lo raggiungiamo.
Link utili
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