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Rifugio Il Biondo
Come arrivare · Prata Camportaccio, Lombardia · 1380 m · Rifugio incustodito
Scheda rifugio su MyBlaze
Informazioni pratiche
Tipologia
Rifugio incustodito
Quota
1380 m
Posti letto
12
Regione
Lombardia
Localita
Sotto il Pizzo-Prà Baffone
Comune
Prata Camportaccio
Meteo
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Contatti
Telefono
E-mail
Come arrivare al Rifugio Il Biondo
Il Rifugio Il Biondo situato in localit Sotto il Pizzo - Pr Baffone, in Val Schiesone.
Il rifugio una costruzione in muratura a due piani. Al piano terra ci sono la cucina con fornello e bombola, lavandino, stufa, camino, legna, tavolo
con quattro panche, quattro sedie, mobile con stoviglie e cassetta per le offerte. Una porta alla destra conduce nel bagno dove c' la possibilit di
farsi una doccia calda. Al piano superiore, divisi in due stanze, ci sono 14 posti letto con materassi, due armadi che contengono cuscini e coperte e
infine tre sgabelli. Illuminazione da pannello solare. All'esterno ci sono una fontana con vasca scavata nella pietra ed un tavolo in legno con relative panche.
Alle spalle del rifugio si impone il Pizzo di Prata (m. 2727) con le sue pareti a strapiombo, una delle montagne che contano pi tentativi falliti di
scalata che successi.
In uno di questi tentativi, nel 1994, perse la vita lo scalatore Luigi Vigan detto " Il Biondo ". A lui venne dedicato il rifugio, ottenuto nel 2001
dalla ristrutturazione di una preesistente baita.
La Val Schiesone si divide in due parti nettamente contrastanti. Piacevole e rassicurante con i suoi verdi boschi punteggiati di maggenghi tuttora in
parte abitati (perlomeno nei giorni festivi), si incarognisce notevolmente man mano che la si addentra seguendo a mezzacosta le sue fiancate scoscese:
tratti esposti, a volte (ma non sempre) protetti con staccionate o assistiti da un cavo passamano, frane, guadi (l'ultimo dei quali, poco prima del
rifugio per chi arriva seguendo il primo itinerario, potrebbe essere difficoltoso o addirittura impraticabile in caso di acqua abbondante).
Aggiungiamo che, per diversi mesi all'anno, la zona circostante il rifugio e la parte terminale della valle rimangono in ombra. Va da se che pochi
siano gli escursionisti che si spingono oltre gli ultimi luoghi abitati. La valle per ha un suo grande fascino e la vista del Pizzo e delle taglienti
cime dietro al rifugio ben merita questa escursione che consigliabile percorrere nella bella stagione.
Il rifugio incustodito. Per informazioni, per prenotare e per ritirare gratuitamente le chiavi occorre rivolgersi a Prata al Consorzio Forestale
(tel.: 0343 37369); al bar Nandino, via Roma 35 (tel.: 0343 32182); e al negozio alimentari CRAI (tel.: 0343 34890) oppure al CAI di Barzan (039
9211003 - 9466834).
Segnalo che, tra i due possibili itinerari, il pi impegnativo quello descritto nel primo itinerario lungo la sinistra orografica della Val
Schiesone (lato destro per chi sale).
Primo itinerario: da Prata lungo la sinistra orografica della Val Schiesone (EE)
Percorrendo la statale 36 da Colico a Chiavenna arriviamo fino al km. 117.5 dove deviamo a destra verso Prata passando sotto al ponte della ferrovia.
Saliamo (Via della Michela) verso la chiesa e continuiamo sulla destra (Via Molino) fino ad un bivio presso il Torrente Schiesone dove lasciamo la macchina (m. 395).
All'inizio del ponte alcuni segnavia indicano diritto: Dona, Lottano, Uschione, Monti di Lottano, Rifugio Il Biondo, Passo Baleniga; a destra passando
sul ponte: Stovano, Pratella a ore 1.15, Pratella Zra, Sentiero degli antichi nuclei ore 1.05, Sentiero del Castagneto ore 1.20; dietro: Crotti di
Prata, Prata Camportaccio-Stazione, Chiavenna.
Andiamo a destra.
Attraversato il ponte, troviamo due bacheche con cartelloni che parlano dei " sentieri storico-culturali " e degli " interventi prioritari nel SIC Piano
di Chiavenna IT2040041 ", Qui comincia la mulattiera indicata da alcuni segnavia: Stovano a ore 0.45, Pratella a ore 1.30, Pratella Zra a ore 1.50.
Lasciamo la strada (pista forestale della Rebbia) con la quale possibile salire in auto fino a Pratella (m. 1000). Occorre per ritirare, al costo
di sei euro, presso le stesse strutture sopra elencate, le chiavi per alzare le due sbarre che ne bloccano l'accesso all'inizio e alla fine.
Prendiamo invece la bella mulattiera, coperta da ciottoli e con un gradino appena accennato ogni metro, che sale nel bosco accompagnata da segnavia a
bandierina di colore rosso bianco rosso.
All'esterno del primo tornante sinistrorso ignoriamo un sentiero che prosegue diritto passando accanto ad un baitello (m. 410).
Ai lati della mulattiera ci sono due file di pietre.
Dopo uno zig-zag destra-sinistra la pendenza aumenta e i gradini di pietra diventano pi evidenti (m. 420).
Superiamo una curva a destra e poi, quasi in piano, arriviamo davanti ad un rudere dove giriamo a destra ignorando un sentiero che prosegue diritto (m. 440).
Torniamo a salire. Passiamo accanto ad un vecchio cartello arrugginito. Le pietre attorno alla mulattiera sono coperte dal muschio.
Attraversiamo la strada asfaltata e, seguendo una freccia bianca, riprendiamo la mulattiera (m. 460).
Alla sinistra troviamo una grotta sotto ad un masso, modificata con dei muretti di pietra alla destra e all'interno (m. 465).
Poi vediamo un muretto alla sinistra, un po' in dentro (m. 475).
Pi avanti un altro muretto accompagna la mulattiera alla sinistra (m. 495).
Lasciamo a sinistra un rudere, in una fessura del quale stato collocato un quadretto raffigurante la Sindone (m. 505).
Notiamo che alcuni alberi recano un cartellino con un numero.
All'interno di una curva a sinistra c' un muretto di rinforzo.
Alla destra vediamo due vecchie case; la prima ha tre piani e la seconda quattro.
Poco dopo giriamo a destra e arriviamo ad un bivio (m. 530). Davanti c' un rudere e alla destra le due grandi case. Seguendo un segnavia bianco rosso,
andiamo a sinistra.
Un cartello su di un albero reca la scritta: " Berlinghero ". Alla sinistra vediamo la strada asfaltata compiere un tornante sinistrorso.
Percorriamo un tornante destrorso subito seguito da un altro sinistrorso all'esterno del quale ci sono una vecchia casa ed un rudere.
Incrociamo un sentiero e su di una palina vediamo dei segnavia che indicano: "Bilinghero 540 m."; a sinistra: Sentiero degli antichi nuclei, Alle
selve a ore 0.05, C Franscini a ore 0.15; dietro: Sentiero degli antichi nuclei, Campanile nero a ore 0.20, Prata crotti a ore 0.30.
Pochi passi pi avanti, presso un tornante destrorso, un altro cartello segnala seguendo la mulattiera: Sentiero del castagneto, Stova all'Orlo a ore
0.05, Pratella a ore 0.45.
Aggiriamo le ultime case appena superate lasciandole alla destra.
Poi in leggera salita attraversiamo un prato. Alla sinistra ci sono altre vecchie costruzioni e alcuni ruderi.
Giriamo a sinistra passando tra una palina, con un cartello che indica: " Cios 560 m. ", e un masso.
Subito dopo ignoriamo un sentiero che alla sinistra si addentra tra le case del piccolo borgo e, in leggera salita, proseguiamo diritto con un muro di
pietre alla sinistra.
Con uno zig-zag sinistra-destra lasciamo alla sinistra due case ben ristrutturate e rientriamo nel bosco.
Alla sinistra troviamo dei ruderi e poco dopo raggiungiamo un altro abitato.
Accanto ad una fontana con vasca in cemento i segnavia indicano: "Stova all'Orlo 580 m."; a sinistra: Pratella; alla destra: Bagno Consorziale, Gre.
Andando alla destra possiamo visitare altre baite alcune delle quali ben ristrutturate. Proseguiamo verso sinistra e poi giriamo a destra percorrendo
quasi in piano la Via Maestra. Qui le vecchie case sono tutto in ottimo stato. Troviamo una fontana, insegne, vasi di fiori alle finestre e sui
balconi. Sicuramente questo piccolo borgo ancora abitato per lo meno nei fine settimana e nel periodo estivo.
Dopo le ultime case, passiamo tra due prati e rientriamo nel castagneto (m. 585).
La stradina gira a sinistra e, seguendo una freccia bianca, proseguiamo diritto con un sentiero in leggera salita.
Ritroviamo la strada asfaltata (m. 595). Alcuni segnavia indicano con il sentiero del castagneto: Area di Sosta, Prata crotti a ore 0.35; dietro:
Stova all'Orlo a ore 0.05, Bilinghero a ore 0.15.
Seguiamo la strada verso destra solo per pochi metri e poi prendiamo il sentiero, che riparte alla destra, incassato tra due muretti di pietre.
Poi torniamo a salire con una mulattiera a gradini e con un muretto alla sinistra, oltre il quale ne vediamo altri che probabilmente segnano dei
confini di propriet (m. 605).
Continuiamo con maggiore pendenza (m. 620). Sui gradini vediamo dei bolli e delle frecce bianche.
Sfioriamo un tornante sinistrorso della strada asfaltata, raggiungibile con pochi passi in salita verso sinistra (m. 640).
Percorriamo uno zig-zag sinistra-destra (m. 650).
Alla destra esce un sentiero che scorre parallelo per alcuni metri e poi rientra presso una curva a sinistra.
In leggera salita arriviamo ad un bivio (m. 665). Qui troviamo un segnavia a bandierina e una freccia che indicano a sinistra, mentre un'altra freccia
bianca indica diritto. Scegliamo il percorso che sale a sinistra.
Dopo una curva a destra la pendenza diminuisce (m. 675). Alla sinistra tra gli alberi riusciamo a intravedere il fondovalle.
Percorriamo una curva a destra. Dopo un tratto quasi in piano continuiamo in leggera salita.
Alla destra troviamo un prato in fondo al quale vediamo una casa.
Poco dopo raggiungiamo altre case e le lasciamo alla destra (m. 695).
Seguendo una stradina sterrata ci riportiamo sulla strada asfaltata. Un cartello indica: " Stovano ".
Attraversiamo la strada e dopo pochi passi verso destra, troviamo sulla sinistra una sterrata ed un sentiero. Prendiamo il sentiero che sale parallelo
alla strada asfaltata.
Dopo un tratto con poca pendenza riprendiamo a salire (m. 745).
Percorriamo una curva a destra all'interno della quale ci sono pochi alberi ma parecchie felci (m. 760).
Rientriamo nel bosco.
Percorriamo un tornante sinistrorso molto ampio. In basso a destra vediamo la strada (m. 775).
Troviamo un masso alla destra; per alcuni passi il sentiero si restringe passandogli accanto (m. 795).
Poco dopo troviamo un altro masso nel mezzo del sentiero che possiamo comodamente aggirare da entrambi i lati (m. 800).
Dopo due coppie di zig-zag sinistra-destra (m. 810), saliamo in modo abbastanza ripido. Il sentiero pi stretto e ci sono alcuni gradini dapprima di
terra e poi di legno.
Raggiungiamo nuovamente la strada asfaltata nel punto in cui compie un tornante destrorso. La sfioriamo soltanto lasciandola alla destra (m. 825).
Quasi in piano scavalchiamo una cunetta in cemento per lo scolo dell'acqua e rientriamo nel bosco.
Presso un tornante destrorso un cartello e una freccia indicano Pratella.
In salita percorriamo tre tornanti sx-dx-sx, a poca distanza l'uno dall'altro, camminando tra alcuni massi coperti di muschio (m. 835).
Alcune pietre fanno da gradino.
Tra le felci percorriamo un tornante destrorso (m. 850).
Trascuriamo un sentiero che, all'esterno di un tornante sinistrorso, si dirige verso una baita.
Saliamo alcuni gradini poi giriamo a sinistra ignorando un sentiero che scende a destra (m. 855).
Troviamo altre pietre disposte a gradino.
La pendenza aumenta, ma solo per un tratto.
In un anfratto vediamo un quadretto raffigurante una madonna con bambino (m. 870).
In leggera salita percorriamo un tornante destrorso con delle protezioni in legno raso terra come rinforzo.
Proseguiamo in salita e percorriamo un tratto con il sentiero incassato nel terreno.
Poi la pendenza aumenta e saliamo dei gradini di pietra.
Troviamo una pietra, con una freccia bianca, in mezzo al sentiero (m. 890).
Percorriamo uno zig-zag destra-sinistra.
In modo abbastanza ripido, con dei gradini, superiamo un tornante destrorso (m. 905).
Troviamo poi dei rinforzi raso terra alla sinistra.
Subito dopo percorriamo uno zig-zag destra-sinistra. La pendenza diminuisce un poco.
Dopo un tornante sinistrorso, troviamo altre pietre disposte a gradino (m. 925).
Alla destra vediamo una baita in un prato (m. 940).
Proseguiamo in modo abbastanza ripido. Accanto al sentiero ci sono alcuni massi, coperti dal muschio, uno dei quali molto grande alla destra (m. 950).
Subito dopo giriamo a sinistra passando tra un masso ed un albero.
Ora alla destra c' un muretto di pietre.
Continuiamo in modo abbastanza ripido tra pietre abbondantemente coperte da muschio.
Usciamo dal bosco. Alla destra c' il primo edificio di Pratella: una chiesetta davanti alla quale ci sono delle panchine di legno e di pietra (m. 985).
A seguire ci sono le altre case sparse sull'altipiano. Su di un cartello leggiamo: " Strecc ".
Incrociamo un altro sentiero. Lasciamo quello che prosegue diritto in leggera salita tra le case fino al " Belvedere " dove termina la strada e
dove da un panchina in un prato possibile ammirare le cime sull'altro lato della valle. Andiamo invece a sinistra seguendo l'indicazione di un
cartello: " Rifugio ". Alla destra su di un altro cartello leggiamo: " attenzione: cane cagnante ".
Camminando quasi in piano, alla destra troviamo una bacheca con una cartina del percorso botanico, un tavolo in legno con relative panche, una fontana
l'acqua della quale cade in un tronco di legno e un casello dell'acquedotto.
Poi giriamo a sinistra passando tra altre case.
Arriviamo ad un bivio dove i segnavia indicano: Pratella 999 m.; diritto: Monti di Lottano a ore 1, Pr Baffone - Rifugio Il Biondo a ore 2, Bocchetta
della Baleniga a ore 4; a destra: Pratella di sopra a ore 0.15/0.20, Monte Matra a ore 1.45, Pizzo di Prata a ore 5; dietro: Stovano a ore 0.30,
Berlinghero a ore 0.40, Prata Camportaccio a ore 1. C' anche un altro ottimistico cartello che indica il Rifugio Il Biondo a ore 1.15.
In leggera salita passiamo tra le ultime case. Quasi tutte recano inciso il nome del proprietario: " Casina di Ciapusc ", " Vallano " (davanti
alla quale c' una fontana con vasca di legno), " Baita Brambilla ", " Baita Marangun ".
Alla sinistra abbiamo una bella veduta della vallata e delle cime sul lato opposto.
Entriamo nel Bosco Gualdo. Da questo punto il sentiero si snoda a mezza costa, sovente esposto alla sinistra dove scende un ripido pendio alberato.
Passando tra due corti muretti, lasciamo alla sinistra una bacheca alla quale sono appesi dei cartelli che parlano delle conifere, delle latifoglie e del castagno (m.1015).
Alterniamo due tratti quasi in piano ad uno con poca pendenza.
Percorriamo una curva a sinistra assecondando un'ansa della montagna.
Proseguiamo con lievi saliscendi e percorriamo una curva a sinistra (m. 1025).
Presso un tratto quasi in piano, alla sinistra c' un muro che scende a sostegno del sentiero.
Torniamo a camminare in leggera salita. Alla sinistra troviamo un tronco collocato raso terra come rinforzo.
Alternando tratti quasi in piano ad altri con poca pendenza, percorriamo due curve a destra.
Alla sinistra del sentiero troviamo un altro tronco raso terra.
Passiamo accanto ad una bacheca con un cartello che parla dell'abete rosso (m. 1045).
Dopo un tratto in leggera discesa, proseguiamo quasi in piano.
Arriviamo ad un bivio dove una palina reca dei segnavia che indicano diritto: Pr Baffone - Rifugio Il Biondo a ore 1.30, La Curlegia a ore 2,
Belvedere a ore 2.10; a sinistra: Mont di Bech "Chiesetta" a ore 0.30, Pradotti a ore 0.40, Lottano a ore 1.10; dietro: Pratella a ore 0.20, Prata
Camportaccio a ore 1.20. Proseguiamo diritto in salita.
In discesa raggiungiamo e guadiamo un ruscello (m. 1055). Alla sinistra c' un tronco raso terra.
Dopo il guado proseguiamo in leggera salita.
Superiamo una curva a destra e poi, quasi in piano, un'altra alla sinistra.
Troviamo un albero sradicato caduto sopra al sentiero e lo aggiriamo risalendo un poco alla destra.
In salita arriviamo fino ad una curva a destra oltre la quale continuiamo quasi in piano. Alla sinistra ci sono dei pali di rinforzo collocati raso terra.
Alla destra troviamo il primo cavo passamano (m. 1065). Camminiamo in leggera salita. Poco dopo alla sinistra c' una corta protezione.
Giriamo a destra e sotto ad un masso vediamo un quadretto raffigurante una madonnina con bambino.
Dopo una curva a sinistra torniamo a salire agevolati da alcuni gradini di pietra.
Quasi in piano, percorriamo una curva a destra con delle protezioni di legno sul lato a valle.
Dopo alcuni lievi saliscendi, tra i massi arriviamo ad un altro torrente.
Lo guadiamo e proseguiamo in salita, inizialmente agevolati da alcuni gradini (m. 1080).
Arriviamo al secondo cavo passamano. Lo seguiamo quasi in piano e poco dopo troviamo anche delle protezioni in legno alla sinistra.
Attraversiamo una zona con delle pietre franate. Poi torniamo a salire (m. 1090).
Alla sinistra ci sono delle protezioni realizzate con paletti di ferro che reggono due cavi di acciaio. Alla destra c' il terzo cavo passamano.
Giriamo a destra e dopo un tratto quasi in piano proseguiamo in leggera salita.
Arriviamo al quarto cavo passamano che all'inizio fissato ad un masso. Saliamo con dei gradini (m. 1100).
Troviamo poi un tronco collocato raso terra a rinforzo del sentiero. Il cavo termina presso un tornante destrorso.
Dopo un tratto quasi in piano, proseguiamo con poca pendenza.
Percorriamo una curva a destra e troviamo un altro tronco raso terra.
Proseguiamo dapprima quasi in piano e poi in salita.
Con pochi ripidi passi e con uno zig-zag destra-sinistra, saliamo verso destra. Alla sinistra ci sono delle protezioni (m. 1115).
Percorriamo un altro tratto quasi in piano poi riprendiamo a salire e troviamo altri tronchi raso terra a rinforzo del sentiero e alcuni gradini.
Superiamo uno zig-zag destra-sinistra (m. 1120).
Percorriamo una curva a sinistra con tronchi raso terra di rinforzo.
Quasi in piano, raggiungiamo una frana dove, per un breve tratto, il sentiero si abbassato di un metro. Non ci sono protezioni per cui scendiamo e
risaliamo con la dovuta calma (m. 1130).
Assicurati dal quinto cavo passamano, scendiamo ripidamente verso un torrente. Prima di raggiungerlo per, terminato il cavo, scavalchiamo un rivolo e
riprendiamo a salire (m. 1120).
Dopo alcuni passi quasi in piano, torniamo a scendere con dei gradini e raggiungiamo il torrente. Lo guadiamo e proseguiamo in salita.
Poi, quasi in piano, percorriamo una curva a destra.
Aggiriamo una roccia passandole alla sinistra.
Saliamo dei gradini di pietra.
Inizia qui una ripida serie di zig-zag. In alcuni punti ci aggrappiamo agli alberi o a delle radici affioranti per salire in modo pi agevole.
Superiamo un tornante destrorso.
Ad una biforcazione scegliamo il sentiero alla destra (m. 1155).
Percorriamo un tornante sinistrorso.
Al successivo tornante destrorso l'altro sentiero rientra (m. 1165).
Dopo una curva a sinistra e fino alla successiva curva a destra troviamo alla sinistra dei rami inchiodati orizzontalmente ai tronchi degli alberi
in modo da formare delle protezioni (m. 1170).
Vediamo un altro tronco collocato raso terra a rinforzo del sentiero e subito dopo percorriamo uno zig-zag sinistra-destra.
Superiamo un tornante destrorso seguito da uno sinistrorso.
Con poca pendenza arriviamo fino ad una curva a destra oltre la quale riprendiamo a salire.
Percorriamo un tornante destrorso.
Dopo una curva a sinistra, alcune radici formano dei gradini (m. 1195).
Continuiamo con una curva a sinistra e poi con un tornante destrorso subito seguito da uno sinistrorso.
La pendenza aumenta.
Dopo un tornante destrorso la pendenza diminuisce un poco (m. 1220).
Superiamo un altro tornante sinistrorso e vediamo delle radici affioranti.
Proseguiamo con serpentine abbastanza ripide.
Dopo una curva a sinistra saliamo ripidamente (m. 1235).
Sotto ad una pietra vediamo un quadretto raffigurante la Sindone (m. 1245).
La pendenza diminuisce un poco.
Percorriamo un tornante destrorso e poi uno sinistrorso (m. 1270).
Poi, in leggera salita, lasciamo a destra un piccolo slargo.
Proseguiamo in salita con dei gradini di pietra.
Superiamo un ripido tratto.
Percorriamo uno zig-zag destra-sinistra in modo abbastanza ripido (m. 1285).
Dopo un tratto quasi in piano giriamo a destra.
Proseguiamo dapprima in leggera salita e poi quasi in piano.
Scendiamo per alcuni metri con dei gradini.
Quasi in piano camminiamo su di una passerella formata da tre tronchi (m. 1290).
Dopo un tratto in salita, proseguiamo quasi in piano e superiamo un'altra passerella formata da tronchi coperti da lastre di pietra.
Saliamo ripidamente con dei gradini di pietra.
Quasi in piano attraversiamo una zona con delle pietre franate (m. 1300).
Una dopo l'altra, percorriamo due serie di zig-zag destra-sinistra tornando a salire.
La pendenza diventa abbastanza ripida (m. 1315). Poi diminuisce un poco.
Dopo una curva a destra, percorriamo un tratto in discesa.
Superiamo una lastra di roccia obliqua, leggermente scolpita in modo da agevolarne l'attraversamento (m. 1310).
Dopo un tratto con poca pendenza, saliamo ripidamente.
Cominciamo a vedere il rifugio in basso alla sinistra. Qui il sentiero largo ma il precipizio alla sinistra scende a piombo per un centinaio di
metri. Alla destra c' una parete di roccia.
Proseguiamo in leggera salita. In basso vediamo il Torrente Schiesone (m. 1340).
Percorriamo un altro tratto in salita con delle rocce alla destra.
Quasi in piano passiamo tra due roccette (m. 1350).
Torniamo a salire. Sotto una roccia vediamo un quadretto raffigurante una madonna con bambino.
Superata una roccetta, percorriamo un tratto in discesa.
Dopo un tratto quasi in piano, giriamo a destra. Riprendiamo a scendere ma con minore pendenza.
Percorriamo una curva a sinistra e poi quasi in piano guadiamo un ruscello.
Poi in modo abbastanza ripido continuiamo in discesa fino ad arrivare tra massi e pietre all'alveo del Torrente Schiesone (m. 1320).
Ora dobbiamo cercare il punto migliore per effettuare il guado che in caso di acqua abbondante pu risultare difficoltoso se non addirittura
impossibile. Scegliamo un punto in cui il torrente si allarga occupando tutto lo spazio disponibile in modo da non avere tratti particolarmente
profondi. Ci nonostante dobbiamo sfilarci scarponi e calze. Dopo un primo breve tratto con l'acqua a mezza coscia, possiamo approfittare di alcune
pietre affioranti e proseguire senza grossi problemi.
Sulla sponda opposta rimettiamo calze e scarponi. Delle frecce azzurre dipinte su di una roccetta indicano la via di risalita per uscire dal letto del torrente.
Saliamo aiutati da una corda plastica nera fissata alla parete.
Giriamo a sinistra e, quasi in piano tra l'erba, seguiamo la sponda del torrente.
Alla destra troviamo un baitello di pietre.
In leggera salita, superiamo un cartello che segnala " Belvedere a ore 0.40 ".
Arrivati davanti ad un'altra vecchia baita, giriamo a destra e raggiungiamo il rifugio.
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